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mom

Una domanda agli esperti di grattacieli

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mom

@Fabio Cottatellucci Grazie, Fabio, il link però invita in particolare a uno stile di vita ( che non mi seduce particolarmente) ma non tratta delle specifiche che intendo. Grazie, comunque...  :) 

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Fabio Cottatellucci

Sì lo capisco, era solo per l'estetica.

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adriatico

@mom 

Va bene Mom però se vuoi risposte ad una precisa ricerca usa google e wiki, su un forum uno scrive quel che pare a se stesso su un argomento... eh.

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mom

@adriatico  Hai letto con attenzione  il titolo del thread che ho aperto iniziando questa nuova sezione?

Non  ci crederai ma sapevo dell’esistenza sia di Google che di Vikipedia! Mi interessava sentire l’opinione personale di chi se ne occupa direttamente o se ne intende e ha voglia di parlarne . Le mie domande infatti sono rivolte a loro, non ad altri. Grazie.

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alexis

e la scheggia di renzo piano...?

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alexis

all'inizio fu osteggiate pesantemente.. ma è destino comune a molti edifici alti.. per definizione fuori scala..

Poche strutture in Gran Bretagna dominano l'orizzonte e il dibattito architettonico come lo “Shard” di Renzo Piano. Per i suoi avversari, ha accoltellato il cuore di Londra: è troppo alto, non tiene conto della scala urbana, del contesto storico, è nel posto sbagliato, è uno spreco di energia, un monumento alla avidità, al denaro, alla disuguaglianza, all'influenza straniera in terra inglese. Ma Piano sembra impermeabile alle critiche. Dopotutto, la sua carriera iniziò proprio con uno degli edifici più provocatori dell’architettura moderna: il Pompidou Centre di Parigi, realizzato nel 1977.

Lo Shard, che aprirà ufficialmente il mese prossimo, è una struttura cristallina che però non segue la falsariga delle torri di vetro precedentemente costruite nel mondo. Non ha una forma geometrica essenziale ma piuttosto offre qualcosa di più scultoreo. I suoi fianchi giganti si piegano e si sovrappongono, creando fessure e nicchie che riflettono il cielo. Le planimetrie irregolari danno vita a qualcosa di meno irreggimentato. I lati fessurati nascondono griglie di ventilazione e aperture di servizio da cui possono emergere, come braccia robotiche, le gru di pulizia e manutenzione dell'edificio. Inoltre, l’inconveniente ambientale tipico dei grattacieli in vetro, il surriscaldamento stile serra, è meno rilevante in un clima temperato come quello britannico.

La critica più aspra alla “scheggia” di Piano, però, non riguarda il design dell’edificio o le sue prestazioni tecniche, ma piuttosto la sua posizione. Potrebbe andar bene, dicono i critici, per Dubai o Hong Kong, ma non qui, non nel cuore della capitale inglese. È difatti difficile negare che lo Shard sia fuori scala con il costruito che lo circonda, ma Londra non è mai stata un “gioiello” come Venezia o Parigi: è cresciuta a casaccio, è stata segnata dalla guerra e da incendi catastrofici, ha continuamente sovrascritto la propria storia. Questo non significa che non ci sia posto per il patrimonio storico, ma bisogna considerare che l'equilibrio, in questo contesto, è più dinamico e imprevedibile. Londra è una città in continua e perpetua evoluzione.

"Questo edificio non è stato fatto con l'intenzione di essere aggressivo o potente", afferma Piano in un’intervista al quotidiano inglese, Guardian. “Vuole semplicemente raccontare una storia diversa, celebrare un cambiamento”. L'idea è che le città non dovrebbero crescere solo in periferia e Londra è una delle prime ad aver imposto una cintura limite alla sua espansione urbana. Se deve crescere, lo farà al suo interno. Lo Shard, con i suoi quasi 310 metri di altezza, sarà l'edificio più alto dell'Unione europea, ma offre solo 48 posti auto e si trova nei pressi della London Bridge station, uno degli hub principali del trasporto pubblico londinese.

Lo Shard non vuole cambiare il mondo, ma testimoniare il cambiamento in atto. È una manifestazione delle difficili scelte che le città in crescita devono saper prendere. Tutta questa ostilità, secondo il pensiero di Renzo Piano, non è dovuta ad errori progettuali ma piuttosto alla paura naturale che le persone dimostrano nei confronti del cambiamento.

