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corrado

cronaca e costume Protesta dei pastori sardi

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corrado

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/oristano-provincia/2019/02/10/pastori-sul-piede-di-guerra-boicotteremo-le-regionali-136-833895.html

Gli industriali pagano il latte ai pastori 50/60 centesimi al litro,troppo pochi per coprire le spese. La politica fa orecchie da mercante e la pazienza è ormai terminata. Qualche forumer vuole commentare?

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maurodg65
2 minuti fa, corrado ha scritto:

La politica fa orecchie da mercante 

E che dovrebbe fare la politica? 

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maurodg65

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/10/sardegna-la-protesta-dei-pastori-non-si-ferma-blocchi-nei-porti-per-fermare-i-tir-soluzione-o-blocchiamo-seggi-regionali/4962168/

Cartello dell’industria e iperproduzione” – Il prezzo di circa 60 centesimi al litro – sostiene la Coldiretti – è una “elemosina che non copre neanche i costi di allevamento e di alimentazione e spinge alla chiusura i 12mila allevamenti presenti in Sardegna in cui si trova il 40% delle pecore allevate in Italia che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop)”. “Siamo di fronte ad un cartello dell’industria con l’iperproduzione del 2018, che si basa su una scelta della ‘trasformazione’ di lavorare Pecorino romano, non rispettando le quote produttive assegnate, e non si può scaricare completamente sul prezzo del latte alla stalla. Di questo – continua la Coldiretti – non sono responsabili i pastori che non hanno prodotto un litro di latte in più, ma la ‘trasformazione’ che ha deciso di produrre più Pecorino romano rispetto ad altri formaggi dell’anno precedente”.

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mom

Chi ha letto Sèrotonine di Houellebecq troverà lo stesso identico problema, di estrema attualità e gravità, anche in Normandia dove gli agricoltori, da sempre produttori di Camembert e di Pont l'évêque,  formaggi caratteristici perché prodotti con il latte naturalmente salato delle mucche che si cibano del foraggio nato nei locali prati salati per il movimento delle maree, si vedono impediti a vendere il loro ottimo latte e obbligati a produrre formaggi con latte proveniente da Brasile e Paesi dell'est. Prezzi troppo bassi e quote latte li stanno annientando. 

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Cagliostro

Il problema è che se tu non glielo vendi a 50/60 cent/litro, e lo butti via, loro lo comprano a 40/50 cent/litro da un altra parte, tipo in Romania.

Bisognerebbe allora capire come fanno, tipo in Romania, a trovare conveniente la vendita a quei prezzi, con in più le spese di trasporto su gomma, da li a qui.

Tenendo conto che l’agroalimentare è un settore che qui in Italia sfugge pure alla super tassazione tipica degli altri settori economici.

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maurodg65
4 minuti fa, Cagliostro ha scritto:

Bisognerebbe allora capire come fanno, tipo in Romania, a trovare conveniente la vendita a quei prezzi, con in più le spese di trasporto su gomma, da li a qui.

Da ignorate del settore, potrebbe essere un problema di dimensione dei produttori, un conto è un piccolo produttore un conto un’azienda di grandi dimensioni strutturata, ma il problema è il pecorino sardo DOP non dovrebbe essere prodotto con latte di pecora sardo? 

Altrimenti che senso hanno le denominazione di origine se puoi produrre con latte proveniente da qualsiasi parte del mondo? 

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peuceta

@Cagliostro questo è uno dei vantaggi di quella che chiamano EU.

Si deve buttare latte vero e per di più ovino, ma le industrie olandesi producono caseina dal siero di latte, materiale di scarto dei caseifici di cui molti della puglia, e producono i loro assurdi formaggi e formaggini.

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corrado
9 minuti fa, Cagliostro ha scritto:

Bisognerebbe allora capire come fanno, tipo in Romania, a trovare conveniente la vendita a quei prezzi

Avranno costi di gestione più bassi.

