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Benchmark DAC3 HGC

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@aleniola E' il rapporto segnale rumore, in inglese SNR (Signal to Noise Ratio) che esprime appunto la differenza tra segnale misurabile e soglia del rumore. Tanto più è alto meglio è.

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granosalis
3 minutes ago, FabioSabbatini said:

Si, quello

Bello! Entri in USB ed esci in coassiale, suppongo. Se ti va di fare un piccolo O.T. su questo gradirei. 

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fabbe

Il Benchmark é stato scelto da Stereophile come sorgente digitale dell'anno!!

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granosalis

@fabbe è nel primo posto del topic 😁

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fabbe

😀

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aleniola

@granosalis Meglio da che punto di vista? Che sia per quello che l’Heed suona più “analogico”?

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FabioSabbatini

@granosalis 

Entro nel mutec in usb e esco aes/ebu

Con dac del livello del Benchmark e rme è completamente inutile

Era invece utilissimo con il mio dac precedente, un bellissimo e quasi tre volte più costoso e molto ben suonante Jadis

NON per problemi di jitter...BUFOLA per gonzi, quello sì:

Ma Immagino possa comunque essere utile con parecchi dac anche da decine di migliaia di euro

Qui si aprirebbe un altro capitolo, per il quale la disinformazione è rampante: il jitter

Se interessati pls vedere il link

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granosalis
38 minutes ago, aleniola said:

Meglio da che punto di vista? Che sia per quello che l’Heed suona più “analogico”?

E’ una misura che non esprime necessariamente un impostazione sonora.

Tra l’altro esistono diversi modi per misurarlo e per il tuo non è chiaro quale sistema abbiano adottato (tipicamente se non espresso è quello che produce il risultato migliore).

Avere una capacità superiore di discernere il rumore dal segnale audio equivale ad avere un risultato migliore sotto il profilo del dettaglio e della pulizia complessiva.

Al contrario un SNR basso tende a far ‘affogare’ i segnali più deboli sotto la soglia del rumore. In questo caso andranno inevitabilmente persi durante il processo di conversione.

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Gioan mk2
1 ora fa, granosalis ha scritto:
  • Heed Obelisk DA SNR 97 db
  • Benchmark DAC3 SNR 128 dB
1 ora fa, aleniola ha scritto:

@granosalis non so cosa

voglia dire

Vuol dire, tanto per chiarire una implicazione praticissima, che:

- col Benchmark puoi attenuare in digitale di 30dB e ancora avere una risoluzione pari al massimo (teorico) del cd 16 (bit): 98dB di Snr

- con Asterix se attenui della stessa entità finisci con avere la stessa risoluzione di un Pre Phono a vongole per audiogonzi: 67dB di Snr.

Nel primo caso non ci sono possibilità reali che tu senta rumore di fondo dovuto al Dac neanche in una baita di montagna con diffusori con oltre 100dB di sensibilità.

Nel secondo ci sono possibilità concrete che, nei passaggi a più basso livello delle registrazioni acustiche, tu senta il rumore di fondo del dac anche con diffusori di media sensibilità.

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aleniola
59 minutes ago, Gioan mk2 said:

con Asterix

...e panoramix...

Troppo complicato per me!

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Gioan mk2

Te la faccio più semplice: 

Il Bench ripropone:

- un microcontrasto strumentale così accentuato

- una macrodinamica monumentale, senza compressione ma anzi qualche accenno di (ben accetta) rarefazione degli strumenti percussivi

- una non comune tridimensionalità della scena in larghezza, profondità, altezza e bassezza (la quarta dimensione) 

- un'assenza di grana (o se c'è è stagionata secondo capitolato)

- un buco nero infrastrutturale  

- una capacità di dipanare le matasse orchestrate a misura di segaioli delle matasse orchestrate dipanate  

- etc etc 

...da far sembrare l'Asterix rotto al confronto.

D'altro canto in impianti votati al dettaglio radiografato,  l'Asterix introduce una nota di calore o di tiepido ardore (ma senza candore) che smorza la tendenza all'ipertensione iper-realistica  e all'analisi quasi forense (quando non scientista) delle magagne delle registrazioni.