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alexis

lo spunto è quello sempre valido di interrogarsi quale sia la scala urbana cui riferirsi, quando si parla di grattacieli..

in origine furono semplici sottoprodotti della speculazione urbana a chicago specie a seguito dell'invenzione dell'ascensore da una certa stiegler & otis, che permetteva di ottenere la stessa valutazione economica ai diversi piani dell'edificio, mentre una volta valevano commercialmente solo il piano terra e il piano nobile.. mentre ai piani alti erano relegati servitù e classi subordinate..

poi con il tempo tutto è cambiato.. come pure la matrice compositiva.

il nucleo portante finisce da liberarsi dalla schiavitù della facciato composta ancora a lungo con matrici rinascimentali, per diventare semplice pelle, da quelle astrattamente stereometriche di un mies van der rohe a quelle voluttuose e sensoriali dell'ultima zaha hadid, trasformando l'edificio di fatto in grandi opera scultorea, svincolando forma e funzione in una sintesi compositiva plastica mai raggiunta prima.. 🙂

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appecundria
Il 25/12/2018 Alle 14:42, alexis ha scritto:

paradossi statici 

Sai, ne percepisco e apprezzo sia il pregio architettonico che lo sforzo ingegneristico, tuttavia mi mettono un senso di inquietudine che non me li lascia gradire al cento per cento. 

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appecundria
Il 26/12/2018 Alle 10:33, mom ha scritto:

Prossimamente posterò qualche foto di grattacieli che ho ripreso e che mi hanno maggiormente colpito per le loro peculiarità.

Apri un topic a se stante, dai!

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appecundria
Il 27/12/2018 Alle 17:22, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

La torre Velasca non è bella, non è brutta:

È un tipo.

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mom

@appecundria magari lo farò al mio rientro...intanto, in questi giorni, se riesco, ne fotograferò qualche altro... :) 

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alexis

@appecundria l'essenza stessa dell'architettura, oltre alla creazione dello spazio come entità autonomo, è la sfida alla gravità.

certi azzardi architettonici si divertono a ricordarcelo.. 🙂

la paura di cadere è solo desiderio di volaaaaare...✈️

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gabel
21 ore fa, alexis ha scritto:

e la scheggia di renzo piano...?

Personalmente e dal solo punto di vista estetico, sia chiaro, penso che lo Shard sia uno degli edifici meno riusciti di Piano.

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Aletto

@mom Il punto non è quanto dura in piedi, piuttosto quanto tempo resterà efficiente, ovvero adatto per viverci. Un grattacielo è pieno di macchine ed accorgimenti particolari, ben diversi da quelli dei nostri edifici, basti pensare agli ascensori.

Ma la vera sfida, oltre a quella puramente statica, sta nei servizi; avete idea di cosa significa portare acqua e corrente elettrica al 100 esimo piano? E cosa succede quando “ tiri la catena” ad un wc degli ultimi piani...?

Buone feste.

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mom

@Aletto Infatti proprio questa gestione e questi aspetti mi interessano... come quando si entra in una sala macchine! Del resto, se non sbaglio, il Centre Pompidou ( che non è certo un grattacielo!) era stato progettato proprio come una grande sala macchine delle navi : l’idea di Renzo Piano, architetto di Genova, era proprio quella : farne una sorta di fucina nel cuore di Parigi, centro dell’Europa e centro di sviluppo delle arti a 360*.  Ecco, anche i grattacieli per me sono come gigantesche macchine che lavorano senza sosta nascondendo segreti affascinanti e quasi magici. Ricordo per esempio il mio stupore infantile nel visitare, a La Grande Motte, il progetto, allora terminato recentemente,  di Città Ideale. Oggi sono passati 50 anni e quel gigantesco complesso piramidale, in cemento armato,  è diventato Patrimonio del XX secolo. Amato e criticato come il Centre Pompidou, resta comunque una icona rappresentativa del secolo.  Credo che la mia passione e il mio interesse per i grattacieli siano partiti proprio da lì... Forse questo post risulterà un po’ frettoloso... cercherò di puntualizzare meglio con calma. 

Se potessi scegliere una personalità con cui trascorrere una serata, non avrei dubbi: Renzo Piano!  😍 😄

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Aletto

@mom cara, sto uscendo per una cena, e non ho molto tempo ora. Se ti interessa ti racconterò un po’ di trucchi e magie che si nascondono dentro i giganti di vetro e acciaio. Sono un ingegnere e sono pure un architetto, il primo per volere di mio padre,il secondo per me...ho conosciuto Renzo Piano, la prima volta in occasione dei mondiali di calcio di Italia 90, lui aveva fatto lo stadio di Bari, noi messo a posto quello di Roma...Persona assai intelligente ma anche dannatamente presuntuosa...questa ovviamente la mia impressione.

A presto 

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Fabio Cottatellucci
1 ora fa, Aletto ha scritto:

Se ti interessa ti racconterò un po’ di trucchi e magie che si nascondono dentro i giganti di vetro e acciaio.

Siamo tutt'orecchie :).

Porta gli amici al McDonald per fare prima e torna qui a scrivere.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
46 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Siamo tutt'orecchie


Anche perché un giradischi posto ai piani alti di un grattacielo

suppongo possa avere seri problemi di messa a punto...

in un luogo ove l'oscillazione dell'edificio è pressochè costante

anche se fuori il vento è "normale".

