nullo

politica ed economia Cina USA, e la guerra dimenticata

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adriatico

@nullo 

ah ho capito sei un neo-peronista anche te

vabbeh lasciam stare vah

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nullo

Ma figurati, anche tu vuoi limitarti ad una visione duale di un mondo che duale non è.

la gente ha bisogno di risposte o si organizza. E più aspetti e più si organizza, e tanto più lontano da quel che pensi e proponi si  direziona.

vedi tu se l'orgoglio di Macron, quello  che non si spezza... ma che poi si piega di fronte al crescere  dell'onda sia quello che cerchi.

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maurodg65

https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-12-04/borse-sottotono-piazza-affari-bene-diasorin-debutto-ftse-mib-085157.shtml?uuid=AE8ihYsG

Tassi Usa e dubbi sulla pace Usa-Cina affondano Wall Street

- di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

4 dicembre 2018

Wall Street ha chiuso in picchiata, per i dubbi legati alla tregua sui dazi tra Usa e Cina e più in generale per i timori legati alla crescita dell'economia. Il Dow Jones ha perso il 3,08% a 25031,41 punti, il Nasdaq il 3,80% a 7158,43 punti. Tonfo anche per l'indice S&P500: - 3,23% a 2.700,37 punti. Timori di un rallentamento dell'economia globale, dubbi sulla tregua commerciale tra Usa e Cina, la paura di un'inversione della curva dei rendimenti del titolo a 10 anni rispetto a quello a due anni stanno pesando sull'azionario. Il settore finanziario (in calo anche del 4%) è stato venduto a piene mani.

E dopo il rally di ieri, in Europa la Borse hanno tirato il freno a mano (Parigi -0,82%, Francoforte -1,14%, Madrid -1,2% e Londra -0,4%): l'entusiasmo per la tregua nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha lasciato il posto alla cautela, specie perché da Pechino non sono arrivati commenti su quello che Washington ha definito «un accordo incredibile». Clima di attesa anche per le evoluzioni sulle trattative Ue-Italia sulla manovra, con il Governo che prende tempo per evitare la procedura di infrazione. Questo, e lo spread in rialzo a 289 punti dai 284 della vigilia, hanno rallentato Piazza Affari (-1,37%, peggiorata nel finale dopo avere trascorso la seduta in area -0,6%). Sul SPMib ha debuttato DIA.MI (+0,53%), che ha preso il posto di Luxottica. Sono andate bene le utility, Campari (+0,88%), dopo il buyback per un controvalore di oltre 1,8 milioni di euro, e Banco Bpm (+0,4%), dopo i commenti positivi degli analisti sul piano di derisking. In coda MONC.MI (-3,7%), con MB.MI cauta su business e strategia, ma anche i titoli che ieri avevano corso di più e che oggi sono colpiti dai realizzi.

Sul Ftse Mib giù chi aveva corso alla vigilia, debole anche Fca  
A Piazza Affari le peggiori sono state PRY.MI (-4,12%), STM.MIics (-3,2%) e CNHI.MI (-3,8%), tutte colpite dai realizzi dopo l'accelerata di ieri. Inoltre, Prysmian risente anche del fatto che JPMorgan Chase ieri ha rivisto al ribasso l'obiettivo di prezzo a 24 euro per azione, mentre Cnhi ignora il fatto che Moody's ha alzato il rating del debito senior da «Ba1» a «Baa3», con outlook stabile. Ad aggiungere pressione su St è la riduzione dei target da parte di Cirrus Logic: il produttore di audio chip, anch'esso tra i fornitori di Apple, ha tagliato le previsioni per l'ultimo trimestre dell'anno a causa della recente debolezza del mercato degli smartphone. In discesa anche FCA.MI (-1,97%), all'indomani dei dati sulle immatricolazioni negli Usa e in Italia e nel giorno in cui Il Sole 24 Ore sostiene che la casa auto sta valutando l'opportunità di creare una propria divisione di servizi finanziari negli Stati Uniti. A pesare sulle quotazioni di Fca è anche la debolezza del comparto auto europeo, nell'attesa di sviluppi sul commercio Europa-Stati Uniti: oggi l'amministrazione americana incontra i manager dei principali gruppi auto tedeschi.

