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Melius Club

alberto1954

Miles Davis spiegato

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iBan69

Questi, aiutano a spiegarlo meglio... 🎺

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bost

se apro il link , anche questo mi tira fuori la storia dei cookie, altrimenti non si apre, voi cosa fate, accettate tutte le volte?

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pinkflo2
7 ore fa, alberto1954 ha scritto:

Un eccellente articolo

Non l'ho ancora letto tutto, ma mi sembra molto buono come articolo ed è insolitamente molto approfondito a livello di teoria musicale, motivo per cui dubito che possa essere compreso facilmente, il focus è la musica modale, le scale modali, ecc, sono cose che riguardano la musica avanzata e in parte colta, a volte sono concetti non facili nemmeno per musicisti abbastanza preparati ( mi ci metto anch'io) quindi... comunque grazie della segnalazione non vedo l'ora di leggerlo bene tutto.

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floyder
3 ore fa, bost ha scritto:

voi cosa fate, accettate tutte le volte?

 ... se vuoi usare internet.

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bost
1 ora fa, floyder ha scritto:

... se vuoi usare internet.

🙄

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analogico_09

Interessante l'articolo (sulle questioni più strettamente tecniche non per tutti possiamo tutti serenamente sorvolarle...) per chi abbia navigato un po' nel mare del jazz sono diciamo le prime, imprescindibili basi; di letteratura su KOB più o meno approfondita e m "magistrale" ce n'è a montagnate (la maggior parte in lingua inglese) e ben ci sta, ma varrebbe anche la pena ricordare che per capire la musica anche attraverso le parole e le nozioni tecniche la poesia musicale (che non si spiega e non si apprende, la si sente o non la si sente) deve aver prima fatto breccia - attraverso il linguaggio, che non è la tecnica, la forma -  nel nostro sistema sensibile ricettivo, prelogico, non sovrastrutturato.
Kind of blue (che viene meritoriamente ma anche un po' scontatamente ritirato fuori ogni due per tre.., a fronte di un universo di perle musicali jazz dimemticate o trascurate...) è certamente un primissimo capolavoro di Davis e del Jazz, ma non si creda che l'opera, e il suo autore, siano in assoluto i più grandi del jazz, e/o che l'universo davisiano sia solo o principalmente KOB...

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Gabrilupo

Bellissimo, chiaro ed esaustivo. Bello e stimolante thread.

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appecundria

@bost è un sito serio, vai tranquillo. 

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giorgiovinyl

Mi è sembrato un bell’artIcolo. Il Post è un bel sito, come era interessante la trasmissione che conduceva Sofri alla RAI, chiaramente soppressa. 

Eppure in questo forum c’è chi nega l’importanza di KOB.  

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iBan69
1 ora fa, giorgiovinyl ha scritto:

Eppure in questo forum c’è chi nega l’importanza di KOB

Consiglio a questi di informarsi, di leggere un po’ di libri di storia della musica degli ultimi 60 anni, di leggere quello che dicono i musicisti di allora e e di oggi, sull’importanza di questo disco, vero punto di riferimento, per capire quello che avverrà dopo nella musica, non solo Jazz. KoB, non ha rivoluzionato il Jazz, ma attraverso la chiave modale, ne ha determinato un’evoluzione basilare per tutta la musica che verrà dopo. Il fatto che sia il disco di Jazz, più ascoltato della storia, e che ancora vende migliaia di copie, non sminuisce la sua importanza ne la qualità musicale. 

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analogico_09
6 ore fa, giorgiovinyl ha scritto:

Eppure in questo forum c’è chi nega l’importanza di KOB.   

Si può dire, insieme al peccato, anche il peccatore? ... 🙃

3 ore fa, iBan69 ha scritto:

Consiglio a questi di informarsi, di leggere un po’ di libri di storia della musica degli ultimi 60 anni, di leggere quello che dicono i musicisti di allora e e di oggi, sull’importanza di questo disco...

