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melos62

cronaca e costume Si potrà migliorare la scuola in Italia?

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Savgal

Premesso che quando parlo di valutazione scolastica spero che i miei interlocutori abbiano delle basi minime di docimologia. Altrimenti legga il "Manuale della valutazione scolastica" di Domenici.

Ciò premesso, va chiarito che non vi è una valutazione "oggettiva", la valutazione può essere nel migliore dei casi la meno soggettiva possibile. Poi più sono elevate le conoscenze e competenze da valutare, maggiore diventa il margine di soggettività. 

Inoltre va estirpata la convinzione che si è radicata che sia possibile una ingegneria della formazione, per cui definita con accuratezza una programmazione e la valutazione, l'esito formativo deve necessariamente essere positivo. La formazione non è una catena di montaggio, opera con "materiale umano" che è collocato in un sistema di relazioni che è la classe (che non è la somma degli alunni che la compongono e dell'insegnante). Quel "materiale umano", oltre ad essere sensibile al sistema di relazioni che è la classe porta con sé le sue capacità intellettive (che non sono tutte uguali) e il suo "capitale familiare", il complesso di quanto ha appreso in famiglia (lessico, sintassi, logica, capacità relazionali, fiducia in sé, motivazioni, ecc) che spesso determina i suoi esiti formativi. 

(segue)

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ClasseA

Hehe ma come vi date da fare... :)

La realtà è molto semplice: la scuola è fatta di cose e persone.

Le cose ( strutture, immobili etc...) dovrebbero non solo essere sicure ma anche belle e funzionali.

Le persone, dai docenti al dirigente non tralasciando neppure i collaboratori scolastici e gli altri ata dovrebbero essere selezionati per merito, mai e poi mai per sanatorie o altre vie brevi. 

Tutto Il resto viene molto dopo. Che si faccia 1ora in più di matematica anziché di filosofia non cambia quasi nulla.

Siete ingenui a pensare che le riforme epocali alla Gelmini possano incidere più di tanto. Esistono piuttosto fattori culturali ampi e differenze generazionali incomprensibili che incidono più di ogni altra cosa nel disattendere le speranze delle generazioni dei padri.

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wow

Chiarisco che non asseconderò il solito giochetto di colpevolizzare, come causa di tutti i mali della scuola, una categoria poco gratificata sotto tutti i punti di vista. Il livello retributivo del sistema scolastico è talmente basso da tener lontano le professionalità più capaci e di conseguenza è normale che nella scuola si trovino in larga parte eroi che portano avanti un lavoro impegnativo per quattro soldi oppure, per la parte marginale restante, i famosi scansafatiche che non hanno trovato nulla di meglio. 

Per quanto riguarda il miglioramento del sistema scolastico penso che al di là del lavoro encomiabile sugli obiettivi pedagogici e di educazione alla cittadinanza, l'eliminazione dei gap individuali, familiari, sociali, penso che occorra anche definire dei livelli di conoscenza e competenza, non in modo unilaterale e autoreferenziale, tali da affrontare gli studi universitari o l'ingresso nel mondo del lavoro.

Parlo di capacità di concepire ed esprimere delle idee in un italiano decente, sapersi esprimere in una lingua straniera in un modo altrettanto decente, avere un livello decente di competenze nel settore specifico di studio. Tutto ciò non accade per una significativa percentuale di utenza in uscita dal sistema scolastico medio superiore perché, per una serie di motivi (molti dei quali volano al di sopra della testa di presidi e docenti), la scuola ha rinunciato alla selezione. Per carità niente di male (si demanda la selezione al post scolastico) se non fosse che, per una banalissima legge della domanda e dell'offerta o del minimo sforzo per massimizzare i risultati, si è innescato un progressivo scadimento, dicevo prima una perversa gara al ribasso dei livelli di offerta formativa / impegno degli studenti, con conseguente svalutazione del valore effettivo dei vari titoli di studio.

Giusto per parlare di quello che conosco (formazione e mercato del lavoro) : ho avuto modo di lavorare in passato con geometri diplomati negli anni 60 e conosco i livelli dei diplomati attuali. Nonostante (non penso per colpa di) tecnologia, informatica, migliori strutture , migliore disponibilità del sistema etc etc possiamo parlare semplicemente di due pianeti differenti...

