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Per iniziare: monowiring e biwiring

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stel1963

@oscilloscopio e ricorda che nel 78 siamo in piena era negazionista!!! Qui sopra parliamo di triwiring negli anni 60’ mica ancora delle porcate fatte negli anni 70 per ricorrere i giapponesi!

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oscilloscopio
1 ora fa, stel1963 ha scritto:

delle porcate fatte negli anni 70 per ricorrere i giapponesi!

😯 sto vacillando...😁

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stel1963

@oscilloscopio @appecundria Breve storia personale e romanzata e un poco sballata del biwiring e sue applicazionie parte 2 (tutto quanto scritto e assolutamente discutibile ed opinabile, e spesso inesatto!!!):  sul finire del periodo delle trombe, fine decretata dall'avvento del transistor e dall'aumento progressivo delle potenze disponibili per l'home hi-fi, un uomo geniale trova il modo di continuare a proporre al pubblico le proprie casse, mentre tutti gli altri VANNO SU ALTOPARLANTI DIVERSI... CONI O ADDIRITTURA LE PRIMISSIME cupole. (non nel settore pro, dove le trombe continuano ad essere l'unica alternativa per avere alte pressioni sonore). Viste le piccole potenze in gioco Mr Klipsch (insieme a tanti altri) diventa uno sfegatato sostenitore della piatina rossonera da 1 mm per collegare le sue casse, che in effetti suonano ancor oggi benissimo con quel tipo di cavo. Il mercato, negazionista e dominato da una crescita impressionante dei giapponesi (fenomeno analogo alla Cina di oggi!!!) e che da poco ha abbandonato il biwiring e il multiamping funzionale alle piccolissime potenze disponibili nei primi periodi delle valvole (anche le valvole si sono evolute, fornendo potenze sempre maggiori e maggior affidabilità) è concentrato sulle misure tecniche, e dunque si adegua a questo standard senza pensarci su. Il periodo negazionista dell'hifi considera esclusivamente i dati tecnici, e solo quelli che erano disponibili all'epoca, quali potenza, distorsione e risposta in frequenza. Dunque altissime controreazioni locali e totali nelle elettroniche per cancellare le distorsioni indotte da circuiti spesso approssimativi e ricerca volta all'ottimizzazione esclusiva dei dati di targa giradischi di plastichetta con sofisticati controlli al quarzo della velocità, ma nessuna attenzione per i cavi, che vengono ora considerati proprio solo per i loro dati di targa. Dunque adozione universale dello standard da 1mm in quanto sufficiente a condurre gran parte dei segnali di potenza senza rappresentare una resistenza eccessiva, e comunque, anche sulle lunghe corse, un aumento della resistenza non è considerato un male in quanto aiuta a stabilizzare circuiti spremuti all'inverosimile e tenuti in piedi solo da controreazioni pesantissime. Il suono diventa un mero optional, in quanto "se ha dei dati di targa eccellenti non può che suonare bene". Le aziende si combattono a suon di 0,0000, chi ha i valori più bassi, misurati senza considerare il carico, vince e vende.

Ma... qualcosa ci salva!!! Da un lato, molti audiofili giapponesi, spesso proprietari di grandi aziende di elettronica, con un gusto per gli oggetti tutto giapponese, esplorano le nuove vecchie vie, creando sistemi a tromba e a valvole tuttora inarrivabili per noi mortali occidentali. Addirittura la Pioneer produce ampli single ended a valvole con valori di placca di migliaia di volt usando valvole rare e sconosciute, spesso in meno di 10 esemplari o addirittura in esemplari unici, destinati ad una clientela di ricchissimi proprietari giapponesi di grandi aziende appassionati di musica, e non di frazioni decimali.

