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kauko

politica ed economia minibot: debito non contabilizzato...

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wow
6 ore fa, tigre ha scritto:

col tuo tram tram

con parole tue: mi spieghi questi mini bot a che servono?

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Savgal

@gpb 

Se questo forum rappresenta in microcosmo il paese, il problema centrale diviene far riacquistare a certe categorie i redditi di cui beneficiavano fino a una decina di anni addietro. Perché non è il mercato ad aver marginalizzato il loro lavoro, ma l'euro e la UE. Fuori dall'euro e dalla UE potranno tornare ad acquistare la berlina tedesca di lusso e i redditi da professionista affermato. Non riescono a convincersi che quel tempo è impossibile che torni e ciò che desiderano è indirettamente il default del paese. Che fuori dalla UE l'economia dell'Italia, per come è interconnessa con il resto d'Europa, subirebbero una recessione catastrofica. Ma vuoi mettere proporre una soluzione miracolosa a rinunce reciproche ed anni di duro lavoro?

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Lorenzo67
13 ore fa, Savgal ha scritto:

Fuori dall'euro e dalla UE potranno tornare ad acquistare la berlina tedesca di lusso

Veramente sarebbe il contrario. Prima dell'Euro, di berline tedesche se ne vedevano molte, ma molte meno ...

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maurodg65
Adesso, Lorenzo67 ha scritto:

Prima dell'Euro, di berline tedesche se ne vedevano molte, ma molte meno ...

Siamo sempre stati il primo mercato europeo per le berline di lusso tedesche, prima e dopo l’euro.

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gpb
1 ora fa, Lorenzo67 ha scritto:

Prima dell'Euro, di berline tedesche se ne vedevano molte, ma molte meno ... 

Costavano proporzionalmente di più con la liretta svalutata...

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Lorenzo67

@gpb Ovviamente. Ma qui dicono fosse il contrario

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adriatico

È che il socialismo reale italiano non ha mai permesso di sviluppare linee di prodotto di livello medio alto. Tassava con la clava qualsiasi cosa avesse più di 2000cc e quindi di conseguenza anche più di 4 cilindri.

È un caso che l'Italia abbia avuto sempre e solo le migliori utilitarie e le migliori auto extralusso dove la tassazione conta niente?

I tedeschi nel frattempo hanno sviluppato la fascia delle auto premium e sono diventati i fornitori di auto di livello per la classe agiata prima europea e poi mondiale.

Negli anni '70 e '80 tra una Lancia ed una BmW non c'era gara a favore della prima. Alla fine dei '90 anche una serie 3 aveva il suo bel 3 litri-sei cilindri, la lancia era semi scoparsa. Alfa rimarchiava le fiat.

un'altra prodezza del dirigismo

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kauko
15 minuti fa, adriatico ha scritto:

un'altra prodezza del dirigismo

a me sembra più una prodezza del capitalismo all'italiana alla voce fiat.

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Lorenzo67
6 minuti fa, adriatico ha scritto:

un'altra prodezza del dirigismo

Più che altro, gravi errori della gestione FIAT da Romiti in poi.

Se produci  una Thema (quella vecchia, non la Chrysler 300), che era un'auto dalla linea fantastica, prevedere un 2500 o un 3000 prevalentemente destinato all'esportazione, a costo di comprarlo da un terzo, non è un costo insostenibile. 

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adriatico

@kauko nono, la dovete finire con questa vulgata.

Uno stato liberale mantiene condizioni quadro tali per cui si è attratti a rimanervi ed anche a venirci a impiantare business. Condizioni attraenti e libere per tutti.

Le condizioni "favorevoli" ma fuori mercato titillavano agnelli tanto quanto la Cgil-la cisl e la uil con tutta la pletora di operai in esubero pagati dal resto dei cittadini

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adriatico

@Lorenzo67 questa è un'affermazione sensata e veritiera. Romiti usava l'auto come cash cow* e investiva l'enorme cash flow in tutt'altro.