Tra i titoli a minore capitalizzazione bene Safilo  
Fuori dal listino principale, da segnalare il rally dei gruppi attivi nel settore energia ENT.MI (+9,35%) e REN.MI (+5,56%), mentre SFL.MI(+1,55%, ma saliva del 5%) ha ingranato la marcia più alta nel secondo giorno dell'aumento di capitale da 150 milioni. Positiva anche PLT.MI(+0,89%), all'indomani dell'annuncio del delisting. Ieri Sofil (Lactalis) ha rilevato ai blocchi il 6,175% del capitale sociale salendo così al 95,8% a un prezzo di 2,85 euro.

In Europa giù le auto, i tecnologici e l'industria  
I dubbi sul futuro della tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina hanno messo il freno a tutti i principali settori del Vecchio Continente, in particolare a quello dell'auto (-2,45% l'Euro Stoxx 600 Auto), dell'industria (-1,73% l'Euro Stoxx 600 di settore) e dei tecnologici (-1,4%). St, che è stata tra le peggiori a Milano, ha lasciato sul campo il 2,81% a Parigi, Infineon Technologies ha ceduto il 2,06% a Francoforte, mentre ha retto meglio Asml (-0,57% ad Amsterdam). Male appunto le auto, con i principali gruppi del settore in discesa marcata: a Parigi Renault ha lasciato sul campo il 2,2% e la multinazionale della componentistica Valeo il 4,85%, mentre a Francoforte Bmw ha ceduto l'1,63%, Daimler il 2,89% e Volkswagen il 3,08% (oggi l'amministrazione americana incontra i manager dei principali gruppi auto tedeschi, per discutere di tematiche commerciali). In discesa anche le banche, mentre il comparto petrolifero non ha risentito del rallentamento del greggio (Royal Dutch Shell -0,02% ad Amsterdam e Bp +0,94% a Londra).

Spread chiude in rialzo a 289 punti, rendimento al 3,16%  
Chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco ha segnato un'ultima posizione a 289 punti base, dai 284 punti della chiusura di ieri. Stabile invece il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha terminato la seduta sui livelli del riferimento della vigilia al 3,16 per cento.

Wall Street in calo, investitori cauti su tregua Usa-Cina  
All'indomani di un rally, Wall Street viaggia in territorio negativo: gli investitori si riscoprono cauti sulla tregua commerciale siglata tra Usa e Cina sabato scorso durante una cena tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping. Mentre i rappresentanti dell'amministrazione Trump non hanno esitato a rilasciare commenti, a Pechino le bocche restano cucite. Probabilmente si attende il ritorno in patria del presidente cinese Xi Jinping, atteso giovedì. Alla vigilia di una giornata in cui i mercati Usa resteranno chiusi per via dei funerali di stato di Bush senior, deceduto venerdì scorso a 94 anni, il mercato teme una inversione della curva dei rendimenti (vista come indicatore di una recessione futura). Apple intanto soffre (-2%) una bocciatura degli analisti di Hsbc. Secondo loro il gruppo dipende troppo dall'iPhone.

Il petrolio a corrente alternata, eruro resta sotto quota 1,14 dollari
Il petrolio rallenta il passo e procede a corrente alternata, in attesa della riunione Opec del 6 dicembre (-0,2% il Wti a febbraio e +0,4% il Brent). Sul valutario, l'euro/dollaro che era brevemente tornato sopra 1,14 dollari, vale 1,135 dollari (1,1391 in avvio e 1,1357 ieri) mentre l'euro/yen è a 128,269 e il dollaro/yen a 112,937.