Anche, ma soprattutto, come dicevo sopra, ascoltare, cercare di imparare a decoTificare (togliere le cotiche dal...) le recchie. ☺️

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analogico_09

Una delle tante realizzate nel corso degli anni da "Musica Jazz",  suggerisco la lettura dell'ottima, molto esaustiva  "monografia/analisi" su KOB curata nel 2017 dalla Redazione della prestigiosa ed antica rivista. Ci sono le dettagliate analisi di ogni singolo brano attraverso le quali è possibile farsi un'idea più approfondita della portata estetica, linguistica, pietica e storica dell'opera maestra. Mi sembra tutto "spiegato" in maniere piuttosto chiaro, con alcuni riferimenti tecnico-linguistici basilari, non proibitivi (quello che proprio non si capisce non impedisce di comprendere il concetto), che dovrebbero insomma essere un po' alla portata di chi si dichiara appassionato ascoltatore di musica mediamente evoluto pur sensa sapere di teoria musicale. A mio avviso diventa molto importante sapersi un po' muovere in certe basilarità linguistiche ed elementari questioni tecniche: sono i denominatori comuni, paradigmi primari e condivisi del linguaggio attraverso i quali riusciamo a comunicare meglio e più direttamente le nostre impressioni, i nostri sentimenti musicali che ovviamente nascono prima del "sapere" ma che attraverso la conoscenza diventano ancora più consapevoli e goduriosi...
 

Ad esempio.., leggendo queste approfondite analisi dei brani, riusciremmo a riflettere un po' meglio sulla seguente frase che estrapolo dall'articolo di "Post":
Non tutto Kind of Blue è in realtà un disco modale. “Freddie Freeloader” e “All Blues” sono infatti due pezzi molto tradizionali, basati su una progressione blues.

Giustissimo, ma nell'affermare il dato di fatto in modo molto schematico e sbrigativo (ad avercendi brani così "tradizionali"... tuttavia non credo affatto che sia il pensiero dell'autore dell'articolo, parlo della forma che però è sostanza in casi come questi) si rischia di sviare il lettore non addentro, chi non conosce bene KOB che potrebbe interpretare che i brani non modali "tradizionali" siano di second'ordine, o "cenerentoli"  rispetto ai "rivoluzionari" modali.
Cosa ovviamente non vera, manco a dirlo:  benchè di impianto formale certamente basati sulla tradizionale progressione in blues (che in ogni caso non è che sia una roba da anticaja e petrella...), in "Freddie Freeloader" e "All Blues", due brani affilatissimi, accadono cose "marziane" che noi umani... L'autore dell'analisi lo spiega molto bene cosa succede di inedito e di straordinario al largo dei bastioni di Orione... :)   https://www.musicajazz.it/miles-davis-kind-of-blue-1959/
 

Mi piace molto ciò che scrive a conclusione della sua analisi con grande acume e lucidità critica l'autore del brano sopra linkato, Antonio Iammarino, a proposito di questa mia ultima considerazione del fatto che tutti i brani fanno la grandezza a pari "merito" di KOB, opera somma che non dovrebbere essere considerata come l'assoluto nel jazz, nella storia della musica, inducendoci nell'idolatria nel ritenere tout-court che le innovazioni del disco siano la "rivoluzione francese" o quella "bolscevica" della musica , pur dovendoci genuflettere ad ogni ascolto (il modale c'era già nel jazz.., non "usato" a tali livelli estetici e poetici.., ma si farebbe lunga la disanima.)
 

Ed è per questi e mille altri motivi che esaltare «Kind Of Blue» «solo» per via di innovazioni o rivoluzioni concettuali, presunte o reali che siano, in fondo fa un torto al disco, il cui valore profondo risiede piuttosto nella forza espressiva, semplicemente nella ineguagliabile bellezza di questa musica, nata dall’irripetibile incontro di fantastiche personalità musicali.

