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Juju

Geniali, pazzi sfortunati

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Juju

@Beppe.Loid Jeopardy e` stato uno dei miei dischi di riferimento, copertina bellissima tra l'altro...

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minollo63

Altra storia altrettanto triste e sfortunata, per certi versi parallela nelle vicessitudini a quella di Daniel Johnston, è quella che ha per protagonista Roky Erickson, leader indiscusso dei mitici 13th Floor Elevators, gruppo seminale del garage rock e del rock psichedelico della metà anni '60 per il quale ha scritto i brani più significativi della sua carriera di autore nonchè loro chitarrista. Nel pieno della sua carriera con il gruppo in questione e sicuramente anche a causa di un uso ecessivo di LSD e altre droghe, ebbe delle crisi che poi portarono alla diagnosi di schizofrenia paranoide per la quale fu rinchiuso per parecchi anni in manicomio dove oltre a grandi dosi di farmaci lo sottoposero anche a terrificanti sedute di elettroshok con conseguenze devastanti per la sua mente, oltre che per il fisico.

Quando uscì da questa esperienza, non fu più lo stesso anche se continuò la sua carriera artistica, senza però riuscire a ripetere i fasti e la gloria degli inizi. Oltrettutto la sua mente era sempre più compromessa, avendo contine crisi paranoiche che lo portarono sempre più verso il lato oscuro, facendolo allontanare dalla musica in parecchie occasioni.

Ciao

Stefano R.

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edogalli

@andpi65 Ti ringrazio molto, questo è un forum dove è bello scrivere e appena posso provo a farlo. Grazie ancora

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Juju

@minollo63 Hai citato due grandi musicisti, complimenti, i primi dischi dei 13th floor elevators sono pietre miliari... Su Erickson sono quasi convinto che pazzo non era ma ce l'hanno fatto diventare... Se non ricordo male fu arrestato per possesso di una sola canna di mariuhana e tenuto in galera per un tempo piu` lungo del previsto, per sfuggire alla galera lui si fece dare l'infermita` mentale e fu anche peggio, visto che lo riempirono di torazina ed elettroshock e quando usci' nel '72 era un altra persona totalmente. La situazione familiare non lo aiuto` di sicuro con una madre da film dell'orrore super protettiva e collezionista di cianfrusaglie...

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bungalow bill

Un interprete sfortunato , nostrano , fu Ivan Graziani morto a soli 51 anni .

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Beppe.Loid

@Juju   certi dischi mi riportano la stessa sensazione anche dopo decenni e Jeopardy mi emoziona ancora come quando avevo 15 anni.
Lieto di non essere l'unico :)

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Beppe.Loid

@minollo63 ho il primo loro LP, li ho amati visceralmente!

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minollo63

@Juju Quanto riporti tu sulla vita di Roky Erikson corrisponde assolutamente al vero !

Il mio racconto è stato un po' stringato, e ho fatto un riassunto forse troppo concentrato di quelle che furono le vicessitudini che lo portarono alla completa distruzione della sua mente. Anche se comunque ritengo che in lui ci fosse già una propensione per certe patologie e che le "cure" abbiano solo amplificato quanto era già in atto nella sua mente.

Grazie comunque per la precisazione.

Ciao

Stefano R.

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minollo63

@Beppe.Loid chi ama il garage rock e il rock psichedelico non può non amare il loro disco di esordio "The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators".

Vera pietra miliare del genere e spunto per una marea di brani composti negli anni a venire da svariate band.

Ciao

Stefano R.

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Beppe.Loid

@musicaando sicuramente PatGoD il primo disco dei Pink Floyd è 99% Syd Barret, il nome del gruppo fu inventato da lui, il centro dell'attenzione nei concerti all'UFO Club era lui. Altrettanto vero è che la grande fama per i Pink Floyd naque successivamente a Syd Barret, sarebbe ingiusto definire gli altri del gruppo degli ingrati per averlo escluso. Sta di fatto che Gilmour che lo sostituì, era suo caro amico e fu anche il produttore dei suoi dischi solo. Sta di fatto che la follia restò sempre alcentro dei temi dei Pink Floyd, in particolare Crazy Diamond e The Wall sono chiaramente ispirati a Syd.

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Beppe.Loid

@minollo63 per ragioni anagrafiche li ho conosciuti durante il revival degli anni '80, non c'era garage band del periodo che non suonasse You're Gonna Miss Me!

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minollo63

@Beppe.Loid ovviamente è stato lo stesso anche per me, ero troppo giovane per ascoltarli ai tempi del loro esordio  !!! 😆

A loro ci sono arrivato in pieno revival neo psichedelico di metà anni '80 sull'onda dell'ascolto di tante altre nuove band che avevano il loro suono come fonte primaria di ispirazione.

Ciao

Stefano R.

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Beppe.Loid

@minollo63 Eheh, per fortuna, sennò avremmo almeno 20 anni di più!
Poi dubito che in Italia nei '60's fosse mai arrivata una copia. Pure negli Usa loro fama fu postuma per l'inclusione in Nuggets, la compilation di Lenny Kaye e mi sa che abbiano avuto molto più seguito negli anni '80.