Dall'altra, arrivano I PANNELLI!!!!  I pannelli sono grandi, grandissimi, e dunque vanno in saloni grandi o grandissimi. Sono presenti nelle case dei maggiori musicisti (quelli che non hanno leklipsch) tra cui i Pink Floyd. Sono moderni, apparentemnete tecnologici, quasi di design! Ma... hanno efficienze bassissime. Attenzione, non siamo ancora in un periodo in cui i transistor pompano centinaia di watt, ne si parla di amplificatori con la K (Krell che verranno molti anni dopo) che consumano kilowatt e pilotano di tutto. Nasce, anche se era presentissima ed adulta prima, la moda dell'Hiend, la ricerca del suono realistico e tutte ste b...e qui, esplodono i negozi di hifi e la Monster esce con cavi più grossi, assolutamente mostruosi per gli appassionati abituati da anni alla piattina rossonera. perché? Ma perché le potenze in gioco per pilotare casse a bassissima efficienza e bassa impedenza rendono la piattina da 1mm elettricamente insostenibile sopratutto nelle lunghe corse richieste nei grandi ambienti che ospitano le Tympani 1 d ed altre cassettine poco efficienti. Gli americani vogliono la musica forte, e i bassi presenti, e 10 metri di piattina ossidata che deve reggere per ore potenze di centinaia di watt e sopratutto alti amperaggi non sono proprio il massimo.

Dunque la Magnepan produce le proprie casse  con attacchi per multiamping o multiwiring per necessità e non per moda.

Nel frattempo, molti appassionati, giovani e con pochi quattrini, si accorgono che 1: i cavi non suonano tutti uguali  2: non hanno i soldi per comprarsi i megacavi americani   3: che spesso se non si riesce ad avere soldi per ampli e cavi adeguati, si possono lo stesso pilotare casse da favola con accrocchi di ampli e cavi diversi, risparmiando moltissimo.

Dunque il Bywiring, per me, nasce da esigenze pratiche e si affianca al Byamping. Ricordo benissimo le mie prime Tympany pilotate da ciò che avevo, un Yamaha CA 2010 che pilotava (non senza affanno) le basse e un hafler a valvole di mio nonno (o era un Heatkit... non ricordo) che pilotava le alte. Cavi elettrici spessi sulle basse e piattina sulle alte!!! 

Torniamo indietro... Fonico rampante e perennemente spiantato, dopo aver a 16 anni scambiato in America 2 mac mono a valvole (trasportati dall'Italia) per un avveniristico equalizzatore Pioneer da abbinare al nuovo fiammante Yamaha Ca 2010 (poi portato in Italia con tutti i problemi del cambio di voltaggio) che pilotava due fiammanti Yamaha NS 1000 appena uscite, ero comunque, come tanti altri, profondamente deluso dalla differenza tra un concerto live, uno strumento dal vivo e le tutto sommato modestissime prestazioni casalinghe. Appena arrivato in Europa dunque, la scoperta dell'HiEnd, fenomeno molto più evidente e avvicinabile che in America dove malgrado i numeri era davvero un fenomeno di nicchia, rappresenta una novità esplosiva. La ricerca della realtà sonora... Ed ecco che arriviamo al punto... nella prossima puntata...

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stel1963

@appecundria  @oscilloscopio Breve storia personale e romanzata e un poco sballata del biwiring e sue applicazionie parte 3 (tutto quanto scritto e assolutamente discutibile ed opinabile, e spesso inesatto!!!)

Anni 80, il neorealismo sonoro e la fine del negazionismo pongono le basi per l'Hi End di oggi e portano alla progressiva diffusione del Biwiring

perché il Biwiring?  Sicuramente non per attaccare due cavi uguali, o peggio un solo cavo con 4 conduttori identici, ad un diffusore!!!

Ma perché secondo voi qualcuno mette 4 prese ad un diffusore, quando non è ancora di moda? perché appassionati di ogni tipo hanno smontato crossovers e derivato vie diverse prima che l'industria si rendesse conto che poteva tornargli utile?  I motivi sono 2 e per me, che li ho sperimentati quando ancora non esistevano diffusori con attacchi specifici, entrambi evidenti.