Poco ma molto solido. Oggi di tutto e di più e molto approssimativo.

Basti pensare e trovo la cosa mortificante, che per selezionare gli ingressi alle facoltà universitarie o, più semplicemente, per assumere in una azienda non si tenga minimamente conto del voto di diploma... Evidentemente c'è un problema di scollamento. 

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wow
2 ore fa, melos62 ha scritto:

Vedi che stiamo dicendo le stesse cose.

direi che te ne sei accorto un po' tardi...

Troppa irruenza... :D

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2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

possiamo concordare almeno sul fatto che sia necessario premiare gli insegnanti capaci e penalizzare quelli che fanno molto poco?

ma figurati...

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wow
2 ore fa, melos62 ha scritto:

Solo la scuola statale può permettersi il lusso di non accettare valutazioni esterne, mantenendo il posto di lavoro.

prima di pretendere livelli di professionalità misurabili occorre assicurare adeguati livelli retributivi. E chiaro che adesso si prende ciò che passa il mercato. Credo che tra poco metteranno in cattedra i passanti. 

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wow
2 ore fa, melos62 ha scritto:

rifiutarono di sottoporsi ad un audit dell'Invalsi,

a parte farneticazioni anacronistiche, le prove invalsi assicurano delle valutazioni indubbiamente oggettive ma si rifanno a un modello di apprendimento nozionistico lontano da quelli dei sistemi scolastici europei (latini + Germania e altri) che sono più rielaborativi ed argomentativi. Per carità il problema mi pare superato.  I governi Renzi - Gentiloni avevano proposto di inserire, tra le prove di maturità, un test invalsi, ma il progetto è stato immediatamente bocciato dal ministro leghista che ha anche eliminato il c.d. quizzone.

Quest'anno se non sbaglio percentuali di promossi alla maturità vicine al 100%.

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2 ore fa, melos62 ha scritto:

rinunciando così agli incentivi economici

Guarda, gli incentivi sono tipicamente talmente bassi da non poter essere presi in considerazione. Anzi sono un deterrente. 

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wow

Tornando alla valutazione degli insegnanti. Penso che un sistema di merito debba tener conto della preparazione dell'insegnante, delle sue capacità didattiche, della capacità di utilizzare anche tecniche di insegnamento innovative (anche se si vede tanta fuffa inutile, masturbation tipiche di chi non ha mai messo un piede in un'aula, inversioni di mezzi e fini), chi, svolgendo una professione all'esterno (tipo il sottoscritto)  porta valore aggiunto alla didattica. Oggi vige un simulacro di sistema premiale ma in sostanza premia chi si occupa della "manutenzione" del sistema e dovrebbe essere retribuito con appositi capitoli di spesa: chi fa l'orario, i collaboratori del preside e via discorrendo ... 

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cinemascope

Nel 2004, Laurent Lafforgue comincia ad interessarsi al sistema educativo francese e si avvicina al collettivo Sauver les lettres. Firma, insieme ad Alain Connes e ad altri studiosi, il testo Les savoirs fondamentaux au service de l'avenir scientifique et technique : comment les réenseigner ("I saperi fondamentali al servizio dell'avvenire scientifico e tecnico: come insegnarli"); in esso gli autori esprimono il loro punto di vista sull'insegnamento della matematica e del francese nella scuola primaria. Gli autori discutono del calcolo e affermano che le conoscenze che gli alunni padroneggeranno al termine del percorso della scuola primaria addestreranno loro ad un uso concreto degli stessi. Nell'apprendere il calcolo, si deve procedere con "gradualità", partendo dal semplice per poi arrivare al più complesso; lo sviluppo della matematica è in parte basato infatti sul bisogno di sistematizzazione della mente umana.

Nominato dal presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac membro dell'Haut Conseil de l'Education (HCE), creato dalla legge Fillon, già il 21 novembre 2005, dopo la prima riunione di lavoro si è dimesso dalla carica, a causa di contrasti con il presidente dell'HCE. Secondo Laurent Lafforgue, il motivo principale di contrasto sarebbe stato un dossier in cui egli esprimeva criticamente le sue perplessità circa la preparazione degli esperti del Ministero dell'Educazione Nazionale Francese per condurre a buon fine il lavoro dell'HCE. Successivamente, il 2 marzo 2006, Lafforgue è stato sostituito da Antoine Compagnon, professore all'Università Paris-IV Sorbonne.

https://it.wikipedia.org/wiki/Laurent_Lafforgue

...

