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Melius Club

vaurien2005

Cd inascoltabili e qualita’ della musica.

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Ultima Legione @

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Stuzzicato dalla chiacchierata di questa mattina, stasera mi sono concesso un rilassato ascolto dell'arcinoto album FRANK della Winehouse, passando prima il supporto CD e poi gongolandomi con il vinile ritrovando in entrambi i casi, ahíNoi, intatti tutti i limiti e le mediocritá qualitative descritte questa mattina.

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Aggiungo che sino a due mesi fá ero abbonato a Qobuz Hi-Res e putroppo anche lí, il banale e farlocco ricampionamento a 24bit Hi-Res del formato RedBook a 16bit/44,1 KHz suonava la medesima chiavica se non peggio!!!

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Ma forse complice il buon Montepulciano che stavo sorseggiando, mi é venuta voglia di andare a sbirciare in TIDAL (che ha sostituito il mio abbonamento streaming musicale con Qobuz Hi-Res) e ho scoperto che l'album Frank era disponibile in formato MASTER MQA!!!.

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Bhé, attaccato velocemente il mio DAC con Core MQA che svolge l'unfolding finale a livello hardware e ...ben al di lá di ogni possibile suggestione, anche mettendo in conto le aumentate endorfine per il vino di rosso di qualitá 🍷😁, ascoltando il brano "Take The Box" mi é quasi cascata la mascella.😮😲

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Ovviamente giá abituato all'ottimo standard di TIDAL HiFi con un pó tutta la mia musica, peró aver ascoltato per la prima volta un album del quale conosco a memoria ogni vocalizzo, arrangiamento, battuta, nota e ottava, come non mi era mai successo prima mi ha veramente emozionato.

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Il perfetto decadimento temporale di ogni nota del pianoforte che rimaneva lí a librasi nell'aria, il magnifico equilibrio corale, il delicato dettaglio di ogni tocco di batteria e la magnificenza dei vocalizzi di Amy che si materializzavano con incredibile suggestione scenica nel mio soggiorno mi hanno veramente stregato.

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Finalmente un editing e un mastering che rende giustizia a questa compianta e brava artista.

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Esperienza vivamente consigliata a tutti i possessori di abbonamento TIDAL HiFi.

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Ultima Legione @

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Ovviamente sarei molto incuriosito per chi possiede l'album in CD o in Vinile, di avere la Vostra oggettiva opininione anche provando l'ascolto con TIDAL HiFi in Master MQA.

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iBan69

@Ultima Legione @ ciao, confermo!

Amo Amy, e quel disco in particolare, che ho in CD, ma non ho ancora in vinile ... ed, effettivamente, suona meglio con TIDAL in versione Master.

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Stebroc

Una registrazione mediocre non potrà essere migliorata dall'impianto, questo mi pare evidente, incontestabile.

Tuttavia (dovrebbe ?) essere meglio riprodurla su un impianto buono piuttosto che sul compattone di bassa lega o nell'autoradio di serie.

O meglio, (potrei dire fesserie) capisco che un buon impianto possa tirare fuori anche i difetti, ma darà anche dei benefit, come un suono generale più pulito, un basso più corposo, o semplicemente una potenza maggiore, rendendo l’ascolto più coinvolgente. O no?

Ho sempre pensato che un vero appassionato di musica dovrebbe dotarsi di un sistema decente. O Almeno dovrebbe ambire a farlo, migliorando (in maniera più o meno decisa,) il godimento della musica. Questo però mi porta ad una riflessione. Se dite che è meglio sentire (per attenermi ai vostri esempi) Amy Winehouse o gli Oasis in autoradio che a casa, potrebbe non valere tanto la pena investire in un impianto, almeno per chi ascolta in prevalenza pop/rock. Le incisioni di alta qualità nel genere sono limitate, specie se rapportate all’ enormità di roba (artisticamente) valida che c’è nell’ambito. Roba che certo non è il caso di perdersi in quanto non audiofila. A sto punto, perché consigliare ad un ragazzo giovane di scoprire il mondo dell’hi fi. Un sistema economico e compatto e passa la paura.

