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mozarteum

La buona psicoacustica

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mozarteum

Si dice che le differenze d’ascolto siano spesso soggettive e imputabili a psicoacustica. In linea di massima concordo. Pero’ non e’ un male sempre. Per quale ragione un Sokolov si ascolta al concerto con luci semibuie? Lo stesso suono in un garage con le luci al neon sarebbe percepito diversamente.

Si tratterebbe di percezione meramente psicoacustica ma nulla e’ piu’ vero, nelle discipline sensoriali, di cio’ che e’ percepito come reale anche se sul piano oggettivo non sembra che esistano differenze.

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GianGastone

Aspetta che prima risolvo la congettura di Riemann poi passo a questa...

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massimojk

Più in generale direi che gli ascolti sono soggettivi e aggiungo strettamente collegati allo stato d'animo etc. Magari se si è su di giri alle 10 di mattina la "Patetica" non sarebbe il migliore degli ascolti, di contro la stessa sinfonia dopo una dura giornata di lavoro intorno alle 23 potrebbe rappresentare il melius del melius.

Un saluto

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mozarteum

questa e' la sintonia umoralartistica.

Ma io parlo proprio di suono

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massimojk
11 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma io parlo proprio di suono

Scusami ma tu stesso, se non ho compreso male, fai una precisa distinzione che a parità di esecuzione rispetto all'ambiente di ascolto, una sala da concerto e una luce soffusa agiranno in un certo modo rispetto alla nostra percezione acuendo tutti i sensi piuttosto che l'ascolto  della stessa in un garage con luci accese e sparate. Ed è proprio sulla base di questa affermazione, che condivido al 99,99%, che è il contesto inteso come atmosfera, attenzione, predisposizione personale e ora di ascolto sono elementi non trascurabili per farci "ascoltare" in maniera "differente". 

Un saluto

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oscilloscopio

Parlo a livello personale, le luci nel mio caso sono fondamentali per un ascolto concentrato e godereccio della musica, specialmente se parliamo di classica e jazz (ma anche elettronica o rock impegnati). Una luce bassa e soffusa ben predispone ad un ascolto attento, magari completata da un goccio di buon cognac e da una buona pipa di tabacco aromatico. La musica e l'impianto che la riproduce sono sempre quelli, ma preparare determinate condizioni ambientali, credo predisponga positivamente all'ascolto (come recarsi a teatro per ascoltare dal vivo)

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audio2

per come la vedo io il motivo è che le differenti percezioni sensoriali sono ben collegate tra loro.

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barfab1

In casa ci si puo' concentrare sulla musica maggiormente rispetto ai concerti, dove , quantomeno , c' e' la presenza di altri esseri umani che sicuramente condiziona (applausi, commenti, fischi, tossi, profumi graditi o meno ecc.).

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jakob1965

Mi è piaciuta la quasi battuta sul monte Riemann probabilmente il più grande " problema " matematico mai esistito (funzione zeta a numeri complessi a dimostrare il battito dei numeri primi) - chissà se è vero che la dimostrazione è stata trovata - non ci credo molto - basta leggersi il libro di Andrew Wiles   sulla storia della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat per intuire la complessità di questi problemi.

Non trovo per nulla illogico che l'essere umano immerso nell'ambiente sia bersaglio di molteplici stimoli (o meglio forme di energia)

e che queste ultime lo sollecitano causando delle reazioni. Quindi meno luci  una minore energia che ci raggiunge mascherando magari meno altri segnali come appunto il suono - non ci vedo nulla di strano

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meridian

Non ho mai sottovalutato questi aspetti, e anzi ne sto facendo tesoro per il rinnovo del locale musica, che dopo circa 12 anni sarà modificato, rivisto e ristrutturato tenendo conto anche delle esperienze del decennio trascorso. 

E' un locale piccolo, all' ultimo piano, quindi piuttosto luminoso soprattutto quando la luce e il sole lo colpiscono, e proprio le misure ridotte mi hanno fatto pensare a come aggiornarlo, per esempio le pareti non saranno più bianche, un colore troppo vivo e con il sole stancante e parzialmente abbagliante, farò i muri di un colore sabbia più pacato. 

Anche l' illuminazione, a parte la piccola luce centrale di servizio, sarà molto soft con un paio di punti luce mai diretti verso gli occhi, mi disturba negli ascolti. 

Altro aspetto fondamentale è la seduta, che non deve essere troppo infossata, per non precludere l' equilibrio timbrico e la direttività dei usoni, ma neppure troppo rigida perché nelle sedute di ascolto lunghe diventa stancante . . . Sto cercando da tempo qualche sedia/poltroncina adatta alle esigenze, ma faccio fatica a trovare oggetti adeguati . . . !

