E88CC

Ma se in fase di mastering usano apparechi e cavi normali, come fa l'hi-end a migliorare un segnale?

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extermination
17 minuti fa, E88CC ha scritto:

Come sulle rimasterizzazioni di certi SACD Audiphile, ammesso che si sia riusciti a reperire il master(cosa assai difficile) come fanno a migliorare una registrazione di 40 anni fa?

https://www.velutblog.it/remastering-questo-sconosciuto/

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extermination

@maxnalesso la  propria voce è la meno indicata per una "valutazione" di verosimiglianza et similia!

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extermination
1 ora fa, ClasseA ha scritto:

Non si tratta di migliorare ma di conservare un segnale

che si "trasforma" (vedi "trasduttori"..orecchie comprese) e che subisce "trasformazioni" caso x caso!

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jakob1965

Prendo esempio dal mio impianto:

1) il segnale digitale viene convertito in un dac (prima anima nel bene e nel male del suono) -

2) poi passa all'amplificazione (seconda anima sempre nel bene e nel male del suono)

3) Poi il segnale elettrico passa ai diffusori - a loro volta sono dei circuiti elettrici tra cross over e motori

nel caso 1) un segnale digitale viene convertito in segnale analogico elettrico -in 2) il segnale elettrico debolissimo viene " trattato " e rinforzato - nel caso 3) addirittura abbiamo una conversione di energia: da elettrica e meccanica.

Per il me il pensare (anche se ritengo la sorgente importante) che la perfezione e purezza vi è solo a monte e che a valle vi sono solo processi degenerativi mi pare così improbabile -- ma molto improbabile -quasi impossibile

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imaginator

Sono poche le incisioni che fanno veramente schifo su un impianto di livello, al massimo suonano diversamente dal gusto o dall'esperienza  o inesperienza dell'audiofilo di turno. Con impianti mediocri tutto è molto più compresso in dinamica, respiro, scena 3d..estensione e risoluzione, ci sono tasselli di musica che spariscono all'insaputa dell'ascoltatore.

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extermination
29 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

da elettrica a meccanica

da meccanica a sonora...( propagazione del suono nella stanza) da sonora a meccanica..ad elettrica ( da stanza a orecchio  a snc)

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meridian

@E88CC 

2 ore fa, E88CC ha scritto:

diciamo cavi buoni, ma non hiend, convertitori buoni ma non hiend, e quindi un qualcosa nella bontà del segnale puó andar perso, come fanno gli apparecchi ultra hi-end a ricreare qualcosa gia perduto alla fonte?

Non devi ricreare niente, solo preservare il più possibile ciò che è stato fatto a monte  . . .  E per farlo ognuno con le sue preferenze, comunque, si dovrà puntare su neutralità, estensione , equilibrio timbrico, che non tutti gli apparecchi e accessori Hiende garantiscono . . . 

saluti , Dario 

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jakob1965

@extermination   chiedo scusa - ho corretto : da elettrica  a meccanica 

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jakob1965

Faccio un esempio: bocce ferme lo stesso impianto e ambiente e brano musicale

1) ascolto primo:  un ampli di livello molto scarso  (sui 300 €)

2) ascolto secondo : un ampli di livello  alto (sui 3000 €)

2) meglio di 1)  solo perché 2) deteriora meno? Mah - ci credo poco 

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meridian

@E88CC 

1 ora fa, E88CC ha scritto:

Come sulle rimasterizzazioni di certi SACD Audiphile, ammesso che si sia riusciti a reperire il master(cosa assai difficile) come fanno a migliorare una registrazione di 40 anni fa?

Trattasi di riequalizzazione...se un qualcosa non c'è  non lo si puó creare, altrimenti sarebbe un artefatto...sbaglio?

In 40 anni il digitale ha fatto qualche passo avanti, le prove le abbiamo con le rimasterizzazioni fatte da Wilson, con le versioni dei CD e SACD flat, immagino un lavoro di ripulitura, miglior bilanciamento e rifinitura , non è che 40 anni fa ci fosse sempre tutta questa attenzione alla presa sonora, al riversamento e alla gestione di un master da cui il vinile ricavato, era chiaramente equalizzato per l' analogico, non per il digitale . . . 