Medaglia Fields

...

Recto della medaglia Fields. Vi è inciso il volto di Archimede e la sua frase: Transire suum pectus mundoque potiri ("Elevarsi al di sopra di se stessi e conquistare il mondo").

Rovescio: Congregati ex toto orbe mathematici ob scripta insignia tribuere ("I matematici riuniti da tutto il mondo hanno attribuito [questa medaglia] per contributi eccezionali").

La International Medal for Outstanding Discoveries in Mathematics, o più semplicemente medaglia Fields, è un premio riconosciuto a matematici che non abbiano superato l'età di 40 anni in occasione del Congresso internazionale dei matematici della International Mathematical Union (IMU), che si tiene ogni quattro anni.

È spesso considerata come il più alto riconoscimento che un matematico possa ricevere:[1][2] assieme al premio Abel è da molti definita il "Premio Nobel per la Matematica", sebbene l'accostamento sia improprio per varie ragioni, tra cui il limite di età insito nel conferimento della medaglia Fields, non presente nel Premio Nobel. Il nome comunemente usato per identificare il premio è in onore del matematico canadese John Charles Fields[3], il quale è stato indispensabile nell'ideazione del premio, del disegno della medaglia vera e propria e nel raccogliere i fondi che permettessero la nascita del premio stesso.[3]

La medaglia fu assegnata per la prima volta nel 1936 al finlandese Lars Ahlfors e allo statunitense Jesse Douglas, ed è stata assegnata ogni quattro anni a partire dal 1950. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_Fields

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cinemascope

Nel 2004, Laurent Lafforgue comincia ad interessarsi al sistema educativo francese...

Alla Sorbonne scoprì che curiosamente...gli Africani erano praticamente solo Africani Francofoni-Francofoni...rispetto agli Africani Francesi-Francesi...

Risultò che i sistemi educativi degli Stati Africani Francofoni...erano rimasti quelli pre 1968...per carenze economiche (!)...

Tabelline e poesie a memoria ecc.(!) sembrerebbero utilissime allo sviluppo NEURONALE...

😮

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melos62
1 ora fa, wow ha scritto:

direi che te ne sei accorto un po' tardi...

Troppa irruenza... :D

Si ma nel senso che mi dai ragione avendo l'impressione di contraddire le cose che scrivo. 

Non è irruenza, è normale accaloramento argomentativo 😀

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melos62
1 ora fa, wow ha scritto:

Guarda, gli incentivi sono tipicamente talmente bassi da non poter essere presi in considerazione. Anzi sono un deterrente. 

Insomma,  se non mi hanno detto fesserie si parlava di oltre 70mila euro da dividere tra i docenti di ciascuna scuola. Alle aziende di amici suggerisco di farsi valutare dall'esterno anche a pagamento,  perché è essenziale che la valutazione non sua autoreferenziale. Sono due pianeti diversi...

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melos62
1 ora fa, wow ha scritto:

Oggi vige un simulacro di sistema premiale ma in sostanza premia chi si occupa della "manutenzione" del sistema e dovrebbe essere retribuito con appositi capitoli di spesa: chi fa l'orario, i collaboratori del preside e via discorrendo ... 