Secondo me il contorno e tutto ciò che insiste nell' ambiente musica contribuisce al risultato finale e alla fruizione della musica, e quindi cerco di trovare il miglior assetto e il giusto equilibrio per un ascolto appagante e ottimizzato il più possibile, e non è cosa così semplice, a mio parere . . . 

saluti , Dario 

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31canzoni

L'aspettativa, l'ambiente (non intendo "acustica architettonica") ma come atmosfera hanno grande parte su come percepiamo l'evento musicale. La cosa importante da tener presente è che non hanno alcuna rilevanza sul fenomeno ma solo sulla sua soggettiva percezione.

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lormar

Ho cambiato radicalmente setup perché ero stufo di matasse di cave, di scatolette, di ingombro visivo. Teoricamente non dovrei averne avuto un vantaggio dal punto di vista del suono. Son passati pochi giorni ed è presto per giudicare, ma non sono pentito. Le postazioni che sembrano laboratori non fanno per me, credo.

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Gici HV

Mah,per me l'importante è che non ci sia mia moglie in casa ☺

...così ascolto al volume che preferisco. 

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iBan69

Ciao@mozarteum , da sempre sostengo che la percezione è un’aspetto importantissimo nel nostro hobby, e che ne condiziona, consciamente e inconsciamente i nostri giudizi.  

Nel grande ambito della percezione possiamo metterci tutta una serie di fattori  soggettivi e oggettivi. Nei primi, possiamo pensare alla cultura, all’esperienze, allo stato d’animo (ma anche allo stato fisico, che anche se oggettivo, ad esempio un raffreddore, condiziona la percezione soggettivamente), il tipo di musica (che influisce sul nostro stato d’animo in modo differente) e ancora altri che ora mi sfuggono. Nelle seconde, l’ambiente che ci circonda (inteso non come acustico), l’illuminazione, la posizione d’ascolto (intesa come seduta e comodità), i rumori di sottofondo, la presenza di altre persone, il tempo a disposizione al nostro ascolto, ecc. Anche la visione della catena di riproduzione, influisce nei nostri giudizi, e non parlo di suono, ma di brand, estetica e composizione. 

Ovviamente, rimangono fuori da questa analisi due fattori basilari ed importantissimi come l’acustica ambientale e il suono della catena. 

Ma, troppo spesso sottovalutiamo  la parte riguardante la variabile della percezione perché non essendo quantificabile e misurabile, pertanto soggettiva, non ci da alcun parametro confrontabile certo, perché è appunto personale, e per cui discutibile e opinabile. 

Insomma, l'audiofilo cerca certezze e conferme, ma sa benissimo, che non le troverà mai ... e se le trova ... sa che sono solo parziali e mai assolute. 

Poi, esistono anche quelli che si autoconvincono di averle trovate ... le certezze!😁

Non c’è nulla di male in tutto questo ... anzi, credo che prendendone atto, vivremmo meglio il nostro hobby!

Roberto

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ostrica

@lormar ciao, se posso, che impianto avevo prima e cosa hai ora?

Grazie

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ClasseA

Se parliamo di luci e musica, per limitare il discorso, inizialmente, possiamo osservare che le percezioni sensoriali spesso si pongono in una sorta di mix ora coerente ora contraddittorio. Ciò crea interesse e una percezione complessiva che varia a seconda dei casi. Il sushi deve essere accompagnato da percezioni visive di un certo tipo ed eventualmente uditive. Gusto, vista, olfatto, udito. Negare questi aspetti o descrivere come deteriore il piano psicoacustico, è semplicemente riduttivo. 

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flamenko

Vi capisco ma non vi seguo, su un tema oltremodo fluido quale è questo, se non fate la premessa, che non è scontata: premesso che l'ascolto venga originato da impianto che assicuri equilibrio e bla bla bla, la psicoacustica svolge il ruolo di ecc. ecc.. In assenza di tale premessa, quantomeno sui parametri oggettivi della riproduzione del suono, sembra che il contorno sia la dominante mentre sapete bene che non è così. Aggiungo, per essere più seri, che il contributo emotivo o psicologico all'ascolto dettato da una serie di fattori qui richiamati, che sembrerebbero apparentemente staccati dall'evento medesimo, origina solo ad un livello di benessere psicofisico riconosciuto come tale dal nostro organismo. Gli eruditi direbbero che se si ascolta una ciofeca hai voglia a fare le nozze con la psicoacustica.😰

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extermination

CON CHE COSA ascolto .. COSA ascolto..