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maurodg65
3 minuti fa, peuceta ha scritto:

ma le industrie olandesi producono caseina dal siero di latte, materiale di scarto dei caseifici di cui molti della puglia, e producono i loro assurdi formaggi e formaggini.

Scusa ma questo non c’entra nulla con l’argomento del thread e poco pure in generale, che formaggi producono in Olanda sono problemi degli olandesi, cosa c’entra con le nostre produzioni di eccellenza come dovrebbe essere il pecorino sardo? 

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mom

@Cagliostro in Normandia il latte arriva via mare a Cherbourg.Penso anche in Sardegna. Il costo del trasporto è decisamente più basso.

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corrado
11 minuti fa, Cagliostro ha scritto:

Il problema è che se tu non glielo vendi a 50/60 cent/litro, e lo butti via, loro lo comprano a 40/50 cent/litro da un altra parte, tipo in Romania.

Il latte dalla Romania arriva comunque, il problema è che nell'etichetta del formaggio viene indicato come latte "trasformato" in Sardegna, non scrivono latte proveniente dalla Romania.

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maurodg65

@mom scusa Mom ma il latte di cui parli dovrebbe essere particolare, salato per i motivi da te esposti è necessario per produrre formaggi tipici probabilmente anch’essi a denominazione di origine protetta, possono usare latte proveniente da zone diverse? Non esiste un protocollo “obbligatorio” per la produzione di formaggi tipici? 

1 minuto fa, corrado ha scritto:

Il latte dalla Romania arriva comunque, il problema è che nell'etichetta del formaggio viene indicato come latte "trasformato" in Sardegna, non scrivono latte proveniente dalla Romania.

Si può produrre Pecorino Sardo DOP con latte romeno? 

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mom

@maurodg65 Purtroppo è quello che succede...fatta la legge, si trova sempre qualche particolare escamotage... 

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maurodg65

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2018/08/27/latte-ovicaprino-in-sardegna-si-producono-3174-milioni-di-litri/59774

Latte ovicaprino, in Sardegna si producono 317,4 milioni di litri

L'ultima stima della Regione è sull'annata 2016-2017. L'assessore dell'Agricoltura Pier Luigi Caria: "Da questo momento è possibile programmare il comparto"

Per la prima volta nella storia del comparto ovicaprino sardo si hanno a disposizione i dati ufficiali sulle produzioni del latte dell'intero settore: 331.907.381 litri per l'annualità 2015-2016 e 317.464.776 litri per la campagna 2016-2017.
Il report è stato illustrato il 7 agosto 2018 durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato l'assessore dell'Agricoltura della Regione Sardegna, Pier Luigi Caria, i direttori generali dell'assessorato e dell'agenzia Agris Sardegna, Sebastiano Piredda e Roberto Zurru, e il presidente dell'Organismo interprofessionale latte ovino sardo (Oilos), Salvatore Pala.

Il singolare risultato è frutto della raccolta dati effettuata con il provvedimento messo in campo lo scorso autunno dalla Regione Sardegna che, con uncontributo di 13 euro a capo ovicaprino per un totale di 45milioni di eurostanziati, è intervenuta per aiutare le aziende colpite dal calo del prezzo del latte e dalla siccità con danni ingenti alle foraggere in primavera ed estate.
Grazie a questa operazione si sono raccolti i dati produttivi dell'86% delle aziende ovicaprine sarde. Mentre sul restante 14% sono state effettuate delle stime che, sommate ai dati reali, hanno consentito di ricostruire il dato produttivo complessivo.

Nella presentazione della domanda per il finanziamento dei 13 euro infatti era stato chiesto ai pastori di inviare le fatture sulle produzioni del latte, rilasciate dai trasformatori, per le stagioni 2015-2016 e 2016-2017, così da conoscere le produzioni reali. Obiettivo della raccolta dati è quello di renderli pubblici per i diversi portatori di interesse da un lato e di consegnarli quindi all'Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo (Oilos) così da attivare tutte le procedure per governare il mercato del settore ragionando sulle diverse trasformazioni casearie.

