siebrand

cultura generale i migliori studenti scappano

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siebrand

prendo spunto da:

https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/sacconi-draghi-confronto/


vabbeh, niente di nuovo, sotto il sole, direte voi.

giusta risposta.

niente di nuovo.

lo Studente:

"Presidente, questa Italia fa fuggire i migliori": il discorso dello studente che lascia Draghi stupito...


la risposta di Draghi... leggetela.

io "estrappolo" solo questa frase:

 la vera crescita, il benessere, l'occupazione non possono scaturire dalla Manovra licenziata dal governo giallo-verde, che Draghi boccia dal punto di vista tecnico

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mozarteum

uno studente che va all'estero e dice che l'Italia fa fuggire i migliori e' un presuntuoso

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siebrand

@mozarteum 

può essere.

ma se i migliori studenti scappano, perché qui non vengono offerte alternative...

forse tutti i torti non ha, novvero?

Che serve, istruire, con tanto popò di spese (sulle spalle delle famiglie, studenti, stato ecc...) uno studente... fare in modo che si laurei... e poi non dargli la possibilità di lavorare?

sarà anche presuntuoso, ma i tanti Italiani istruiti qui e ricercati "altrove" magarei fanno pensare che non abbia tutti i torti...

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mozarteum

Diffido sempre delle autocertificazioni.

a meno che non sia stato chiamato da primaria universita’ o azienda a svolgere compiti d’alto profilo

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gianp
9 minuti fa, mozarteum ha scritto:

uno studente che va all'estero e dice che l'Italia fa fuggire i migliori e' un presuntuoso

Lo studente in questione studia alla scuola superiore di Pisa e, se l’articolo è veritiero, ha solo detto che i migliori dovranno andarsene se il Paese non è in grado di offrire carriere alla loro altezza.

Vista la scuola possiamo concordare che è tra i migliori e, a mio avviso, ha perfettamente ragione.

abbiamo ancora anni di benessere davanti a noi e alla nostra età possiamo guardare al declino del paese con un certo distacco (anche se a me provoca continui travasi di bile), ma io a questo punto ho pochi dubbi che i miei figli inizieranno le loro carriere all’estero.

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t.digiorgi

Non sarei proprio così sicuro che sono "i migliori" quelli che fuggono.

Ciao.

T

p.s.

anch'io tendo a diffidare delle autocertificazioni

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Panurge

Uno bravo non deve però esagerare con la modestia, senza un po' di grinta non si va da nessuna parte.

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gianp

@t.digiorgi lo studente di cui si parla è della scuola superiore s. Anna di Pisa. Senza dubbio una delle migliori scuole del paese.

quindi, anche al netto di tutto il relativismo possibile, è senza dubbio tra i migliori (solo per il fatto di essere entrato in quella scuola).

le autocertificazioni le usano quelli che aspirano al reddito di cittadinanza.

e comunque il punto non è che fuggono... è che altrove trovano offerte di lavoro migliori (per responsabilità, remunerazione e percorso di carriere).

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Robbie

Che poi questo non sarebbe nemmeno un problema, se solo ne attraessimo altrettanti dall'estero!

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t.digiorgi

@gianp 

Sono scelte.

Dubito che all'estero ci siano carenze di "migliori".

Credo piuttosto che il livello delle retribuzioni sia mediamente più alto: questo ha un forte appeal.

Ciao.

T

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kauko
13 minuti fa, t.digiorgi ha scritto:

Dubito che all'estero ci siano carenze di "migliori".

-

ovviamente no, ma all'estero quel numero non basta e abbisognano di altri tot dei migliori che noi gli forniamo.

autocertificazioni o meno, se guardiamo al puro principio le cose stanno così, l'italia non è un paese per giovani di talento.

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peng

Il problema non sono gli studenti che vanno all’estero. Un’esperienza internazionale non può fare che bene. La debolezza vera è che nessuno o molto pochi poi ritornano.

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adriatico

In Italia si è maestri nel complicare concetti semplici:

non li pagano i giovani in Italia.

Per questo se ne vanno.

Ma non li pagano nemmeno dopo un giusto periodo di introduzione.

