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melos62

cronaca e costume Si potrà migliorare la scuola in Italia?

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melos62

Non sapevo che Galli della Loggia leggesse il forum 😀

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Savgal

@melos62 

No, il modulo funzionava e consentiva di distribuire al meglio i docenti, inoltre non vi era scelta. I genitori che chiedono di scegliere vogliono per il loro figlio la docente che secondo loro è la migliore e rifilare agli altri le insegnanti meno brave. Un gruppo classe consente una distribuzione più equa, di distribuire al meglio le insegnanti mediocri ed un controllo reciproco ed un minimo di competizione fra le insegnanti. La c.d. riforma Gelmini era finalizzata a ridurre i costi del sistema di istruzione. La disposizione era all'articolo 64 del d.l. 112/2008, all'interno del Capo II dal titolo "contenimento della spesa per il pubblico impiego". 

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Savgal

Per fare una discussione su come intervenire sulla scuola si dovrebbe fare una prima fondamentale operazione, evitare il più possibile che essa sia arena dello scontro politico, come purtroppo è avvenuto negli ultimi 20 anni, in cui ogni governo ha pensato di fare la propria "riforma" della scuola.

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Savgal

Nella scuola si riflettono tutte le distorsioni della società italiana, una società di individualisti che vuole il merito per gli altri e i privilegi per sé.

Oggi ho chiamato una collega di un liceo per un articolo pubblicato su un giornale regionale relativo alla sentenza del TAR che annullava la bocciatura di uno studente, nonostante avesse la quasi totalità dei voti insufficienti, con la motivazione che la scuola avrebbe dovuto avvertire la famiglia dello scarso rendimento scolastico del proprio figlio. Una lunga chicchierata con la collega che mi dice che il TAR non ha considerato la documentazione da lei portata, nonostante il sistema di registro elettronico riportasse la tracciatura degli accessi e che la mamma del ragazzo fosse una rompico...ni da competizione, sempre a scuola a perorare la causa del suo pargolo.

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cinemascope

QI moyen par pays

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cinemascope

Classement par QI décroissant
* signifie QI estimé

Pays/régionQI moyen

...

Hong Kong 108

Singapour 108

Corée du Nord 106*

Corée du Sud 106

Japon 105

Taïwan 105

Chine 105

Italie 102

Islande 101

Mongolie 101*

Suisse 101

Autriche 100

Luxembourg 100*

Pays-Bas 100

Norvège 100

Royaume-Uni 100

Allemagne 99

Belgique 99

Canada 99

...

France 98

...

http://42mag.fr/2014/05/classement-mondial-qi-moyen-pays/

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melos62
2 ore fa, Savgal ha scritto:

inoltre non vi era scelta. I

Solo nella scuola statale.  Nella scuola primaria paritaria,  che copre e copriva una percentuale maggioritaria delle scuole primarie pubbliche italiane , vi era  per il gestore la possibilità di scelta del modello organizzativo modulare o stellare, vale a dire con docente prevalente e integrazione oraria per le discipline cosiddette specialistiche (inglese, musica ed educazione motoria). Nella scuola paritaria la stragrande maggioranza delle famiglie chiedeva la maestra prevalente. Con la riforma Gelmini anche la scuola statale è tornata sui suoi passi, anche per i risparmi connessi.

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melos62

@cinemascope pare che il qi sia in rapporto inverso col qu

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melos62
3 ore fa, Savgal ha scritto:

evitare il più possibile che essa sia arena dello scontro politico, come purtroppo è avvenuto negli ultimi 20 anni, in cui ogni governo ha pensato di fare la propria "riforma" della scuola

Tra l'altro,  sono caduti diversi governi proprio perché avevano cercato di cambiare la scuola. Uno dei bacini elettorali più cospicui e ostili alle novità. L'ultima vittima  se non ricordo male, fu Berlinguer che voleva introdurre valutazione e merito nei criteri di erogazione dei premi economici a dirigenti e docenti. Tabù.

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spersanti276

@melos62 Berlinguer 'l'altro'.

Lo ebbi come allievo in palestra e non mi piaceva per niente.

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melos62
3 ore fa, wow ha scritto:

secondo te perché tabù?

per la prima legge del sindacalismo: todos caballeros, o tutti o nessuno, nessumo mi può giudicare, ecc, scegli tu

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wow

Non è così.

(letture meno stereotipate una volta ogni tanto?) :D

La maggior parte degli insegnanti avrebbe piacere che venisse riconosciuto il proprio merito. Trovami però un criterio oggettivo di riconoscimento del merito che sia svincolato (Sabino mi perdonerà) dalla aderenza alla policy della presidenza. 

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Savgal

@wow 

La policy del preside è che al termine degli studi escano dalla scuola teste ben fatte (Morin) che possano affrontare con successo un percorso lavorativo o universitario, nonché dei buoni cittadini.

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wow

@Savgal  non è sempre così, le dinamiche tra personale e capo, anche quelle che comportano una valutazione, sai benissimo, sono leggermente più complesse e articolate. Così come è vero che esistono ottimi presidi e presidi che lo sono un po' meno. Ad esempio, spesso, la apprezzabile policy di fare uscire teste ben fatte si fa concidere con il famigerato todos caballeros... 

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melos62
4 ore fa, wow ha scritto:

Trovami però un criterio oggettivo di riconoscimento del merito che sia svincolato (Sabino mi perdonerà) dalla aderenza alla policy della presidenza

ma perché dovrebbe essere svincolato dalla policy della dirigenza? come può un dirigente imprimere un miglioramento alla qualità della vita scolastica e dei conseguimenti formativi se ogni sua indicazione di indirizzo è considerata in modo negativo, addirittura da evitare?