Morivo n 1  ECONOMIA: bianplificare passivamente con amplificatori diversi adatti sonicamente e elettricamente ad ogni via. Non vi è nessun bisogno di crossover attivi e varie... da sempre si usano amplificatori diversi sulle varie vie ed i risultati sono spesso eclatanti. Chi mette amplificatori identici affronta solo parzialmente la situazione del biamping passivo, e farebbe bene a provare muscolosi transistors sui bassi e piccoli valvolari sugli alti... a meno che non possa permettersi amplificatori di altissimo livello a gamma intera!

Motivo n 2 ECONOMIA: una volta constatato che i cavi di potenza per meri motivi tecnici suonano diversi,  ossia che al variare dello spessore varia la capacità e l'induttanza del cavo stesso, e questo è un dato oggettivo, ci si rese conto che, con piccola spesa, era possibile migliorare nettamente la resa anche senza il biamping. Il biwiring infatti, ereditato dal vecchio concetto degli anni sessanta, permette di utilizzare il cavo che più ci aggrada sugli alti senza inficiare i bassi e viceversa. Dunque permette e sopratutto permise di tarare il suono dei propri cavi senza comprare costosissimi cavi americani, ma utilizzando ciò che si reperiva dall'elettricista locale, o al meglio, in un buon negozio di elettronica. Successivamente, permise di limitare la spesa dei nuovi cavi esoterici in commercio stando sulla fascia bassa, ancora abbordabile a piccole (non per chi lo comprava all'epoca, ma rispetto a oggi piccole davvero) cifre. I cavi nobili, ossia quelli fabbricati apposta per l'hi-fi e non per l'elettricità comune o applicazioni industriali varie, spesso presentavano serie limitazioni ad uno dei 2 estremi gamma. O suonavano bene in alto e facevan schifo in basso, o il contrario. Questo perché un cavo è un compromesso tra sezione e geometria, ossia (ed non è così, ma generalizzando mi torna bene dire così), ogni volta che aumento il diametro per avere una migliore resa nel passaggio della corrente sopratutto ai grossi amperaggi necessari per i bassi introduco variazioni di induttanza e capacità capaci di alterare la gamma alta per effetto filtro.   Questo accade sui carichi reali, nella vita reale, esattamente come accadeva che amplificatori giapponesi con valori strepitosi sulla carta suonassero poi malissimo e fossero incapaci di pilotare buona parte dei migliori diffusori. E quindi chi volesse discuterlo vada a fare una passeggiata o si legga un po di libri e poi vada a far una passeggiata con il geniale Aloia, che se ha ancora voglia vista l'età, potrà spiegargli come funziona la vita reale, ma non che la terra non è piatta (dimostrazione molto più complessa e difficile da credere e dimostrare)

Dunque, molti appassionati spiantati, o anche no, hanno scoperto che era molto più comodo usare un cavo adatto con un suono e caratteristiche adatte diverso per le vie alte e uno per le vie basse.

Poi venne la grande industria , che inventò i cavi a 4 poli uguali... e scusate, ma quelli si che suonan peggio, o uguale, ma costano il doppio, e dunque se avete quattro prese dietro ad un diffusore e volete usarle per forza tutte e quattro, cosa che non vi prescriverà mai il vostro dottore ne che siete obbligati per forza a fare, almeno non pensate di attaccarci 4 cavi uguali, perché cosi facendo: buttate via dei soldi che possono servirvi meglio e per comparare un cavo migliore, e, meglio ancora, per comprarvi unatestina migliore, un dac migliore o un sacco di nuova musica, vinili, cd o quant'altro.

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oscilloscopio

@stel1963 Quoto quanto hai scritto sia in merito alla guerra a colpi di dati di targa operata dai costruttori (anche se in mezzo a quel bailame di prodotti, sono comunque uscite anche delle perle) ed il fatto che grandi potenze (nell'ordine delle centinaia di watt) possano trarre beneficio dall'adozione di un collegamento biwiring mediante cavi di sezione e caratteristiche differenti, ma a tuo parere può avere la stessa efficacia con amplificazioni di modesta potenza dell'ordine dei 40/60 watt ?