Travet, appunto 

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cinemascope

La formazione matematica dei maestri cinesi e statunitensi a confronto

di Ana Millán Gasca

Nel 2010 è stata pubblicata negli Stati Uniti un’edizione “commemorativa”, a dieci anni dalla prima edizione, di un piccolo libretto scritto da una studiosa cinese, Liping Ma, su un argomento all’apparenza soltanto per pochi addetti ai lavori, ossia un confronto fra la comprensione della matematica elementare da parte dei maestri cinesi e da parte dei maestri statunitensi. Eppure il libro, che in origine era la tesi di dottorato di Ma (Knowing and Teaching Elementary Mathematics, Routledge), ha avuto un grande successo, anzi è intervenuto come un grande scossone in mezzo al già accesissimo dibattito sull’insegnamento della matematica che è in corso negli Stati Uniti – al punto che si parla di “math wars” – e per un momento è sembrato mettere d’accordo tutti, sottoponendo all’attenzione pubblica una situazione veramente drammatica. La divisione tra coloro che promuovono la trasformazione radicale dell’insegnamento tradizionale all’insegna del “non lasciare nessuno indietro”, della scuola che “accoglie” e “facilita” e coloro che rivendicano invece la validità delle forme classiche dell’insegnamento della matematica (sforzo, spirito di superamento di sé stessi con un lavoro assiduo) è sembrata di secondaria importanza quando, con la sua ricerca, Ma ha messo il dito nella piaga di un problema critico del sistema educativo americano: i maestri americani (che da anni sono formati nei “college of education”) semplicemente non conoscono la matematica.

Sottoponendo alcune questioni di matematica elementare – e del suo insegnamento ai bambini – ad un gruppo di insegnanti americani di esperienza ed età diversa, la diagnosi è stata impietosa: i maestri americani, pur animati dalle migliori intenzioni nei confronti dei loro piccoli alunni, hanno mostrato di non conoscere le formule dell’area e del perimetro di un rettangolo, di non sapere che l’algoritmo in colonna della moltiplicazione sfrutta la proprietà distributiva della moltiplicazione, di

essere incapaci di calcolare la divisione 1 43 : 12 , di non avere cognizione della “rete di

nessi logici” (per usare l’efficace espressione del matematico francese Laurent Lafforgue) che rende così fondamentale la matematica della scuola di base.

...

http://online.universita.zanichelli.it/israel/files/2012/09/Matdid1.pdf

...

Questo sito contiene le risorse supplementari collegate a PENSARE IN MATEMATICA, un testo per la formazione primaria e per muovere i primi passi nel mondo della matematica, di Giorgio Israel e Ana Millán Gasca.

Esercizi supplementari

Materiali didattici

Esempi da proporre agli alunni della scuola primaria

Gli autori curano anche un blog sulla didattica della matematica:

Pensare in matematica – il blog

http://online.universita.zanichelli.it/israel/

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melos62
1 ora fa, wow ha scritto:

le prove invalsi assicurano delle valutazioni indubbiamente oggettive ma si rifanno a un modello di apprendimento nozionistico lontano da quelli dei sistemi scolastici europei (latini + Germania e altri) che sono più rielaborativi ed argomentativi.

Ahimé, son chiacchiere che nascondono una triste verità.  In tante scuole è stato presente il fenomeno del cheating,  ovvero i professori passavano le risposte, non tutte giuste, per avere risultati medi, per non richiamare l'attenzione del Ministero. Si arrivò alcuni anni fa al boicottaggio delle prove Invalsi degli studenti dei licei, fomentato da alcune sigle sindacali.  È chiaro che un qualsiasi nuovo ministro rimuove il problema per captatio benevolentiae 

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melos62
1 ora fa, wow ha scritto:

Quest'anno se non sbaglio percentuali di promossi alla maturità vicine al 100%.

Terrore dei ricorsi

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melos62
2 ore fa, wow ha scritto:

a scuola ha rinunciato alla selezione. Per carità niente di male (si demanda la selezione al post scolastico) se non fosse che, per una banalissima legge della domanda e dell'offerta o del minimo sforzo per massimizzare i risultati, si è innescato un progressivo scadimento

Niente di male??

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melos62
2 ore fa, wow ha scritto:

per assumere in una azienda non si tenga minimamente conto del voto di diploma..

Infatti sarebbe ora di abolire il valore legale del titolo di studio 

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melos62
3 ore fa, Savgal ha scritto:

va estirpata la convinzione che si è radicata che sia possibile una ingegneria della formazione, per cui definita con accuratezza una programmazione e la valutazione, l'esito formativo deve necessariamente essere positivo. La formazione non è una catena di montaggio, opera con "materiale umano" che è collocato in un sistema di relazioni che è la classe (che non è la somma degli alunni che la compongono e dell'insegnante

È una deriva simile a quella delle professioni sanitarie,  dove si cerca di affermare la sufficienza dell'applicazione di un protocollo sanitario, in cui quindi la persona del paziente e del medico siano concettualmente fungibili,  a sostituire il tradizionale rapporto medico/ paziente. 