Caro wow mi sembra che qui non sono solo io la vittma del pregiudizio

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melos62
4 ore fa, wow ha scritto:

La maggior parte degli insegnanti avrebbe piacere che venisse riconosciuto il proprio merito

non la maggior parte, ma tutti i docenti vorrebbero essere riconosciuti come preziosi e indispensabili geni della pedagogia. Purtroppo in realtà molti sono dei travet.

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melos62
4 minuti fa, melos62 ha scritto:

Trovami però un criterio oggettivo di riconoscimento del merito

non esiste un criterio oggettivo, quantitativo e scientificamente misurabile. l'attività di docenza attiene alle relazioni fiduciarie, umane, quindi.  il dirigente, anzi direi meglio: lo staff di dirigenza dovrebbe valutare complessivamente e sinteticamente i professori che più hanno contribuito alla crescita degli studenti e della qualità della vita di relazione.

tu dirai: e allora il preside premia i suoi protegè. ed io rispondo: anche il preside dovrebbe essere valutato periodicamente dagli stakeholder

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briandinazareth
4 ore fa, wow ha scritto:

Trovami però un criterio oggettivo di riconoscimento del merito che sia svincolato (Sabino mi perdonerà) dalla aderenza alla policy della presidenza. 

questo vale per quasi qualunque lavoro, si cerca di avere dirigenti capaci perché è chiaro che sono i primi chiamati a giudicare le persone che lavorano con loro.

è evidente però che quello degli insegnanti sia un lavoro non facile da giudicare, tranne i casi estremi.

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wow

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wow

Scusate lo scempio di sopra, ma su uno dei miei pc c'è una combinazione di tasti, uno dei quali si trova vicino a un tasto di spostamento, che mi fa partire l'invio, per giunta multiplo del post. Spero che la moderazione possa ovviare.

.

@melos62 meno irruenza... e proviamo a capirci. 

Sto proprio dicendo che non esistendo un metodo oggettivo di valutazione si finirebbe con il premiare, nella migliore delle ipotesi, chi aderisce o asseconda meglio la linea della dirigenza. 

Saremmo a cavallo se non fosse per il fatto che questa linea non sempre coincide con l'obiettivo/capacità di fare crescere studenti ed istituto. Di conseguenza abbiamo valutazioni che non sempre coincidono con il merito oggettivo del docente ma che spesso premiano il c.d. travet o peggio ancora il cerchio magico dei protégé.

Poi, intendiamoci, c'è un primo livello di giudizio che è quello che mette in condizioni di non nuocere il personale evidentemente inadatto all'insegnamento, scansafatiche etc etc., ma non sto parlando di questo.

E' un problema vecchio quanto il mondo d'accordo, ma l'illusione (melos) di risolvere, in Italia, il busillis con questa cascata (molto teorica) di valutazioni (alla fine chi valuta il valutatore?) mi fa sorridere, dal momento che penso che, almeno nel settore pubblico,  non parlo della scuola che alla fine è un'isola felice rispetto al resto, il problema di tante inefficienze risieda proprio nella inadeguatezza della dirigenza perché di nomina spesso e volentieri politica ed estranea a meccanismi di merito.

In una azienda (Brian) è comunque molto più semplice. Esiste la possibilità di valutare un fatturato, il conseguimento di determinati obiettivi.

Per esempio, prima parlavo di selezione: uno dei più grossi equivoci del sistema scolastico italiano è quello di confondere la qualità dell'insegnamento con le percentuali di promossi.

Dal mio osservatorio (nord, provincia benestante, buona dirigenza, istituto tecnico, buona conoscenza del mercato lavorativo di sbocco) vedo tanta buona volontà, riversamento significativo di risorse umane e materiali per un "prodotto" (passatemi il termine) oggettivamente mediocre perché, per una serie di motivi, non ultimo certo quieto vivere, si è rinunciato a fare selezione in un perverso gioco al ribasso tra aspettative dei docenti e impegno degli studenti. Alla fine, ci si gratifica con le percentuali quasi bulgare di promossi. Una azienda reale chiuderebbe.

Poi, per carità, il ruolo della scuola non è solo quello di sfornare studenti che sappiano affrontare il percorso lavorativo con successo...

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melos62
10 minuti fa, wow ha scritto:

ma l'illusione (melos) di risolvere, in Italia, il busillis con questa cascata (molto teorica)

no caro wow,  quali illusioni e quali teorie,  io opero da imprenditore nel mercato, e la valutazione della qualità del nostro servizio/prodotto è reale e continua e non è espressa solo dal fatturato. Solo la scuola statale può permettersi il lusso di non accettare valutazioni esterne, mantenendo il posto di lavoro.  Alcuni anni fa alcuni licei statali della mia città rifiutarono di sottoporsi ad un audit dell'Invalsi, rinunciando così agli incentivi economici che sarebbero derivati a favore dei docenti. Si preferisce non essere giudicati, ma il giudizio emerge impietoso dalla qualità media dei ragazzi che arrivano all'università e tentanodi entrare nel mondo del lavoro. Quale resposnabilità di fronte alle future generazioni...

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briandinazareth

possiamo concordare almeno sul fatto che sia necessario premiare gli insegnanti capaci e penalizzare quelli che fanno molto poco?

In ogni caso una valutazione ci vuole, anche se è complesso penso sia meglio di nessuna valutazione.

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melos62
33 minuti fa, wow ha scritto:

Alla fine, ci si gratifica con le percentuali quasi bulgare di promossi. Una azienda reale chiuderebbe.

Vedi che stiamo dicendo le stesse cose.

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audio2
32 minuti fa, melos62 ha scritto:

Alcuni anni fa alcuni licei statali della mia città rifiutarono di sottoporsi ad un audit dell'Invalsi

questo è, in realtà i metodi per misurare esistono, poi non saranno perfetti, ma tant'è.

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