Per completare al meglio l'analisi produttiva, i pastori che trasformavano il proprio latte in formaggi per la vendita diretta dovevano presentare le fatture di vendita del prodotto finito, in caso di autoconsumo (cifre comunque assai risicate) era necessario inviare una autocertificazione che tenesse conto del numero dei capi presenti in azienda.

Domande pervenute

Sono pervenute all'agenzia Agris Sardegna, incaricata di raccogliere e rielaborare i dati delle fatture di pagamento del latte, 10.608 domande (8.743 da aziende ovine e 1865 da caprine, dove il 13% del totale delle aziende consiste in allevamento misto), su circa 12.267 imprese del comparto registrate nell'isola.

Per l'annata 2015-2016 è stata dichiarata una produzione di 297.033.730 litri di latte (279.850.647 litri da ovini e 17.183.83 litri da caprini).
Per la stagione 2016-2017 è stata invece dichiarata una produzione leggermente più bassa con 284.108.616 litri.

Le ripartizioni che riguardano il numero dei capi interessati dalle domande sono basate sull'annualità 2015-2016, con l'ultimo aggiornamento disponibile nella Banca dati nazionale delle anagrafi zootecniche. Le dichiarazioni hanno quindi riguardato 2.747.236 capi di cui 2.548.808 pecore e 198.428 capre.
La consistenza media del gregge si è attestata su 259 unità che diventano 292 per le realtà ovine e 106 per quelle caprine.

La produttività media a capo presente in azienda, che tiene conto anche degli animali improduttivi come rimonte o montoni, è stata di 108 litri nel 2015-2016 e 103 litri nel 2016-2017. Nello specifico si ha una media di 110 litri per le pecore e di 87 per le capre.

Se invece si tiene conto dei soli capi stimati in lattazione si hanno 169 litri a capo nel 2015-2016 e 162 nel 2016-2017, con 172 litri per pecora e 135 per capra.

Nella prima annualità sono 465 le aziende che hanno dichiarato di trasformare il latte in proprio con circa 10.328.574 litri (3,48%), mentre salgono a 618 nella seconda stagione con 9.973.731 litri (3,51%). Sempre con riferimento alla stagione 2015-2016 per il settore ovino sono trasformati in proprio 9.236.298 litri e per quello caprino 1.092.276 litri.

Stima produzioni su aziende fuori domanda

Sono state 1.659 (circa il 14% delle totale registrato in Sardegna) le aziende che non hanno presentato la domanda sui 13 euro: 1.407 ovine e 252 caprine. Alla luce dei dati disponibili, l'Agenzia Agris ha elaborato una stima sui litri di latteprodotti dalle imprese che non hanno comunicato le fatture: nel 2015-2016dovrebbero essere 34.873.651, mentre scendono a 33.356.161 litri nell'annata 2016-2017.
La prima stagione è così stimata: 32.856.248 per gli ovini e 2.017.403 per i caprini.

Produzioni e stima generale

Attraverso la Banca dati nazionele si è risaliti alla consistenza totale dei capiche con l'ultimo aggiornamento della stagione 2015-2016 determina una consistenza di bestiame ovicaprino di 3.073.486 capi.
Di questi, 2.851.517 sono pecore e 221.969 sono capre. Gli animali sono allevati in 12.267 aziende di cui 10.150 (83%) sono ovine e 2.117 sono caprine (17%). È bene ricordare che circa il 13% del totale delle aziende allevano sia pecore e sia capre.

Le produzioni totali, frutto della somma dei dati reali e delle stime elaborate su di essi (stime che riguardano circa il 14% delle aziende), dicono che in Sardegna si sono prodotti 331.907.381 litri di latte nel 2015-2016 e 317.464.776 litri nel 2016-2017. Sempre in base alla ripartizione della prima stagione, il 94% del latte è ovino (312.706.895 litri) e il 6% è caprino (19.200.486 litri).

