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ST1971

USB de noantri contro USB de noiaudiofili

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lukache

Ah per la cronaca il nordost costa la metà del mit e non va gran bene...

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lukache

Poi gli uomini ngressi USB mediamente son i peggiori...

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ST1971

@lukache indipendentemente dal fatto che non pare tu stia seguendo il suggerimento di paolosanchez e continui a dire che opinioni diverse dalle tue sono cazzate, ribadisco che il 21 sono di rientro da udine per lavoro e non mi fa fatica piu' di tanto passare a trovarti portandomi dietro il mio cavo, pesa pochi grammi. Se hai letto i miei interventi, cazzate o non che siano ho specificato che questo sta succedendo nel mio impianto, se nel tuo ci sara' differenza tra il mit ed il mio buon per te, saro' contento di avvertire differenza e sara' uno stimolo per te per ricambiare la visita portandoti dietro il mit e fare il confronto da me 😉

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lukache

@ST1971 se passi da VR venerdì 21 dopo le 17.00 sono a casa. Scrivimi in privato che rimando l'indirizzo

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pro

Io ho ascoltato il mio dac, sempre col cavo che era uscito assieme, pernso un comune cavo da stampante, e non mi sono mai posto il problema, finchè un giorno, un mio amico mi dice che ha comprato un cavo USB da 100€, credo un Audioquest, e che si è trovato bene, perché suona meglio (cosa significhi non lo so).

Al che dico, mo provo a costruirne uno io, prendo due cavi microfonici da 30 cm e li saldo su due connettori. In uno passano i dati, nell'altro l'alimentazione. Faccio il cambio e ascolto. Niente, non sento differenze. Vabbè dico, ho perso un po' di tempo. Un mesetto dopo mi chiama il mio amico e decidiamo di vederci. Porta il tuo cavo, gli dico, così vediamo che effetto fa nel mio impianto. Proviamo prima col mio cavetto autocostruito. Non è male dice lui. Vabbè. Cambio col suo cavo, io continua a non sentire differenze, e lui dice che "non senti, suona meglio". Bhaaaa. Poi mi chiede se nel mio cavo passa la 5Volt. Si gli rispondo. Prova a toglierla. La stacco e ricambiamo cavo. "Ecco, adesso è molto più simile al mio" mi fa, e io continuo a non sentire differenze. Alla fine della fiera, lui sembrava quasi dispiaciuto di aver speso 100€ di cavo, quando il mio, costato forse 1€ suonava praticamente come il suo.

Questa persona, che ha 80 anni ed è stato per una ventina d'anno venditore per la Eurosound, mi pare, ha una grnde esperienza ed ha anche un bell'impianto, però a me mi pare che sente troppe differenze.

C'è da dire, però, che riascoltando poi con calma l'impianto, anzi, musica, in maniera non critica, mi sono sorpreso più volte a sentire delle differenze, rispetto a prima che staccassi la 5V, cosa che non mi era capitata facendo il cambio di cavo la prima volta.

Differenze tonali, più che altro, che non riesco a spiegare, ma che mi appaiono evidenti rispetto a come mi ricordavo suonassero certi pezzi ben conosciuti. Poi col tempo ti abitui e non ci fai più caso.

Queste differenze sono in meglio, in peggio, non lo so, sono solo differenze che francamente non mi fanno perdere il sonno.

Statemi bene.

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appecundria
3 ore fa, ST1971 ha scritto:

eppure ormai potrei suonare e cantare anche io i brani che sto usando da quante  volte li ho fatti girare!

Questo non aiuta. Il processore biologico che hai in testa sa già cosa deve elaborare, quale deve essere il risultato atteso, lo estrae dalla memoria e te lo propone. A prescindere da ciò che stai sentendo.

