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mozarteum

La buona psicoacustica

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Aletto

D’accordo nella sostanza. Ma i due mondi, quello della tecnica e quello diciamo umanistico, spesso hanno ampie convergenze e appassionati culturi. Quando non te l’aspetti ecco che l’apparentemente asettico tecnico del suono, in un momento di relax durante le prove, ti inizia a parlare di Puccini e di come la mamma, quando era piccolo, gli faceva ascoltare le opere alla domenica. E i suoi occhi che si commuovono al ricordo mentre mi citano Vladimir Holan che parla a sua volta della sua mamma  in una famosa poesia...

Siamo uomini: homo sum nihil humani a me alienum puto.

Buona Pasqua.

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mozarteum

Concordo. Ma non e’ comune. 

Buona Pasqua a tutti

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contemax

La riproduzione audio fa il paio con la riproduzione visiva che sia video o fotografia poco cambia

Sempre una rappresentazione è

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Enigma

Discussione interessante ed istruttiva.

Grazie e mi unisco agli auguri di Pasqua a tutti.

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iBan69

La psicoacustica è come l’uovo di Pasqua ... non sai mai, cosa ci trovi dentro.

Buona Pasqua a tutti! 🙂

Roberto

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naim
7 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

Infatti uso e consiglio questo stupefacente giochino:

https://www.fabfilter.com/products/pro-r-reverb-plug-in

Ma, indipendentemente dal fatto che i risultati siano piacevoli, non diventa una manipolazione che stravolge la registrazione?

Alla fine si ascolta ancora quel disco o un'altra roba che abbiamo trasformato in un pezzo unico?  

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mozarteum

Non bisogna mitizzare la registrazione, anch’essa sottoposta nel tempo a rinasterizzazioni ecc. e cosa sono queste se non aggiunte di riverbero piccoli roll off ovvero se scure, enfatizzazioni in gamma medio/alta.

Spesso cio’ avviene quando gli esecutori sono morti quindi senza imprimatur dei medesimi.

Se lo fanno le case discografiche, lo facciamo anche noi quando necessario e nel perimetro di una verosimiglianza e plausibilita’ di suono (quindi piccolissimi aggiustamenti) a valle. Dove e’ lo scandalo?

L’hifi ha geometria acustica moderatamente variabile in funzione di esiti di verosimiglianza

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naim

@mozarteum Alt, ho provato a vedere un tutorial: se dopo aver smanettato Bob Dylan sembra che canti dentro una cattedrale, quel disco l'ho personalizzato e sto ascoltando altro, poi può anche essere divertente per carità. 

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mozarteum

Non e’ questo...

non bisogna estremizzare si tratta di cose piccolissime. Ma solo io ho il ricordo dei treble e bass e del loudness sui Sansui e Marantz degli anni 70?

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FabioSabbatini
34 minuti fa, naim ha scritto:

diventa una manipolazione che stravolge la registrazione?

Ma certamente! È per questo che lo hanno fatto, no? 

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naim

Il ricordo l'ho anch'io, ma alzare o abbassare di uno scatto gli alti credo fosse meno invasivo che aggiungere effetti e inventare un'ambienza. 

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naim

@FabioSabbatini Quindi è corretto affermare che personalizzo e aggiungo effetti a mio gusto, giusto per capire. 

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FabioSabbatini

@naim 

Correttissimo. Esattamente di questo si tratta.

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Monisi
22 ore fa, mozarteum ha scritto:

L’hifi e’ un fatto culturale che si serve della tecnica.

altrimenti e’ giochino noioso

Bravo Moz. Questa me la segno. Per ricordarcene sempre e ancora, soprattutto quando veniamo sedotti da viaggi negli spazi siderali promessi dalle ultime modernità tecniche che mandano al macello le cose costruite il giorno prima (come in Leonia, la città dei consumi di Calvino). 

La “nebulosa dei contrabbassi” de La Valse di Ravel (cacchio, l’ho riascoltata da più interpretazioni, hai così ragione...). E che dire del “tappeto di violoncelli“...?