Un ingegnere, se va bene, entra a1200 e arriva a 1800-2000 dopo anni ed anni. Ma scherziamo che uno investe tempo e denaro su un figlio per farlo laureare per poi vederlo arrancare per la fine del mese.

Ci sono luoghi poco distanti dall'Italia, da cui se vuoi rientri anche quasi settimanalmente, dove li guadagni in una settimana se sai fare qualcosa.

Ovvio non basta avere una laurea, occorrono tre lingue almeno C1-C2, esperienze internazionali sin dalle medie e settori che servono a qualcosa.

L'Italia non è un paese per giovani. E ormai neanche per la mezza età se ha voglia di fare.

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adriatico
4 minuti fa, Panurge ha scritto:

In Italia essere più in gamba degli altri pare una colpa da scontare.

Sintesi perfetta.

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Fabio Cottatellucci
7 minuti fa, adriatico ha scritto:

Ovvio non basta avere una laurea, occorrono tre lingue almeno C1-C2, esperienze internazionali sin dalle medie

Sottoscrivo il tuo post ma su questo punto non sono d'accordissimo...

le esperienze internazionali maturate fino a metà università non servono a molto, se non ad attestare che sei in grado di andare all'estero da solo, e le conoscenze linguistiche sono sovrastimate: quello che conta è avere un inglese ottimo (ma ottimo per davvero), che ti consenta di lavorare anche per telefono senza alcun problema e ad esempio di... litigare con poprietà di linguaggio.

Poi certo, se vai a dirigere per la Minig Co. un impianto estrattivo nell'Africa francofona...

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mozarteum

ma ndo caz** andate all'estero che si fa una vita mediocre pur guadagnando molti soldi.

Sono posti o con gente triste o invasata dal denaro o con differenze di classe angoscianti.

Si racconta sempre la meta' delle cose

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adriatico

@Fabio Cottatellucci 

Ci vuole l'inglese per muoverti su un piano internazionale e la lingua locale per muoverti sul piano sociale locale. Soprattutto nella zona germanofona (che implica svizzera e paesi est limitrofi ). Un conto è condurre bene in inglese una operazione internazionale, un conto è empatizzare con responsabili e collaboratori, oppure con operatori economici locali.

Le esperienze all'estero sin da piccoli rendono i ragazzi autonomi nel saper vivere le realtà che affronteranno poi. 
La "transumanza" va progettata con buon tempo  ... credetemi che lo so 😉 

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radioelasais
19 minuti fa, adriatico ha scritto:

non li pagano i giovani in Italia.

la sotto-occupazione giovanile ed il degrado delle competenze e delle aspettative di carriera dei giovani, come detto altre volte, è per me il problema che dovrebbe essere sul tavolo della politica. purtroppo si preferisce parlare d'altro ... e non mi si dica che il redditto di cittadinanza e la formazione nei centri dell'impiego è una soluzione o che il decreto dignità permetterà di qualificare il rapporto di collaborazione.

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adriatico

@mozarteum 

ma che ca2zo stai addì? ma 'ndo?

Un italiano con soldi non fa la vita mediocre manco se lo paracaduti al polo nord. 

È l'italiano senza pecunia che è imago mortis anche a piazza della Signorìa 

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mozarteum

Punti di vista

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Robbie

Concordo con Moz che la scelta non sia solo su un piano economico, ma i parametri non economici di un millenial sono parecchio diversi da quelli di un baby-boomer 50/60enne.

Al netto dei sacrifici da rinuncia del "pranzo de mamma" andare all'estero significa ritracciare da zero il proprio profilo sociale in un contesto nuovo, significa accreditarsi tra i coetanei come quello figo che ce l'ha fatta, significa postare sui social foto da posti considerati desiderabili. Tutte attività che lui schiferebbe.
 

Ci sono città europee che hanno un appeal tra i ragazzi italiani esagerato: Barcellona, Amsterdam, Berlino... Addirittura Lisbona! Che supera quanto non abbiano realmente da offrire. Anche perché senza competenze tecniche rilevanti, l'unica competenza da far valere è la conoscenza dell'italiano (e quindi si finisce a fare assistenza telefonica agli italiani in patria).

