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VideoHifi Magazine

Per iniziare: monowiring e biwiring

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oscilloscopio

@VideoHifi Magazine Chiedo lumi...qualcuno mi spiega i vantaggi di collegare in biwiring un singolo amplificatore ai diffusori? Capisco il vantaggio utilizzando un crossover esterno o due amplificatori, uno per il woofer ed uno per i medio-alti, ma non capisco il vantaggio con un singolo amplificatore.

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leonida

nessuno l'ha mai spiegato in modo  convincente

Il biwiring nasce da un articolo di Martin Colloms, allora direttore tecnico di HiFi News, il quale, esclusivamente in base a sensazioni d'ascolto,  suggeriva, senza spiegare chiaramente il perché,  l'uso di questa  modalità di collegamento.

__________________________________________________________________________________________________________

The history of biwiring: the Toshiba Patent ...

In about 1986 HiFi News' Martin Colloms wrote an article extolling the theoretical virtues of biwiring. I'm not hugely motivated by theoretical-only arguments since they rarely seem to correlate with what I hear and I'm a hands-on type not a boffin but it gave the option to the customer to try or not and the additional manufacturing cost was tolerable. It also had some advantages in being able to isolate and independently test the bass unit and tweeter without disassembling the cabinet. So, we added the extra terminals to the HL Mk4, and off we merrily went into production.

Harbeth's profile in Japan has always been astonishingly strong, as strong as the very biggest UK brands and Japanese consumers are very thoughtful and curious about new product developments. The arrival of the now biwired Mk4 created something of a stir. So far, so good. Unfortunately, what Martin Colloms didn't know (and I certainly didn't) was that Toshiba Corporation had a watertight Japanese Patent for the biwiring concept and they took notice of our marketing. So well drafted was it that it was immediately apparent to me without wasting any time on fancy lawyers that we were well and truly infringing their Patent. No question about it.

Luckily for Harbeth, I had spent many years working for NEC Corporation, another huge Japanese multinational, and one absorbs the corporate and national culture of ones employers which is a huge advantage in a tricky situation such as this. The result of amicable negotiations was that the sum of ?4000 (about USD 8000) was handed over to Toshiba's legal dept. who then allowed us to continue. I have no idea if, due to our high profile in Japan, Toshiba targeted Harbeth as an easy touch, or whether the chased after all importers but I thought that it was far better to settle and put the matter behind us. That was all about 20 years ago - perhaps the Patent has now expired?

So, biwiring has this other commercial history!

Alan A. Shaw

Designer, owner

Harbeth Audio UK

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Fabio Meno.

Nella mia esperienza di numerose prove, non ho mai ascoltato un miglioramento della scena col biw, molte volte ho sentito un peggioramento.

Sempre secondo me, se ascolti un miglioramento in biw, significa che quello non è il cavo per il tuo impianto.

Credo che i doppi morsetti nei diffusori nascono con la biamplificazione. Poi come spesso accade, l'audiofilo ha viziato il mercato; i produttori si saranno accorti che 

le vendite col doppio morsetto sono maggiori.

Il biw ha senso solo usando cavi differenti, pratica che se azzeccata può offrire qualche vantaggio, sopratutto come cura a problemi di tonalità.

In questa caso però non è facile trovare due cavi che sintonizzano l'emissione del basso con quella dei medioalti.

 IMHO

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oscilloscopio
8 ore fa, Fabio Meno. ha scritto:

In questa caso però non è facile trovare due cavi che sintonizzano l'emissione del basso con quella dei medioalti.

Credo che se fosse questo l'intento, il costruttore dei diffusori, dovrebbe dare anche indicazioni in merito alla tipologia di cavi da utilizzare, altrimenti come giustamente scrivi, diventa un "terno al lotto" trovare l'accoppiata corretta.

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Fabio Meno.

@oscilloscopio ciao, mi spiego meglio.

Il cavo giusto per il tuo impianto è un cavo che lascia passare in modo corretto sia le alte che basse frequenze. Tuttavia nel caso di infelici abbinamenti finale/diffusori e collocazione in ambiente non ottimale (come nel mio caso) può essere giustificata l'adozione di questo espediente (biw con cavi aventi caratteristiche diverse) per ottimizzare le due risposte.

