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djansia

cronaca e costume "Caro ..."

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GianGastone

Piasci...

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appecundria
21 minuti fa, djansia ha scritto:

Ma in tutta Italia ormai è così?

No, qua abbastanza a caso: dotto' ingegne' prufesso'.

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stefanino

il caro lo usano gli over 30. Una sorta di mix tu+caro che vorebbe creare una certa confidenza (credo)

il tu secco lo usano i ragazzetti. Quelli mi fanno girare le balle.

in generale che non usino il lei (con o senza caro) no lo digerisco.

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xalessio

Caro lei suona minaccioso...👀

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Martin

A Venezia il "caro" non è molto diffuso, almeno per quanto capita a me.

Io in genere percepisco l'intenzione. Il "Tu" sincero è meglio di un "Lei" leccato, ma un "Lei" formale è meglio di un "Tu" svaccato.

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Bazza
41 minuti fa, stefanino ha scritto:

in generale che non usino il lei (con o senza caro) no lo digerisco.

Io lo uso sempre con persone che non conosco o che sono più grandi di me.

La cosa buffa è che quasi sempre come risposta ottengo un "dammi del tu", pure sul lavoro quando parlo con i clienti.

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Martin

Il numero di "Lei" che mi danno neoassunti e consulentini è più spietato dello specchio nel ricordarmi l'età che ho...

🤨

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mozarteum
1 ora fa, appecundria ha scritto:

dotto' ingegne' prufesso'

Eppure la migliore analisi politica della mia vita la sentii da un tassista di Napoli due mesi dopo l’elezione di De Magistris, in cui tante speranze erano riposte.

Io: ”allora che dice questo nuovo Sindaco pieno di progetti?”.

” E che adda rice, chill’ nun ten’ e sord’”

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SonicYouthMilano

Anche io non sopporto l'utilizzo del "tu" fuori da contesti strettamente confidenziali, lo trovo una grande mancanza di rispetto; poi mi rendo conto che per i giovani magari non ci sia un'intenzione irrispettosa, ma io avendo più di 50 anni sono stato cresciuto con l'utilizzo del tu solo con persone con le quali si ha confidenza. Devo però dire che quando i giovinastri mi si rivolgono col tu e gli faccio notare che dovrebbero darmi del lei, molti si risentono, il che mi fa pensare che conoscano la differenza dell'utilizzo dei due pronomi, ma ci sia una volontà da parte loro di porsi sullo stesso piano.

Mi dà ancora più fastidio quando mi si rivolgono col tu persone di mezz'età, ma è una battaglia donchisciottesca, siamo nell'epoca dell'uno vale uno, non mi sorprendo dessero del tu e una pacca sulla spalla o un cinque al Presidente della Repubblica

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briandinazareth

il "caro" è spesso usato come passepartout quando non si ricorda il nome dell'interlocutore...

in aziende di un certo tipo il lei è completamente scomparso, pure con i clienti.

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stefanino
1 ora fa, Bazza ha scritto:

"dammi del tu", pure sul lavoro quando parlo con i clienti

nel mio settore il "tu" sul lavoro anche tra cliente e fornitore e' la norma.

Diciamo che il mio e' un settore molto "ammeregano" come origine e gli ammeregani sono sempre tu + nome di battesimo

.

il lei sempre e comunque alle signore.

Un uomo, indipendentemente dall'eta', non dovrebbe mai dare del tu a una donna( anche se molto giovane) senza che sia stata lei a chiederlo.

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stefanino

.

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°Guru°

Anche a Bologna il "caro" da qualche anno è dilagante. Anch'io lo odio. Non mi piace nemmeno se ricevuto dalle persone alle quali sono veramente caro. Altra cosa che non sopporto è la stretta di mano fortissima da parte di chi non conosco, quasi volesse stringere un'amicizia di ferro.

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GianGastone

Marca il territorio.

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audio2

mah, io sarò all' antica , ma se uno esordisce con un caro gli chiedo se vuole anche un bacio in bocca.

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piergiorgio
28 minutes ago, audio2 said:

se uno esordisce con un caro gli chiedo se vuole anche un bacio in bocca.

oggi ci provo con la gentile (e bella) signora che sta al ristorante aziendale, che da 20 anni mi serve il pranzo salutandomi con l'immancabile *ciao caro*

vi farò sapere com'è andata.

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Schelefetris

oramai si procede con intercalari modaioli, il caro partì da milano una quindicina di anni fa ed è dilagato. ricevere il "tu" dipende, se dato senza malizia va benissimo, a roma è consuetudine, se dato con aria di superiorità è da fanculizzare. 

di norma e per abitudine professionale ricorro sempre al "lei" ma se mi danno del tu  mi adeguo.poi ci sono le tradizioni popolari, a napoli, quando vado, riesco a mimetizzarmi con certa facilità sino a quando non ci si da del "voi" come loro abitudine, non ci riesco, ricorda periodi storici troppo nefasti, così viene sgamata la mia alloctonità :D

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SerG

Trasferito, anni fa, da Milano nel sud delle Marche, ho trovato il "tu" usato comunemente da tutti. La cosa, all'inizio, mi ha dato fastidio, specialmente quando usato verso persone anziane o comunque, secondo me, meritevoli del "lei". E io, che continuavo, per educazione ricevuta, a dare del "lei", venivo spesso preso per un che se la tirava (già sopportano male i milanesi 😀 ). Poi mi sono adeguato, anche se con molta fatica (e, ancora oggi, con alcune persone, specialmente se anziane, non mi viene spontaneo),

P.S.: Tempo fa, un funzionario di una Ditta che rappresento, venne a trovarmi, e si offese quando il barista gli diede del "tu" ... ma chi lo conosce quello, come si permette 😯 ?