Forse sto estremizzando, ma leggendo molti commenti questi dubbi mi vengono naturali.

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floyder

@Stebroc Capito, devo svenarni a farmi ""l'impiantone"" per avere il massimo da un supporto fatto con i piedi, mentre non si pensa che un piccolo impianto ben assemblato con delle buone registrazioni si gode già alla grande, quelle schifose bèh ... si vive lo stesso.

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Stebroc

@floyder Il problema è che nel pop/rock di incisioni valide ce ne sono poche. Se mi si dice che "gli Oasis o gli U2 sono meglio sentiti sulle cuffie della bancarella o sul radiolone che su un impianto stereo" (cosa che non so fino a che punto sia vera ma vabbé), al patito di indie rock che non ascolta classica o jazz non so se consiglierei di investire 500/1000 euro per un Hi-Fi. Se questi sono i risultati non mi sentirei di biasimare le nuove generazioni che non si interessano agli impianti. Tanto la musica, se bella, è in grado di emozionare anche ascoltando nella cassa dello smartphone.

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floyder
9 minuti fa, Stebroc ha scritto:

Il problema è che nel pop/rock di incisioni valide ce ne sono poche. 

Scusami davvero non è mia intenzione polemizzare, ma un dinosauro come me che l'ascolta da oltre quarant'anni in tutte le salse (Rock/Hard RockFolk/Psich/Kraut/Cosmiche/Canterbury/Electro) e sicuramente dimentico altro, non credo ci siano abitazioni cosi grandi da poter contenere una minima percentuale di grandi titoli ottimamente registrati, te lo garantisco, vanno solo cercati come logico che sia.

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oscilloscopio

@Stebroc Quoto @floyder e comunque a mio parere un impianto da 500/1000 euro (specialmente se vintage) può ancora "perdonare" un impianto Hi end attuale molto meno (non per il prezzo o la qualità d'insieme, ma per l'analiticità e l'iperdettaglio di molte elettroniche attuali). Tutto sempre a mio personalissimo giudizio.

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Bazza
5 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

l'iperdettaglio

Già questa parola mi pare una forzatura in se.

E comunque i due dischi menzionati a me suonano male pure in macchina, fate vobis.

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oscilloscopio

@Bazza Alcune registrazioni fanno caxxre e basta..altre magari accettabili su alcuni impianti, diventano terribili su altri.

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Stebroc

@floyder be', per il problema spazio oggi c’è la musica liquida. Comunque i dischi ben registrati ci sono, ma come ho scritto sopra sono pochi in rapporto all’enormità di roba interessante che c’è nella musica pop rock e in tutte le sue mille declinazioni. Questo era ciò che intendevo.

@oscilloscopio Se mi si dice che il problema sono le incisioni pessime il discorso può cambiare. Magari un buon impianto non perdona solo queste ultime, e non anche le incisioni dal mediocre al normale, che sono la maggioranza mi vien da dire in campo pop.

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Stebroc

Provato or ora con i nuovi diffusori: per le mie orecchie "Back to Black" della Winehouse si sente meglio sull'impianto che sulla radio in macchina. Non so se le mie Kef LS50W sono da considerare un impianto buono e rivelatore o solo accettabile, ma quello sopra è un disco oggettivamente inciso male, e la differenza di qualità si sente, almeno io la sento. Fatico dunque a credere alla tesi  che brutte incisioni vadano meglio sul compattone, sul radiolone, in macchina, che sull'impianto. E' ovvio che una pessima registrazione non può diventare buona grazie all'impianto. Ciò non toglie che l'incisione di cui sopra vada meglio su un sistema Hi-Fi che su un apparecchio scadente. Farò comunque altre prove prossimamente😉

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contemax

Certo le registrazioni se fatte a regola d'arte è meglio, ma il problema attuale sono i mastering 

Da oltre 20 anni praticamente tutto è una traccia bianca perfettamente piatta

La definizione del DR è assolutamente fuorviante, molto spesso è molto peggio dei misurati 7 8 db

Per fortuna si salva la classica praticamente in toto, e molto Jazz.