Ovviamente ci vuole un impianto DUCL e orecchie addestrate da decenni di ascolti nelle fiere del provolone cilentano,  per evidenziare questi dettagli (anche se l'Asterix sembra sempre rotto al confronto).

E' più chiaro così?

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aleniola

Chiarissimo. Mi tengo l’Obelisk.

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apprendista
6 ore fa, ST1971 ha scritto:

altrimenti avremmo tutti un ifi da 200 euro in casa

non è un'ipotesi tanto peregrina...😉

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apprendista
6 ore fa, rpezzane ha scritto:

vi consiglio l’ultimo step ossia togliete anche il finale è andate dritti dritti in due belle casse amplificate

fatto anche quello

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apprendista
3 ore fa, Gioan mk2 ha scritto:

finisci con avere la stessa risoluzione di un Pre Phono a vongole per audiogonzi: 67dB di Snr

😂😂😂

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adolfo1947

@ST1971  "...mi piacerebbe poter fare un confronto nel mio impianto tra il benchmark e la mia catena DAC, se qualche possessore del suddetto avesse voglia di divertirsi un po' non deve fare altro che mandare un messaggio"

Di dove sei? Io di Monza Brianza. Però ho il Benchmark DAC2 che uso come pre per liquida, cd, giradischi e sintonizzatore.

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ST1971

@adolfo1947abito a monteriggioni, in provincia di siena, siamo un po' lontani, ma se dovessi pianificare qualche giorno di ferie in toscana fammelo sapere, possiamo organizzare una giornata di ascolti 🙂

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adolfo1947

@ST1971 Grazie dell'invito ma credo che sia improbabile. Ma...mai dire mai. 

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Gioan mk2

Non ho capito come funziona l'architettura del controllo di volume di sto Benchmark, tra ingressi anal/digitali, uscite linea e cuffie.  Qualcuno mi può educare?

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granosalis
12 hours ago, Gioan mk2 said:

Non ho capito come funziona l'architettura del controllo di volume di sto Benchmark, tra ingressi anal/digitali, uscite linea e cuffie.  Qualcuno mi può educare?

Sul DAC3 HGC il segnale digitale viene gestito con volume digitale a 32 bit mentre il segnale analogico viene gestito e rimane nel dominio analogico.
In pratica il DAC3 HGC è contemporanemanete un DAC, un vero pre analogico (con singolo ingresso sbilanciato) ed un amplificatore per cuffia. 

Anche il mio Bel Canto DAC 3.5 ha un ingresso analogico, ma converte il segnale in digitale e sfrutta il volume digitale per attenuarlo. 
Risultato: Inutilizzabile. 

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Gioan mk2
1 ora fa, granosalis ha scritto:

Sul DAC3 HGC il segnale digitale viene gestito con volume digitale a 32 bit mentre il segnale analogico viene gestito e rimane nel dominio analogico.
In pratica il DAC3 HGC è contemporanemanete un DAC, un vero pre analogico (con singolo ingresso sbilanciato) ed un amplificatore per cuffia. 

Sì ho anche guardato alla fonte.

In pratica il potenziometro lineare è sul segnale analogico per i corrispettivi ingressi, mentre funge da encoder per il controllo di volume integrato nel Sabre per gli ingressi digitali.

Soluzione abbastanza logica per allineare in qualche misura l'attenuazione di tutti gli ingressi.

Quello che mi lascia un po' perplesso è l'utilizzo di un banale pot lineare (un Alps manco della serie top) con le inevitabili approssimazioni di tracking, soprattutto alle alte attenuazioni e comunque tra esemplare ed esemplare. Da una ditta votata all'iperaccuratezza tecnica, per un prodotto di costo già elevato, mi sarei aspettato il classico ladder di resistitori (anche integrato). 

1 ora fa, granosalis ha scritto:

Anche il mio Bel Canto DAC 3.5 ha un ingresso analogico, ma converte il segnale in digitale e sfrutta il volume digitale per attenuarlo. 
Risultato: Inutilizzabile.