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sfabio

@ST1971 Visto che nessuno dei più esperti prova a dare una spiegazione razionale mi "butto" io: partiamo da alcune premesse, Il protocollo USB è un protocollo di trasmissione di dati digitali nato per un utilizzo prettamente informatico, dove i dati sono e restano digitali, e per l'utilizzo su tratte brevi (quindi meno a rischio di disturbi) con in aggiunta la necessità di alimentare le periferiche collegate e di renderle "plug and play". E' stato quindi pensato senza porre particolare attenzione alla eventuale trasmissione di disturbi sia attraverso la linea di alimentazione che, soprattutto, attraverso la massa che collega le due apparecchiature in quanto restando entro gli standard funziona tutto correttamente e senza grossi problemi anche in ambienti "inquinati". Quando poi si è scoperta la possibilità di utilizzarlo per il trasporto della musica, non si è affrontato subito il problema da un punto di vista "audiofilo" ma c'è voluto qualche anno perché venissero affrontati e risolti i due problemi più importanti: il trasferimento asincrono dei dati, in modo di dotare il dac di un suo circuito di clock stabile, separato e preciso (leggi insensibilità a problemi di jitter) e l'isolamento galvanico della parte digitale da quella analogica, quest'ultima si sensibil(issima)e agli eventuali disturbi trasportati o captati dai cavi. Da qui la possibilità che un dac moderno e progettato/costruito con l'esperienza di chi sa trattare entrambi i tipi di segnali (digitale ed analogico) sia totalmente insensibile al cambio di cavo usb (cosa che dovrebbe essere la normalità) mentre uno più datato e/o progettato/costruito da chi, invece, magari non ha esperienza sufficiente nel trattamento di questi segnali misti, sia sensibile ai disturbi, quindi anche al cambio di cavo, e possa suonare diversamente. Ovviamente, in quest'ultimo caso, i disturbi sono di entità tale da essere misurabili senza problemi all'uscita del dac stesso e mi stupisce (😎) il fatto che a quanto mi risulta nessuno l'abbia ancora fatto...

P.S. io vivo poco a nord di Udine 🙂

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newton

Ma se un cavo lungo 3 mt suona peggio di uno corto, uno corto buono può suonare meglio di uno meno buono in termini di materiali, schermatura e geometria? (ovvio e infatti è così).

Nelle mie prove le differenze di cavi usb si sentono anche a valle di isolatori galvanici (tipo intona o ifi) e a monte di interfacce usb>i2s di qualità elevata (xmos, fpga di ultima generazione e isolate dallo stadio successivo). Le differenze possono essere meno marcate in alcuni set up ma se un wireworld platinum vi risulta indistinguibile dall cavetto della stampante non c'è molto da compiacersi. Secondo me.

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31canzoni

@sfabio qui tutti o quasi hanno dac moderni con cloccki e controcloccki quindi il cavo usb che anche lui cloccka e spara al jitter a che serve? E poi siamo così sicuri di avere orecchie che sentono differenze che gli strumenti certificano come di entità infinitesimali? Sempre più convinto che al buio tanti non rileverebbero la differenza tra un selezione dal reader's digest e un ipod a parità di volume e diffusori.

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sfabio
2 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

qui tutti o quasi hanno dac moderni con cloccki e controcloccki quindi il cavo usb che anche lui cloccka e spara al jitter a che serve? E poi siamo così sicuri di avere orecchie che sentono differenze che gli strumenti certificano come di entità infinitesimali? Sempre più convinto che al buio tanti non rileverebbero la differenza tra un selezione dal reader's digest e un ipod a parità di volume e diffusori.

Infatti io ho parlato di possibilità, non di certezze! Prima cosa da fare, secondo me ed ogni volta che si ritiene di sentire differenze di cui si vuole indagare l'origine, è fare una prova in cieco facendosi aiutare da qualcuno per verificare di sentirle veramente queste differenze. In caso positivo si può procedere ad indagare cosa le provoca.

Ma non è obbligatorio, io ho smesso da tempo, sono perfettamente conscio del fatto che non esistono due momenti diversi in cui i miei sensi percepiscono la stessa identica cosa, perciò non mi preoccupo più di "sottili differenze" ma solo di cose macroscopiche imputabili magari a guasti o interfacciamenti sbagliati.

Due domande:

1) sei sicuro che tutti i dac moderni con cloccki e controcloccki abbiano anche gli accorgimenti necessari a separare la massa digitale dell'usb da quella analogica dello stadio di uscita?

2) le differenze che gli strumenti certificano come di entità infinitesimali sono state misurate nelle reali condizioni di utilizzo? (cioè a casa e sull'impianto di chi dice di sentire le differenze?)

