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corrado

cronaca e costume Protesta dei pastori sardi

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appecundria
5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

tutto ha il marchio del consorzio, di chi è la colpa?

Questo però è anche dovuto all'evoluzione (?) del gusto. Il consumatore odierno spesso trova troppo grassa la mozzarella di pura bufala, per questo è ammessa una minima parte di vaccino.

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maurodg65
49 minuti fa, appecundria ha scritto:

Il consumatore odierno spesso trova troppo grassa la mozzarella di pura bufala, per questo è ammessa una minima parte di vaccino.

Senz’altro, ma una minima parte che vuol dire, dal 10% al 90%, sparo cifre a caso, quanto è consentito? Perché cambia molto anche sul versante prezzo, poi per me pretendere che un formaggio, alla fine anche la mozzarella lo è, sia magro è come chiedere il salame magro o togliere il grasso dal prosciutto crudo, è pura follia. :D 

P.S. Comprendo che sia difficile dire no al business, fino ad alcuni decenni fa la mozzarella di bufala al nord era m***a, meglio quella vaccina, stessa cosa trent’anni fa con l’olio extra vergine di oliva, troppo forte meglio quello di semi, ora sembra non esistere altro e i numeri da fare sul mercato sono esponenzialmente più alti..

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Martin

Indicativo il fatto che il primo termine saltato fuori per dire "frollata" sia stato "dry aged"...

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adriatico
28 minuti fa, Martin ha scritto:

Indicativo il fatto che il primo termine saltato fuori per dire "frollata" sia stato "dry aged"...

è solo un sinonimo che mio venuto lì per lì, nella frase ci stava... io dico frollare normalmente 

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wow
5 ore fa, adriatico ha scritto:

problema principale è la scarsa educazione del consumatore finale

ci hanno fatto diventare un popolo di spadellatori e impiattatori ma, fondamentalmente, compriamo e mangiamo senza capire un cavolo...

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Martin

Le crisi di prezzo in agricoltura non sono rare.  Mais, grano duro, agrumi, ortaggi, persino l'uva pregiata. Di solito vengono tamponate con una sorta di futures, oppure con strumenti finanziari ad hoc per il peak-shaving delle oscillazioni di prezzo. Anni fa andò in crisi pure il parmigiano, il ministero ci mise una pezza tramite consistenti acquisti. Lo stesso negli USA faceva (e probabilmente fa ancora) lo USDA negli Stati Uniti. La sovraproduzione del comparto lattiero è un "grande classico" nelle due sponde dell'Atlantico. 

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maurodg65

Su Radio24 nella trasmissione di Barisoni hanno appena trattato l’argomento con l’intervento delle diverse parti in causa, praticamente sembra che il problema sia legato ad una produzione di Pecorino Romano che il Consorzio ha volutamente sforato lo scorso anno lasciando una rilevante quantità di rimanenze che il mercato non ha assorbito, in Sardegna il 70% circa dei 353 milioni di litri di latte sono destinati alla produzione di Pecorino Romano ed alla produzione di quest’ultimo è legata la quotazione del latte, i produttori accusano i componenti del Consorzio del Pecorino Romano e ne chiedono le dimissioni, il mercato e le sue regole non c’entrano nulla, il problema è che qualcuno vuole fare il furbo a scapito di altri, almeno è quello che si è capito o meglio che ho capito io.

Parte del problema di vendita del prodotto finito è del blocco del mercato USA che è il primo mercato per l’export e che ha assorbito il 50% in meno.

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Martin
2 minutes ago, maurodg65 said:

il mercato e le sue regole non c’entrano nulla

Siamo di fronte ad un classico di eccesso di offerta e crollo dei prezzi, roba da Adam Smith.. come si fa a sostenere che "il mercato non c'entra nulla?" 

🤔

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maurodg65
45 minuti fa, Martin ha scritto:

come si fa a sostenere che "il mercato non c'entra nulla?" 