Addirittura...🤔

Visto che il dac è estremamente performante avrà una sezione adc del piffero...sennò non si spiega.

O forse è una presa di posizione audiophila e siccome c'è una doppia conversione per te è inutilizzabile a priori?

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granosalis
33 minutes ago, Gioan mk2 said:

Addirittura...🤔

Visto che il dac è estremamente performante avrà una sezione adc del piffero...sennò non si spiega.

O forse è una presa di posizione audiophila e siccome c'è una doppia conversione per te è inutilizzabile a priori?

Nessuna presa di posizione a priori, ci collegai l'uscita del pre-phono del giradisci ed il segnale subì un appiattimento  tale da dissuadermi  dall'usarlo. 
La sezione conversione per me rimana di grande pregio. 

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granosalis

A questo proposito vi segnalo la polemica scatenata su Stereophile legata appunto all'ingresso analogico del Benchmark ed al confronto fatto con il PS Audio directream DAC. 
Per confrontare il Directream con il DAC3, il recensore (Jim Austin) collegò l'uscita del Ps Audio all'ingresso analogico del Benchmark. 
Lo stesso recensore, nella frase riportata sotto, riconobbe che questa modalità di confronto diede un piccolo vantaggio al Benchmark, ma evidentemente considerò il vantaggio trascurabile. 
"This approach gives a slight edge to the DAC3, because the DAC3's analog inputs are unbalanced, and because the DirectStream's output is passing through the DAC3's preamp.)"
Il paragone con il PS Audio si rivelò un sostanziale pareggio. Aggiungo io che sono in molti oggi a pensare (io tra quelli) che i migliori DAC in commercio suonano sostanzialmente allo stesso modo, tanto che non serve spenderci una fortuna. 

Da qui la polemica. La fazione PSAudio sostenne che il confronto fu condotto in condizioni non corrette, mentre i sostenitori di Benchmark evidenziarono come l'ingresso analogico fosse di assoluta trasparenza e privo di qualsiasi colorazione. A sostenere quest'ultima tesi anche John Atkinson (Stereophile), che dopo aver messo il DAC3 al baco misurazioni scrisse: All I can say is "Wow!"

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FabioSabbatini

@Gioan mk2 

Qui dice qualcosa in più

https://benchmarkmedia.com/blogs/application_notes/benchmarks-256-step-relay-controlled-attenuator

Digital DSP multipliers can achieve near-perfect transparency if enough of the output bits are preserved and delivered to a D/A converter with sufficient resolution. Any significant volume reduction would place difficult demands on the SNR performance of the D/A converter. In our analog-to-analog application, an A/D converter would need to be added at the front end. Any significant volume boost would place difficult demands on the SNR performance of the A/D converter. In any practical system, the converters are the performance limitation. This is why we provide analog attenuators at the output of all Benchmark DAC1, DAC2, and DAC3 converters. The attenuators match the nominal output level of the DAC to the downstream device (usually a power amplifier). This matching minimizes the use of the digital volume control. In our analog-to-analog application, the cascaded A/D-D/A would add excessive THD and noise.

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granosalis

@FabioSabbatini Si ma quello è il pre LA4 / HPA4.

Pre che molti ritengono assolutamente straordinario per trasparenza ed assoluta mancanza di colorazione. 

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FabioSabbatini

@granosalis 

Lo so,

 Ma la parte selezionata da me fa riferimento al controllo volume come implementato nei DAC benchmark:

This is why we provide analog attenuators at the output of all Benchmark DAC1, DAC2, and DAC3 converters. 

Rispondendo anche alle perplessità sul fatto di metterci un banale potenziometro analogico

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Gioan mk2
2 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

Rispondendo anche alle perplessità sul fatto di metterci un banale potenziometro analogico

Fabio, o non hai letto con attenzione o più probabilmente non sono stato io abbastanza chiaro.