CHI ascolto..COME ascolto...DOVE ascolto...QUANDO...ascolto..QUANTO ascolto...PERCHÉ ascolto..CON CHI..ascolto..Realtà fisica e Realtà percepita ( solo io ..so  cosa provo!!) FORTEMENTE dipendenti..ma anche NO! 

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gianventu

Concordo con Moz, l'ascolto della musica è un'esperienza sensoriale in cui non solo l'udito è coinvolto. Questo vale, per me, sia nei luoghi dove si fa musica dal vivo, sia nell'ambiente in cui ascoltiamo musica riprodotta. Ovvio che l'audiofilo puro, sarà maggiormente concentrato sulla parte prettamente uditiva, ma, ad esempio chi, come me, probabilmente non lo è mai stato e tantomeno lo è adesso, contano altre variabili che mi rendano piacevole un ascolto.

Ecco perché, senza che nessuno si offenda, ascoltare in un ambiente pieno di pannelli e spoglio, o malamente arredato, non riesce mai a soddisfarmi.

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ClasseA

Aiuta la psicoacustica a smontare quell'idea storta secondo cui l'audiofilo sarebbe un pirlotto suggestionabile, che sentirebbe differenze tra cavi che in realtà non ci sono. A parte che non vuol dire niente " in realtà ", nel senso che la realtà non è fatta solo di aspetti razionali, occorre piuttosto valorizzare e cercare di comprendere questi aspetti percettivi globali di fronte ai quali emerge la povertà della scienza spicciola e delle misurette.

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iBan69
7 minuti fa, ClasseA ha scritto:

la realtà non è fatta solo di aspetti razionali, occorre piuttosto valorizzare e cercare di comprendere questi aspetti percettivi globali di fronte ai quali emerge la povertà della scienza spicciola e delle misurette.

Concordo... e chi nega il peso della percezione in questo hobby, si ferma al 50% della sua possibile conoscenza. 

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oscilloscopio

La qualità della riproduzione acustica è legata all'epoca ed alle tecnologie disponibili, ma il piacere dell'ascolto esula da questa caratteristica. I nostri nonni ascoltavano con il grammofono e si godevano la musica nè più ne meno di come la godiamo noi.

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captainsensible

@ClasseA non capisco perché tu ce l'abbia a morte con le povere misure senza le quali ascolteresti ancora con il chiodo sulla ceralacca...

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lormar

@ostrica il giradischi ( Sondek/Lingo/Akito/Denon 304&340)   è rimasto lo stesso, ho spostato Naim CD5 e il suo alimentatore HiCap, Naim 72 ed il suo alimentatore HiCap, un Naim 180 e poi un bluesound Node 2 in un altra stanza e ho sostituito tutte queste cose con un Goldnote IS 1000. Le casse son rimaste delle Kudos Super10. In effetti nella  stanza non ho più il giracd, ma ultimamente in pratica non lo ascoltavo mai. Sei scatole e relativo groviglio di cavi erano diventati inguardabili, il loro intreccio riempiva la stanza, il loro accumulo era sgraziato. Adesso sono in un’altra stanza  dove l’orrida matassa si può nascondere alla vista, dove il monolite di scatole è visivamente meno invasivo ed in ogni caso posso scambiarli di posizione. Ma per ora sono soddisfatto.

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meridian

@oscilloscopio 

15 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

I nostri nonni ascoltavano con il grammofono e si godevano la musica nè più ne meno di come la godiamo noi.

Solo con diversi gradi di qualità in meno . . . !!! 😃

saluti , Dario 

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oscilloscopio

@meridian Certo, ma per l'epoca lo "standard" era quello e, dal punto di vista psicoacustico credo cambiasse molto poco

@captainsensible Negli anni '80 hanno fatto più danni le misure ed i dati di targa che un terremoto...😁

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captainsensible

@oscilloscopio le  misure dicono e non dicono, a seconda di quello che si vuole far sapere...o non si vuol far sapere...

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oscilloscopio

@captainsensible Infatti...vanno considerate ma non bastano per giudicare un'elettronica

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meridian

@captainsensible @oscilloscopio 

Secondo me scremano e indirizzano, ma non diranno mai come suona un certo finale in una determinata catena audio, oltre al discorso delle preferenze e del modo di percepire di ognuno di noi . . . 

saluti , Dario 

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captainsensible

@oscilloscopio intanto cominciamo con il dire che senza di quelle una elettronica non la fai...manco un fonovaligia...

Cs

PS tra l'altro ti chiami persino oscilloscopio, che è l'ABC degli strumenti di misura.

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