Quel terno al lotto che dici, mi è costato tante ma tante prove, ma alla fine ci sono riuscito. Trattasi comunque di una strada da percorrere soltanto se ci sono problemi, non una via da consigliare a prori! 

Per quanto riguarda i costruttori di diffusori, molti dichiarano (es. Murace con Chario) che dopo numerose prove e ascolti misurati e non, non hanno rilevato vantaggi dall'adozione del biw.

ma che danno questa opportunità nei loro prodotti proprio per accontentare il popolo audiofilo.

Il cavo giusto non dipende dai diffusori che ti trovi, ma dall'accoppiata finale diffusore. Quindi nessun costruttore di diffusori potrà mai consigliarti alcunchè.

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meridian

Non sono tecnicamente un grande esperto, ma posso dire che i diffusori predisposti per Biamp o biwire, possono dare qualche buona soddisfazione se pilotati in biwiring. 

Tra le casse che riescono a beneficiarne, molte ProAc, avute diverse coppie, alcune Harbeth e vecchie Spendor, le mie Wilson Benesch, e molti altri modelli che sono passati dal mio sistema ambiente. 

Credo, ma ripeto non ho certezze tecniche, che la doppia morsettiera dietro ai diffusori, oltre a permettere una biamp, possa allo stesso modo far dividere il segnale tra via alta e bassa al crossover della cassa, e che un cavo serio nato per il biwire, che per esempio abbia diversa misura dei conduttori tra le due vie , ottimizzata per portare il segnale agli alti con un valore in Gauge e magari geometria mirata, e lo stesso dicasi per la via bassa, offra qualche vantaggio in termini sonori e di suddivisione del percorso musicale. 

Viceversa, utilizzando cavi completamente differenti, provato due tre volte con le ProAc, il risultato non mi ha mai convinto, ma probabilmente non ho azzeccato la giusta sinergia dei due cavi separati . . . tutto a mia personale esperienza, ovviamente . . .

saluti , Dario 

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Fabio Meno.

@meridian anch'io la pensavo così...ma le cose sono molto più articolate.

Innanzitutto tutte le frequenze attraversano entrambi i cavi, perché è il filtro che dissipa, ovvero taglia le frequenze.

L'aumento di capacità (raddoppiata) specie nei cavi piuttosto lunghi, può non fare tanto bene al risultato finale.

A volte ci si trova con dei filtri che non sono precisamente separati per le varie vie, ma che hanno una correlazione elettrica. In questo caso il biw. 

può influire piuttosto negativamente sul taglio delle frequenze. 

Io non voglio fare il professore... ma il mio parere è, No. Il budget lo spenderei per un buon cavo di potenza monow. e non per un biw. di qualità dimezzata.

A meno che non vi siano altri problemi come spiegavo sopra. 🙂

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meridian

@Fabio Meno.  Io ho citato alcuni modelli, e ho fatto alcune prove, che non possono essere nè complete nè definitive. 

Chiaramente tutte le frequenze escono dall' ampli e passano nel cavo, però , per esempio, il mio cavo biwire ha una sezione differente tra via bassa e alta, di solito la via bassa richiede un diametro conduttore maggiore di quella alta. . . 

Sui filtri cross over non mi posso esprimere, non conoscendo il cross dei diffusori che ho, e anche avendo uno schema io non sarei in grado di valutarne pregi e difetti, dovrei farmi aiutare e spiegare . . . 

Chiaro che tra un buon cavo potenza monowire e uno meno valido biwire, può preferirsi il primo, rimane poi il fatto che sull' altra coppia di morsetti potresti o lasciare le barrette di serie, scarse, o mettere uno spezzone che non sempre è adeguato o valido . . . 

Quindi direi che le varianti, come hai scritto anche tu, sono infinite, di volta in volta tocca provare . . . !!

saluti , Dario 

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oscilloscopio

L'adozione sui diffusori della doppia morsettiera è di per sé un'opportunità vantaggiosa, qualora si scelga di utilizzare un crossover esterno od una biamplificazione, l'intervento sulle caratteristiche dei cavi al fine di compensare eventuali deficienze in biwiring, la vedo molto più empirica, peraltro ignoro le conseguenze (qualora possano esserci) del diverso carico visto dall'amplificatore, fra l'uscita diffusori A e B pur essendo le stesse collegate in parallelo.