Perché il problema è che ci sarebbe chi ha consapevolmente agito per creare quell’eccesso di offerta consapevole di quello che sarebbe accaduto, almeno questo hanno affermano i rappresentati dei produttori a Radio24.

Si era parlato qui di “colpe” del mercato con l’intenzione di riferirsi al mercato come causa prima della crisi, ma così non è a quanto si è sentito.

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Savgal

I prodotti alimentari sono anelastici e quasi sempre un eccesso anche lieve di offerta genera un crollo dei prezzi. A ciò si aggiunge il fatto che si tratta di una miriade di produttori che sono incapaci di limitare l'offerta di prodotto in caso di carenza di domanda. Sono convinto che il mercato abbia bisogno di regole, ma mi pare che molto spesso alcuni soggetti siano iperliberisti quando il mercato tira e divengano improvvisamente comunisti quando vi è una crisi.

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adriatico
22 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Perché il problema è che ci sarebbe chi ha consapevolmente agito per creare quell’eccesso di offerta consapevole di quello che sarebbe accaduto, almeno questo hanno affermano i rappresentati dei produttori a Radio24.

Si era parlato qui di “colpe” del mercato con l’intenzione di riferirsi al mercato come causa prima della crisi, ma così non è a quanto si è sentito.

ma mauro ostrega e non è mercato questo? tra l'altro sarebbe interessante capire a che serve al consorzio del pecorino romano creare eccesso di offerta producendo oltre il necessario. Il pecorino invenduto è il loro eh... o no? 

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gpb

perché a fronte di piccole penali (centesimi/kg) pensavano di venderlo a buon prezzo: riducono i prezzi all'origine per venderne di più

però sono rimasti fregati anche molto dal blocco in USA, ed hanno rovinato tutta la catena...

attenzione a non comparare il costo del latte vaccino con quello di pecora

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maurodg65
16 minuti fa, adriatico ha scritto:

ma mauro ostrega e non è mercato questo? tra l'altro sarebbe interessante capire a che serve al consorzio del pecorino romano creare eccesso di offerta producendo oltre il necessario. Il pecorino invenduto è il loro eh... o no? 

Il prezzo del latte è stato legato alla Produzione del Pecorino Romano che rappresenta il 70% del mercato e la produzione prevista dal consorzio era molto più bassa di quella che è stata poi realizzata, in quel momento il prezzo alto del pecorino ha portato il consorzio a spostare parte della produzione di latte destinato a produzioni alternative, pecorino sardo ed altri prodotti caseari diversi non sotto marchio di tutela, al Pecorino Romano che però oggi giace in larga parte invenduto nei magazzini dei produttori, la conseguenza è un crollo delle quotazioni del latte ovino e caprino che ha colpito i produttori che accusano i componenti del Consorzio di aver spinto sulla sovrapproduzione consapevoli delle possibili conseguenze, un calo anche di 10 centesimi al litro su 353 milioni di litri prodotti all’anno in Sardegna rappresenta un danno notevole o un notevole vantaggio a secondo della parte da cui lo guardi. 

6 minuti fa, gpb ha scritto:

perché a fronte di piccole penali (centesimi/kg) pensavano di venderlo a buon prezzo: riducono i prezzi all'origine per venderne di più

però sono rimasti fregati anche molto dal blocco in USA, ed hanno rovinato tutta la catena...

È più o meno quello che hanno detto durante la trasmissione su Radio24 alcuni dei protagonisti.

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Martin
2 hours ago, maurodg65 said:

la produzione prevista dal consorzio era molto più bassa di quella che è stata poi realizzata,

Quindi dev'esserci stato un periodo di sovraproduzione, durante il quale suppongo abbiano venduto volentieri più latte a prezzo remunerativo e dimensionato i livestock produttivi di conseguenza.

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maurodg65
1 ora fa, Martin ha scritto:

Quindi dev'esserci stato un periodo di sovraproduzione, durante il quale suppongo abbiano venduto volentieri più latte a prezzo remunerativo e dimensionato i livestock produttivi di conseguenza.