Finchè Fiat si ritrovò con 4 modelli in croce uno più catorcio dell'altro e stabilimenti ridondanti che lo stato non poteva pagare più per le regole sulla concorrenza europee. 

*se un'azienda automobilistica spende solo in produzione di modelli esistenti senza investire per i futuri e per le nuove tecnologie fa, sul breve, un sacco di liquidità. Poi muore.

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Lorenzo67
7 minuti fa, adriatico ha scritto:

Uno stato liberale mantiene condizioni quadro tali per cui si è attratti a rimanervi ed anche a venirci a impiantare business

Questo è giusto, ma non assolve Romiti.

In Germania le cose stanno meglio che da noi, nessuno lo nega, ma le tasse ed il costo del lavoro sono altini anche da loro. Soluzione trovata dai tedeschi? Puntare sulla qualità, in modo da poter spuntare prezzi migliori. Chi ci ha impedito di fare la stessa cosa?

La VW era praticamente fallita. E' bastata prima la Golf ed poi una gestione superlativa per farla arrivare dov'è. 

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adriatico

però per come era strutturato il mondo fine secolo scorso, si vendeva prevalentemente sul mercato interno. Anche ad esportarla la Thema non è che potesse fare grandi numeri. I tedeschi le premium le vendevano in casa sopratutto e poi furono pronti tecnologicamente a cogliere la grande libertà economica che viene chiamata globalizzazione

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kauko
19 minuti fa, adriatico ha scritto:

nono, la dovete finire con questa vulgata.

mica lo dico io, figurati, la racconta bene massimo mucchetti nel libro Licenziare i padroni..

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Panurge
3 minuti fa, Lorenzo67 ha scritto:

E' bastata prima la Golf

Fra l'altro copiata dalla 128

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Lorenzo67
2 minuti fa, adriatico ha scritto:

però per come era strutturato il mondo fine secolo scorso, si vendeva prevalentemente sul mercato interno

No, dai. Già dagli anni '80 l'import-export all'interno dell'Europa era sviluppatissimo. Ricordati del il MEC è entrato in vigore nel 58.

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adriatico

@Lorenzo67 ma non le consuetudini dei cittadini secondo me. Dei consumatori intendo.

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appecundria

Giorgetti: "C'è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti".

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Savgal

@appecundria 

"C'é ancora chi crede a Borghi?" è una trasposizione letterale di quanto detto da Giorgetti?

E' una ferita al cuore ad alcuni forumer che ritengono Borghi un premio Nobel per l'economia.

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nullo
37 minuti fa, appecundria ha scritto:

Giorgetti: "C'è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti".

Ma perché tanto allarme fra questo ed altro se non ci credi neanche tu.

ma rilassarsi che è arrivata l'estate e si può pure lavorare qualche ora in più.

Ps

la fine del mondo arriverà, puoi starne certo, ma non per queste pippe che tanto ti preoccupano, sempre che tu non ci prenda tutti per il cu** da tempo.

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cinemascope

metafora.jpg?resize=646%2C593&ssl=1

...

Premio Nobel per l'economia 2008

https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Krugman

...

altro-oltre...non sussiste...e detto da un Liberal-Liberista...

...

" Una volta spazzate via le CATTIVE METAFORE, le vecchie ossessioni neoliberiste escono allo scoperto:

si tratta di UTILIZZARE IL PANICO LEGATO AL DEBITO per far accettare lo smantellamento dello stato sociale."

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cinemascope

comunque (!) i GIORNALISTI ECONOMICI IMPERANTI...

che hanno diffuso ed imposto la METAFORA del bilancio-debito pubblico..

EQUIVALENTE a quello di qualsiasi soggetto privato...

cioè (!) un sistema idraulico che sia un acquedotto oppure un fiume...equivalenti...

da..."vituperare" (!) ad libitum...