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iBan69

Dopo aver letto il libro di Ashley Kahn, ri ascolto KOB, e chiudendo gli occhi mi sembra di essere lì, al Columbia Studio nella 30th strada, al 2 Marzo e al 22 Aprile nello studio dove Miles Davis insieme a John Coltrane, Julian "Cannonball" Adderley, Wynton Kelly (che si alternata con Bill Evans) e Paul Chambers,  stanno realizzando un capolavoro (ma, lo capiranno solo dopo), che segnerà tutta la musica Jazz e non solo. In quell’atmosfera rilassata, suonano una musica densa di tensione pur con ritmi lenti (per il Be Bop, dell’epoca), insegnando a tutti, quello che può fare la musica modale. 

Insomma, un disco che non mi stuferò mai di ascoltare, e ogni volta cogliere i particolari più tecnici e umani di quel momento di storia della musica. 

I ❤️ Kind of Blue. 

Altro articolo interessante ... https://www.musicajazz.it/miles-davis-kind-of-blue-1959/amp/

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analogico_09
3 ore fa, iBan69 ha scritto:

Lo avevo già postato e commentato io.., mi fa piacere che mi leggi. :D

3 ore fa, iBan69 ha scritto:

 Miles Davis insieme a John Coltrane, Julian "Cannonball" Adderley, Wynton Kelly (che si alternata con Bill Evans) e Paul Chambers,  stanno realizzando un capolavoro (ma, lo capiranno solo dopo), che segnerà tutta la musica Jazz e non solo. 


Non credo che non fossero consapevoli, musicisti di quel calibro, di cosa stessero facendo ribollire in pentola... :)
Il modale già esisteva.., KOB è l'evoluzione di quello suonato da Russel; anche Mingus era impegnato nella ricerca modale; KOB è uno dei momenti chiave dell'evoluzione nel jazz modali alla quale altri musicisti contribuirono; Mingus, nel '57, due anni prima di KOB, aveva inciso Tiujana Moods, capolavoro assoluto quanto KOB - due opere bellissime e diverse, solo diverse - il quale già conteneva gli elementi modali della musica spagnola e messicana... Mingus nel contempo con quell'album "orgiastico" anticipa anche il free.., anzi lo aveva già prefigurato anni prima con altre opere stratosferiche, quali Pithecanthropus Erectus, The Clown, The Balck Saint and the Sinner Lady, ecc... Non assolutizziamo l'importanza di KOB, si rischia di non rendere giustizia alla "verità" estetica e storica del grande capolavoro... Ho motivato quaste mia opinione nel precedente messaggio che ti invito a leggere se vorrai... ;)

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Juju

Secondo me il fattore modale, che ovviamente e` di assoluta importanza, e` secondario rispetto alla globale riuscita dell'album. Un ascoltatore non addentro alla teoria musicale (me, per esempio) non riesce a cogliere la differenza tra i pezzi organizzati secondo la teoria modale e quelli invece su base blues o a successione di accordi. Infatti sono rimasto stupito quando ho letto l'articolo perche` pensavo che tutto KOB fosse modale. Ma appunto, non importa. Un disco non ha un successo stratosferico solo perche` apporta dei tecnicismi ricercati, o almeno non solo per questo. Non riesco a ricordare nessun gradissimo successo commerciale (non solo nel jazz ma anche in altri generi musicali) che si possa giustificare solo sulla base di queste premesse. Piuttosto direi il contrario, i grandi successi di solito non sono gli album piu` spregiudicati e sperimentali. Ed in questo ci metto anche KOB. La forza del disco e` che e` comunque facile all'ascolto, ed infatti, come si diceva nell'articolo, e` un disco che piace un po` a tutti, anche a quelli che di solito non ascoltano jazz. Questo e` un pregio innegabile in quanto ha fatto avvicinare masse di ignoranti al genere jazz (me compreso, non faccio fatica ad ammetterlo), ma e` anche un limite perche` non rende pienamente giustizia a quegli artisti, di certo meno fortunati commercialmente, che hanno posto le basi per le innovazioni di cui sopra.

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iBan69
5 ore fa, analogico_09 ha scritto:
9 ore fa, iBan69 ha scritto:
Mostra altro  

Lo avevo già postato e commentato io.., mi fa piacere che mi leggi. :D

Ops ...scusa, me l’ero perso ...tra i tuoi i Tolstojeschi (per lunghezza) interventi! 

