Juju

Geniali, pazzi sfortunati

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analogico_09
Il 20/12/2018 Alle 02:23, Juju ha scritto:

Aspettavo questo intervento, sapevo che prima o poi l'avresti scritto. Adoro il Camaron e so che e` una delle tue passioni, ci voleva in questo topic, vista la vastita` del personaggio in questione.

Grazie dell'apprezzamento, Massimo, in effetti il respiro musicale e poetico del Camaron era/è universale, benchè la sua "fama" resti pressochè "limitata" in ambito "regionale"... Peccato (ma anche no...) perché la sua voce è così carica di "tempi" e di "luoghi", espressione pura ed alta di quel Flamenco che il regista Carlos Saura, nel suo interessantissimo lungometraggio sul tale "genere", dal titolo omonimo, definisce come un incrocio dei popoli, tradizioni e culture che danno luogo ad un nuovo tipo di musica: “crotalos” greco, canto gregoriano, mozarabo, romance di Castiglia, il lamento giudaico, il suono della negritudine, l’accento del popolo gitano che viene dalla lontana India [… ] tutto questo forma la struttura musicale di ciò che noi  oggi chiamiamo flamenco e che si esprime attraverso il canto, il ballo e la chitarra.
 

Da Sevillanas (genere popolare andaluso più "leggero" rispetto al flamenco/cante jondo) altro docufilm di Saura...
 



Ci mancano  molto entrambi.., potentosa questa bulerias.., tutto improvvisato.., affidato all'attimo, al grado di sottile e profonda intesa tra chitarrista e cantaor...
 

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rael71

Visto che @Juju ha giustissimamente citato Skip Spence e il suo Oar voglio citare gli altri due di quelli che, io per personalissime associazioni mentali, ho sempre riunito in quella che chiamo la trilogia della follia.

Il primo (la cui storia però diversamente dal povero Spence finisce bene) è Peter Green  e il suo End Of the Game, inciso dopo l'uscita dei Fleetwood Mac. Dopo il disco in questione a Green venne ricoverato in psichiatria per schizofrenia. Fortunatamente anni dopo riuscì a tornare alla musica e al blues.

Il terzo disco è The Cycle is Complete di Bruce Palmer. Sebbene nella biografia dell'autore non ci sia traccia di follia il disco ha un atmosfera allucinata  che certo non fa pensare alla sanità mentale. Palmer comunque non fu fortunato dal punto di vista della carriera musicale e morì nel 2004 a 58 anni.

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FedeZappa

L'ennesima vittima della droga, Layne Stanley.

Da Wikipedia :

Il 29 ottobre 1996 morì quello che per Layne fu l'unico vero grande amore della sua vita, Demri Lara Parrott, uccisa da un'endocardite batterica. Layne non resse più: finì per cedere all'idea di avere i giorni, i mesi, gli anni contati. «Fu profondamente colpito dalla morte di Demri», rammenta la madre. «L’adorava. Si adoravano». Più la dipendenza progrediva, più la sua carriera regrediva. McCallum ricorda in particolare l’ultimo tour con gli Alice In Chains. «So per certo che c’era chi si occupava di far trovare alcol e droghe a ogni data, un lavoro disgustoso. Consideravano l’uso di droga come un’attività ricreativa. E invece quando ti fai, non riesci a ragionare in modo normale. E quando anche chi ti circonda ne fa uso, è facile che non vengano prese le decisioni migliori per la tua salute. Non ci sono scuse, come recita quella canzone. Puoi permetterti di fuggire da quella situazione quando hai il dovere di portare a termine il tour, quando hai contratti firmati, quando c’è gente che lavora con te? Layne me ne parlava. Se accadesse oggi, gli direi: non sentirti responsabile per chi ti sta attorno, cura te stesso e la tua salute, bada alla tua felicità. Non lo feci, ma all’epoca non immaginavo che il punto d’arrivo di quella situazione sarebbe stata la morte. Credevo che Layne avesse le risorse per affrontare e superare quell’ostacolo, credevo che gli sarebbe stato d’aiuto l’amore di cui era circondato e il fatto di essere cresciuto con gli insegnamenti della chiesa. Perciò gli dissi: hai preso degli impegni e ora tocca a te e solo a te decidere che cosa fare. Era disperato».