No, a quanto affermano i produttori la produzione di latte è sempre stata quella prevista, la maggiore produzione di Pecorino Romano è stata ottenuta a scapito di altri prodotti come il pecorino sardo ed altri non a denominazione di origine protetta.

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Martin

Ad ogni modo chi non ha latte da versare, miniere da occupare o isole da cassintegrare, lo piglia nel didietro senza menzione dei media.

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Martin

La richiesta degli allevatori che ho sentito oggi al GR, 1€ al litro, mi pare ragionevole e sostenibile. 

Quello che mi da fastidio è sentire certi tuttologi da ospitata televisiva prendere le parti degli allevatori. Specie quando sono gli stessi tuttologi che fino a ieri cianciavano di come il libero mercato fosse la Via, la Verità e la Vita. 

Andassero a scarriolare letame, ogni tanto. 

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stefanino

Comunque Di Maio e' proprio un incapace.

Si e' fatto scippare nuovamente 

Salvini ha ricevuto una delegazione di pastori della Coldiretti e dichiara:

"Lavoro per una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi"

.

gli ha scippato il ruolo di mediatore in materia economica prendendolo (poco) velatamente per il mulo usando parola per parola lo "slogan" con cui Luigino  ha presentato il suo decreto.

Notare: Salvini ha agito su mandato dell'esecutivo

Conte non manda Di Maio a parlare di lavoro , manda Salvini

Posizione molto netta.

Alla faccia del burattino

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GianGastone
Il 11/2/2019 Alle 14:24, appecundria ha scritto:

Questo però è anche dovuto all'evoluzione (?) del gusto. Il consumatore odierno spesso trova troppo grassa la mozzarella di pura bufala, per questo è ammessa una minima parte di vaccino.

E il consumatore ha piu' che ragione, tanto e' vero che la mozzarella in alimentazione eqilibrata non c'e'.

Il parmigiano si.

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stefanino

la mozzarella non e' per nulla magra

16-20% di grassi, poche proteine molta acqua 

sazia anche poco per cui si tende a ingozzarcisi (il gusto aiuta)

.

Effettivamente il regginano ha un rapoorto grassi proteine molto vantaggioso e difficilmente se ne mangiano due etti

(anche uno ti strasazia)

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tappodiferro
2 ore fa, stefanino ha scritto:

Alla faccia del burattino

Alla fin fine, Conte si sta dimostrando un presidente del consiglio positivo.

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tomminno

Mi spiegate perché nell'alimentare si parta da un prezzo di vendita prefissato e da quello a tagliare i costi?

È così col latte, con il grano, con le arance e tutto il resto. Se un litro di latte il produttore lo deve vendere ad 80cent il prezzo finale del formaggio verrà di conseguenza. 

Forse che col petrolio andiamo all'opec a dire che prendiamo il petrolio solo a 15$/barile?

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tomminno
Il 11/2/2019 Alle 08:07, Lorenzo67 ha scritto:

Marchio Esselunga: 0,86 al litro, lunga conservazione parzialmente scremato

Un litro di latte vero viene al supermercato tra gli 1.4 e 1.8 €/litro. 

Quello uht è polvere reidratata. Polvere che arriva in cisterne dal nord Europa.

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audio2
13 minuti fa, tomminno ha scritto:

Mi spiegate perché nell'alimentare si parta da un prezzo di vendita prefissato e da quello a tagliare i costi?

è una questione sia di mercato che di rapporti di forza, aggravati dal fatto che la natura della merce è deperibile,

al contrario delle materie prime, per le quali si fanno comunque le guerre per averle al "giusto" prezzo.

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Lorenzo67

@tomminno dice 100% latte italiano 

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audio2

la normativa nello specifico non la conosco ma se è come le altre per cui affinché sia 100% italiano basta che lo imbottiglino qui

da noi direi che tutto quadra ( con il fatto che le stalle con le mucche vere sono sparite pressoché ovunque, perlomeno dalle mei parti )

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