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ClasseA
7 ore fa, melos62 ha scritto:

Infatti sarebbe ora di abolire il valore legale del titolo di studio 

Ecco, così anche il minimo incentivo a studiare va a farsi benedire!

Idea particolarmente storta, e comunque ingiusta alla base. Se ho un titolo faticosamente conquistato perché mai non mi dovrebbe essere riconosciuto? È un dato oggettivo che non può essere trascurato!

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ClasseA
9 ore fa, wow ha scritto:

la scuola ha rinunciato alla selezione

La scuola non ha rininciato a un bel niente. Esistono pressioni di vario tipo che richiedono di innalzare il numero di diplomati e laureati, inevitabilmente a discapito della qualità.

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melos62
40 minuti fa, ClasseA ha scritto:

Se ho un titolo faticosamente conquistato perché mai non mi dovrebbe essere riconosciuto

Perche oggi ha lo stesso valore legale di un titolo comprato in un diplomificio oppure ottenuto col todos caballeros.

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ClasseA

I diplomifici sono pochi e quei pochi devono chiudere.

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melos62

Comunque anche questo thread dimostra lo scarsissimo interesse della comunità civile per le sorti della scuola. Tranne le parti interessate (docenti,  DS) che restano fermissime nelle difesa delle posizioni della corporazione, e tranne qualche lamentela generica degli utenti , e con la lodevole eccezione di cinema, tutti gli altri considerano la scuola qualcosa per gli addetti ai lavori, non interessa realmente. Invece l'educazione dovrebbe essere il primo argomento in tutte le sedi, è la semina in vista del raccolto magari tra venti anni, come Corea del sud e Singapore esemplificano .

Perciò mi rispondo da solo. Non è possibile oggi migliorare la scuola. 

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melos62
1 minuto fa, ClasseA ha scritto:

diplomifici sono pochi e quei pochi devono chiudere.

Ok, certo. E le scuole statali di mxxda che sfornano somari politici no?

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Panurge

Senza migliorare gli utenti sicuramente no.

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Panurge

Le scuole statali qui vanno benissimo, ottimo classico, istituto tecnico con ragazzi occupati in breve tempo. Le private sono terribili in effetti, diplomifici puri.

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melos62

Gli utenti possono essere migliorati solo dall'educazione e dall'istruzione. 

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maurodg65

La notizia l’avevo sentita ieri per radio, da ignorante di tutto ciò che riguarda il mondo della scuola e dell’istruzione chiedo: in che modo un milione di studenti in meno nei prossimi dieci anni può impattare su una qualsiasi ipotesi riforma del sistema scolastico italiano? 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/09/10/scuola-in-10-anni-un-milione-di-studenti-in-meno-e-meta-docenti_c818fed6-e0eb-43a2-8532-5bddf2fd2b32.html

Scuola, in 10 anni un milione di studenti in meno e metà docenti | ANSA.it

Settembre 10, 2019 - News

Una duplice sfida attende la scuola italiana nei prossimi dieci anni: oltre un milione di studenti in meno e circa metà degli attuali docenti, che andranno in pensione. Lo dice il Rapporto Ocse. Lo studio evidenzia che l'Italia ha la quota maggiore di docenti ultra 50enni (59%) e dovrà sostituirne circa la metà entro i prossimi dieci anni ed ha la quota più bassa di insegnanti di età tra i 25 e i 34 anni nei Paesi dell'OCSE. Il 68% degli insegnanti ha dichiarato che migliorare i salari dei docenti dovrebbe essere una priorità.

L'Italia registra la terza quota più elevata di giovani che non lavora, non studia e non frequenta un corso di formazione (neet) tra i Paesi dell'OCSE: il 26% dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni è neet, rispetto alla media OCSE del 14%. L'Italia e la Colombia sono gli unici due Paesi dell'OCSE con tassi superiori al 10% per le due categorie (inattivi e disoccupati) tra i 18-24enni.

Leggi l'articolo completo su ANSA.it

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