Caria: "Ora si può programmare la produzione di formaggio"

"Ora che abbiamo i numeri si può finalmente ragionare su una programmazione seria e puntuale della produzione del latte che per decenni ha subito speculazioni e chiacchiericci dove a pagarne sempre le conseguenze sono stati i pastori con saliscendi del prezzo del latte intollerabili".
Lo ha detto l'assessore dell'Agricoltura Caria che ha aggiunto: "Il risultato storico raggiunto ci obbliga adesso a continuare lungo questa strada: dobbiamo fare in modo che i dati siano aggiornati anno dopo anno. Dobbiamo costruire con i portatori di interesse e in collaborazione con le istituzioni nazionali degli strumenti normativi che ci permettano di raccogliere periodicamente gli andamenti della produzione del latte. Con i numeri in mano – ha concluso l'assessore – possiamo finalmente costruire le migliori condizioni che diano stabilità a un comparto così importante per le economie e la storia della nostra terra".

Agris, programmazione anche delle attività di ricerca

"Una maggiore conoscenza delle caratteristiche produttive del comparto – ha spiegato il direttore generale di Agris Sardegna, Zurru – permetterà una programmazione delle attività di ricerca ancor più finalizzata alle esigenze specifiche delle nostre aziende. Come Agenzia – ha concluso – utilizzeremo al meglio questi risultati per affiancarli quotidianamente alle attività di ottimazionedelle produzioni che da anni portano avanti i nostri tecnici".

Oilos, dati attendibili

"Ritengo che i dati presentati oggi siano verosimili". Così è intervenuto il presidente Pala dell'Organismo interprofessionale latte ovino sardo che aggiunto: "È chiaro che tali dati dovranno essere ancora affinati, ma questa è la base essenziale affinché Oilos inizi a lavorare e a concretizzare tutto quello che il nostro mondo si aspetta: una seria programmazione, provando a gestire le fasce di mercato per capirle e individuare così come trasformare il latte".

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wow
24 minuti fa, peuceta ha scritto:

questo è uno dei vantaggi di quella che chiamano EU.

a parte il fatto che problemi del genere sono sempre esistiti (vedi produzione arance), penso che non si possa continuare a condannare certe politiche economiche con il sedere degli altri. Qui c'è evidentemente un prodotto fuori mercato. Cosa si dovrebbe fare? Iniziare a versare contributi per compensare le perdite dei produttori sardi? 

C'è un problema di monopsonio (cioè tanti produttori e pochissimi acquirenti che hanno creato un cartello). Problema che si propone in forme diverse in altre parti d'Italia, penso ad esempio ai produttori di bergamotto che devono stare ai prezzi stabiliti dai pochi acquirenti o a quello che succedeva tra FIAT e indotto. Come fa notare @maurodg65 i cartelli si sconfiggono mettendosi assieme in modo da ammortizzare meglio costi di macchinari, produzione, trasporti, marketing, politiche per la protezione del marchio di origine. Insieme si ha soprattutto maggiore  potere contrattuale nei confronti dei compratori. La mania del one man factory, è stata per noi italiani la nostra immensa fortuna ma forse la causa principale della scarsa competitività economica e del nostro declino economico.

Fare Rete...

La politica dei contributi al comparto agricolo però, alla lunga, è dannosissima.

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maurodg65
2 minuti fa, mom ha scritto:

Purtroppo è quello che succede...fatta la legge, si trova sempre qualche particolare escamotage... 

Quindi ad essere modificati dovrebbero essere i “protocolli” di produzione dei prodotti tipici locali che dovrebbero prevedere l’utilizzo dei soli prodotti del territorio, se non interessa ad esempio ai sardi che il Pecorino Sardo DOP sia prodotto solo con latte prodotto localmente, magari perché all’industria fa comodo produrre quantità superiori di Pecorino Sardo DOP rispetto a quelle possibili con il solo latte di produzione locale non capisco perché dovrebbero preoccuparsene altri.

