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analogico_09

Il Signor diavolo - Pupi Avati (contiene SPOILER)

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analogico_09

Era dal 2007, da Il Nascondiglio, che ci era mancato il piacere, di sicuro la curiosità, di vedere un altro "gotico padano" (che tale psichicamente resta anche se ambientato in America o in Olanda..,.) firmato da Pupi Avati, genere filmico, con il quale il regista Bolognese, idem con il genere "gotico-grottesco" ha dato prova del suo grande talento cinematografico, più che con i melodrammi della "nostalgia" a volte delicati, a volte stucchevoli.., realizzando alcune opere "de paura" diventate dei veri e propri cult mondiali che danno la pista a molti titoloni americani blasonati di genere.
La Casa dalle finestre che ridono, Zeder.., due grandi stracult.., ora restiamo in curiosa ed eccitata attesa, perlomeno per quanto mi riguarda, di vedere questo film che riprende il tema del demoniaco già trattato con l'acerbo ma già ficcante Balsamus l'uomo di Satana (raro) e con Thomas.., gli indemoniati (inedito in Italia)  degli esordi, con l'eccellente L'Arcano Incantatore del 1996.

Di tutti queste opere gotiche, grottesche, parodice, solo Il Nascondiglio, che tuttavia contiene alcune scene di auterntico raggelante terrore viste altre rare volte al cinema, ha qualche elemento meno convincente, secondo me.., nella buona sostanza sarebbe l'interpretazione di Laura Morante troppo borgese, "morettiana", a mio avviso fuori parte.

Non voglio sapere nulla del film, nessuna critica, a parte la sinossi e la visione del trailer, nel frattempo per ingannare l'attesa si potrebbe parlare del regista, di cose varie intorno al film, non vedo l'ora che arrivi il 22 agosto data di uscita nelle sale forse un po' scomoda...

 

 

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argonath07
3 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

non vedo l'ora che arrivi il 22 agosto data di uscita nelle sale forse un po' scomoda.

@analogico_09 Idem... Appena ho visto il trailer e letto il regista ho avuto un sussulto... 

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analogico_09

Fa bene Avati a girare i suoi gotici uno ogni tanto a lungo, i suoi "gotici".., l'attesa si fa più forte e non si rischia la maniera...

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analogico_09

Il film è tratto dal romanzo omonimo dello stesso Pupi Avati che non ho letto e che leggerrò, così come Il Nascondiglio è tratto dal bellissimo libro dello stesso autore.

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bungalow bill

Mi è sempre piaciuto il regista Pupi Avati e i suoi film . Mi piacerebbe vedere anche questo .

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luckyjopc

Avati ha fatto decine di film ed un paio di essi sono anche riusciti

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Paranoid.Android

L arcano incantatore very nice but la casa dalle finestre che ridono top. 

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argonath07
18 ore fa, luckyjopc ha scritto:

Avati ha fatto decine di film ed un paio di essi sono anche riusciti

secondo me anche più di due...🤨

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Hironobu
19 ore fa, luckyjopc ha scritto:

Avati ha fatto decine di film ed un paio di essi sono anche riusciti

👍

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°Guru°

Recentemente ho visto Magnificat in maggiore, presentato da Pupi e Antonio Avati. Il regista ha dichiarato che è il film al quale è più affezionato, che lo ritiene la sua opera migliore per come descrive il medioevo. Posso dargli ragione, ma che due balls...

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stereoplay28

... aspettiamo buone nuove sulla nuova produzione e comunque per me La casa delle finestre che ridono un film bellissimo uno dei tanti del Pupi nazionale

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analogico_09
Il 31/7/2019 Alle 18:36, luckyjopc ha scritto:

Avati ha fatto decine di film ed un paio di essi sono anche riusciti

:D (con i gotici fino ad ora non ne ha sbagliato uno...)

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analogico_09
Il 1/8/2019 Alle 16:19, °Guru° ha scritto:

Recentemente ho visto Magnificat in maggiore, presentato da Pupi e Antonio Avati. Il regista ha dichiarato che è il film al quale è più affezionato, che lo ritiene la sua opera migliore per come descrive il medioevo. Posso dargli ragione, ma che due balls... 