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stel1963

@appecundria  @oscilloscopio Ve la siete andata a cercare... e mo.. Trattato semiserio ma molto realistico sui ponticelli nel biwiring parte 1 . (tutto quanto scritto e assolutamente discutibile ed opinabile, e spesso inesatto, ma logico!!!)

Partiamo dal presupposto che negli anni 50 e inizio 60 la gente fosse intelligente e pensasse a come fare bene le cose. Si erano tutti appena beccati una guerra, e volevano rimediare pensando il più possibile con la propria testa. Premettiamo che i ponti romani e quelli costruiti prima della metà degli anni sessanta stanno ancora in piedi, mentre quelli costruiti dopo, vittime del design, degli architetti, delle certificazioni ,  dei calcoli precisi e delle caratteristiche tecniche (teoriche e all'epoca non ancora sperimentate!!!!) del cemento armato continuano a crollare da Fossano a Genova al resto d'Italia... Premettiamo che all'epoca (anni 50-60) gli amplificatori e i diffusori avessero delle bellissime morsettiere a vite, spesso argentate, ultrasicure e benconducenti, la forma più diretta di connessione fissa mai inventata dopo la saldatura.  Da qui, grazie a mode, designer etc arriviamo direttamente ai ponticelli per il biwiring che rappresentano una follia ed una illogicità totale, ma che sono molto fighi a vedersi e a raccontarsi agli amici. Ed ora vi spiegherò perché. nella seconda parte!

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stel1963
6 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

atto che grandi potenze (nell'ordine delle centinaia di watt) possano trarre beneficio dall'adozione di un collegamento biwiring mediante cavi di sezione e caratteristiche differenti, ma a tuo parere può avere la stessa efficacia con amplificazioni di modesta potenza dell'ordine dei 40/60 watt ?

@oscilloscopio se vuoi una risposta sincera... si. MA solo se hai già in casa un cavo che ti piace su una parte della gamma ma non ti piace sull'altra. Allora ti basta trovare magari in regalo o a basso costo un cavo che abbia l'altra parte della gamma che ti piace, e magari problemi su quella che tu hai buona, li metti insieme ed è fatta in biwiring. Non a caso molti costruttori di alta gamma non offono più il biwiring da anni, dando per scontato che se hai i soldi per i loro diffusori hai anche i soldi per un cavo completo (di solito caro) oppure che tanto non attaccherai mai altro che la piattina rossonera (caso economico e senza speranza). Ormai ci sono cavi, come il Ricable a metro o altri, sufficientemente completi da rappresentare un'alternativa economica e bensuonante a qualunque biwiring... ma questa è un'opinione puramente personale. Un cavo singolo dal costo doppio e sempre meglio di 2 cavi dello stesso costo complessivo. Anche nel caso della piattina (compratela ofc e senza sostanze che esalino prodotti cancerogeni, vi costa il doppio di quella dai cinesi, e va meglio, magari non per il suono, ma per la salute si!!!)

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oscilloscopio

@stel1963 In questo momento su nessun impianto ho diffusori predisposti al biwiring, quindi per ora non si pone il problema, comunque complimenti per l'esaustiva trattazione dell'argomento che mi appare meno "nebbioso".

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oscilloscopio

@stel1963 Non posso che quotare...

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maui_76

Io attualmente ho i ponticelli di serie sui miei diffusori (Klipsch RP-160M), con i cavi, Tellurium Q Ultra Blue, collegati alle vie basse.

Mai ascoltato meglio di adesso.

Secondo me, la differenza vera la fanno sempre e comunque i diffusori, l'amplificazione ed i cavi di potenza. 

I ponticelli... bah...

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RiseFall123

Come mai i cavi alle vie basse e non alte?