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Otto von Ubert Steiner

Il "ciao caro" è stata una moda anche a Milano, una decina d'anni addietro, molto utile per fare selezione ed evitare di rientrare in locali, fossero bar o negozi di scarpe, caratterizzati da una certa grettezza di esercenti e clientela. Se varco una qualsiasi porta, la prima volta dico buongiorno e ne pretendo uno come risposta. Dopo qualche frequentazione possiamo passare al ciao, poi al nome.

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Otto von Ubert Steiner
2 ore fa, Bizio ha scritto:

IO NON SONO IL SIG. PINCOPALLO, IO SONO IL FUNZIONARIO PINCOPALLO!!!!!"

Avrei continuato con un "mavvattelapiànderculo", mi sono dovuto trattenere parecchio...

Pensa che misera esistenza... quante frustrazioni e sogni mancati.

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Bizio
5 minuti fa, Otto von Ubert Steiner ha scritto:

Pensa che misera esistenza... quante frustrazioni e sogni mancati.

Già... Non serve aver studiato Freud per intuire che, una tale furia ceca nell'accrescimento del proprio ego, deve necessariamente compensare la piccolezza di qualcos'altro. 

Io li chiamo "morti di fama".

Quando li conosci meglio, di solito arrivi alla conclusione che hanno sofferto molto... Magari hanno preso tanti sganassoni da piccoli, oppure hanno passato l'adolescenza intera subendo derisioni varie, perpetrate da amici o peggio da donne. 

Fanno incazzare sul momento ma poi, riflettendoci, fanno tenerezza. Purtroppo per loro è anche molto facile prenderli per il cu** in quanto, se ti metti di buzzo buono ad incensarli e ricoprirli di titoli e false cortesie, alla fine ti danno pure la madre.

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Paranoid.Android
11 ore fa, djansia ha scritto:

Lo trovo davvero scortese, troppo confidenziale ma soprattutto maleducato. Non sai chi hai davanti ed è già "caro"? Io neanche "Piacere" quando ci si presenta uso. Sono abbastanza str****, altro che caro.

Il caro lo aborro.

Aborro anche il "ragazzo" usato impropriamente tipo dar macellaro : "che je damo a sto ragazzo". (a 53 anni mi sa di sfottò)

Hai ragione a Roma è una vera epidemia. Andrebbe indagata l' origine di questi fenomeni.

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Martin

Una volta a Roma avevano il  dotto'  universale. A me ha fatto sempre l'impressione di uno sfottò, specie quando applicato a fattorini che evidentemente tutto erano tranne che dotto' oppure a manovali che andavano a mangiare il panino in tuta e stivaloni, tuttavia pareva che costoro gradissero, o lo considerassero un normale saluto di cortesia. 

Il tutto trasposto a Venezia sarebbe apparso una presa per i fondelli. 
Altra cosa che accade abbastanza spesso: Al lavoro capita che persone che incotro per la prima volta mi attribuiscono titoli che non ho. In questi caso ringrazio e correggo sempre, ma il mio comportamento è minoritario. Altri colleghi si beano dell'effimero titolo per la durata della riunione e talvolta oltre...

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mom

Anni fa, nel profondo e amato sud,  avevo notato che la mia vicina napoletana, al mare, veniva servita decisamente meglio di me dai negozianti locali. Glielo avevo detto e lei, ridendo e dandomi del “voi” mi ha spiegato il motivo... “ Certo che se voi date loro del “ lei” si sentono offesi dal vostro atteggiamento di superiorità...Qui noi, diamo del “ voi” e la consideriamo una forma più rispettosa del vostro distaccato e freddo “ lei”. Capita la lezione, da quel giorno, quando andavo a fare la spesa lì, anche io mi sono messa a dare del “voi” e i rapporti sono decisamente migliorati. Ora è diverso e il “ lei” non è più visto con accezione negativa ma, con alcuni vecchi fornitori ormai mi sono abituata a dare del “ voi”.  :) 

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Martin

Nel nord Italia il "Voi " evoca tristi periodi vissuti direttamente. Con la natural morienza di quella generazione unita alla prevalenza dei meridionalismi nei media popolari, probabilmente quella forma si diffonderà. 

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mom

Anche io sono contraria all’abusato “ cara / carissima” eccetera. Non lo uso mai se non con persone che conosco e per le quali provo affetto. Anche nella corrispondenza con persone che non conosco e non frequento, inizio sempre con un “ Buongiorno, xxx, “

il “ Caro mio/a ...” lo uso solo nelle esclamazioni o in particolari frangenti. 

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lufranz

Provare a rispondere "CARO un par di cogl…." ? 😁

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SerG

Mia mamma, originaria di Piacenza, dava del voi ai suoi genitori ... anche loro nati e vissuti in provincia di Piacenza.

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