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31canzoni

In ogni caso facciamo una prova e senza star lì a confrontare le differenze impossibili tra un cavo usb e l'altro che,ammesso vi siano sarebbero impercepibili, ma avvalendoci delle nostre orecchie vulcaniane vediamo se siamo capaci di distinguere su una compilation di 5 canzoni in flac e le medsime 5 in mp3 quali siano i brani flac e quelli in mp3. Io mi tiro fuori che so che mi confonderei alla grande e con un altro forumer preparei il file e lo farei suonare. Altri due forumer che se la sentono farebbero invece il gruppo di ascolto. Vogliamo provare? Io sono di Verona se volete contattatemi in pvt. Bisogna essere almeno in quattro.

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ST1971

@appecundria quindi secondo la tua ipotesi se ascolto 100 volte di seguito lo stesso brano con un impianto e poi lo metto su un'imoianto differente non sentirò differenze perché il mio cervello sa già cosa estrarre dalla mia memoria e me lo ripropone? Non se ne esce da questa storia, in un modo o nell'altro c'è sempre un'eccezione che spazia dal totalmente attendibile al totalmente inconsiderabile per cui possiamo fare le prove che ci pare ma alla fine il risultato sarà incontrovertibillmente lo stesso 🙂

@sfabio la tua ipotesi coincide con quella che ho postato all'inizio della discussione, ma è la meno accettabile da parte della comunità audiofila perché non si può partire dal presupposto che un semplice lettore cd con dac interno sia stato studiato in modo da sopravanzare tecnicamente dac dal costo semplicemente spaventoso e aggiungo che vorrebbe anche dire che più i dac sono esoterici e costosi e peggio è, dato che più si sale e più il cavo usb sembra contare tantissimo 🙂

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sfabio
3 minuti fa, ST1971 ha scritto:

 la tua ipotesi coincide con quella che ho postato all'inizio della discussione, ma è la meno accettabile da parte della comunità audiofila perché non si può partire dal presupposto che un semplice lettore cd con dac interno sia stato studiato in modo da sopravanzare tecnicamente dac dal costo semplicemente spaventoso e aggiungo che vorrebbe anche dire che più i dac sono esoterici e costosi e peggio è, dato che più si sale e più il cavo usb sembra contare tantissimo 🙂

@ST1971 Visto che non ho nulla da vendere, nè alcun interesse nel mercato audiofilo, posso permettermi di infischiarmene allegramente se le mie ipotesi vengono o meno accettate, in fondo non sono altro che... mie ipotesi 🙂

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ST1971

@sfabio apprezzo sinceramente il modo con cui ti poni nei confronti delle discussioni.

grazie!🙂

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paolosances

@appecundria   vero e incontrovertibile.

Almeno ,a mio parere. 

Ps: non sono per i giudizi dogmatici...non a torto esiste l'acronimo anglosassone  "IMHO"... ma forse avrei dovuto dire ,di Pirandelliana memoria," Così è, se vi pare "?

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appecundria
35 minuti fa, ST1971 ha scritto:

quindi secondo la tua ipotesi 

Non è una ipotesi, si tratta di un fenomeno ben noto.

36 minuti fa, ST1971 ha scritto:

poi lo metto su un'imoianto differente non sentirò

Forzare la consequenzialità, dai, non è roba da Melius.

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ST1971

sai che sto parlando per assurdo, ma il concetto e' chiaro mi pare 😉

per dirla tutta, se vogliamo fare reverse engineering il tuo concetto si puo' applicare al fatto che il mio cervello e' cosi' convinto di sentire differenze in cavo usb che alla fine ce le sente 🙂

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appecundria
50 minuti fa, ST1971 ha scritto:

non si può partire dal presupposto che un semplice lettore cd con dac interno sia stato studiato in modo da sopravanzare

Ma questo è ben possibile. Meno possibile è che il suddetto lettore CD sia stato progettato e realizzato in un convento di frati francescani che te lo offrono per un tozzo di pane. 

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araxis

Secondo la mia esperienza è giusto evidenziare,come si facendo in questa discussione,che spesso si da troppa importanza al cambiamento del suono che apportano cavi dal costo spesso spropositato.

Ma è anche vero che il suono di un impianto di classe viene fuori anche da questi piccoli accorgimenti.

Solo che il consumismo ha estremizzato questo discorso portandolo all'esagerazione.

Ritornando ai cavi usb io sono passato da uno informatico, a un atlas che costa sui 60 euro mi pare,

C'era molta differenza nel mio impianto a favore dell'atlas , per me vale la pena mettere un cavo usb decente.