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cactus_atomo

Il biwiring è di norma una scelta del produttore, l'utente ha la facoltà di utilizzarle poi anche in monowiring, non per nulla tutti i diffusori biwiring sono venduti con ponticelli di serie, nell'assunto che il primo utilizzo sarà in monowiring. attualmente ho dei diffusori che pur essendo multivia sono monowiring, ma io non sono l'ombelico del mondo. di sicuro ad oggi la soluzione monowiring l'ho quasi sempre preferita a quella biwiring, anche dove quest'ultima era prevista e possibile, ovviamente a parità di costo dei cavi. già trovo faticoso azzeccare il cavo giusto, figuriamoci azzeccarne due differenti. e a furia di fare prove incrociate, si finisce per non capire più nulla. da un punto di vista pratico, vista la tndenza dei cavi a diventare sempre più rigidi e pesanti, il biwiring rischia di peggiorare la situazione, un cavo rigido e pesante sollecita in modo anomalo i condnettori e potrebbe nel tempo peggiorare il contatto o anche portare a pesanti conseguenze, specie se i connettori non sono ben distanziati. provare male non fa, se se ne ha tempo e possibilità economica

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ago

Negli ultimi dodici anni ho avuto diffusori multivia ma monowiring. Avalon Ascendant e Rockport Atria : una scelta/dubbio ( ed un possibile errore)  in meno nella catena. Dato che i costruttori non mi sembrano gli ultimi arrivati ( come Thiel) avranno avuto le loro buone ragioni e ...li ringrazio.

Saluti

Luigi

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meridian

@ago 

Il 19/4/2019 Alle 15:41, ago ha scritto:

Negli ultimi dodici anni ho avuto diffusori multivia ma monowiring. Avalon Ascendant e Rockport Atria : una scelta/dubbio ( ed un possibile errore)  in meno nella catena. Dato che i costruttori non mi sembrano gli ultimi arrivati avranno avuto le loro buone ragioni e ...li ringrazio.

Un poco ti invidio, io invece ho tutti diffusori biwire, 5 coppie, e quindi mi trovo in difficoltà quando ho la proposta di provare un diffusore monowiring, avendo un ottimo cavo biwire . . .!!

saluti , Dario 

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cactus_atomo

@meridian come dire che se ho un cavo rca non compro pre e finale bilanciati

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meridian

@cactus_atomo 

23 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

come dire che se ho un cavo rca non compro pre e finale bilanciati

Per me è il contrario bilanciato vero da un decennio !!! Ma con i cavi di segnale è più semplice, rca e xlr sono entrambi disponibili e facili da gestire 

Scherzi a parte, non è così semplice con i cavi di potenza , perché se hai un cavo di qualità biwire, non è così diretto adattarlo ad ascolti monowire, cambiano diversi parametri e inoltre il suono ne risente, a maggior ragione se per ascoltare un buon diffusore monowire devi utilizzare un cavo di altra tipologia e qualità, falsi parecchio i confronti, ed è uno dei motivi che mi ha trattenuto dal provare le Graham Audio, che sono monowire, se mi fossero piaciute troppo, avrei poi dovuto anche procurarmi un buon cavo single wire, e con 5 coppie di diffusori in casa, mi parrebbe una complicazione non da poco, oltre che una spesa aggiuntiva  . . . Mie personali menate , ovviamente, ma il biwire lo trovo valido nella mia configurazione e nel mio sistema audio . . . 

saluti , Dario 

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contemax

Io ho le Tannoy Kensington SE che di morsetti ne hanno addirittura 5

In passato usavo la biamplificazione attiva verticale e quindi mi è rimasta l'abitudine di usare doppi cavi.

Comunque quando cambiai amplificatore sperimentai il singolo cavo e non trovai ne peggioramento ne miglioramento.

Adesso che ho 2 mono uso il biwiring più perché li ho, sono identici, che per convinzione della necessità.

Comunque io non sono in grado di apprezzare diversità tra mono e bi

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