Non si tratta di creare qualcosa che non c' è , ma di far esprimere al meglio ciò che è presente, ci vuole manico , cura, attenzione e sensibilità , qualcuno è in grado , per fortuna dico io , di farlo . . . 

saluti , Dario

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meridian

@jakob1965 

30 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

Per il me il pensare (anche se ritengo la sorgente importante) che la perfezione e purezza vi è solo a monte e che a valle vi sono solo processi degenerativi mi pare così improbabile -- ma molto improbabile -quasi impossibile

E' così , ad ogni passaggio qualcosa si perde, più il sistema audio e l' ambiente in cui è inserito sono corretti e neutri, meno si perderà per strada, compresi collegamenti e ovviamente partendo, se possibile, da una buona incisione , ovvero corretta, come se ne trovano spesso nel Jazz, per esempio. 

Credo che il passaggio più critico sia proprio dall' ampli alle casse via cavi di potenza, lì si gioca molto della effettiva qualità finale di ascolto, anche per l' interazione dei diffusori con il locale audio . . .  

saluti , Dario 

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jakob1965

@meridian  ciao caro ..

Io penso invece che macchine di qualità completino o aggiungano del loro al fine di raggiungere un bel suono un esempio: il tuo Dac che so essere di qualità ... non credo che il buon suono della tua catena (che un domani vorrei ascoltare ..) risieda solo lì - probabilmente il dac da una risultato potenziale di livello elevato che l'amplificazione  a valle riesce a cogliere e a dispiegare .. 

Il concetto della negatività dell'aggiunta boh mi lascia perplesso

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meridian

@jakob1965  Jakob ciao , ma il punto sta proprio lì, puoi avere il miglior dac al mondo, diciamo il più naturale e preservante per il segnale, ma se a valle gli metti un ampli sgrauso che è poco neutro e corretto, il tutto collegato con un cavo che equalizza molto e taglia, cosa pensi arrivi poi al passaggio successivo ?? Ciò che è perso tra dac e ampli non lo ricrei dopo, quindi meglio preservi e più ricchezza e completezza avrai alle casse . . . Che è poi uno degli elementi a favore di collegare il tutto con cavi validi , perché  anch' essi influenzano il risultato sonoro . . . 

saluti , Dario 

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pino

@E88CC Sono completamente d'accordo su tutto quanto hai scritto all'inizio del thread.

La rimasterizzazione di un nastro analogico è necessaria in quanto purtroppo il nastro invecchia,dovresti riversarlo ( comunque perdendo ) su nastri nuovi dopo tot. anni.

Nastri nuovi è parecchio che non si producono.

Quel che ottieni con la rimasterizzazzione e sì una perdita, ma è anche  un congelamento della qualità,qualità che col tempo non peggiorerà.

Il passaggio dal nastro al vinile,rappresenta una enorme perdita di informazioni,se prendete un vinile ( ben tenuto ) stampato nel 1955, e lo mettete sul giradischi lo ascoltate senza deterioramento,non si puó dire lo stesso del nastro plastico del 1955.

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ST1971

Io credo che se alan parson facesse un giro sui vari forum di riproduzione musicale si divertirebbe un sacco 🙂

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Simo

I convertitori apogee non sono di certo gli ultimi arrivati, forse sono quelli hiend un po' esosi..

Per quanto riguarda i cavi peggio che sopra, un buon cavo non costa migliaia di euro.

Credo che in fase di ripresa comunque la qualità parte da livelli alti, le perdite ci saranno ma si parte da strumentazione professionale che ha pochi fronzoli e di solito è ben sfruttata.

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rpezzane

@ClasseA Io non so perché già questa romanza, ma io alle fiere ascolto di tutto. Dal rock al jazz, dal blues alla sinfonica. Solo piano o musica da camera. Nessuno ne in Italia ne all'estero si è rifiutato di mettere un CD che gli ho richiesto. Poi si può discutere sui risultati ma questo è un altro paio di maniche.

Saluti

Roberto

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rpezzane

Una cosa su cui vorrei far riflettere è che non si dovrebbe buttare la croce addosso ai tecnici del suono. Il motivo della massiccia compressione che viene fatta sui dischi recenti non è dovuta alla cattiveria di questi ingegneri ma più semplicemente data dalla povertà dei mezzi con i quali si ascolta.

