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Dio è morto, Marx è morto, e anche io non mi sento molto bene.


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appecundria
Il 06/06/2026 at 20:23, best_music ha scritto:

Ehm... sarei curioso di sapere cosa ne pensa uno studioso di antropologia culturale. 

E' chiaro che confondi

Complimenti, hai resistito molto prima di passare alle offese. "Molto" per i tuoi standard, beninteso.

Se tu avessi chiesto spiegazioni te le avrei date con piacere, ma visto che non interessano risparmio la fatica.

appecundria
Il 06/06/2026 at 20:23, best_music ha scritto:

"mentalità fascista" che è un modo di essere soprattutto individuale equamente distribuito un po' in tutta la popolazione

Sarà forse distribuito a te e a tutti i camerati tuoi. Con affetto te lo dico, eh!

PS tanti saluti allo "studioso di antropologia culturale".

best_music
5 ore fa, appecundria ha scritto:

prima di passare alle offese.

Ti senti offeso dalle parole che hai quotato? Sei sicuro - e non ti offendere se te lo chiedo - di averne colto il senso?

E l'offesa consisterebbe in ...?

best_music
5 ore fa, appecundria ha scritto:

Sarà forse distribuito

Nel linguaggio comune per "fascista" si intende un tipo autoritario, con tendenze alla violenza ecc ecc caratteri che francamente non puoi dire che siano esenti in qualsiasi strato della popolazione o area politica.

:

C'é anche una interpretazione più tecnica:

Cita

La mentalità fascista è definita, secondo la psicoanalisi di massa di Wilhelm Reich, come la struttura caratteriale dell'"uomo della strada" mediocre, caratterizzato da una contraddizione interna: è sottomesso all'autorità ma al tempo stesso ribelle, con una forte paura di dover pensare autonomamente.  Essa non è limitata a un regime specifico, ma è un fenomeno internazionale che si manifesta come automatismo nelle masse represse, dove il piccolo borghese copia e deforma il comportamento dei grandi potenti in un ruolo di "sergente" obbediente e violento. 

che non coincide con la definizione precedente ma che ugualmente non conosce limitazioni nella diffusione tra le persone.

La ricerca più ampia ed empirica sul consenso ai regimi autoritari fu svolta in USA da Adorno e dai sui collaboratori dopo la Seconda guerra mondiale, pubblicata con il il titolo "La personalità autoritaria".

Gli spunti teorici, che ricordi, partirono dal saggio di Fromm "Fuga dalla libertà", anche egli membro della c.d. Scuola di Francoforte.

best_music
43 minuti fa, Savgal ha scritto:

della c.d. Scuola di Francoforte.

Non era mia intenzione spostare la discussione in un campo troppo specifico, questo ramo della discussione nasce da un mio "distinguo" tra fascismo storico (il partito fondato da mussolini e le sue varie riedizioni come Franco ecc) ed il significato spiccio che si da ordinariamente alla parola "fascista" per descrivere un comportamento violento e prevaricatore  non necessariamente poilitico, qui si è aggiuna la nozione diciamo così "sociologica" (passami il termine) e vedrai che si arriverà alla definizione di "fascismo eterno" di Eco a cui credo che faccia riferimento, anche se non esplicitamente, il movimento "antifa" ... la mia tesi è che le cose non vanno confuse e che, comunque, occorrerebbe applicare una "tara" in relazione alla cultura (nel senso antropologico)  di appartenenza  perché mi sembra azzardato dire che studiando i Maori della nuova Zelanda o i nativi Hawaiani come erano al momento di conoscere gli europei queste definizioni possano trovare una qualche applicazione.

26 minuti fa, best_music ha scritto:

Non era mia intenzione spostare la discussione in un campo troppo specifico, questo ramo della discussione nasce da un mio "distinguo" tra fascismo storico (il partito fondato da mussolini e le sue varie riedizioni come Franco ecc) ed il significato spiccio che si da ordinariamente alla parola "fascista" per descrivere un comportamento violento e prevaricatore  non necessariamente poilitico, qui si è aggiuna la nozione diciamo così "sociologica" (passami il termine) e vedrai che si arriverà alla definizione di "fascismo eterno" di Eco a cui credo che faccia riferimento, anche se non esplicitamente, il movimento "antifa" ... la mia tesi è che le cose non vanno confuse e che, comunque, occorrerebbe applicare una "tara" in relazione alla cultura (nel senso antropologico)  di appartenenza  perché mi sembra azzardato dire che studiando i Maori della nuova Zelanda o i nativi Hawaiani come erano al momento di conoscere gli europei queste definizioni possano trovare una qualche applicazione.

Quindi ipotizzi una sorta di buon fascista, non violento,  non prevaricatore...cos'è un conservatore stile vecchia DC , ma con un filo di cazzimma in più?

appecundria
4 ore fa, best_music ha scritto:

l'offesa consisterebbe in ...?

Mi hai dato del confuso e incompetente senza sentire prima le mie ragioni. Io un po' confuso lo sono 🙂 ma tu non puoi saperlo se non mi fai parlare.

PS Peraltro, la mia era una citazione di Umberto Eco, quindi il confuso incompetente sarebbe lui.

PPS Per la cronaca, ho fatto un esame di etnologia (30 e lode) e due esami di antropologia culturale (30 e 30).




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