Da scritti come questo traggo sorrisi, curiosità ed interesse passionale, non dogmi cinici e sprezzanti. Chi può per favore, faccia ancora interventi così che gli mettiamo tanti Melius 🙂 

Grazie grazie 

Roberto

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extermination

Un " buon suono" riprodotto e tanto più  le " qualità artistiche" del compositore e degli esecutori...NON escono  fuori per "MAGIA" !!!!!!!!!!!!

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contemax

Le misure ci sono eccome! Però non le usa nessuno perché il gioco finirebbe.

E non servono manco apparecchi speciali, basta un computer ed un microfono.

E come se si analizzasse l'acqua alla fonte e poi la si analizza al rubinetto ma anche in tratti intermedi.

Basta analizzare cosa c'è inciso in un CD e poi vedere all'uscita del lettore quanto sia la corrispondenza.

La stessa misura la si può fare dai diffusori e misurare quanto il segnale in partenza corrispondente a quello catturato dal microfono.

Ormai esistono tanti software che la cosa è fattibile da chiunque

Ma questo chiuderebbe ogni discussione, riviste e forum!

Meglio misure fatte con le recchie d'oro!

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jakob1965

Ma questi software non è che " interpretano " anche loro un poco?

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FabioSabbatini
41 minuti fa, contemax ha scritto:

Però non le usa nessuno perché il gioco finirebbe.

Infatti in genere si evita l'impiccio ripetendo a pappagallo  due delle più colossali falsità che ci vengono propinate dai tempi di HP:

- le misure non sono importanti perché ancora non si sa cosa misurare

- l'orecchio è lo strumento più preciso che ci sia

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FabioSabbatini

@jakob1965 

Se ti riferisci a Fabfilter, lo escludo

Comunque, non più di quanto non lo interpreti un dsp allo stato dell'arte...cioè in pratica zero...cioè in ogni caso molto meno del più meglio dac che ci sia...che già interpreta poco o nulla

Prova, prevedo che non tornerai indietro

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ClasseA
2 ore fa, FabioSabbatini ha scritto:

misure non sono importanti perché ancora non si sa cosa misurare

Non solo non si sa cosa misurare, ma quando si misura non lo si fa in modo preciso. Ad esempio basta spostare di pochi centimetri il microfono che la risposta in frequenza del diffusore cambia! Senza contare che il microfono non è linearissimo. Poi la si misura a 1 metro, ma se il diffusore è grosso a 2 metri. Ma chi ascolta a 1 metro? Robe da smanettoni che si divertono a misurare. Diverso se il tutto avviene in fase di predisposizione del prototipo di diffusore, che comunque dovrebbe sempre essere calibrato a orecchio. E molti lo fanno!

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ClasseA

Ecco la risposta in frequenza di un microfono molto diffuso. 

Usiamo uno strumento non lineare per misurare la linearità?

FreqChart-SM57.png

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mozarteum

I migliori risultati si ottengono nascondendolo sotto l’impermeabile

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appecundria
Il 15/4/2019 Alle 16:36, mozarteum ha scritto:

Pero’ non e’ un male sempre.

Questo è il vero macigno nello stagno.

Non c'è niente di male a sentire cose che non esistono (o a volte non sono misurabili) se ne traiamo piacere, il che sarebbe a dire: dove c'è gusto non c'è perdenza.

Lo penso da anni, leggendo le dispute su certi accessori: ok forse è immaginazione, ma dà piacere? E chi se ne frega del resto! Forse che i più grandi piaceri non sono sempre grandissime illusioni?

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meridian

@appecundria 

1 ora fa, appecundria ha scritto:
Il 15/4/2019 Alle 16:36, mozarteum ha scritto:

Pero’ non e’ un male sempre.

Questo è il vero macigno nello stagno.