Anche noi siamo pieni di posti potenzialmente attrattivi per giovani stranieri. Quello che ci manca fatte salve poche eccezioni (moda, automotive...) è una base imprenditoriale forte che necessiti e quindi paghi di conseguenza le risorse top.

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briandinazareth
19 minuti fa, mozarteum ha scritto:

ma ndo caz** andate all'estero che si fa una vita mediocre pur guadagnando molti soldi.

Sono posti o con gente triste o invasata dal denaro o con differenze di classe angoscianti.

Si racconta sempre la meta' delle cose

dipende da dove vai, per quanto io per primo, avendo vissuto e lavorato all'estero (ancora lo faccio ma non in pianta stabile) preferisco stare qui per molte buone ragioni, 

ed è una scelta che ho fatto rimettendoci in termini monetari.

certo è che per uno che entra oggi nel mondo del lavoro e ha qualche cartuccia da sparare le prospettive in altri paesi possono apparire in molti casi più allettanti.

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briandinazareth
2 minuti fa, Robbie ha scritto:

quindi paghi di conseguenza le risorse top.

questo è un problema reale, che si affianca a quello di non riuscire, in casi che ho vissuto in prima persona, a trovare risorse con capacità e voglia, anche pagandole in modo congruo.

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adriatico

mo' si vive male a Berlino o a Zurigo o a Munchen o a Vienna o a Londra o a Parigi o a Madrid o a Milano o a Firenze und so weiter...

si vive male dove non ti puoi permettere di vivere bene. La discriminante è sempre quella.

E qua parliamo di dove un giovane di belle speranze ha opportunità di permettersi di vivere bene.

In Italia ne ha molte meno che nella mitteleuropa. Oltretutto con la facilità dei trasporti odierni uno vive la settimana a Zurigo (per dire) e il week end a Milano o a Firenze o Parigi anche più volte al mese se ne ha voglia. 

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kauko
12 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

trovare risorse con capacità e voglia, anche pagandole in modo congruo.

-

ovviamente non metto in discussione la tua esperienza ma rilevo una contraddizione.

sono in questo stato ma hanno la voglia e la capacità di andare all'estero?

qualcosa non mi torna.

Non so se mi sono spiegato nel mio dubbio.

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siebrand
22 minuti fa, mozarteum ha scritto:

ma ndo caz** andate all'estero che si fa una vita mediocre pur guadagnando molti soldi.

posso capire la battuta del post #2.

ma questa che hai scritto qui non mi sembra pertinente.

Non si tratta di "guadagnare m,olto di più"  all'estero. è che qui non guadganano nulla.

l'avvocatino neolaureato si e no che può fare le fotocopie (a grattis, s'intende...)

un ricercatore può ricerc are anche per 20 anni (o più) di seguito, ma poi la sua ricerca più intensda sarà sempre "ma come ci arriva a fine mese, con 600 euro?"


Perfino un infermiere, laureato in Italia, qui non trova lavoro, se non in qualche agenzia che spedisce gli infermieri a fare punture e cambiare il cateteri alle "anzianità".

In Austria,, Inghilterra, germania, l'inferm iere è, solitamente, un doplomato di scuola superiore che poi fa un "corso" di pochi mesi... pensi che all'estero non sappiano i nostri, per potersi chiamare "infermiere" fanno "laurea breve (tre anni)?

sono ricercatissimi, e, anche, ben pagati.

Secondo te?

un giovane così... cosa preferisce? fare qualche puntura, di notte magari, e portarsi a casa 7 euro per ogni intervento, arrivando, se v a bene, a 6/700 euro mensili, o andare all'estero e lavorare DAVVERO e portarne a casa almeno il triplo se non il quadruplo?

e parlo di infermieri, non di medici neurologi...

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Fabio Cottatellucci

In queste migrazioni di giovani si trascura sempre di dire che il 90% parte convinto di andare, chessò,a Londra a vivere dentro la Swingin' London e poi finisce a fare l'amministrativo abitando in un condominio di extraeuropei nell'East End.

Emigrare è uno sport per pochissimi, e quei pochissimi spesso più avanti cozzano col fatto che, quando la corsa alle posizioni top si stringe, passano avanti i local o col fatto che sono fra i primi a saltare quando il mercato gira nell'altro senso..

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