Ma voi pensate che il tecnico del suono X possa masterizzare un disco di Ariana Grande con 40 dB di dinamica. Voi pensate che questo signore renderebbe un servizio ai fans di costei ?

Quale è l'eta media di queste persone ? 15 anni. Dove si ascolta ? Per strada o in cameretta con smartphone cinese e cuffiette coreane. Se faccio un master con DR16, ammesso che ci riesca visto la tipologia di suoni campionati, ottengo 2 effetti: rendere sordo l'ascoltatore e rischiare di bruciare lo smartphone.

Questo era il caso estremo che copre ormai il 50% degli ascolti dell'umanità. Un'altro 49,99% ascolta altre tipologie di musica, pop più evoluto, rock, soul, blues, classica, jazz etc su mezzi quali you tube, autoradio, tv, etc...Il problema per l'ingegnere del suono è lo stesso. Cosa carico a fare il CD di dinamica quando chi ascolta non ha un mezzo decente per riprodurla ? Vogliamo vedere finestrini di automobili infrangersi per woofer che scappano dalle loro sedi ?

Poi c'è il restante 0,01% della popolazione (cioè noi) e per questo esistono Abeat, Fonè, Reference Recordings, ECM, TELARC, NAXOS, CHANDOS, PENTATONE e le altre decine di etichette che sopravvivono a stento e ci fanno sopravvivere in barba a questo mondo di crescente mediocrità.

Con questa nota di ottimismo, visto che sto ascoltando il 18° ed ultimo notturno di John Field suonato dalla magnifica Elizabeth Jay Roe, vado a dormire.

Buona Notte

Roberto

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contemax

Discorso ampliamente condivisibile.

Aggiungo che chi pensa di avere un impianto completamente trasparente mente a noi tutti e non a se stesso.

Basta leggere i resoconti delle fiere e si legge tutto ed il contrario di tutto.

Il solo modo di giudicare un impianto è con la musica non amplificata.

Ma proprio perché non amplificata è la più difficile da riprodurre da un sistema amplificato.

Io ascolto pochissima o quasi nulla classica, preferisco ascoltarla dal vivo, quando l'ascolto con l'impianto preferisco l'uso della cuffia.

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captainsensible

Non è un problema di cuffie o non cuffie.

Lo sanno anche le galline che impianto casalingo non è in grado di sostenere tutta la potenziale dinamica di una registrazione, persino un mio amico che non è appassionato (attualmente non ha nemmeno un impianto stereo) mi diceva che la compressione è inevitabile in un ascolto home.

Spesso nei manuali di uso dei diffusori c'è persino scritto di non usarli per amplificare strumenti musicali, altrimenti gli altoparlanti si cuociono...

Le registrazioni audiophile sono anche esse compresse, anche se non massimizzate.

CS

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contemax

Certo, non ho detto che con la cuffia ho i Berliner in testa, ma almeno posso alzare il volume in modo che con i diffusori per quieto vivere non posso fare.

La riproduzione HiFi è in molti casi una fotografia fatta da Polaroid, in alcuni con buona reflex

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densenpf
7 ore fa, rpezzane ha scritto:

Una cosa su cui vorrei far riflettere è che non si dovrebbe buttare la croce addosso ai tecnici del suono. Il motivo della massiccia compressione che viene fatta sui dischi recenti non è dovuta alla cattiveria di questi ingegneri ma più semplicemente data dalla povertà dei mezzi con i quali si ascolta.

Ma voi pensate che il tecnico del suono X possa masterizzare un disco di Ariana Grande con 40 dB di dinamica. Voi pensate che questo signore renderebbe un servizio ai fans di costei ?

Mi ricordo anni fa' leggendo un intervista a Giorgia, (siamo nell'ambito del pop commerciale) disse testualmente che il suo nuovo disco doveva essere molto compresso.

Il motivo della scelta era che doveva suonare piu' forte della concorrenza.

Quindi le scelte e reponsabilita' esistono, eccome se esistono, che sia dell artista, del produttore, e per ultimo del sound enginner.