Come del resto per tutti i cavi.

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appecundria
7 minuti fa, paolosances ha scritto:

vero e incontrovertibile.

Almeno ,a mio parere

La differenza principale tra misure e ascolti è il DSP biologico che abbiamo nel cranio 🙂 questo è accertato.

Lo strumento misura e registra, il cervello aggiunge, taglia, equalizza, comprime, espande e poi porge il suono all'io cosciente.

Ci sono anche tante esperienze empiriche a disposizione di ciascuno, la più nota è quella della festa.

A ben pensarci, la vecchia diatriba ascoltoni vs misuroni, seppur divertente, non ha fondamento perché le due realtà sono inconfrontabili.

E qui, a mio parere, c'è da saltare il fosso ideologico: se il DSP biologico che ho in testa mi fa sentire qualcosa che mi piace e mi gratifica (senza uso di droghe 🙂 ), ma chi se ne frega se lo strumento di misura non lo rileva? Allora tanto vale mettere lo strumento di misura in poltrona a godersi lo stereo e noi ci dedichiamo a costruire velieri in bottiglia. 

Divagando divagando, hai fatto caso dell'atteggiamento in generale delle donne? Per loro lo stereo è come la lavatrice, deve fare il suo lavoro e non deve creare problemi. Perché valutano la funzione, non l'emozione. D'altra parte nemmeno noi ci emozioniamo nel vedere una lavatrice girare.

Ma prova a mettere loro davanti uno Swarovski e un diamante, che funzionalmente sono la stessa cosa, e vedi dove si canalizza l'emozione.

Io rivendico il diritto per ciascuno di seguire liberamente le sue emozioni.

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FabioSabbatini
9 ore fa, sfabio ha scritto:

Visto che nessuno dei più esperti prova a dare una spiegazione razionale mi "butto" io:

Non hai letto tutto il thread evidentemente. Io ho dato ben due spiegazioni razionali:

guasto o suggestione

Estremamente razionali, direi.

9 ore fa, sfabio ha scritto:

problemi di jitter

Impossibile. Spiegato al post 96. Fai la prova. Con la musica. 

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Ligo
10 ore fa, sfabio ha scritto:

Infatti io ho parlato di possibilità, non di certezze! Prima cosa da fare, secondo me ed ogni volta che si ritiene di sentire differenze di cui si vuole indagare l'origine, è fare una prova in cieco facendosi aiutare da qualcuno per verificare di sentirle veramente queste differenze. In caso positivo si può procedere ad indagare cosa le provoca.

Ma non è obbligatorio, io ho smesso da tempo, sono perfettamente conscio del fatto che non esistono due momenti diversi in cui i miei sensi percepiscono la stessa identica cosa, perciò non mi preoccupo più di "sottili differenze" ma solo di cose macroscopiche imputabili magari a guasti o interfacciamenti sbagliati.

Due domande:

1) sei sicuro che tutti i dac moderni con cloccki e controcloccki abbiano anche gli accorgimenti necessari a separare la massa digitale dell'usb da quella analogica dello stadio di uscita?

2) le differenze che gli strumenti certificano come di entità infinitesimali sono state misurate nelle reali condizioni di utilizzo? (cioè a casa e sull'impianto di chi dice di sentire le differenze?)

Sono d'accordo con te anche per quanto concerne quello che hai scritto prima ma separare i piani di massa e attuare un reclock asincrono hanno potenzialmente effetti che si basano su basi teoriche solide, anche se l'udibilità dei fenomeni andrebbe provata caso per caso, mentre sostituire un cavo usb con un altro a parità di condizioni non può avere effetti sul piano teorico e, dalle misurazioni effettuate, anche su quello pratico.

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Giemme
11 ore fa, sfabio ha scritto:

Ovviamente, in quest'ultimo caso, i disturbi sono di entità tale da essere misurabili senza problemi all'uscita del dac stesso e mi stupisce (😎) il fatto che a quanto mi risulta nessuno l'abbia ancora fatto...

I numeretti che escono, nonostante il disturbo che potrebbe esserci sulla linea, rimangono sempre degli uno e degli zero. Eventuali errori possibili teoricamente, ma assai meno nella vita reale, causerebbero rumori o perdite di segnale, non le allucinazioni audiofolli di cui spesso si legge: veli, sfocature sonore, marcato accento barese nei Lieder di Schubert, perdita della dinamica.