Chiedo venia... 😬

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analogico_09

@iBan69 Figurati, non è obbligatorio leggere gli altri ma ci si espone al rischio forse scorretto di ridondare... A volte conviene dilungarsi un po' in certe materie complesse e di comune interesse (non si parla di come si preparano gli spaghetti stanlio, ollio e peperoncino... :D ) ci vuole un po' di discernimento e si evitano le approssimazioni figlie delle frette troppo telegrafiche... ;)

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analogico_09
5 ore fa, Juju ha scritto:

Questo e` un pregio innegabile in quanto ha fatto avvicinare masse di ignoranti al genere jazz (me compreso, non faccio fatica ad ammetterlo), ma e` anche un limite perche` non rende pienamente giustizia a quegli artisti, di certo meno fortunati commercialmente, che hanno posto le basi per le innovazioni di cui sopra. 

Assolutamente! Anche perché sarebbe assurdo pensare che l'arte sia che uno si sveglia la mattina e crea da solo l'increato...

Circa la facilità di ascolto di KOB.., temo che spesso le masse di ascoltatori "occasionali" che conoscono e frequentano poco il jazz, si fermino alle suadenze di superfice delle accattivanti melodie, senza scendere nelle complesse e frastagliate profondità armonico, ritmico-tonali.
Ad esempio.., prendiamo le popolarissime Quatto Stagioni di Vivaldi.., nessuno resta insensibile al fascino del primo enunciato melodico.., ma pochi riescono a cogliere pienamente il geniale, articolatissimo lavoro portante del basso continuo che agisce da sotto (che è invero un sopra...)

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iBan69

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Gabrilupo

@analogico_09 

Come a dire, i Ronaldo e i Messi vincono palloni d'oro a raffica, i Baresi, i Pirlo, gli Iniesta, i Buffon, mai😛.

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analogico_09

@Gabrilupo Gabri, nel caso ti riferissi, ma anche non, al video soprapostato (visto con interesse ma solo le figure, come i fumetti.., capendoci qualcosa solo degli esempi tecnico-musicali) non conoscendo l'inglese sarei curioso di capire il senso della tua battuta se potessi gentilmente spiegarmermela in italiano, grazie... ;)

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iBan69

🧐... ⚽️... 🎶 ... 🎺... 🤔 ?

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Gabrilupo

@analogico_09 

La battuta non era riferita al video che, fra l'altro, non ho guardato, era solo un parallelo fra l'apprezzamento unanime rivolto da quelli che tu chiami ascoltatori occasionali alle melodie presenti ne Le Quattro Stagioni a discapito del basso continuo e il riconoscimento suggellato dal premio (il Pallone d'oro, appunto) che viene assegnato nel calcio prevalentemente a giocatori attaccanti piuttosto che a portieri, difensori e centrocampisti. Nel caso del calcio questa scelta è ancora più grave perché il premio viene assegnato non dalle masse ma da addetti ai lavori anche se, lo scorso anno, abbiamo assistito ad un'inversione di tendenza visto che l'ambito premio è stato assegnato a Modric del Real Madrid, un centrocampista.

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luckyjopc

Io ho letto l’articolo con interesse ma debbo riconoscere di non averne capito moltissimo. Non so quindi cosa si intenda per jazz modale nella teoria musicale. Tuttavia kob è uno dei miei album jazz preferiti. Debbo dire la verità, preferisco gli excursus solistici incastonati nel tessuto ritmico. Ad esempio in flamingo sketches, gli assoli incredibili di sax e tromba.per il resto è un album di atmosfera rarefatta ed alquanto inafferrabile dovuta al distacco dal tradizionale discorso musicale melodico.