L'ultimo lavoro che uscirà tra un paio di settimane di Patty Smith si trova piratata in MP3 e sorpresa non è una riga piatta!

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jj@66

Credo che le major siano poco preoccupate (in passato e a maggior ragione al giorno d’oggi) del risultato finale del prodotto, sopratutto per quel che riguarda la musica commerciale rivolta ad un vasto pubblico... magari hanno dedicato e dedicano più attenzione a produzioni che riguardano musica jazz/classica/operistica, in quanto solitamente acquistata da un pubblico più competente e dal palato fine, questione di strategia commerciale direi.

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Un altra considerazione che mi viene da fare è che un alta percentuale, probabilmente 80/90% del bacino di utenza attuale, non ha particolari esigenze qualitative nell’ascolto (visto che la stragrande maggioranza dei supporti per ascoltare non è, diciamo così, audiophile), direi che la logica conseguenza è che buona parte della produzione musicale non è eccelsa.

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Tornando a Amy con Back to black (Frank non ce l’ho e non posso giudicarlo) ascoltarlo liscio demoralizza, ma devo dire che utilizzando i controlli di tono (lo so, alcuni mi giudicheranno un eretico 😉 ) il risultato è più che accettabile: a volte nella vita scendere a compromessi porta anche a buoni risultati! 😀

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Stebroc

@contemax Si, in molti casi, più che di pessima registrazione sarebbe opportuno parlare di pessima masterizzazione. Classica e Jazz sono generi fondamentali, e per buona parte fuori da questi problemi. Ma un appassionato a 360 gradi non vuole limitarsi a quelli.

@jj@66 Le major sono poco preoccupate, e non dò loro tutti i torti. Se a molta gente piace che il disco suoni "forte", e lo ascolterà con mezzi scadenti, è normale che l'industria si adegui. Negli ultimi anni  però  la qualità dei sistemi audio "basici" si è alzata, come buona parte dei prodotti tecnologici entry level. Una cassa bluetooth da 50 euro non è Hi-Fi spinta, ma se buona offre un ascolto per nulla disprezzabile, del tutto imparagonabile ad un radiolone anni 80/90. Non è necessario un buon impianto per sentire i difetti; già con la mia JBl Flip 3 da 70/80 euro "Back to Black" si sente male. E' un ipotesi, ma l'enorme diffusione di questi sistemi di ascolto, anche fra i giovani, potrebbe spingerli a cercare maggiore qualità, e di conseguenza  invogliare chi è in studio  ad alzare l'asticella.  Forse oggi (ma qui potrei dire castronerie) si può far suonare un disco "forte"ma pure "bene". Ad esempio mi sta piacendo molto l'incisione di Liberato.

L'idea di equalizzare ci sta, anche se solo in sparuti casi. Sicuramente si "snatura", ma se l'incisione non voleva essere così sporca, suonare "male", (come credo nel caso di Amy, a differenza invece di altre), si può agire sui controlli di tono senza troppi patemi.

Mi è venuto in mente "Back to black" dopo aver preso l'impianto, e volevo fare un confronto con sistemi inferiori. E si, anche liscio suona meglio sull'Hi-Fi che nell'autoradio. Miracoli non se ne possono fare, è evidente, e questo vale per tutte le pessime incisioni. Che queste ultime suonino meglio in sistemi scadenti è però tutto da vedere. Forse si, in alcuni casi. Ma la questione mi pare aperta ad interpretazioni.

