nullo

politica ed economia Cina USA, e la guerra dimenticata

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adriatico

@armanesh 

🤣🤣🤣

grande Armanesh! 

silenzio assordante! ahahah

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armanesh
2 ore fa, adriatico ha scritto:

silenzio assordante

Quando un populista con le sue formulette  incontra la realtà   , il populista è destinato a soccombere
 

Trump, o meglio di alcune strutture alberghiere che fanno capo all’impero dell’ex tycoon. Lo stesso che una volta insediatosi come 45 esimo presidente Usa aveva varato l’era dell’America First anche in campo occupazionale. E’ quanto rivela la documentazione sulle assunzioni presso le tre proprietà per posizioni lavorative tra il 2016 e il 2017, consegnata al dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti.

Ebbene sia al Trump National Golf Club di Briarcliff Manor, nello stato di New York, che al Trump National Golf Club di Jupiter, e a Mar-a-Lago, entrambi in Florida, c’è stata una cronica assenza di lavoratori americani in grado di occupare le posizioni aperte negli scorsi due anni. Il risultato è che su 144 posti da assegnare, 143 sono andati a lavoratori con passaporto non Statunitense, e in possesso di visto H-2B, e solo uno a un cittadino americano.

Si tratta di impieghi come camerieri, bartender o inservienti alberghieri a diversi livelli. L’unico americano è stato assunto come cuoco. Il visto H-2B viene assegnato a stranieri quando non è possibile assumere personale americano specializzato e disponibile a lavorare stagionalmente in strutture come alberghi o resort. Nel caso di Mar-a-Lago, la cosiddetta Casa Bianca di inverno, dove Trump trascorre gran parte del suo tempo libero, specie nei mesi freddi, e dove lo staff guadagna da 10,33 ai 13,43 dollari l’ora, solo sette americani hanno risposto agli annunci di offerta di lavoro, ma nessuno ha accettato o perché non era sufficientemente qualificato o perché non era interessato.
https://www.lastampa.it/2018/02/14/esteri/america-first-ma-trump-ha-assunto-un-solo-americano-su-posti-J26tKUi74hNIlqU80kWsII/pagina.html

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stefanino
Il 5/12/2018 Alle 12:50, maurodg65 ha scritto:

sulla parte di pil prodotto da aziende USA in Cina ma che veniva venduto in loco o esportato nel mondo senza risultare come export nella bilancia commerciale americana,

che e' quello che fa vieppiu' incazzare Trump

Ora ci sono cinesi svegli (vedi Foxxcon) che hanno capito il problema (soprattutto quello della dinamica salariale cinese, cosa non secondaria dato che gli stipendi in 15 anni sono aumentati tra 10 e 20 volte a seconda della zoina presa in esame)

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maurodg65
3 ore fa, stefanino ha scritto:

che e' quello che fa vieppiu' incazzare Trump

Scusa ma quelle produzioni di fatto contribuiscono a rimettere in equilibrio la bilancia commerciale americana nei confronti della Cina, il punto era questo, che poi Trump auspichi che le aziende portino la loro produzione all’interno del Paese è più che legittimo ma non c’entra con quanto scritto. 

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adriatico

@armanesh 

il silenzio continua ad assordarmi 🤣

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stefanino

@maurodg65 

Il 5/12/2018 Alle 12:50, maurodg65 ha scritto:

sulla parte di pil prodotto da aziende USA in Cina ma che veniva venduto in loco o esportato nel mondo senza risultare come export nella bilancia commerciale americana,

quello esportato nel mondo genera zero

mica esportano (o triangolano) dagli USA

.

per fare un esempio

la fabbrica e' in Cina, la casa madre negli USA, l'HQ europeo (sede fiscale) in lussemburgo, la filiale che vende e' in Italia

la filiale italiana ordina la merce all'HQ europeo

l'HQ europeo lo acquista dalla fabbrica in Cina

Quando le marce parte fa l'HQ europeo fa spedire in Italia e manda alla filiale italiana la fattura targata Lussemburgo

negli USA non si fa alcun margine  ne si ricevono tasse quindi non viene fatto alcun "pil"

e allora dove si fa il margine? Ovvio dove si fanno accordi con il fisco vedi lussemburgo o irlanda per non pagare un caz**.

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maurodg65
3 minuti fa, stefanino ha scritto:

negli USA non si fa alcun margine 

Non lo fa se ha la convenienza a non farlo perché fiscalmente è più conveniente fatturare in un paradiso fiscale.

Per la mia esperienza la casa madre margina sempre su ciò che fatturano le filiali estere.

Comunque siamo OT, il tema era la bilancia commerciale degli USA vs Cina.

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stefanino
27 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Non lo fa se ha la convenienza a non farlo perché fiscalmente è più conveniente fatturare in un paradiso fiscale.

Per la mia esperienza la casa madre margina sempre su ciò che fatturano le filiali estere.

la questione "PIL" l'hai tirata fuori tu

prodotto: la sommatoria di beni e servizi prodotti in un paese in un determinato periodo

interno: relativo alle attivita' interne non ne fanno parte (ad esempio) le produzioni di beni e servizi prodotti all'estero anche se riconducibili a una azienda nazionale 

lordo: al lordo degli ammortamenti

quindi la produzione in Cina anche se fatta da azienda statunitense non fa PIL , semmai fa PIL nel paese in cui si produce.

La vendita all'estero che transita direttamente tra fabbrica e filiale (99,999%, non vedrei convenienza a importatre da Cina per ppoi riesportare inEuropa) non fa PIL negli USA semmai fa PIL per la parte servizio di vendita/margine nel paese della filiale

Quello che fa PIL e' solo la quota servizi che fa la azienda statunitense quando vende negli states

.

la questione e' strettamente legata alla bilancia commerciale Cina USA. E' chiaro  che se quella produzione fosse portata negli USA farebbe "PIL" oltre che diminuire il deficit commerciale USA

La questione fiscale aggrava il problema ma non e' il problema.

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adriatico

@stefanino secondo me non sei andato granché a punto...

il tuo è il modello Apple all'incirca. 

Ci stai dicendo che dei 10-12 miliardi di profitto netto TRIMESTRALE di Apple la quota di proprietari americani non vede un cent? e lo stato non becca una tassa? e la ricaduta di detti dividendi e tassazione non genera PIL?

ca2zo proponiamo subito uno scambio Apple - Alitalia a Trump!!! diamogli una mano cribbio!

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maurodg65
3 ore fa, stefanino ha scritto:

la questione e' strettamente legata alla bilancia commerciale Cina USA. E' chiaro  che se quella produzione fosse portata negli USA farebbe "PIL" oltre che diminuire il deficit commerciale USA

La questione fiscale aggrava il problema ma non e' il problema.

La questione di cui si parlava, come hai giustamente sottolineato, era lo squilibrio della bilancia commerciale americana nei confronti della Cina e quanto abbiamo scritto relativamente ad Apple e GM ridimensiona di molto i discorsi fatti, poi come ha già scritto nel precedente post Adriatico, pensare che la casa madre di Cupertino non veda neppure un dollaro di utile, nessuna ricaduta sul suo fatturato e nessun utile dichiarato dagli oltre 300 milioni di iPhone costruiti in Cina e venduti direttamente nel paese asiatico è pura follia, iPhone è un prodotto che ha un costo industriale intorno ai $ 100,00 a pezzo ed un prezzo commerciale di vendita al pubblico  intorno ai $ 1000,00 cadauno.

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