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Fabio Meno.

@meridian Infatti, più vado avanti in questa passione, più mi accorgo che non esistono le certezze.

Provare, provare è l'unica fruttuosa strada, l'unica che porta al risultato.

@oscilloscopio Non so dove abiti, ma se vieni a Marzaglia, io abito a 15Km dal mercatino,

e dopo esserci conosciuti se vuoi fare un salto da me a sentire un biw. con cavi diversi...😀😀😀

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oscilloscopio

@Fabio Meno. Salvo "catastrofi" a Marzaglia dovrei esserci, e non metto in dubbio che l'utilizzo di cavi con caratteristiche differenti apporti  modifiche al risultato, la mia perplessità stà nel fatto che la cosa debba essere effettuata in modo totalmente empirico. Si trattasse di normale piattina, il problema non si porrebbe, ma un cavo per modificare un segnale elettrico, deve avere determinate caratteristiche capacitive e resistive, e quei cavi generalmente hanno un costo non sempre "popolare".

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Fabio Meno.

@oscilloscopio ok, ma infatti ho utilizzato per le prove cavi al metro e mediamente costosi. 

Ma non voglio insistere...prima ascoltare, poi giudicare 🙂

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andpi65

Io il BW lo uso per biamplificare ( con 2  finali identici).

Qualche prova di  cavi di potenza diversi per alte e basse l'ho fatta ( utilizzando cavi non costosissimi per la verità) ma il risultato  non mi ha soddisfatto sulla "lunga distanza" ...maggior soddisfazione invece cambiando i cavi di segnale fra il pre ed i due finali ( questo quando biamplificavo in orizzontale...un finale per i woofer ed uno per i tweeter)

Alla fine dei giochi  la configurazione che utilizzo ora è la biamplificazione verticale...un finale alimenta il woofer dx e il tweeter sx e vicersa, con cavi di segnale e di potenza identici.

Il BW con un solo finale non mi ha soddisfatto.

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eduardo

Provato piu'  volte sulle mie GRF,  con diversi amplificatori.

Sempre lo stesso risultato:  ispessimento del suono (assolutamente deleterio, date le caratteristiche timbriche della cassa),  con conseguenze negative sulla intellegibilita'.

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barfab1

La mia personale esperienza e' favorevole al biwiring. Su un numero di diffusori nell'ordine di decine tra provati e posseduti. Generalmente con lo stesso cavo per alti e bassi. Tenete conto che cerco sempre di ridurre al minimo indispensabile la lunghezza e che privilegio il cavo spellato, al piu' uso banane avvitate. Ogni tanto pulisco con apposito spray secco le terminazioni. All'ascolto, col biwiring in genere ottengo un suono piu' definito come immagine ed esteso in frequenza.

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RiseFall123

Cosa nei pensate dei ponticelli “audiophile” in luogo di quelli di metallo della ditta produttrice del diffusore?

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oscilloscopio

@RiseFall123 Senza andare sui ponticelli "audiophile" già sostituendo quelli di metallo con dei buoni cavetti in rame, a mio parere è molto meglio.

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appecundria

@oscilloscopio gli effetti del biwiring sono stati descritti e misurati da @giampy Matarazzo già diversi anni fa.

Poi, dato che non ci sono rose senza spine, bisogna vedere caso per caso se siano più i vantaggi o gli svantaggi. 

Caso a sé fanno quei sistemi con crossover che non ammette il biwiring, su tutti quelli di Jim Thiel, così precisi e complessi.

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oscilloscopio

@appecundria infatti anche qui leggo risultati discordanti, siamo alle solite, non c'è un risultato univoco.

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appecundria

Però è difficile pensare che il vantaggio sia nel cavo "specializzato" perché comunque il segnale viaggia completo e il di più viene scaricato a massa.

Ora non ricordo la ricerca di AR, suppongo che i vantaggi siano, per le vie alte, nel portare le masse separatamente all'amplificatore (una sottospecie di massa a stella) e per le vie basse un migliore controllo del woofer. GPM misurò un non microscopico calo della distorsione TND.