Smise definitivamente di farsi vedere in pubblico; distrutto dal dolore dei tragici eventi che lo avevano accompagnato per tutta la vita, dalla delusione e dalla rabbia verso un mondo ipocrita come quello della musica, Layne si rinchiuse nel suo appartamento a Seattle, ormai logorato psicologicamente e fisicamente dall'eroina. L’eroina chiedeva il conto: aveva le braccia infestate da pustole, i denti gli cadevano, aveva perso almeno un dito a causa della mancanza di circolazione nella mano. Aveva superato il punto di non ritorno. «La sua lotta quotidiana» ha detto un amico a Charles Cross «era procurarsi la dose», che chiamava medicina. «Abbiamo fatto di tutto per fargli scegliere la vita», ha detto Susan Silver. Lui aveva scelto la morte. Chiuso nel suo appartamento, era andato incontro al destino cui si era tragicamente arreso. 

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Juju
12 hours ago, analogico_09 said:

Ci mancano  molto entrambi.., potentosa questa bulerias.., tutto improvvisato.., affidato all'attimo, al grado di sottile e profonda intesa tra chitarrista e cantaor..

Credo sia l'unico video con il Camaron. Bellissima, la buleria e` uno di modi piu` difficili del flamenco. Non proprio totalmente improvvisato perche` entrambi i musicisti ne conoscono lo sviluppo formale teorico, ma complicatissimo e con tempi dispari. Ovviamente la parte improvvisativa fa la differenza, è li dove la voce di Camaron puo` splendere di piu` e tuttavia, sia lui che Paco non esagerano mai, improvvisano con tocchi precisi ed eleganti senza troppi eccessi. Capolavoro.

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analogico_09

@Juju Giustissimo, la buleria, come tutte le varie forme di flamenco (tientos, siguiriya, martinetes, solea, rumba, taranta, ecc) ha una precisa e complessa struttura all'interno della quale è possibile improvvisare delle varianti che non si ripetono e cambiano a seconda degli specifici approcci interpretativi. Non è proprio la stessa cosa, ma la parentela è stretta.., ritroviamo un po' quello che caratterizza il jazz e la musica barocca, lo "standard" jazzistico e la sonata o altra forma compositiva "antica" che "prescrivono", specialmente per quanto riguarda il basso continuo, ampi margini di improvvisazione all'interno di strutture ben "formate".

Per tornare alla buleria, come giustamente ricordi (entrambi eccezionali) si dice sia, tra tutti gli altri, il "cante" più difficile formalmente e impegnativo espressivamente, ed è proprio con la buleria che Camaron dava il meglio di se, della sua enduendadisima arte. :) 

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Juju

@analogico_09 Esattamente. Quando vivevo a Granada e andavo nelle cuevas ancora "vergine" mi mettevo a battere le mani ad accompagnamento del "cante" per andare sempre inesorabilmente fuori tempo, pero` che esperienza, ricordo che me ne fregava poco e nulla del flamenco prima di quel momento, poi quando mi ci trovai dentro il duende si impossesso` di me...

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Sentenza976

Strano che nessuno abbia nominato uno dei musicisti che più amo e che nella sua vita ha sofferto molto. Dopo la morte del suo caro amico Scott LaFaro inizia a fare uso della droga. Il fratello si suicida. Lui annuncia alla sua prima moglie Eliane di volerla lasciare e lei presa dalla disperazione si getta sotto un treno della metropolitana nel 1971. Oltre all’eroina si aggiunge la cocaina. Il consumo di stupefacenti ebbe conseguenze sulla sua stabilità finanziaria, sui rapporti e sulla creatività musicale, fino a portarlo alla morte nel 1980 a soli 51 anni.

