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Otto edifici di Frank Lloyd Wright candidati a Patrimonio dell’Umanità Unesco

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alexis

Otto edifici di Frank Lloyd Wright candidati a Patrimonio dell’Umanità Unesco

Ed era ora.. 🙂 aggiungo io.

Gli otto edifici candidati, situati in sei diversi stati americani – Arizona, California, Illinois, Pennsylvania, New York e Wisconsin – sono, in ordine cronologico:
– Unity Temple, Oak Park, Illinois (progetto: 1905, realizzazione: 1906-1909)
– Frederick C. Robie House, Chicago, Illinois (progetto: 1908, realizzazione: 1910)
– Taliesin, Spring Green, Wisconsin (progetto: 1911, realizzazione: 1911-1959)
– Hollyhock House, Los Angeles, California (progetto: 1918, realizzazione:
1918-1921)
– Fallingwater, Mill Run, Pennsylvania (progetto: 1935, realizzazione: 1936-1939)
– Herbert and Katherine Jacobs House, Madison, Wisconsin (progetto: 1936,
realizzazione: 1936-1937)
– Taliesin West, Scottsdale, Arizona (realizzazione iniziata nel 1938)
– Solomon R. Guggenheim Museum, New York, New York (progetto: 1943,
realizzazione: 1956-1959)

Cominciamo con quest'ultimo.. Bruno Zevi lo definiva uno spazio borrominiano per definizione.. per il suo moto circolare ascensionale,

a spirale crescente.. che rimanda a Sant' Ivo della Sapienza, ma in chiave Pop, con forti rimandi all'architettura degli scenari urbani americani,

delle highways, degli autosilos..

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alexis

... e poi tocca a lei, la casa più famosa della storia moderna, la Fallingwater del 1935, pensata per i magnati dell'industria siderurgica Kaufmann..

che paradossalmente non la abitarono mai, assaliti da orde giornaliere di turisti curiosi e amante dell'arte e studiosi di architettura.

Ancora oggi una composizione di volumi dai tratti eroici, caratterizzata dagli arditi aggetti delle vasche protese sul vuoto.. in perfetto contrappunto ai partiti verticali in pietra, direttamente posati sulle roccie, con l'acqua della cascatella che enfaticamente amplifica il contrasto tra gli elementi immutabili, le roccie e quelli fluidi che scorrono mutevolmente in una scenografia che, ancor oggi, lascia senza parole.

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gabel

Lo hai detto tu: era ora!

Direi che c'é tutto il meglio della produzione del grande genio americano, spaziando oltretutto lungo tutta la sua carriera professionale (e dei suoi vari "stili").

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alexis

Manca purtroppo la Johnson Wax.. oggi demolita. Come opera la collocherei senz‘altro ai vertici assoluti della sua sterminata produzione di capolavori. Dale umili case in periferia alla grandi residenze, dalle chiese ai grandi spazi pubblici, non c‘è ambito dove non abbia dato prova della sua immensa statura artistica. 

Ne ho visitate diverse di opere sue, e tra queste, alcune opere assolutamente degne di nota, eppure quasi sconosciute..

tra cui un negozio (!)... con un magistrale intervento di inserimento in una cortina edilizia preesistente, con una peculiarità che lo rende unico e memorabile..

vediamo chi indovina,senza googlare ovviamente...

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gabel

be', allora se è per questo manca anche l'Imperial Hotel oppure i Midway Gardens oppure il Larkin Building (i primi tre che mi vengono in mente che non ci sono più 😢 )

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alexis

Purtroppo molte delle sue opere ( oltre 700) sono irrimediabilmente perdute, fagocitate dall‘immenso Moloch della speculazione edilizia o della crescita urbana incontrollata.. molte case residenziali a Oak Park Chicago, per esempio.. quartiere che ha subito l’onta del degrado urbano.. o molte Prarie Houses..  la stessa prima Taliesin, la sua scuola di architettura.. bruciata.. dopo essere stata teatro di un tragico episodio di cronaca nera con un pluriomicidio...  rimane per fortuna l‘immenso catalogo cartaceo,  di proprietà della fondazione.

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gabel

Si, conosco bene la tragica vicenda di Mamah Cheney. Cambiando (leggermente) discorso: che ne pensi dell'addizione del Guggenheim di Gwathmey & Siegel?