Effettivamente quel disco e' inascoltabile. 

http://dr.loudness-war.info/album/view/97947

Ogni tanto mi diverto a leggere le recensioni su amazon di musica leggera, cosi' per curiosita', e noto che alcuni che acquistano cd vecchi fatti negli anni 80 si lamentano che suonano troppo bassi.

E' chiaro che il mercato si adegua a loro.

Come ho scritto in un altro 3d, noi non esistiamo. Siamo troppo pochi per spostare certe scelte.

Meno male che esiste ancora un mercato giapponese (altra cultura musicale) da cui attingere.

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contemax

Nel campo della musica ormai col nuovo millennio le buone registrazioni sono solo un ricordo.(A parte la classica e non tutto il jazz)

Trovarne con DR decenti è ormai una rarità.

Quindi se vogliamo rispondere alla domanda iniziale io direi che se si ascolta musica contemporanea non vale la pena di allestire un impianto coxtoso a prescindere dai cavi che usano negli studi di registrazione.

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ifer

Io sono in parte d'accordo con ECC88.
Una parte del segnale si perde in partenza con i limiti di molti studi di registrazione.

Però c'è anche da dire che il 95% di musica di generi moderni come pop, rock, dance, hip hop, elettronica, metal sono registrati volutamente compressi (ricordate la Loudness war?) e anche male.

Detto questo le registrazioni, quelle fatte bene, degli studi di registrazione suddetti suonano comunque discretamente bene sui ns. impianti ma potrebbero suonare ancora meglio!

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ST1971

@captainsensible si farebbe due risate appunto... Diciamocelo chiaramente, quanti di noi appassionati si fanno le pippe pensando che i cavi equalizzino invece che pensare a sistemare l'ambiente che alla fine e' il diffusore ultimo? 🙂

sapete, parlando di dac (ovviamente bidirezionali, per forza di cose), quali sono gli unici brand tra tutti quelli da noi posseduti, nominati, decantati che ho visto nelle sale di registrazione dei miei colleghi o nelle regie mobili di tutto il mondo (e ho lavorato con i service di tutto il mondo, cinesi compresi)? Merging ed in qualche caso bricasti stop 🙂

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E88CC
3 minuti fa, ifer ha scritto:

Io sono in parte d'accordo con ECC88

Azz...mi hai cambiato valvola...e pure poco compatibile😂

Scherzi a parte.

Quindi se usassi in fase di riproduzione gli stessi apparecchi/cavi usati al momento del recording/mastering sarei gia al massimo della qualità possibile, visto che nulla si crea se non c'è in origine...

Ipotizziamo un master creato con un Apogee e cavo Reference, se ascolto con un setup del genere sono gia al 100% delle possibilitá...o con (faccio un nome a caso, sia chiaro) un MSB e cavo Nordost Odin andrei a migliorare?

Questo vorrei capire...

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ST1971

@E88CCposso dire una bestialita'? Se tu usassi le stesse componenti elettroniche usate per monitorare il mastering di un determinato brano ascolteresti ne' piu' ne' meno quello che ha "combinato" l'ingegnere del suono, usando componenti casalinghe non facciamo altro che ascoltare una piu' o meno libera interpretazione di quello che e' il lavoro originario. In parole povere nel primo caso ascolti  "as is" nel secondo ascolti con le orecchie e gli strumenti di chi ha realizzato i diffusori, gli ampli, i dac e via discorrendo. E' questo il motivo per cui l'audiofilo medio e' alla costante ricerca del suo personalissimo shangri-la, perche' ascoltiamo sempre e comunque con le "orecchie" degli altri e non con le nostre 🙂

concetto molto semplificato e "brutalizzato", ma penso si sia compreso il mio pensiero 🙂

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Brandx
14 ore fa, E88CC ha scritto:

Di studi ne ho girati, ho visto cavi Proel, Klotz, Reference, qualche Apogee Wyde Eye, ma niente che costi più di pochi euro.

Ho visto convertitori Apogee, RME, Lavry, etc, spesso con alimentazioni switching e cavi di alimentazione da 1mmq, a volte anche meno.

Oggi purtroppo è cosi, e il risultato si sente.

Anni fa registrare musica era un'arte tanto quanto (microfoni-registratori, sale etc..) , vedi:

Decca - Philips - Mercury Living  -  Rca - Everest - Columbia - Pablo etc...   

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