Quando nel digitale terrestre ci sono problemi di segnale, Charlise Theron non diventa un trattore cingolato, ma un sempòlice insieme di quadrettoni variopinti.

Decenni fa i primi minicomputer usavano le musicassette e registratori da pochi spiccioli, per caricare i programmi. Nonostante il rumore del nastro, i problemi di azimuth e magari le copie pirata, alla fine andava quasi sempre tutto per il meglio.

Per quanto riguarda il jitter, effettivamente misurabile e quindi non completa panzana da parte di "giornalisti" audio, il suo ruolo è così marginale e spesso infinitesimale, da avere solo influenza sulla mente di chi crede di audirlo. Come già segnalato più volte, in rete ci sono campioni da scaricare ed ascoltare.

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Ligo
11 ore fa, newton ha scritto:

Le differenze possono essere meno marcate in alcuni set up ma se un wireworld platinum vi risulta indistinguibile dall cavetto della stampante non c'è molto da compiacersi. Secondo me.

Perché chi non sentisse differenze non dovrebbe compiacersi? Secondo te.

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Ligo
10 ore fa, 31canzoni ha scritto:

avvalendoci delle nostre orecchie vulcaniane vediamo se siamo capaci di distinguere su una compilation di 5 canzoni in flac e le medsime 5 in mp3 quali siano i brani flac e quelli in mp3

Io non partecipo, ho già fatto questo test e se gli mp3 sono a 320 non ci becco quasi mai. Sarà per questo motivo che per me i cavi usb sono tutti uguali?

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Giemme
10 ore fa, appecundria ha scritto:

Lo strumento misura e registra, il cervello aggiunge, taglia, equalizza, comprime, espande e poi porge il suono all'io cosciente.

Quando ritocco le foto o i rendering, spesso mi rendo conto che il cervello "viaggia nel futuro": poca roba, sia chiaro, ma sufficiente a farti prevedere l'effetto di una variazione tramite slider, talvolta anche quando non l'hai mosso perché il mouse non era nella giusta posizione.

Penso che tutti i sensi giochino con leggerissimo anticipo, guidati dalle nostre aspettative.

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Giemme
11 ore fa, newton ha scritto:

Le differenze possono essere meno marcate in alcuni set up ma se un wireworld platinum vi risulta indistinguibile dall cavetto della stampante non c'è molto da compiacersi.

Parliamone: dimmi cosa senti di differente. "Sento meglio" o "sento peggio", sono risposte troppo stringate. Mi piacerebbe sapere cosa migliora in modo "drammatico", volendo usare un termine audiofilo.

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Gici HV
11 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Vogliamo provare? Io sono di Verona 

Io abito nella bassa,compatibilmente con i miei impegni, se hai bisogno di un paio do orecchie, scrause,perché no?    ...già so che non ne azzeccherei neanche uno.🤗

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FabioSabbatini
18 minuti fa, Ligo ha scritto:

se gli mp3 sono a 320 non ci becco quasi mai. Sarà per questo motivo che per me i cavi usb sono tutti uguali?

Tranquillo

Gli mp3 fatti bene molto molto difficilmente si distinguono dai formati superiori

Cose note ma gettano il panico nella comunità audiofila...in genere poi ti dicono che non hai impianto rivelatore, non frequenti concerti, ti manca la cultura...

http://archimago.blogspot.com/2013/02/high-bitrate-mp3-internet-blind-test_3422.html?m=1

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31canzoni
28 minuti fa, Ligo ha scritto:

Io non partecipo, ho già fatto questo test e se gli mp3 sono a 320 non ci becco quasi mai. Sarà per questo motivo che per me i cavi usb sono tutti uguali?

Tu ed io non ci becchiamo, ma altri magari sì. Poi questi giochini, queste prove non vogliono stabilire nulla, anche se sembra che alcuni quasi si offendano se si mettono in dubbio i loro totem e relativi tabù. La cosa non avrebbe nulla di scientifico nè ambizioni in questo senso, si tratterebbe di un gioco di abilità fatto semplicemente non barando, cioè non sapendo quando si tratta di flac e quando di mp3 (in quel caso me ne accorgerei pure io che i flac suonano meglio), un giochino da ragazzi per persone che sostengono di sentire la differenza tra cavi usb.

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