analogico_09

"Il Cinema, strumento di poesia" (cit), luogo d'incontro delle varie arti non solo "visive"

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analogico_09

Solo l'arte cinematografica, oltre a far "sentire" la musica, riesce a contenere e far "vedere" distintamente le diverse "arti visive" mixate insieme.


Quanti film "multivisioni", o che contengano riferimenti più o meno "importanti" alle altre arti, si potrebbero citare; invito tutti a contribuire e provo ad aprire le danze con il cinema di un autore poliedrico che amo molto.
 

Peter Greenaway, regista/sceneggiatore/scenografo/architetto/pittore/documentarista/inquisitore d'arte (la parola "critico" è oramai superata), concreto sperimentatore che non ricorre mai all'arma della "sedizione" e della provocazione ideologica che si spunta spesso in taluni registi che la sfoderano onanisticamente (alla Lars Von Trier, per intenderci), è uno di quei rari geni della nostra troppo spesso "levigata" contemporaneità che concepisce il cinema come un tipo di arte figurativa, "multi-sensorial_visiva", qualcosa che segna anche il superamento del cinema inteso in modo "tradizionale".
 

Ne I Misteri del giardino di Compton House coesistono mirabilmente la musica "minimalista" di Michael Nyman (che rimanda ad Handel), la fotogenia cinetco-plastica del cinema, ovviamente, l'architettura, il disegno (illustrazione), la pittura benchè non siano presenti dei "quadri"...
 


Cinema e arte "visiva" della calligrafia, ancora viva in "oriente, a noi resta il ricordo degli antichi amanuensi... La calligrafia, la scrittura calligrafica che diventa anche strumento della seduzione, in senso psichico, profondo, impressa sui corpi umani (nulla a che vedere con il senso nostrano del tatuaggio)

I Racconti del cuscino
 


 

Cinema e architettura, con le musiche, ancora "minimaliste", di Wim Mertens
Il Ventre dell'architetto 

Come Greenaway "fotografa" l'Altare della patria (da noi romani de periferia anche detto orinatoio di lusso, usando un eufemismo per la bella copia  :D), e altri "scorci" di Roma in maniera così originale, "metafisica", nessun altro regista.

Per capire il senso del film suggerisco la lettura di questo articolo  https://www.finestresullarte.info/cineart/2012/05-ventre-architetto-peter-greenaway.php

 



Anche le più celebri inquadrature notturne del Pantheon restano prime icone della storia del cinema moderno.

pantheon_bellyofanarchitect.jpg


Si nota in primo piano sul tavolo della cena la "torta" a forma di sfera del
Cenotafio di Newton (le candeline intorno ad imitazione dei cipressi) dell'architetto Etienne-Louis Boullée "ossessione" dell'architetto protagonista del film...

Potremmo considerare il progetto un po' "cupola pantheonesca" del Boulèe come un enorme "grattacielo" sferico, meno "fallico" e più "viscerale", "placentare"... e si torna al film dei ventri che "covano" la creatività "collusa" con la malattia e la morte, e dei ventri che racchiude e alimentano la nuova vita, la nuova creatività che sta per nascere... Si chiude nel "cenotafio" Il ciclo della vita, dell'arte e della morte...


%C3%89tienne-Louis_Boull%C3%A9e_Memorial

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analogico_09

Cinema, pittura, teatro, musica, rumori.., si perdono tutti i netti confini... Indagine critico-"poliziesca" di un celebre, misterioso e "complottista" quadro di Rembrand...

Nightwatching di P. Greenaway

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alexis

I film di greenaway per noi studenti di architettura erano pane acqua e ossigeno... e  l‘Altare della patria lo conosco meglio attraverso il film, che dal vero..:-)

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analogico_09
1 ora fa, alexis ha scritto:

I film di greenaway per noi studenti di architettura erano pane acqua e ossigeno... e  l‘Altare della patria lo conosco meglio attraverso il film, che dal vero..:-)


Ciò che conosco di questo regista assai misconosciuto e sottovalutato l'ho imparato da autodidatta, da allievo della "strada", quindi farei volentieri a scambio con qualche nozione più accademica, se vorrai. 
;)

Sui film di Greenaway ci sarebbe comunque molto da dire anche sui vari aspetti non strettamente architettonici, i quali, come le altre arti visive, letterarie e "sonore" a cui il regista fa ricorso, sono solo una parte del vasto e grande progetto tecnologico-scientifico nell'approccio, umanistico, estetico e psichico nelle finalità, al centro del quale  c'è l'uomo, il "semplice" essere umano...

Come dicevo sopra, nessuno è riuscito ad entrare così in profondità nel ventre del Vittoriano come P.G., tant'è che l'architetto del film, sorta di alter-ego del regista, si suicida gettandosi dall'orribile monumento... 😂

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my2cents

In fondo la consistenza dell'architettura vive anche nella sua inconsistenza e smaterializzazione. Nel senso che per quanto arte “concreta” nasce, vive, e sia alimenta di utopie, sogni irrealizzati o irrealizzabili, semplice idee progetti che tali rimangono “immagini” filmiche perché ripetute in diversi “fotogrammi” di diversi punti di vista, necessari per darle vita... o per darle la sua morte (come nel film Zabriskie Point) Anche l'architettura in fono è sintesi di arti, centro di gravità di diverse istanze ed “immaginazioni”. A volte diventa reale, a volte appartiene all'irreale, ma per questo non meno vera 

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