Di Frank si parlava bene della versione master su Tidal proprio qui in alto.

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dadox

In una intervista di parecchio tempo fa, Amar Bose fece una ramanzina ai caporioni della CBS,  ai quali chiese il motivo per cui i dischi venivano incisi in maniera a dir poco superficiale. Si sentì rispondere che la cosa era voluta, poiché i dischi incisi in maniera “audiofila” suonerebbero male nella stragrande maggioranza di stereo domestici, e dovendo scegliere fra la massa e i 4 gatti come noi, meglio sacrificare la percentuale più bassa...😠

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MAX79

Intervengo anche se la discussione è vecchia...

Il caso della Winehouse è un po' una storia a parte: fermo restando la qualità non eccezionale delle sue registrazioni, ho trovato molte differenze a seconda del supporto.

Back to Black suona male su tutti i formati a causa della compressione, solo che in quelli digitali (CD e liquida) ho sempre avvertito anche della fastidiosa distorsione. Ho acquistato il vinile e, deluso anche da questo l'ho reso, ma almeno nell'LP la distorsione era assente. In seguito ho acquistato il cofanetto The Collection, contenente tutti gli album, un live e degli inediti, e in questo caso l'LP di Back to Black è risultata la migliore versione (seppur sempre mal suonante, ma meno "strillata" di tutte le altre): ho notato, tra questo e il disco restituito, che il taglio della lacca era differente e lo spazio inciso sulle facciate distruito in modo diverso.

Frank (a mio giudizio il suo miglior lavoro ed un incredibile disco d'esordio, specie considerata la giovane età e il fatto che Amy fosse autrice di tutte le melodie e dei testi) suona in modo, diciamo, accettabile su supporto digitale e discreto in versione doppio LP (quello singolo ha quasi 30 minuti di musica per facciata, una bestemmia): le differenze a favore del vinile risiedono soprattutto nella parte strumentale, decisamente più articolata e nitida, con addirittura un accenno di spazialità tra gli strumenti, laddove la versione digitale suona piatta e monocromatica.

5 ore fa, dadox ha scritto:

i dischi incisi in maniera “audiofila” suonerebbero male nella stragrande maggioranza di stereo domestici, e dovendo scegliere fra la massa e i 4 gatti come noi, meglio sacrificare la percentuale più bassa

Da un punto di vista commerciale la cosa non fa una piega, purtroppo, però...

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dadox

@MAX79 Lo so, infatti, a ben guardare, probabilmente suonavano più curati i dischi anni 60/70 di Elvis e Sinatra (ancora oggi qualche loro brano finisce regolarmente sui cd dimostrativi) perché bisognava lanciare la stereofonia, poi nel tempo si è andati peggiorando. 

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Stebroc

@dadox Sarà la mia ignoranza, ma non mi è del tutto chiaro il motivo per cui un disco audiofilo suonerebbe male in un sistema scadente. Una incisione di livello non suona male nella autoradio di serie. (nei limiti consentiti da questo sistema).

Come ho scritto poi, anche i sistemi audio entry level, destinati alla maggioranza delle persone, hanno alzato la qualità, e se negli anni passati erano dei radioloni inascoltabili, oggi sono delle rispettabili casse bluetooth. Non è necessario "l'impianto", quando con una cassa bluetooth decente le incisioni buone vengono già alla luce.

L'aumento della qualità dei prodotti di massa (la mia JBL l'ho pagata 90 euro, ma oggi si trova a meno, e credo che alcune casse intorno ai 40/50 euro abbiano una resa simile) potrebbe fare alzare un po' la qualità delle future produzioni. Il condizionale è d'obbligo, ma non mi sembra un'idea così campata in aria.😉

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jimbo

Io noto un peggioramento delle incisioni in questi ultimi anni per certi versi drammatico,pop-soul et ctec,sento dire che il primo cd dei DS era inciso male,be' ce ne fossero adesso di quelle incisioni...persino Fagen che è riconosciuto per la qualità dei suoi lavori nell'ultimo ha dei suoni finti,grande delusione

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MAX79
13 ore fa, Stebroc ha scritto:

non mi è del tutto chiaro il motivo per cui un disco audiofilo suonerebbe male in un sistema scadente.