Devo dire che anche io vidi Magnificat con tanta curiosità e mi deluse un po'... Non sono più tornato a vederlo con l'occasione ci riproverò.., sai se quelli della cineteca di Bologna hanno per caso fatto un restauro della pellicola destinata anche ai DVD o bluray?

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analogico_09

@°Guru° Guarderocci, grazie

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luckyjopc

La casa delle finestre che ridono forse è uno dei due.ma nei film di avati spesso c’è una pretenziosità che trasmoda nell’insulsaggine e non certo nel capolavoro 

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°Guru°

@luckyjopc Sono d'accordo. Lui un po' snobba le sue opere più commerciali, ma probabilmente sono proprio le più riuscite. Penso a Regalo di Natale, Una gita scolastica...

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°Guru°
17 ore fa, analogico_09 ha scritto:

anche io vidi Magnificat con tanta curiosità e mi deluse un po'

Se la vediamo dal punto di vista di Avati, cioè come opera che descrive il medioevo come poche altre, possiamo dargli ragione... Però il film scorre a fatica...

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analogico_09
5 ore fa, °Guru° ha scritto:

Se la vediamo dal punto di vista di Avati, cioè come opera che descrive il medioevo come poche altre, possiamo dargli ragione... Però il film scorre a fatica...

Scorreva a fatica a prescindere dalle intenzioni del regista... Ma lo rivedrò.., forse ero io che in serata no mi inceppavo... :DVero anche che Avati, mi sembra, abbia un po' una doppia personalità cinematografica, da una parte nei suoi film emergono gli aspetti della sua cultura cattolica (dalla quale trae ispirazione anche per le visionarietà "pagane" di cui sto per dire...), il buon sentimento, la memoria,  la nostagia, ecc, e dall'altro la visionarietà horrorifico-stanica...
In questo dualismo Avati riesce molto meglio, con risultati filmici più coerenti, intriganti e stabili, nel secondo genere impropriamente detto più "commerciale", semmai più popolare, più amato, dove il regista, sicuramemente consapevole di ciò, forse avrebbe voluto eccellere con il melodramma.

La mia impressione, potrei sbagliare,  è che il genere "horror padano" sia un po' la sua sua croce e delizia.., e che in fondo lo sbobbi un poco per non starci troppo dentro.., ricordo in un'intervista nella quale "rinnegò" il suo primo film Balsamus, l'uomo di Satana, definendolo, vado a menoria, una "cosetta da principianti, cosa superata, mentrinvece, per me, e per molta critica, nonostante le ingenutità di un'opera prima, il film è molto intrigante, personale, innovativo sul piano immaginifico-visionario, con un gusto del sarcasmo e del grottesco tutt'altro che banale, dove insomma già si delinea chiaramente l'Avati ancora da venire.

Una volta ebbi occasione di scambiare qualche battuta con il regista; gli dissi che amavo molto il suo cinema di "genere", i suoi cult, che ne girasse di più (pessima cosa da parte mia...)... mentre traspariva con molta probabilità, implicitamente, il mio minore entusiamo per il cinema "normale" ... Il regista lo capì.. e per tutta risposta mi annunciò che avevano da poco terminato di girare il suo Arcano incantatore (non ne sapevo nulla) e che a breve sarebbe uscito nelle sale.., di vederlo chè mi sarebbe piaciuto...
Mi fece molto piacere apprendere la novità dal regista stesso in forma privata e personale tanto più che il film, straodinario!, mi piacque molto.., con La Casa dalle finestre che ridono, ma anche con Zeder,  è tra i miei primissimi film di "genere" del cuore, di ogni tempo e nazione...

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analogico_09

Bello bello! Rapinoso, visivamente entusiasmante, di grande suggestione, grande cinema della perfezione senza calligrafismi e stucchevolezze, come quello di una volta, grande Avati che mette un altro mejo fico maturo al punto giusto nell'nstancabile bigonzo dei fim de "paura"...