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Sentenza976

Non mi risulta abbia avuto una vita triste e disperata ma la sua morte a soli 34 anni resta alquanto bizzarra. Morì per mano della moglie, ucciso da un colpo di pistola al termine di un concerto. Ahhhhhhhhh benedette mogli... 😀

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analogico_09
11 ore fa, Juju ha scritto:

 Quando vivevo a Granada e andavo nelle cuevas ancora "vergine" mi mettevo a battere le mani ad accompagnamento del "cante" per andare sempre inesorabilmente fuori tempo, pero` che esperienza, ricordo che me ne fregava poco e nulla del flamenco prima di quel momento, poi quando mi ci trovai dentro il duende si impossesso` di me... 

Esperienza davvero magica il flamenco dal vivo.., specialmente nei luoghi leggendari come las cuevas di Granada, del Sacromonte.., mai fatta i tale luogo, te la invidio... Però a Siviglia ho avuto molte volte modo di ascoltare flamenco nei locali giusti, "vietati" ai turisti.., e non c'è disco che tenga.., perché il flamenco è come una "messa", un rito, una liturgia alla quale partecipa anche il pubblico, che tocas las palmas e instaura con quelli del cante, de la guitarra y del baile sempre una forte intesa... Provato anche io a "battere le mani".., spesso mi sono sentito scemo, fuori tempo, non è facile seguire quei ritmi di una irregolarità "disarcionante.., raramente ci ho quasi azzeccato .. ma per pochi attimi.., quella è una roba "cromosomica" ...  😋;)

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analogico_09

@Sentenza976 

Belle citazioni.., ci stavo arrivando ad Evans - un po' pwer volta.., il jazz è pieno di casi "delicati"... -  a cui però ho fatto cenno parlando della prematura morte di Scott La Faro che quasi distrusse Bill per il dolore...

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Ivo Perelman

Hasselgård was the "famous bop clarinettist [who] had died in an Illinois car crash recently" the memory of which spooked Sal Paradise on his journey to Chicago in Jack Kerouac's On the Road (1957).

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Ivo Perelman

Kreiten was reported to the Gestapo by Nazi neighbor Ellen Ott-Monecke about making negative remarks about Adolf Hitler and the war effort. He was indicted at the Volksgerichtshof, with Roland Freisler presiding, and condemned to death. Friends and family frantically tried to save his life, but to no avail. The family only accidentally learned that Karlrobert had been executed by hanging, with 185 other inmates, at Plötzensee prison.

His execution triggered a wave of articles in the German press about this "treacherous" artist. Prominent journalist Werner Höfer had to retire in 1987 when his articles about Kreiten became known to a wider public.

Today in Berlin, a memorial of the life and death of Kreiten exists along the "Topography of Terror" outdoor exhibit, which deals with the terror inflicted by the German SS and the Gestapo. The very prison cells that held him and others arrested by the Gestapo have been unearthed and remain laid bare for all to see. Streets in Düsseldorf, Bonn, Hilden and Cologne have been named in his honor. His only sister, Rosemarie von Studnitz, became a book publisher in the United States and died in 1975. In September 2003 the Dutch composer Rudi Martinus van Dijk had his work Kreitens Passion for baritone, full choir and symphony orchestra premiered in Düsseldorf by the Düsseldorf Symfoniker in memoriam of Karlrobert Kreiten.

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Ivo Perelman

Da wikipedia. "Nel 1941 fu ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico. Fu internato una seconda volta nel 1943 e gli fu diagnosticata una schizofrenia. In seguito fu lobotomizzato, ma l'operazione non ebbe esito positivo. Hassid contrasse la meningite e morì a soli 26 anni."

Come se fosse possibile ritornare a suonare con una tale intensità e virtuosismo dopo una lobotomia.  

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musicaando

Guido Cantelli poco ma di grande bellezza. 

Così fan tutte. La settima. Quadri,patetica.

Ma soprattutto il requiem di VERDI. 

Morto a meno di 40 anni in un disastro  aereo. 

In 2/3 anni sparirono lui, Toscanini. Furtwangler. Argenta. 

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