Se prendi un disco dalla buona dinamica e lo metti in un compatto da 200 euro preso al Mediaworld, puoi star certo che a volume decente si metterà a gracchiare e distorcere nei pieni strumentali o anche solo in presenza di una batteria bella incisiva.

Stessa cosa, anzi peggio, negli impianti car audio meno che buoni, visto che il volume medio, per compensare il rumore di fondo in movimento più alto che in casa, sarà più alto.

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Stebroc

@MAX79 Boh, saranno le mie orecchie 😁. Ascoltando qualche buona incisione in macchina non ho sentito grossi peggioramenti rispetto a incisioni compresse.  Un impianto scadente distorce comunque quando si alza il volume, a prescindere dalla registrazione.

Quel che è certo è che pure con pochi soldi oggi si può avere qualità. Non ho idea di come suoni oggi un compattone preso da Mediaworld, probabilmente male, ma so come suonano delle buone casse bluetooth ad un prezzo equivalente. E so che con 2-300 euro ti porti a casa dei monitor di qualità, dalle M-Audio Bx8 alle JBl Lsr 305, paragonabili ad un vero impianto Hi-Fi.

E ad appena 100 euro ti compri casse come le Presonus Eris 3.5, o le Edifier r1280t, che con la loro estetica gradevole stanno spopolando su Amazon, anche presso un pubblico non audiofilo.

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ClasseA
Il 5/2/2019 Alle 00:14, Stebroc ha scritto:

Se dite che è meglio sentire (per attenermi ai vostri esempi) Amy Winehouse o gli Oasis in autoradio che a casa, potrebbe non valere tanto la pena investire in un impianto, almeno per chi ascolta in prevalenza pop/rock. 

Se così fosse avresti ragione. Ma secondo me così non è.  Premetto che non ho letto tutto il thread, ma è senza dubbio possibile allestire un impianto che permetta di ascoltare molto bene, con grande piacevolezza e bassissima fatica di ascolto anche quelle registrazioni che sono meno curate o frutto di precisa scelta artistica dipendente dal sound di un periodo storico ad esempio.

Si può ascoltare meglio che in macchina.

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SimoTocca
Il 2/2/2019 Alle 19:02, vaurien2005 ha scritto:

Ho ripreso da poco a riascoltare musica sul vecchio impiantino, che era stato coperto  e messo in aspettativa, allora;  mi sono reso conto che vi e’ una varianza abissale tra cd e cd come qualita’ del riprodotto; ho cd  che suonano mediamente brne o molto bene tipo i telarc  i velut  ecc... altri semplicemente inascoltabili.

Premetto che quello che sto per dire riguarda la musica classica e il jazz (se ascolti Telarc e Velut, forse sono due generi che non ti sono estranei), ma in questi due generi ci sono molte meno registrazioni “inascoltabili” di quanto comunemente si creda.

Parlo ovviamente di registrazioni ufficiali, non registrazioni “pirata” fatte alla bell’e’meglio da chissà chi...

Ebbene, so di andare controcorrente, ma quasi sempre é proprio l'impianto il limite invalicabile, e non le registrazioni.

Mi spiego meglio: dopo decenni di questo Hobby, sono, ormai già da qualche anno, approdato ad un impianto (anzi a due, quello con i diffusori in sala, e quello con le cuffie in camera) che fa suonare bene quasi tutte le registrazioni di classica e di jazz.

Il presupposto che la maggior parte degli ingegneri del suono siano degli imbecilli, mentre noi appassionati saremmo  tutti capaci di fare molto meglio, é evidentemente sbagliato.