Altro non aggiungo a caldo.., se ne riparla.

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°Guru°

@analogico_09 Molto interessante, penso di vederlo stasera. Una riflessione mi giunge spontanea, cioè che Avati dia il meglio di sé con gli horror. Non so se anche questo sia un horror padano, ma è un condimento per il genere particolarmente inquietante. Gli altri suoi film, a pensarci bene, sono o scontati o noiosamente pretenziosi.

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°Guru°

Una curiosità: sapete che "Tutti defunti... tranne i morti" fu girato nel mio paesello? Nel castello di Carrobio, la cui tenuta è confinante con l'abitazione dei miei genitori. Ricordo benissimo la presenza della troupe in paese e le sessioni di ripresa. Il chierichetto che mangia un caco presente nella scena del funerale era un ragazzino mio coetaneo, scelto tra quelli che assistevano alle riprese. Gli fecero mangiare un sacco di cachi, perché Avati non era contento della scena. Gira voce, ma non posso confermare, che avessero aperto un conto presso un tabacchino-cartoleria, e se ne siano andati senza saldarlo. Parliamo del '77.

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analogico_09

@°Guru° Come dicevo nell'altro post, Avati sicuramente eccelle nel gotico padano, per me uno dei più grandi autori di film di "genere" di sempre e del mondo, gli altri film sono altalenanti, c'è routine e qualche opera più interessante, tra cui un "minore" ma delizioso film, purtroppo invisibile, intitolato "Noi tre", su un episodio della vita adolescenziale di Mozart ospite a Bologna.., andava per i film di piazza maggiore... :D ...  nel parlammo in questa discussione dedicata ad Avati.

Il "Signor Diavolo" è un puro gotico padano ambientato nel comacchio, location di una suggetione unica, fotografia strepitosa..,

Quanto segue non è spoiler ma potresti anche leggerlo dopo la visione del film...

ed è in continuità ideale ed estetica con i precedenti lavori, in modo particolare, mi pare, con "La casa dalle finestre che ridono". Avati tuttavia prende a grande e fondante "pretesto" il gotico, la paura.., ma in realtà parla dell'anima di quei luoghi, della gente, di quella cultura.., di cose anche comuni forse sparite e che Avati con grande maestria registica e poetica "resuscita".

Fine...
 

Quelle zone sono, erano, depositarie di tanta letteratura di "paura".., racconti orali contadini pieni di presenze mostruose.., è da una di queste leggende, non ricordo bene, si trattava di un pesce mostruoso che si aggirava nelle paludi del comacchio, che Lowecraft, che soggiornò in loco, trasse ispirazione per suo delirante "Mito del Cthulhu" ...


Parlammo dei film "grotteschi" di Avati, belli anch'essi, ricordo che ci raccontasti delle circostanze in cui fu girato il suddetto.., se non ricordo male dicesti  qualcosa anche dell'altro film di analogo "genere", girato sempre da quelle parti, con uno straordinario Tognazzi,  Villaggio.., esilaranti!: "La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone".., tale il titolo, tale il film... :D 


Vai tranquillo stasera.., tra un po' ti scrivo in privato e ti dico il finale ... 🤣

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°Guru°

😠 😏

Avevo visto che in programma C'era il film con il giovane Mozart, ma quella sera non riuscii ad andare. Quest'anno sono stati proiettati diverse opere misconosciute del regista bolognese, tutte introdotte da lui stesso e dal fratello Antonio, sicuramente per aiutarli a promuovere "Il signor diavolo".

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zoso

Tanto di cappello al fedelissimo cattolico Pupi Avati che mostra in modo spietato il controllo clericale, in particolare sull'Italia di provincia ...rurale.

Secondo me ci potrebbe stare un sequel ...dopotutto lo ha già fatto con Regalo di Natale. 

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analogico_09
5 ore fa, °Guru° ha scritto:

Avevo visto che in programma C'era il film con il giovane Mozart, ma quella sera non riuscii ad andare.