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oscilloscopio

@appecundria Ma le uscite sull'amplificatore sono in parallelo, quindi anche le masse, mi sembra strano che qualche metro di cavo possa fare la differenza ma...

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appecundria
24 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

quindi anche le masse

@stel1963 spiegagli il fatto del perizoma 🙂

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oscilloscopio

@appecundria Non serve...ho visto la luce...😁

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stel1963

@appecundria volentieri, ma appena hai ventilato a@oscilloscopio che io gli spiegassi le involute concause del noto “effetto perizoma” ecco che subito il panico gli ha portato la verità! 😈😈😈

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stel1963

@appecundria Biwiring? Ma mi invitate a nozze!!!! Ci son tante di quelle credenze sballate sul biwiring e sul perché della sua nascita da alimentare il 3d per i prossimi 6 mesi! Qui ci si diverte!!!!!

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oscilloscopio

@stel1963 Esponi, esponi...

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stel1963

Doppi @oscilloscopio @appecundria è una lunga storia... all’inizio c’era la multiamplificazione.  Dai cinema ai primi Pink Floyd, il mondo girava con piccole potenze a valvole e poi coi primi transistors, e con grossi sistemi a tromba collegati quasi sempre in multiamplificazione, sia con crossover passivi che a volte attivi.  Poi venne l’hifi casalinga.  Coppie di Pre monofonici accoppiati a coppie di finali monofonici, come i primi Macintosh che poi divennero stereo.  Ma se notate, già le AR2ax e le AR3, mitiche casse pilotate in genere da mac 275, avevano 3 poli di entrata.  Questo perche era possibile non bianplificarle, ma collegarle con 1 cavo comune di massa e 2 cavi diversi uno per gli alti e uno per i bassi.  Successivamente i poli divvennero solo due. Cosa si perse per strada? Ma certo, la possibilità avuta sino ad allora, di provenienza pro e cinema, di collegare le varie vie con cavi diversi, con spessori diversi a seconda della corrente che dovevano portare! Mio nonno aveva uno stupendo impianto mono, prima delle ar e dei mac, che era formato da un grande enorme diffusore con un unico altoparlante multivia, uno dei primi university sound.  E le due vie erano collegate... con cavi diversi.  Un sottilissimo cavo per la piccola tromba degli alti, e un cavo spesso per le basse.  E guai a inciamparsi in quei cavi.  Anche quando ormai gli avevo rifilato un pioneer con shure v15 come giradischi al posto del suo amato garrard con testina Decca london, teneva comunque l’impianto mono nella sala del pianoforte, perche diceva, e ora so che aveva ragione, che alcuni suoi dischi suonavano molto meglio li che sull’impianto con pioneer, pre e finale mac e casse ar.  Io ero giovane e stupido, e sopratutto convinto di sapere tutto e fedele succube delle prime riviste e dell’annuario di Suono, e quando mi spiegava che era importante che i cavi del grosso monoaltoparlante fossero diversi in quanto le correnti erano diverse, e l’armadio (l’enorme University Sound) era più realistico quando era attaccato con i due cavi diversi, io lo guardavo con compassione, derubricando in “manie dei vecchi che non capiscono un tubo” quelle sue sagge parole.   Eravamo giunti alla seconda metà degli anni 70, l’epoca del negazionismo audiofilo, dive imperversavano ormai le pessime incisioni della Deutsche Grammophone che lui non amava per nulla e che comprava solo perche alcune interpretazioni erano irrinunciabili... La saga continua nel prossimo post con Le Casse dei Pink Floyd... le Magneplanar ed i loro strani crossover.  Tutte le affermazioni e considerazioni sono prettamente personali e fruttobdi labili ricordi!!!

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oscilloscopio

@stel1963 Ok..ma perché a questo punto sulle mie Telefunken da 120 watt, ci hanno piazzato un cavo da 1 mmq di sezione? Non credo fosse una questione di risparmio, visto che nel 1978 erano il top di gamma.

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stel1963

@oscilloscopio calma.  Non ci siamo ancora arrivati al 1978, siamo circa al 70’ per ora. Un poco di pazienza!!!

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