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maurodg65

Quando la propaganda e la ricerca del consenso condizionano i rapporti internazionali e le trattative tra due paesi, trattative che dovrebbero essere prima di tutto riservate e soprattutto concluse e sottoscritte prima di essere annunciate nella speranza di ottenere un po’ di consenso immediato in più.

Trump e Salvini, la stessa faccia della stessa medaglia.

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Lorenzo67

0 ed 1, bianco e nero

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maurodg65
4 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

0 ed 1, bianco e nero

Ascolta i TG e leggi i giornali, la questione è che c’è chi crede di potersi muovere in ambito diplomatico nei rapporti tra Paesi facendo il fenomeno, comportandosi come un elefante in una cristalleria, facendo il Cowboy, in realtà la “guerra commerciale” scatenata unilateralmente da Trump è un filino difficile da gestire ed interrompere una volta partita, il caso Dolce e Gabbana dovrebbero aver insegnato qualcosa ma evidentemente non è così.

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stefanino
21 ore fa, maurodg65 ha scritto:

dazi che la Cina aveva messo come ritorsione ai dazi USA sui suoi prodotti

avrebbe alzato (gia' c'erano)

oggi li rimuove

gli usa avrebbero alzato adesso non li alza

Tutti gli osservatori (anche i criticoni di Radio 24) hanno riconosciuto a Trump di essere stato efficace.

Che poi questo ci mettera' a riparo da una recessione e' tutto da capire.

L'andamento dei bond USA, la retromarcia di FED su aumenti dei tassi, l'empasse del PIL europeo, la Germania che e' entrata formalmente in recessione (PIL negativ)

Film gia' visti 

Con una incognita: i derivati di DB. Questo e' veramente preoccupante

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maurodg65
37 minuti fa, stefanino ha scritto:

oggi li rimuove

Veramente sembrerebbe di no, almeno non ancora poi vedremo, leggi l’articolo postato.

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Lorenzo67
41 minuti fa, stefanino ha scritto:

Tutti gli osservatori (anche i criticoni di Radio 24) hanno riconosciuto a Trump di essere stato efficace.

Non tutti: quelli di Melius non glielo riconoscono

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nullo
14 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

Non tutti: quelli di Melius non glielo riconoscono

Ognuno ha la sua Bibbia ed il proprio credo. 

L'ovvio è accuratamente evitato.

16 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

criticoni di Radio 24

In pratica la stessa chiesa...

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Lorenzo67
3 minuti fa, nullo ha scritto:

In pratica la stessa chiesa...

E' divertente seguire le "evoluzioni" di Barisoni. Anni fa la pensava in un modo, ora ha cambiato completamente idea su cose piuttosto importanti.

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nullo
4 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

E' divertente seguire le "evoluzioni" di Barisoni. Anni fa la pensava in un modo, ora ha cambiato completamente idea.

Pure il mitico Giannino.

Ed ecco che vengono dubbi su quanto la preparazione e lo studio spesso non aiutino comunque a cogliere l'essenza di passaggi irrituali... e le loro conseguenze.

eppure...

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Lorenzo67

Di Giannino non sapevo, non lo seguo più da tempo. L'eccessiva deregolamentazione dell'economia ed il liberismo più sfrenato che ha sempre predicato, non mi convincono più da almeno 10/12 anni. Ho fatto come Barisoni, ma molto prima di lui 🙂

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stefanino
5 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Veramente sembrerebbe di no, almeno non ancora poi vedremo, leggi l’articolo postato.

non ancora neanche per gli USA

ho diversi clienti USA che producono in Cina e dopo avere identificato dei terzisti non Cina comunque stanno dando seguito alla operazione di trasferimento

hanno capito che comumnque il surplus commerciale cinese non e' gradito 

probabilmente si stanno anche rendendo conto che a parita' di deficit commerciale e' piu0 sano "donare" PIL in giro per il mondo che non concentrarlo in buona parte su una unica nazione, nazione con cui e' difficile avere intese, mossa da una violontà di egemonia che ovviamente fa a cazzotti con le strategie USA, e che in ultima analisi e' anche poco rispettosa di cosette su cui gli USA sono sensibili (esempio licenze/proprietà intellettuale)

senzaconsiderare che hanno pratiche fiscali che sono  aiuti di stato ne piu' ne meno