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alexis

Tornando al ( forse unico ) Negozio di FLW.. visto che nessuno ha indovinato... 🙂 ecco il Morris Gift Shop di San Francisco, opera anni 50, per molti versi interessantissima.  Innanzitutto per la perfezione unica del suo inserimento in cortina urbana, tanto reticente ed ermetica quanto ricca di citazioni storiche ( anche neogotiche) e di elementi decorativi.  ( Quindi se vi piace il Mario Botta e non sapete darvi pace, ecco almeno uno spunto valido, ma prima di lui, quest‘opera segnó fortemente l‘opera dell‘ultimo dei grandi maestri americani, cioé Louis Khan)

Ma la singolarità più evidente di quest‘opera è l‘inviluppo spaziale interno con la rampa elicoidale che introduce in piccolo la tematica portante dell‘ultimo suo capolavoro, il Guggenheim poc‘anzi citato. Potremmo quindi senz‘altro definire quest‘opera come una prova generale, oppure una maquette in scala ridotta, del museo spiraliforme sulla quinta strada... una delle più iconiche opere di architettura dell’intero novecento.

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alexis

@Gabel, quell‘addizione fece molto discutere.

sebbene in uno schizzo lo stesso FLW abbia immaginato un fondale a forma di semplice volume prismatico- rettangolare, trovo che quell‘addizione sia malriuscita, fuori scala e inadeguato nella scelta e nei colori dei materiali. Grafismi e proporzioni troppo loquaci e autoriali rispetto alla inarrivabile, ermetica purezza del volume originale. 

Andava scelto un linguaggio formale più introverso e controllato. Pollice verso. 👎🏿

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sergejdovlatov

https://www.offecct.com/product/soundwave-ennis-acoustic-panel/

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gabel

@alexis: sono d'accordo. Pur ammirando Gwathmey & Siegel per molte altre opere che hanno realizzato, questo intervento lo trovo anch'io malriuscito, poco convincente, soprattutto - come dici tu - dal punto di vista formale. Come un coltello infilato nella torta, se mi consenti questo poco poetico paragone (che però rende l'idea di quello che intendo). Un elemento giustapposto, fuori scala e che c'entra poco col contesto. Ma penso che gli americani se ne impippino un bel po' di queste nostre elucubrazioni di europei decadenti! :D :D :D 

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alexis

Mica tanto decadenti i migliori di loro o sono europei o hanno imparato da noi... 🙂

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alexis

Ecco invece la Robie House del 1908 (!)... impossibile trovare un parallelo con la storia delle avanguardie europee, bauhaus, neoplasticismo e razionalismo.. che cominciano solo qualche decennio dopo. Fu uno choc culturale per gli architetti europei.. trovarsi a cospetto di un linguaggio formale così evoluto, libero, scanzonato rispetto ai modelli compositivi di matrice rinascimentale ancora in auge nel vecchio componente..

Rispetto ai linguaggi classici basati sul predominio della facciata bidimensionale qui troviamo una quasi viuolenta scansione in orrizontale dei moduli compositivi, come slittanti uno sull'altro con un dinamismo di equilibrio instabile, che ritroveremo solo molti anni dopo, nelle opere di certi costruttivisti russi d'avanguardia.

Ma a differenza delle cosidette avanguardie, quasi tutte rimaste sulla carta, oltre ad essere arrivate parecchio dopo... la Robie House era concepita fin dalla nascita...  come una vera e propria architettura residenziale, in carne, mattoni e pietra.. con sintesi compositive, ma anche spaziali mai prima sperimentate nella storia umana.

Nata come costola evolutiva del ciclo delle sue Prarie Houses, nasce come profondo tributo all'architettura del giappone imperiale, con la predominanza di violenti aggetti orizzontali, che con le loro lame d'ombra, scandiscono, separando i vari piani compositivi, con un drammatico effetto di chiaroscuro. Di pari maestria anche la composizione degli interni, suddivisi in padiglioni vetrati, più che in classiche stanze chiuse, con la dominante dei fregi lignei che la percorrono dal primo fino all'ultimo ambiente abitativo.

Una vera narrazione continua, che parte dall'esterno e culmina negli interni, con le vetrate a soffitto, con un gioco di luci e ombre apparentemente infinite.

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alexis

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gabel

Che meraviglia Robie House: io la trovo di una modernità sconvolgente ancora oggi. Mi piace quasi di più di Casa Kaufman!!! 😱😱😱

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gpb
Il 14/1/2019 Alle 18:48, alexis ha scritto:

Johnson Wax.. oggi demolita. Come opera la collocherei senz‘altro ai vertici assoluti della sua sterminata produzione di capolavori.

assolutamente

anni avanti

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gpb
11 ore fa, alexis ha scritto:

impossibile trovare un parallelo con la storia delle avanguardie europee, bauhaus, neoplasticismo e razionalismo

è art nouveau...americana, ma art nouveau...(arts and crafts...insomma... ;) )

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alexis

Visto che si parla di origini del linguaggio architettonico di FLW... un balzo all'indietro nel tempo ci porta al 1905, anno di progettazione dell' Unity Temple, una specie di chiesa-tempio, dedicata alla Chiesa Universalista.. Unitarian Temple Church. Una delle più antiche opere di FLW a Oak Park, Chicago, appena svezzato sotto l'ala protettrice del Lieber Meister Sullivan. Esordio con il botto.. per la maestria compositiva, l'articolazione delle masse murarie, i fitti intrecci geometrici, la decorazione e gli allestimenti degli spazi interni, lo splendido governo delle luci naturali all'interno di spazi comunitari di assoluta rilevanza formale. Nel suo autobiografico Testamento parla a lungo di questa impegnativa e complessa opera, per il lungo travaglio compositivo specie nell'armonizzazione dei diversi corpi di fabbrica all'interno di una unica matrice formale.