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GianGastone

Il problema mi pare di capire sia incentrato sul pecorino romano.

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maurodg65

http://www.dop-igp.eu/flex/AppData/Redational/pdf/Pecorino Sardo.pdf

 Il latte intero di pecora, eventualmente inoculato con colture di fermenti lattici provenienti dalla zona di origine, tassonomicamente riportabili anche alla specie “Streptococcus thermophilus”, viene coagulato ad una temperatura compresa tra 35°-39° C, con una quantità di caglio di vitello tale da completare la coagulazione in circa 35-40 minuti (comprendendo sia il tempo di presa che il tempo di indurimento);

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corrado

@maurodg65 con il post 14, con l'articolo che hai postato, secondo te si intende dire che la produzione di latte è troppa?

@GianGastone esatto.

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maurodg65
1 minuto fa, corrado ha scritto:

secondo te si intende dire che la produzione di latte è troppa?

C’è scritto chiaramente che i produttori Sardi non hanno prodotto più del dovuto, non conosco il problema nello specifico ed ho cercato qualche notizia più specifica sull’argomento e quel link era il primo trovato.

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Ivo Perelman

Il problema esiste anche altrove con il latte di mucca, che è diventato un prodotto collaterale del letame con cui si produce il https://it.wikipedia.org/wiki/Biogas

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analogico_09

Non ne sono addentro, non conosco quindi a fondo queste problematiche, ma a prescindere e per derfinizione solidadizzo con chi produce la materia prima e incassa due soldi di infelicità quando il prodotto derivato viene poi venduto a prezzi da ingozzo...

Mia preoccupazion predominante tuttavia è che se i pastori sardi si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti cacio e pepe, piatto squisito di apparentemente facile preparazione fattibile amche con il più ordinario spaghetto, che necessita inalienabilmente del pecorino romano DOP (è tuttavia con gli strozzapreti che abbiamo la morte sua..., dove ogni gioco di parole che potrebbe eventualmente rimandare e magari incitare all'assassinio ecclesiastico è puramente causale... :D )

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andpi65
3 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Non ne sono addentro, non conosco quindi a fondo queste problematice, a prescindere e per derfinizione solidadizzo con chi produce la materia prima e incassa due soldi di infelicità quando il prodotto derivato viene poi venduto a prezzi da ingozzo...

Ma la mia preoccupazion predominante è che se i pastori si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti, a limite anche al più ordinario spaghetto, cacio e pepe, piatto squisito di apparentemente facile preparazione che necessita inalienabilmente del pecorino romano DOP, dove gli strozzapreti restano tuttavia la morte sua mentre ogni ogni gioco diparole e riferimento all'assassio è puramente causale... :D

Praticamente non ne capisci na ceppa   " a fondo queste problematice,"   però : "La mia  preoccupazion predominante è che se i pastori si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti.

chapeau!   

P.S.: Commento di una tristezza unica!

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analogico_09
49 minuti fa, andpi65 ha scritto:
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Non ne sono addentro, non conosco quindi a fondo queste problematice, a prescindere e per derfinizione solidadizzo con chi produce la materia prima e incassa due soldi di infelicità quando il prodotto derivato viene poi venduto a prezzi da ingozzo...

Ma la mia preoccupazion predominante è che se i pastori si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti, a limite anche al più ordinario spaghetto, cacio e pepe, piatto squisito di apparentemente facile preparazione che necessita inalienabilmente del pecorino romano DOP, dove gli strozzapreti restano tuttavia la morte sua mentre ogni ogni gioco diparole e riferimento all'assassio è puramente causale... :D

Praticamente non ne capisci na ceppa   " a fondo queste problematice,"   però : "La mia  preoccupazion predominante è che se i pastori si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti.

chapeau!   