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Beppe.Loid

John Fahey è un musicista folk e sperimentale ed è una figura che rientra nei caratteri del titolo.
Chitarrista folk blues ispirato dai 78 giri del padre, antropologo del suono dell'America rurale, fondatore della Takoma Records.
Dopo una quindicina di anni di una carriera sotterrranea ma brillante, precipita nell'alcolismo, diventa un senza tetto, vende la sua chitarra.
Ma accade che negli anni '90 c'è una nuova generazione che ascolta i suoi vecchi dischi, viene riportato sui palchi a fare da supporto a Sonic Youth, ritorna a pubblicare dischi.
Muore nel 2001, sfortunato sì, ma con una coda di rivalsa.
 


 

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Juju

@Beppe.Loid Grandissimo Fahey, ha avuto per primo l'idea di innovare il classico fingerpicking folk e blues americano con musiche orientali, attraverso accourdature aperte e suoni ipnotici. Immenso.

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densenpf

Sicuramente Randy California.

Geniale lo era, in quanto reputo il primo e quarto album degli Spirit di livello assoluto.

Tra l'altro chitarrista mostruoso, non e' un caso che Hendrix lo volle con se'.

Sfortunato pure...annego' ancora in giovane eta' alle Hawai nel tentativo di salvare il figlio.

Tentativo riuscito fra l'altro.

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musicaando

con questa discussione  sei stato geniale complimenti @Juju 

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andpi65
6 ore fa, edogalli ha scritto:

Ti ringrazio molto, questo è un forum dove è bello scrivere e appena posso provo a farlo. Grazie ancora

Grazie a te, anche se centellinati,  ho sempre  apprezzato la qualità dei tuoi interventi.

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djansia
Il 25/11/2018 Alle 21:27, oscilloscopio ha scritto:

... grazie all'amico Pete Townshed degli Who, che lo aiuta ad uscire dal tunnel ...

Cacchio, se ti hanno aiutato persone come Townshend a uscire dalla droga stavi combinato malissimo ...

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tri@ragorn

@Beppe.Loid  molto gradita la segnalazione dei The Sound.. "From the Lions Mouth" sto ascoltando ora, bellissimo album! 

Giuseppe

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floyder
7 ore fa, landmarq ha scritto:

Del secondo mi viene solo da chiedermi quanto l'incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle interrompendone la carriera di batterista sia stato all'origine di una discografia profonda e raffinata come poche altre.

Quoto e vorrei aggiungere cosa sarebbero stati (già immensi) i Soft Machine se avessero continuato con il gigante di Canterbury.

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iBan69

Bella discussione, e complimenti a tutti, per gli interventi e le menzioni.

La storia della musica è costellata di artisti che hanno sofferto, ma artisticamente “goduto”, della musa ispiratrice della follia, che sia insita in loro o provocata da sostanze. Oppure, dalla sofferenza di una vita di stenti o maltrattamenti, che ha segnato la loro esistenza, fin da giovani e che ha condizionato le loro vite musicali.

Alcune volte, sono quegli artisti che con la loro prematura scomparsa, ci hanno toccato di più nei nostri ricordi musicali, di una vita,  la loro, prematuramente interrotta. 

Potremmo aggiungere, a coloro che avete già ricordato... Bob Marley, più recentemente Amy Winehouse, e tanti altri meno famosi. 

Forse, essendo appassionato di Jazz,  sono abituato a queste vite di artisti bouderline ... comunque, è pur sempre vero che, spesso arte e follia/sofferenza, viaggiano a braccetto.

saluti

Roberto

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azn131

Ian Curtis dei Joy Division morto suicida a causa della depressione collegata alla sua malattia mentale (epilessia) a soli 23 anni.

Col gruppo due album fondamentali: Unknown Pleasures (1979) e l'ultimo Closer (1980) da considerarsi una sorta di testamento perché Ian qualcosa già sapeva...

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Juju

@azn131 Se non ricordo male non era schizofrenia ma epilessia, si dice che quando suonava dal vivo doveva stare attento alle luci dei riflettori, se erano troppo forti o intermittenti poteva cadere in preda ad una crisi. Comunque ovviamente un grande che si e` spento troppo presto.

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azn131

@Juju errore mio, hai ragione tu! modifico subito
 

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Juju

@azn131 Visto che ti piace Ian Curtis, vorrei proporti la storia di Poch (Ignacio María Gasca Ajuña). Personaggio stravagante, pittoresco, sempre imbottito di alcol e droghe, incontrollabile, dagli occhiali incollati col nastro adesivo. E` stato il leader della band post-punk/new wave Derribos Arias la quale ha inciso solo un disco (nel 1983) e qualche 45 giri, ma che fu assolutamente geniale e direi anche una delle bande piu` interssanti della Spagna post-franchista. Come vedrai dal video che posto piu` giu`, Poch ha movimenti strani ed espressioni facciali particolari. Infatti non aveva detto a nessuno del suo orribile segreto: nella sua famiglia il fratello era gia` morto a causa del morbo di Huntington e lui stesso ne era affetto ed usava l'eccentricita` del personaggio che si era creato nell'ambiente della movida madrilegna, per mascherare la "corea" (il tipico movimento incontrollato degli arti e del viso) causata dall'incurabile malattia. Morira` nel 1998.

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Beppe.Loid

@densenpf Randy California lo vidi in concerto con i chitarristi del tour Night of the Guitars (1989, credo).
C'erano anche Robby Krieger, Pino Daniele, Alvin Lee, Steve Howe... praticamente un concerto che sembrava un racconto di Gianni Minà :)

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