Pari pari all’idea, che invece circola nella maggior parte dei Bar italiani il lunedì mattina, che ciascun consumatore di cappuccio e brioche sia in grado di far giocare la squadra per cui tifa meglio di Allegri, di Spalletti o Inzaghi...(in realtà il 99% messo alla prova probabilmente farebbe perdere il Real Madrid anche contro i Pulcini della Virtus di Casal Pusterlengo...!).

Il realtà un buon impianto é capace di far avvertire le inevitabili differenze di filosofia tecnica dei diversi ingegneri del suono, così come di sedi più adatte o meno adatte per le registrazioni effettuate...ma ciascuna registrazione proprio per questo diventa bella e godibile.

Questo é quello che accade nella mia esperienza quotidiana, e tieni conto che la mia non é MyFi, cioè il punto di vista di chi si é adattato e si accontenta, ma anzi quello di un ascoltatore esigente proprio perché si confronta con il suono dal vivo almeno un paio di volte la settimana (ma in questi giorni anche quattro o cinque, come sempre a Maggio e Giugno), e assistendo a concerti dal vivo in molti diversi teatri del mondo penso di essere in grado di comparare direttamente quanto ascolto dal vivo a quello che sento a casa mia...

E a casa mia ascolto bellissime cose, dalla stragrande maggioranza delle registrazioni che metto su (almeno una decina la settimana), sia vecchie (anni ‘50/‘60) che nuove e nuovissime (aggiorno costantemente la discussione che ho aperto  sulle nuove uscite di classica in HiRes e MQA).

Questa é la sfida per un appassionato di HiFi: riuscire ad apprezzare quello che ogni ingegnere del suono ha inteso catturare nella registrazione, e ti assicuro che la stragrande maggioranza degli ingegneri non sono “le capre” che si pensa comunemente noi appassionati ...anzi! 

Quindi sono perfettamente d’accordo con @ClasseA

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SimoTocca
Il 2/6/2019 Alle 00:46, MAX79 ha scritto:

Il caso della Winehouse è un po' una storia a parte: fermo restando la qualità non eccezionale delle sue registrazioni, ho trovato molte differenze a seconda del supporto.

Che quest’album della mitica Amy non sia una capolavoro si registrazione é una fatto su cui concordo, ma guarda che se ascolti il file HiRes a 24/96, puoi anche “capire davvero” il perché, capire quali sono i problemi non risolti dall’ingegnere del suono...ma in maniera forse paradossale, questo rende “molto più reale” quella registrazione e me la fa godere appieno ...con la voce di Amy che finalmente risulta ben modulata, molto meno roca di quello che si sente in giro...davvero bella...

Però con questo genere musicale siamo fuori dal discorso che facevo io, perché in questo genere sull’arte dell’ingegnere del suono, peraltro non sempre comprovata, fanno aggio, cioè  contano molto più, i “diktat” dell’artista o del produttore o della casa discografica (tanto per fare un esempio, prendiamo la Loudness War, cioè la registrazione deve suonare più forte delle altre perché così sentita alla Radio sembra registrata meglio...ma che in realtà su un buon impianto fa letteralmente schifo...ecc, ecc...).

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Stebroc

@ClasseA Anche secondo me non è così. O forse lo è solo con determinate incisioni pop/rock, non con tutte. Magari nemmeno con la maggioranza.

Come ho scritto sopra, ho fatto un test con un album che si sente obiettivamente male, e con le Kef LS50W, che non credo siano tra i diffusori più permissivi in commercio. Ebbene, Back to black si sente meglio sull'impianto che in macchina. Non diventa un'incisione audiofila, è evidente, ma i dettagli aumentano rispetto all'autoradio.

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contemax

Il disco appena uscito di Santana, una ciofeca

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quiet

sto ancora sperando in una ristampa di qualità ma per ora le varie versioni sono una peggio dell'altra

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