P.S.: Commento di una tristezza unica! 


Triste e banale è non avere il senso dell'ironia e credere che chi prova a farne, sia essa divertente o meno, intenda sottovalutare un problema serio sul quale ci si è invece espressi in termini di solidarietà nei confronti di chi lo subisce e lamenta.

Tiettelo pure in capo con questo freddo il cappello.., non ci tengo e non ci tesi mai... scarsi anticorpi, alto il rischio di raffreddori incipienti con naso perennemente gocciolante... :D

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appecundria
4 ore fa, corrado ha scritto:

La politica fa orecchie da mercante

Eh mi dispiace, il ministro dell'economia sta organizzando la presa della Bastiglia. I pastori sardi facessero domanda per il reddito di cittadinanza. 

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appecundria
4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

cosa c’entra con le nostre produzioni di eccellenza come dovrebbe essere il pecorino sardo? 

Il famoso pecorino di Amsterdam.

Pur di dare addosso all'Unione farebbero la carbonara con l'edam per poi incolpare "i burocrati di Bruxelles".

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appecundria
4 ore fa, Cagliostro ha scritto:

Bisognerebbe allora capire come fanno, tipo in Romania, a trovare conveniente la vendita

Perché usano tecniche di produzione stoccaggio e trasporto che da noi non sono permesse, questo senza considerare la qualità. La cagliata rumena, talvolta usata al posto del fiordilatte sulle pizze, costa 2,5 euro al chilo, chissà cosa cozzo c'è dentro, arriva in balle congelate che poi vengono sfasciate con la sega elettrica.

Quello giusto, il fiordilatte di Agerola, va tra i 9 e gli 11 euro.

L'agroalimentare italiano non è fatto per chi non può pagarlo. Purtroppo. 

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armanesh

Questo articolo è abbastanza esaustivo sull' argomento.
https://www.ilpost.it/2019/02/09/prezzo-latte-ovino-sardegna/

"Il calo del prezzo sembra essere legato in particolare all’andamento del mercato del Pecorino Romano DOP, per la cui produzione viene impiegata più della metà di tutto il latte prodotto in Sardegna. Quando il prezzo del Pecorino Romano sale, come era successo due anni fa, sale anche il prezzo del latte; quando il prezzo del Pecorino Romano scende, scende anche il prezzo del latte. La produzione di Pecorino Romano, proprio per evitare grosse oscillazioni dei prezzi, è regolata da quote che vengono stabilite ogni anno, ma che secondo gli allevatori non vengono rispettate da molti caseifici anche per via delle multe molto basse. L’eccessiva produzione di Pecorino degli ultimi anni, spinta dagli alti prezzi che aveva raggiunto il prodotto, ha fatto accumulare a moltissimi caseifici grandi scorte di formaggio invenduto e questo, in pochi mesi, ha fatto drasticamente abbassare i prezzi del prodotto al consumo, con conseguenze arrivate fino ai produttori di latte."

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andpi65
36 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Triste e banale è non avere il senso dell'ironia e credere che chi prova a farne, sia essa divertente o meno, intenda sottovalutare un problema serio sul quale ci si è invece espressi in termini di solidarietà nei confronti di chi lo subisce e lamenta.

Sinceramente l'ironia su questo tema la lascerei da parte! 

P.S. Ma è solo una questione di sensibilità.

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andpi65
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Mia preoccupazion predominante tuttavia è che se i pastori sardi si ritirano a vita privata addio a strangozzi, o strozzapreti cacio e pepe, piatto squisito di apparentemente facile preparazione fattibile amche con il più ordinario spaghetto, che necessita inalienabilmente del pecorino romano DOP (è tuttavia con gli strozzapreti che abbiamo la morte sua..., dove ogni gioco di parole che potrebbe eventualmente rimandare e magari incitare all'assassinio ecclesiastico è puramente causale... :D )

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