Peccato, visto che la cineteca di Bologna ce l'ha il film tienilo d'occhio.., magari lo ritirano fuori se omaggeranno Carlo delle Piane.., da non perdere, è una vera chicca. La critica ufficiale, vale a dire archivisti ed etichettarori preparatori di schede per i dizionari di cinema scritti a cottimo,  lo danno come film "minore".., ma prima o poi si dovranno accorgere che il Pupi Avati più creativo, originale ed intrigante è invece quello dei film "altri" considerati di seconda class: gotico, grotteschi, horror, mistero, paura..,  probabilmente anche per via del moralismo catto-democristiano censorio che ha sempre contristinto la nazione...
Come ricorda @zoso nel Signor Diavolo ci sono riferimenti al cattolicesimo oscuro e sinistro, macabro, cosa ricorrente in questo cinema avatiano, qui anche imbeccate alla politica dello scudo crociato dominante in quegli anni nel Veneto... ma non è un film politico, non nel senso letterale del termine.

Vorrei parlare ancora dell'ultimo film di Avati ma mettermi ora ancora a caldo da "analizzare" mi perderei il piacere dell'inespresso/inesprimibile.., dovrei mettermi sulla tastiera, chiudere gli occhi e scrivere seguendo il flusso emotivo, immediato e prelogico del mio insconscio.., ma preferico cullarmi tutto questo ancora dentro me stesso. Ho ancora davanti agli oggi la segreta e inquietante bellezza dei paesaggi di che sembrano irreali, immoti, sospesi tra il cielo e le acque, senza tempo, fermi a un passato che è sempre stato e sempre sarà...

Una cosa: con questo film il cinema italiana torna per un attimo - purtroppo un solo film non fa primavera - alla grandezza dei suoi anni d'oro! Per me un miracolo.., provo molta ammirazione e graditudine per Avati, grande narratore di storie straordinarie, per averci regalato questa "magnifica illusione", per la sua intelligenza, per la sua cultura, per il suo senso delle memorie e della nostralgia lirica, per aver dimostrato anche con questo film, che rischiava il manierismo, la sua alta classe di regista cinematografico, grande direttore di attori, che con l'andare avanti con gli anni si fa sempre più lucido, intenso, raffinato. E in questo film sono riuniti molti dei suoi fedeli attori, eccezionali tutti, "veri", tutti recitano con grande naturalezza, cosicchè sembra davvero una bellissma riuninione di famiglia ovvimente alla corte del diavolo... :Dmanca solo Carlo delle Piane che vedrà gli angeli.., lui che amava "mangiare la terra" (Noi Tre), ma lo ritroveremo in altri film.

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°Guru°

Visto stasera, direi che la fotografia è LA lezione di gotico... Veramente fantastico... Ma anche tutto il resto, le musiche... devo dire che, conoscendo gli altri horror padani avatiani, ho previsto il finale. Concordo comunque sul fatto che questo film è un'opera che nel panorama attualme è di caratura internazionale. Bello ritrovare i suoi attori feticcio, con la piacevole aggiunta di Andrea Roncato. Mi auguro trovi spazio anche nelle future il regista bolognese, che ha dichiarato di stare pensando a una trilogia del male o qualcosa di simile.

Peccato davvero per 'assenza di Carlo Delle Piane, un film di Avati senza questo attore non è la stessa cosa.

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°Guru°

Film che trasmette emozioni, certo, ma non possiamo non notare la presenza di qualche soluzione di mestiere di troppo.

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zoso
14 ore fa, °Guru° ha scritto:

devo dire che, conoscendo gli altri horror padani avatiani, ho previsto il finale.

Attenzione siamo in zona spoiler 😀 ... 

Ma a parte gli scherzi, certe atmosfere mi hanno ricordato L'ora di religione e certe inquadrature a Dario Argento. 

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zoso
14 ore fa, °Guru° ha scritto:

Peccato davvero per 'assenza di Carlo Delle Piane, un film di Avati senza questo attore non è la stessa cosa.

Essendo già vecchio lo avrei visto bene nella parte di Roncato o di Haber (che si sono comportati molto bene)   

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