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analogico_09

@Gabrilupo Non sapendo una cippa di calcio non avevo neppure fatto caso alla tua distinzione tra attaccanti e difesa..,trovo ingiusta anch'io la sperequazione... ;)

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alberto1954

I modi della scala maggiore

Il sistema modale è ormai in uso da centinaia di anni e, al contrario di quanto normalmente si crede, non fu un’invenzione di Miles Davis. Nell’antica Grecia si scriveva utilizzando già scale modali, tanto che i nomi dei modi trovano la loro etimologia proprio nel greco. Spesso i modi vengono visti come una sorta di “calice dorato” da cui trarre ispirazione per l’improvvisazione, ma in realtà dovrete abituarvi a vedere tali scale come una delle tante possibilità che vi vengono fornite; esse non andranno a sostituire il gusto nel fraseggio,nè il mood corretto da utilizzare in un dato brano. Inoltre, ricordate che la teoria dietro allo studio modale non è affatto così complicata come si dice: così come un accordo prevede dei rivolti, i modi possono essere analizzati come inversioni delle scale. Possiamo trovare un’analogia con la costruzione modale nel Cubo di Rubik: questo grande cubo colorato racchiude in se molti altri blocchi più piccoli. Così come una scala, ogni faccia del cubo è composta di un numero fisso di unità più piccole, e il cubo può essere analizzato da differenti angolazioni. Stesso discorso vale per una scala: potrete ascoltarla a partire da differenti note di partenza; a seconda della nota scelta, cambierà di conseguenza il sound e il colore. Ogni scala maggiore è basata su di una nota ben precisa a far da centro tonale, definita normalmente TONICA. Questa nota è in grado di determinare ogni tipo di tensione armonica e melodica insita nella scala. Esistono tuttavia molteplici possibilità. Quando abbiamo armonizzato la scala maggiore abbiamo ottenuto una serie di accordi maggiori e minori, per l’esattezza in questa sequenza: MA mi mi MA MA mi dim.Identica sequenza abbiamo anche quando ragioniamo con i modi: sul primo, quarto e quinto grado della scala abbiamo dei modi maggiori, sul secondo, terzo e sesto modi minori, mentre il settimo è ovviamente diminuito....

http://www.aldobetto.com/didattica/primi-cenni-sul-sistema modale.pdf

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TigroHiRes

La musica Jazz ha bisogno di molto studio e pratica per poter essere apprezzata a livello tecnico... tuttavia mio padre me la raccontava attraverso colori e sensazioni e storie. KOB ,sebbene io non abbia nessuna competenza per un giudizio tecnico, è come ritrovarsi di colpo in una tavolozza molto più ampia di colori e sentire degli artisti come liberi di raccontare storie che prima non riuscivano a tirare fuori. Non sempre, soprattutto dopo KOB, "l'orecchiabilità" aiuterà a seguire molte di quelle storie..anzi molti che magari si sono avvicinati ad un album Jazz con KOB ,troveranno poi "inascoltabili" molti album di free jazz. Ecco, comprendere KOB permette di abbandonare "l'orecchiabilità della storia"  per lasciarsela raccontare. Mi ricordo ancora quando da piccola ho sentito per la prima volta John Coltrane.. un dramma..non capivo..era così diverso e non faceva nulla per farsi piacere..pregai mio padre di rimettere Chet Baker. Ecco bisognava che io arrivassi a KOB per poter ascoltare e amare Coltrane.                                                                                                                                                                                                                       "HO VISSUTO NELL' OSCURITA' PER MOLTO TEMPO PERCHE' MI ACCONTENTAVO DI SUONARE QUELLO CHE CI SI ASPETTAVA DA ME NELLA MIA MUSICA,SENZA CERCARE DI AGGIUNGERCI QUALCOSA DI MIO..."                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            (Jhon Coltrane, 1955)

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OTREBLA
Il 22/8/2019 Alle 15:34, TigroHiRes ha scritto:

Mi ricordo ancora quando da piccola ho sentito per la prima volta John Coltrane.. un dramma..non capivo..era così diverso e non faceva nulla per farsi piacere..pregai mio padre di rimettere Chet Baker. Ecco bisognava che io arrivassi a KOB per poter ascoltare e amare Coltrane

L'istinto ti ha guidato bene. Hai preferito ad un bravo sassofonista, il più grande trombettista della storia del Jazz: Che Baker.

Arrivare a KOB per amare Coltrane, non è un gran complimento per Coltrane (e nemmeno per Kind Of Blue).

No.

Alberto.

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