Le (poche) volte che ho soggiornato oltre il quarantesimo piano

la sensazione da ondeggìo tipo "mal di mare" (per me) era evidente

sotto i piedi... mentre per molti altri (forse abituati) non era un "effetto" che

percepivano pur sapendo che il "dondolamento" esiste anche

se "ammortizzato-minimizzato" da sistemi a pendolo (se non ricordo male

accennavano a una qual tecnica "mass damper"  posta-nascosta

nel cuore dell'edificio).


Ma io sono, in fatto di abitabilità in grattacieli, 

assai poco attendibile in quanto io sono un italiano abituato a

vivere in abitazioni italiane con tanto di balcone, finestre da spalancare

aria da cambiare e terrazzi che permettono l'affaccio

e se l'edificio traballa sotto i piedi è per un terremoto,

non perché "fuori della gabbia" c'è una giornata ventosa. 

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mom

@Aletto Che bellissimo regalo ci stai facendo! Grazie! Grazie, davvero di cuore!  🤩

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alexis

@Aletto   he he ora che ti sei impegnato... devi darci dentro 🙂...

(comunque meriterebbe una trattazione a parte l'apprendistato di FL Wright presso lo studio di Sullivan, che non a caso chiamava Lieber Meister, padre spirituale e Maestro amato... perché pochi sanno che la formazione del più eversivo degli architetti americani nasce paradossalmente da una delle più evolute scuole beaux artes di ispirazione europea.. e il nostro Eroe prima di lanciarsi in una lunghissima avanguardia formale, durata la bellezza di  mezzo secolo, acquisì prima la perfetta padronanza degli stilemi decorativi, organici e floreali di matrice classica.. ma questa è un'altra storia, tra l'altro interessantissima. Al pari dell'apprendistato di Le Corbusier da August Perret.. Per chi volesse approfondire consiglio il Testamento, l'autobiografia di FLW. Jaca Book)

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alexis

Giusto in tema.. una prelibatezza... la Price Tower, l'unico skyscraper mai realizzato in vita da FLW.. un gioiello misconosciuto ai più..

invero edificio complesso e articolato, a mio modo di vedere un capolavoro di linguaggio formale, tecnico e decorativo..

con l'unico rimpianto che vorrebbe essere in realtà mooolto più alto.

Una specie di prova generale per i veri grattacieli da un miglio, rimasti sulla carta.. e all'epoca non realizzabili..

Penso di essere uno dei pochi che lo abbiano visitato di persona, molti anni fa ero di passaggio nell'Oklahoma, a Barthlesville.

Lo visitai anche internamente, ai vari piani.. 🙂 inspiegabile che non ebbe seguito..

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Fabio Cottatellucci
3 minuti fa, alexis ha scritto:

la Price Tower, l'unico skyscraper mai realizzato in vita da FLW

Anno di costruzione?

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alexis

eccolo qui in una tavola sinottica.. in tutto il suo splendore, anno mi pare, 1956, pochi anni prima della sua dipartita.

Price Tower1-1.jpg

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Fabio Cottatellucci
1 ora fa, Aletto ha scritto:

Segue...

Ci conto, intano mille grazie :).

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gabel
3 ore fa, Aletto ha scritto:

Louis Sullivan ebbe come giovane assistente presso il suo studio un certo Frank Lloyd Wright che sarebbe poi diventato uno dei più importanti architetti americani e direi anche mondiali.

Adler&Sullivan… Quanti ricordi!!!!! Mi state facendo tornare indietro nel tempo di oltre 30 anni, quando, ancora studentello alle superiori, mi appassionai a FLLW e decisi che "da grande" quello sarebbe stato il mio mestiere (mal me ne incolse, povero ingenuo!!!). Comunque, se non ricordo male, Sullivan scoprì che il suo pupillo "osava" accettare incarichi mentre lavorava nel suo studio e così Wright fu costretto ad andarsene (e fu, in un certo senso, la sua fortuna).

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gabel

Ricordo un bellissimo saggio apparso su Casabella (credo 1987 o 88) in cui si parlava si uno dei primi grattacieli "moderni", il "Philadelphia Saving Found Society" bulding, che dovrebbe essere ancora esistente. Aveva delle caratteristiche uniche per l'epoca (credo anni '20-'30).

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Aletto

@gabel molto interessante. Anno 1932, monumento storico nazionale, il grattacielo di Philadelphia passa ( Wikipedia) per essere uno dei primi esempi dell’International Style e ammetto che non lo conoscevo. Grazie della segnalazione.

P.S. Da altre fonti apprendo che a tutt’oggi è la “cosa migliore dello skyline di Philadelphia”.

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alexis

@gabel l‘infatuazione per flw... esistono malattie ben più gravi... 🙂 ho visto molte delle sue opere di persona, ho avuto per lui una vera preoccupante venerazione.. una specie di malattia, accelerata dalle letture dei testi di Bruno Zevi. 

I tempi sono cambiati, i linguaggi formali pure... ma la sua statura rimane immensa, impressionante, a tratti sconcertante. 

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