MA i loro "padroni"...li pagano per questo...

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cinemascope

 Fonte: Corriere della Sera 26 agosto 2003

Berlino e Parigi ritorno alla realtà

Interventi strutturali difficili ma obbligati

I governi di Francia e Germania sembrano aver scelto, ormai senza riserve, la strada di quelle che il gergo economico chiama riforme strutturali. Non sappiamo se andranno fino in fondo; ma se poniamo questa scelta in prospettiva possiamo comprenderne il significato storico e anche azzardare una previsione.

Solo sei anni fa Francia e Germania si autoiscrivevano con sussiego nel nucleo dei Paesi in regola su tutto: inflazione e bilancio, direttive europee e stabilità politica. In realtà i semi delle difficoltà già maturavano.

La Germania aveva vinto per anni, decenni, combinando la superiore qualità dei suoi prodotti industriali (chi compra una Mercedes non bada al prezzo) con la superiore stabilità dei prezzi: le periodiche rivalutazioni del marco premiavano la combinazione ma vi contribuivano anche, perché proprio esse calmieravano i prezzi. La Francia, dopo la svalutazione del 1983, aveva preso la ferrea determinazione di fare «come e meglio della Germania»; un severissimo controllo dei salari accrebbe anno dopo anno la competitività favorendo la crescita. Proprio il successo della rincorsa francese contribuì a indebolire l’ arma vincente della Germania. Nel 1992-’ 93, rifiutando la svalutazione sul marco, la Francia si difese da un ritorno al vecchio male.

Nell’ ultimo decennio entrambi i percorsi si sono fatti impervi. Anzitutto per la Germania, aggravata dai costi della riunificazione e dalla perdita del vantaggio di prima della classe. Poi anche per la Francia, dove si esaurivano i margini della disinflazione competitiva. Quando la corsa dell’ economia americana cessò di far crescere tutti, le magagne di ciascuno divennero evidenti e il bisogno di curarle urgente. Francia e Germania si ritrovarono con disoccupazione e disavanzo pubblico pesanti; da severi maestri della stabilità divennero scolari senza il compito fatto.

Non restavano che le riforme strutturali, eterno ritornello di quelle che Luigi Einaudi chiamava le sue prediche inutili: lasciar funzionare le leggi del mercato, limitando l’ intervento pubblico a quanto strettamente richiesto dal loro funzionamento e dalla pubblica compassione.

Nell’ Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’ apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato.

Germania e Francia sono Paesi con forte struttura dello Stato, consapevoli di sé, determinati a contare nel mondo, sorretti da classi dirigenti attente all’ interesse generale. In entrambe, il modello di società (lo stesso dell’ Italia) ha bisogno di coraggiose correzioni, diverse e in qualche caso maggiori di quelle necessarie all’ Italia. Le difficoltà sono notevolissime. Ma riesce difficile pensare che, imboccata la strada, i due Paesi non sappiano percorrerla con determinazione.

http://www.tommasopadoaschioppa.eu/europa/berlino-e-parigi-ritorno-alla-realta.html

https://it.wikiquote.org/wiki/Tommaso_Padoa-Schioppa

https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Padoa-Schioppa

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cinemascope

" hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere,"

COSA che a LOR SIGNORI non tange...

comunque TPS...perlomeno ONESTO...in questa "dichiarazione di guerra"...al popolo bue...

e comunque(!) lo Stato Sociale che evita la DUREZZA DEL VIVERE..al popolo bue...

è sempre stato pagato dal popolo bue stesso...cosa cavolo pretendono ancora LOR SIGNORI ???

una libbra di carne ???

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adriatico
Il 24/6/2019 Alle 00:39, cinemascope ha scritto:

Berlino e Parigi ritorno alla realtà

Interventi strutturali difficili ma obbligati

I governi di Francia e Germania sembrano... etc etc

un articolo bellissimo e molto condivisibile.

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