Il linguaggio innovativo, seppur con evidenti richiami e tributi alle avanguardie storiche Jugendstil, da Olbrich a Hoffmann a soprattutto all'opera viennese di Otto Wagner agli albori del Novecento.

Opera giovanile questa, ma considerata dalla Critica unanimemente come punto di partenza del lungo percorso creativo del Maestro, ma anche come prima opera di architettura moderna sul suolo americano, e quindi, aggiungiamo noi.. del mondo intero, considerato che  le Officine Fagus di Walter Gropius nasceranno appena nel 1911.

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alexis

@mom... non dici nulla, a cospetto di cotanto splendore...?

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mom

@alexis sono troppo impegnata a imparare... leggo i tuoi post e scopro tante cose interessanti e capolavori che non conoscevo... grazie mille, davvero! 😊

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alexis

Grazie mom non farmi arrossire 😊 

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mom

@alexis Sai, ogni tanto è bello sentirsi studenti! 😂😂 Come quando ho  portato i miei a Parigi raccontando loro tutto quello che sapevo di Le Nôtre, Mansart e Haussman...abitando una Tour alla Défense...   😂 😂

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wow

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Una mia foto del Gug

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alexis

Bellissima... grazie. 

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wow
Il 14/1/2019 Alle 18:13, alexis ha scritto:

Fallingwater

È vero che ha avuto qualche problemino strutturale agli aggetti? 

Resta comunque un gran capolavoro. 

Oggi non sarebbe possibile costruirne un'altra... 

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alexis

Ne parla nel Testamento... a quei tempi quegli aggetti così arditi parevano irrealizzabili. Non dimentichiamo però che lui stesso era un grandissimo innovatore anche dal punto di vista strutturale, „sentiva“ pesi e carichi come fossero la sua pelle. 

Le ampie terrazze della Fallingwater, ovviamente supportate dai parapetti armati, così come disegnate erano inconcepibili e il costruttore stesso, alla fine dei lavori si rifiutó di togliere i puntoni sottostanti..  finché FLW stesso, in uno dei suoi famosi scatti d‘ira, strappó un martellone dalle mani di un operaio, si posizionó platealmente sotto la terrazza e si mise a smantellare con colpi violenti i sostegni... e la terrazza resistette perfettamente.. nonostante qualche irrilevante cedimento ripristinato in tempi recenti.  

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Aletto

@alexis Buongiorno caro, stupenda iniziativa la tua per onorare la memoria di un grande. Mi sono avvicinato a FLW da bambino e ho sempre ammirato le sue opere. A onor del vero, però, senza nulla togliere al genio americano, ho studiato anche la genesi di alcune opere, anche genesi cantieristica legata agli aspetti realizzativi e posso dire che dietro Wright c’erano tuttavia anche dei tecnici, degli ingegneri, dei pionieri nell’uso del cemento armato.

Ci sono moltissime pubblicazioni interessanti per esempio su fallingwater e sugli arditi aggetti delle balconate protese sul fiume.

Wright era molto deciso e risoluto nei suoi lavori, da accentratore voleva dire l’ultima su tutti gli aspetti di una sua creazione, anche quelli strutturali nei quali ebbe felici intuizioni pretendendo però moltissimo.

Fallingwater è un’opera magnifica, ma è delicata in quanto si spinse all’epoca ai limiti strutturali delle conoscenze sul cemento armato, in più Wright si impose su alcuni punti delicati pretendendo un attacco a terra della famosa prima balconata molto ma molto spettacolare e al tempo stesso fragile.

Kaufmann, uomo colto, sognatore ma anche pragmatico, ad un certo punto chiamò in causa un famoso studio di ingegneri a “supervisionare” il cantiere e la struttura degli aggetti; fu così che entrarono in campo Metzger e Richardson - sconosciuti ai più ma tecnici assai “tosti” e preparati”- che da subito ebbero più di una perplessità su come si stava costruendo l’opera.

Le cronache parlano di “aspri scontri” fra l’architetto e gli ingegneri ( tanto per cambiare) dovuti alla volonta di questi ultimi di rinforzare - pesantemente - le armature previste e soprattutto gli attacchi delle stesse alla roccia sottostante.