Non c'è niente di male a sentire cose che non esistono (o a volte non sono misurabili) se ne traiamo piacere,

Non  è proprio così, un conto è sentire cose che non esistono, un conto sentire le differenze d’ascolto, che spesso sono soggettive e imputabili a molti elementi e aspetti, non ultimo il grado di capacità di introspezione del sistema audio, l' ambiente , e il proprio livello di attenzione e conoscenza di un brano o di un lavoro, che influiscono non poco sulla qualità di un ascolto, e anche sul piacere che se ne può trarre . . . 

saluti , Dario 

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appecundria
9 minuti fa, meridian ha scritto:

Non  è proprio così, un conto è sentire cose che non esistono, 

Io mi riferisco proprio a questo conto, a cose che non esistono: se danno piacere a me stanno benissimo.

Pochi riescono ad ammettere di provare il puro piacere intellettuale.

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mozarteum

Si pero’ non bisogna neanche legittimare l’arbitrio o l’ a me me piace.

La nostra passione incrocia la scienza acustica c’e’ poco da fare. Il punto e’ che come negli aerei ipertecnologici che stabiliscono il miglior assetto ecc. ma dove l’ultima parola ce l’ha il pilota (e s’e’ visto che succede quando non ce l’ha), anche nel nostro hobby tutto viene in ausilio ma alla fine giudica l’orecchio di chi ascolta secondo la sua cultura ed esperienza d’ascolto. Questo a maggior ragione in una branca sensoriale

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contemax

@ClasseA Perdona ma cosa hai dimostrato?

Che i microfoni non sono lineari?

Ma con cosa pensi che si registra la musica?

Se già il microfono è fortemente non lineare di che parliamo?

Mettici poi le grossissime non linearità della produzione e avrai una non linearità assoluta.

Per riprodurla aggiungiamo altre non linearità 

Quindi di che parliamo?

Che ascoltiamo un artefatto

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ClasseA

@contemax 

Registrare è necessario ( e per inciso registrazioni degli anni 60, con pochi microfonindi qualità,  l'analogico e le valvole, avevano una qualità di ripresa superiore ). Quando si incide si equalizza e la non linearità non è un problema.

Misurare la rif dei diffusori non è invece a mio avviso né necessaria né cosa significativa.

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leonida

Introduzione alla psicoacustica e ai possibili campi di impiego

nell’acustica ambientale

http://www.provincia.torino.gov.it/ambiente/file-storage/download/inquinamento/pdf/psicoacustica/introduzione_psicoacustica.pdf

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

Soltanto da un decennio, o poco più, le applicazioni delle conoscenze derivate dalla

psicoacustica, o anche dall’acustica musicale, sono notevolmente aumentate. Tra i fattori

rilevanti che hanno determinato questa crescita è sicuramente da evidenziare l’aspetto

economico: in un mercato globale, con molti prodotti concorrenti caratterizzati da

funzionalità simili, il suono può diventare una caratteristica vincente. Dalla qualità acustica

di un prodotto l'utente può estrapolare la qualità del prodotto intero, più o meno

consapevolmente. È pertanto facile prevedere che l'applicazione della psicoacustica nella

valutazione della qualità del suono e nel sound-design aumenterà ulteriormente.

________________________________________________________________________________________

In campo ambientale negli ultimi anni vi è stata una notevole spinta all’utilizzo di tali

metodologie per la valutazione del soundscape.

Vengono dapprima svolte registrazioni ambientali con tecnica binaurale, quindi i suoni

vengono analizzati e oltre ai livelli di pressione sonora vengono restituiti i parametri

psicoacustici.

Successivamente i suoni vengono presentati a un campione di soggetti i quali

esprimono delle valutazioni soggettive.

Infine si ricercano delle relazioni tra i parametri psicoacustici e le valutazioni

soggettive.

________________________________________________________________________________________

Nella vita quotidiana, tuttavia, non ci sono paragoni di laboratorio. Al contrario, il nostro

orecchio giudica i suoni senza un confronto diretto con un suono di riferimento. Per fare

questo l'udito umano non presta molta attenzione ai livelli sonori assoluti, ma si concentra

sulle caratteristiche trovate in un suono. Si presume che, al fine di individuare tali

caratteristiche, il nostro udito crei una propria serie di riferimenti basati sui suoni ascoltati

di recente e successivamente compari i nuovi suoni con questi modelli di riferimento.

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