La mia perplessità - ribadisco perplessità, avranno le loro buone ragioni - non è sul fatto di lasciare il signal path interamente analogico dall'ingresso all'uscita, per le sorgenti analogiche. Ma sul fatto di farlo attraverso un (per quanto buono mai perfetto nel tracking tra L R) potenziometro lineare e non uno (enormemete più preciso) a rete di resistori. Anche la classica soluzione integrata tipo CS33xx o PGA 23xx, se ricordo bene le sigle.

Il senso: un costruttore che spacca il capello in sedici su una accuratezza che è ben al si sopra delle umane facoltà discriminatorie, poi mette un potenziometro nel circuito delle sorgenti analogiche che magari compie un errore di mezzo dB di tracking a -30dB di attenuazione. Leggerissimo, ma non inudibile. E fare una selezione di potenziometri che non commettano questi pur piccoli errori non è facile, nè economico.

2 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

Ma la parte selezionata da me fa riferimento al controllo volume come implementato nei DAC benchmark:

This is why we provide analog attenuators at the output of all Benchmark DAC1, DAC2, and DAC3 converters. 

Questo non ha nulla di diverso, mi pare, da quello che fanno tutti gli altri costruttori di DAC da studio, RME, Prism, Apogee e compagnia cantando

L'attenuazione è digitale, ma in uscita si possono settare livelli standard realizzati attraverso resistori switchabili inseriti nel loop di reazione (quindi sostanzialmente senza compromettere il rapporto segnale/rumore nè l'impedenza d'uscita). La ratio: evitare di utilizzare nell'uso normale - per cui ovviamente il dac non può predefinire grandezza dell'ambiente, sensibilità dei diffusori, o degli amplificatori a valle, SpL richieste per le varie applicazioni ecc. - livelli di attenuazione che compromettano il rapporto segnale rumore.

In altri termini: se tipicamente per aver un ascolto confortevole attenui digitalmente di 30dBfs un convertitore che ha 110dB o più di gamma dinamica, non è un problema. Se attenui 50-60dBfs "può" essere un problema.

Per evitarlo si switcha un resistore che preattenua le uscite di chessò 20dB, ma senza abbassare (se non marginalmente) il rapporto S/R.

Così puoi tornare ad attenuare digitalmente a livelli ragionevoli e innoqui.

Quanto esposto si chiama gain staging (struttura di guadagno) del sistema. E vale, con alcune peculiarità, tanto per l'analogico che per il digitale.

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FabioSabbatini

@Gioan mk2 

10 minuti fa, Gioan mk2 ha scritto:

Fabio, o non hai letto con attenzione o più probabilmente non sono stato io abbastanza chiaro.

Nessuna delle due

Avevo capito 

Non intendevo contrapporre opinione opposta

La tua perplessità era sacrosanta ed era anche la mia

Detto questo, considero Benchmark una delle non molte aziende hiend che fanno più sostanza che fuffa 

Grazie delle interessanti spiegazioni

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Gioan mk2
25 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Detto questo, considero Benchmark una delle non molte aziende hiend che fanno più sostanza che fuffa

be' dal punto di vista della qualità e razionalità di circuiti votati alle pure prestazioni...c'è poco da dire.

Sanno il fatto loro come pochi. Convo con 115dB di gamma dinamica e -95dB di THD+n...se ormai non li fa pure il droghiere sotto casa poco ci manca.

Quando vuoi spremere tutto quello che può dare il chip o l'operazionale figo...sfondare i 125dB di S/N e i -110dB di THD+n...lì ci vogliono palle e strumenti. PCB di un certo tipo, piani di massa pensati in un certo modo, razionalità paranoica di percorsi di segnale, grande conoscenza ed esperienza della materia.

Se non hai dimestichezza specifica con la cosa, ti puoi prendere a cornate sul muro, quei risultati al banco non escono. Neanche coll'induttore avvolto nelle notti di antiplenilunio. Tanto più se un coso poi lo devi mettere in produzione a centinaia o migliaia di pezzi.

Quanto all'ambaradan markettaro per titillare il mercato audiophilo (e anche quello studiophilo, una sottocategoria non meno insidiosa ...😂) qualche peccatuccio veniale lo commettono eccome. Meno di altri.

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