Nacque una diatriba che finì con un “patteggiamento” ovvero qualche rinforzo fu effettivamente fatto ma più che altro per il desiderio di Wright di non mettersi contro la volontà del Committente che voleva stare “più tranquillo”.

Poi la leggenda del disarmo, dei dubbi delle maestranze, della mossa di Wright di posizionarsi sotto il balcone durante la delicata fase dell’eliminazione degli ultimi puntelli di sostegno, della casa che “incredibilmente” sembra fluttuare nel vuoto contro le leggi della gravità.

Ma fallingwater nasce eccessiva da un punto di vista strutturale, ha subito dei problemi di cedimenti, in alcuni casi importanti ( si parla di quasi 18 cm di abbassamento dell’angolo della Balconata principale) i solai di fessurano - Kaufmann racconta della sua bella casa che però necessitava di molti secchi da mettere sul pavimento per raccogliere le infiltrazioni d’acqua- insomma non tutto rose e fiori.

Col passare degli anni la casa diventa un monumento nazionale e come tale viene sottoposta a approfonditi studi volti a preservarla, ha bisogno di cure e di rinforzi strutturali per non finire nel fiume, si riunisce una commissione di tecnici di primissimo livello per decidere cosa fare, di studiamo trefoli pretesi, iniezioni di cemento, rinforzi e modifiche di attacchi.

Al capezzale della meraviglia un’umanita’ reverente si prodiga in mille sforzi per tenerla in vita, per preservare la memoria, per il futuro.

Un salutone.

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alexis

Certo tutto vero. Ciò non toglie che stiamo parlando di un manufatto, opera in un solo esemplare, spinta oltre i limiti del possibile di allora.

FLW voleva dimostrare al mondo che la supremazia dell‘idea riesce a piegare, o almeno in buona parte a „convincere“ la materia a ubbidirvi.

In una seconda Fallingwater non ci sarebbe presumibilmente stato nessun cedimento, con le esperienze acquisite.

Ne più ne meno di quanto accade quando esplode uno shuttle, si inabissa uno scafo, si incrina un ponte di vetro, precedentemente supervisionato da decine di ingegneri strutturali, nonostante complessi calcoli a elementi finiti, che allora non esistevano nemmeno.

La storia dell‘architettura  è in verità strettamente legata all‘evoluzione del pensiero strutturale, affatto antitetico.. anzi.

E le intuizioni di FLW erano geniali al pari della sua inventiva spaziale. Pensiamo per esempio alla Johnson Wax.. anzi ne parleremo più avanti..

Insomma..  dalla porta di Micene, al Pantheon, dal tempio di Minerva Medica alla cupola Brunelleschiana, la storia ci rivela un lungo percorso affatto lineare, spesso tortuoso e accidentato. E ogni innovazione é conquista per i tempi successivi.. 🙂

Quando visitai Fallinwater, molti anni fa, rimasi profondamente colpito, non tanto dall‘arditezza strutturale, ma dalle libertà espressiva. dal superbo gioco compositive dei piani orizzontali lanciati verso il vuoto quasi fossero vassoi e stoviglie scaraventati da un cameriere impazzito,

C‘é quel tipo di „movimento“ quasi anarchico che di solito non appartiene alla materia, conservatrice introversa e succube di sua maestà la Gravità. E quelle esili dita verticali direttamente impiantate nella roccia, e con la stessa pietra ricostruite, legano il manufatto al territorio scosceso e movimentato...come una voce al canto, per scomodare le metafore.. 🙂

Poi ci sono decine di momenti inattesi, objets de réaction poétique... oggetti a reazione poetica, come li chiamava Le Corbusier, come la scala nella terrazza del soggiorno, sospesa da fili d‘arpa In acciaio che non porta da nessuna parte se non ad accarezzare il cigliò dell‘acqua.

O il famoso pergolato in cemento sulla parte posteriore che si „scansa“ per fare posto ad un esile alberello...

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alexis

@Memé  dooooove seiiiiiiii?...?

Urge tuo supporto emotivoesensorialpercettivo, da architetto donna...

perché wright come architetto..  è un interessantissimo mix tra muscolarismo maschile e sensibilità femmininea..

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Aletto

@alexis che sia ben chiaro, amico mio, Wright mi ha sempre emozionato ai limiti del brivido...tenuto anche conto che lui  - classe 1867 - è il primo, ovvero il più anziano, dei Maestri Moderni. Robie House - all'epoca subito pubblicata - arriva in un'Europa ancora "intorpidita" negli stili classici con una potenza evocativa incredibile: fu subito chiaro ai meno prevenuti che l'architettura aveva un nuovo indiscutibile Maestro.

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