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nullo
2 minuti fa, stefanino ha scritto:

senzaconsiderare che hanno pratiche fiscali che sono  aiuti di stato ne piu' ne meno

Mica stupidi... 

noi invece abbiamo i ragionieri che la raccontano solo, ma in buona sostanza lì si stanno dirigendo, cannibalizzando risorse agli sfigati, poi dice che qualcuno s'incazza si rivolta. Il gioco non sta in piedi...

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Lorenzo67
6 minuti fa, stefanino ha scritto:

hanno capito che comumnque il surplus commerciale cinese non e' gradito

Ovvio. Per quale oscura ragione una nazione dovrebbe volontariamente impoverirsi, arricchendo nel contempo un possibile nemico?

Alla fine, si tratta di enormi trasferimenti di capitale, che per quanto tu possa stampare moneta, spostano l'ago della bilancia ed assoggettano a possibili ricatti economici (ma anche bellici, nella peggiore delle ipotesi)

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nullo
1 minuto fa, Lorenzo67 ha scritto:

Ovvio. Per quale oscura ragione una nazione dovrebbe volontariamente impoverirsi, arricchendo nel contempo un possibile nemico?

Si ma le regole...

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stefanino
13 minuti fa, nullo ha scritto:

Mica stupidi.

bah insomma dipende poi da come fai vivere la popolazione

non parlo degli arricchiti dello shenzen o di shanghai e pechino naturalmente 

Non si parla di deduzioni importanti o ammortamenti accelerati ma di vere e proprie detrazioni dalle tasse che dovresti pagare

Devi pagare 100 di tasse hai fatto investimenti per 80 dai allo stato 20. Lo stato paga l'investimento. Il gi0oco dura fino a quando

- a trump non gli girano i cog**** e parla di dazi

- a obama non gli girano i cog**** e spacca le palle per il cambio

- l'economia e' in crescita verticale

- la spesa sociale dello stato e' risibile

A cambiare scenario basta poco quando la componente consumi interni continua a essere risibile e basi il tuo sccesso sull'export.

(nel nostro piccolo lo sappiamo bene anche noi italiani.)
 

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Lorenzo67
9 minuti fa, nullo ha scritto:

Si ma le regole...

Lascerei la risposta ad un grandissimo:
 

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nullo
10 minuti fa, stefanino ha scritto:

bah insomma dipende poi da come fai vivere la popolazione

non parlo degli arricchiti dello shenzen o di shanghai e pechino naturalmente 

Non si parla di deduzioni importanti o ammortamenti accelerati ma di vere e proprie detrazioni dalle tasse che dovresti pagare

Devi pagare 100 di tasse hai fatto investimenti per 80 dai allo stato 20. Lo stato paga l'investimento. Il gi0oco dura fino a quando

- a trump non gli girano i cog**** e parla di dazi

- a obama non gli girano i cog**** e spacca le palle per il cambio

- l'economia e' in crescita verticale

- la spesa sociale dello stato e' risibile

A cambiare scenario basta poco quando la componente consumi interni continua a essere risibile e basi il tuo sccesso sull'export.

(nel nostro piccolo lo sappiamo bene anche noi italiani.)
 

Sono d'accordo Stefanino... mi riferisco ai danni che causi a terzi parti, è guerra.

poi è ovvio che abbia il fisico reagisca... 

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maurodg65
1 ora fa, stefanino ha scritto:

senzaconsiderare che hanno pratiche fiscali che sono  aiuti di stato ne piu' ne meno

Scusa Stefanino ma prescindendo dal fatto che si parlava di quanto accaduto in Argentina al G20 ed agli annunci di Trump e della delegazione USA sementiti da parte cinese, tutto riportato nell’articolo del link al sole24Ore il problema del deficit della bilancia commerciale USA Cina è più complesso e non lo semplificherei troppo, ne discutemmo tempo addietro e fu postato un articolo di Stiglitz se ricordo bene che faceva un po’ di chiarezza sulla parte di pil prodotto da aziende USA in Cina ma che veniva venduto in loco o esportato nel mondo senza risultare come export nella bilancia commerciale americana, senza considerare la parte di Pil immateriale derivante dell’economia digitale e dalle transazioni finanziare che non vengono considerate nel computo della bilancia commerciale, non a caso savgal ha sottolineato più volte che certi ragionamento non possono prescindere da un’analisi anche della bilancia dei pagamenti.

P.S. Per chi finge di ignorarlo l’Europa ha messo più volte dazi sull’import cinese di prodotti che secondo la UE beneficiavano di aiuti di stato, l’alluminio e l’acciaio credo siano gli ultimi in ordine di tempo che sono stati imposti, quindi lasciamo perdere certi discorsi.

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wow

Mi pare che non si stia tenendo conto del fatto che nessuna economia mondiale può rinunciare a un mercato come quello cinese.

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maurodg65

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-04-02/dazi-quel-che-trump-non-sa-bilancia-commerciale-cina-usa-160210.shtml?uuid=AEJw1cRE

Le auto vendute da General Motors e gli iPhone in mano a cittadini cinesi non compaiono infatti nei dati della bilancia commerciale, per il semplice fatto che non sono esportati dagli Stati Uniti alla Cina ma vengono prodotti direttamente in Cina. Per questo se si guarda solo il flusso di esportazioni e importazioni non si può avere l'immagine completa degli interessi americani nel Paese orientale. Che sono enormi. E, secondo Deutsche Bank, potrebbero essere messi a repentaglio dalla guerra dei dazi di Trump. A prescindere dall'opinione che ognuno possa avere di questa battaglia e dalle ragioni (che per molti aspetti ci sono) per intraprenderla.

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maurodg65
2 minuti fa, wow ha scritto:

Mi pare che non si stia tenendo conto del fatto che nessuna economia mondiale può rinunciare a un mercato come quello cinese.

Concesso che è difficile far comprendere a chi è convinto che le relazioni internazionali possano essere gestite dai Governi facendo la voce grossa e minacciando, soprattutto quando di mezzo c’è la Cina.

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Lorenzo67
2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

secondo Deutsche Bank

Quelli, meno parlano, meglio è

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nullo
10 minuti fa, wow ha scritto:

Mi pare che non si stia tenendo conto del fatto che nessuna economia mondiale può rinunciare a un mercato come quello cinese.

Al fronte la palle vanno e vengono.

se la bilancia è tragicamente e sostanzialmente in perdita i nodi vengono al pettine.

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maurodg65
1 ora fa, Lorenzo67 ha scritto:

Quelli, meno parlano, meglio è

È uno studio commissionato e pubblicato da DB, il suo valore prescinde dalle riflessioni su derivati in pancia all’istituto e simili problematiche. Tra l’altro gli stessi ragionamenti li ha fatti anche Stigliz.

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maurodg65
20 minuti fa, nullo ha scritto:

la palle vanno e vengono.

Ecco, le palle sono il punto, quelle raccontate e quelle ostentate metaforicamente.

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wow
19 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Ecco, le palle sono il punto, quelle raccontate e quelle ostentate metaforicamente.

e mi pare che i mercati non siano neanche contenti...

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armanesh

Secondo me un accordo alla fine verrà raggiunto.
E come  potrebbe essere altrimenti? Trump ha già commissionato ad un' azienda cinese tutta la produzione di gadget, striscioni e bandiere per la campagna elettorale del 2020 (la stessa che lavorò per lui nel 2016);  l' ordinativo  è stata fatto in anticipo per spuntare un prezzo migliore...
Quando si tratta di risparmiare anche i populisti pensano prima di tutto  alle loro tasche.

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