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melos62

cronaca e costume Si potrà migliorare la scuola in Italia?

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wow
1 ora fa, melos62 ha scritto:

dagli interessi di categoria

ma lo sai che ancora non ho capito quali sono questi "interessi della categoria"?

Ripeto: uniforma gli stipendi (e gli impegni) a quello degli altri paesi UE e poi li limiamo ai fancazzisti (ammesso che con livelli stipendiali accettabili riescono ad entrare nella scuola)...

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melos62
4 minuti fa, wow ha scritto:
1 ora fa, melos62 ha scritto:

e sono troppo competente per l'incarico

ti frega la convinzione 😉

è un allusione divertita al livello dei ministri degli ultimi governi... 🙂

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wow
Adesso, melos62 ha scritto:

è un allusione divertita al livello dei ministri degli ultimi governi... 🙂

lo so, si scherza!

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melos62
39 minuti fa, wow ha scritto:

Questi 4500 euro sono al netto dei finanziamenti statali

sono le rette unitarie annuali, il prezzo del corrispettivo medio

39 minuti fa, wow ha scritto:

Comprende i costi(a carico dello Stato) per l'insegnamento della religione

??? gli insegnanti di religione nelle paritarie sono pagati dai gestori privati, mica dallo stato... vedo che hai le idee un po' confuse

39 minuti fa, wow ha scritto:

Le rette più basse significano, spesso, offerta formativa più scadente

significa che lo stato è un pessimo gestore, spreca molte risorse, visto che non riesce ad offrire sempre un buon servizio con un costo procapite di 7500 + i costi delle provincie per gli immobili, dei servizi esternalizzati ecc, che portano il costo, secondo alcuni studi, a circa 12000 euro annui/pro capra,  Mentre tanti gestori non statali (tra cui i Comuni)  pur rispettando i CCNL di settore riescono a pareggiare e avanzare i costi complessivi, non solo quelli del personale (circa l' 80 % del volume totale, tipicamente) , ma anche le tasse, le utenze, i costi di utilizzo della struttura immobiliare, gli ammortamenti ecc.

39 minuti fa, wow ha scritto:

Peccato che l'istruzione è un diritto, non un business

Si, ma diritto delle famiglie, non delle corporazioni che campano sulla scuola. La parola business non deve essere usata nel caso degli enti di erogazione non lucrativi, come lo Stato ma anche come le Fondazioni, le coopertive sociali, le congregazioni religiose, le onlus ecc.

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wow
1 ora fa, melos62 ha scritto:

gli insegnanti di religione nelle paritarie sono pagati dai gestori privati, mica dallo stato... vedo che hai le idee un po' confuse

Scusa, ma perché prima di pensare alle idee confuse degli altri non provi a capire quello che gli altri vogliono dirti? 

Gli insegnanti di religione, nelle pubbliche sono pagati dallo Stato e il loro stipendio incide sul tuo costo per studente (che prendo per buono), nelle paritarie confessionali potrebbero non essere un costo vivo per cui stiamo confrontando pere con patate. 

1 ora fa, melos62 ha scritto:

Questi 4500 euro sono al netto dei finanziamenti statali

Idem come sopra. Se con i finanziamenti statali nelle paritarie copro parte dei cost è chiaro che potrò avere delle rette più basse, ma il costo effettivo sarà differente. Anche in questo caso paragoniamo patate con broccoli. 

Circa la domanda sui costi per alunni con disturbi dell'apprendimento (si parla di un 20% di docenti impiegati sul sostegno): non dici nulla .Facile fare economia così. 

1 ora fa, melos62 ha scritto:

12000 euro annui/pro capra

Booom! Alla faccia degli studi. (simpatico anche il capra) 

Scuola elementare dei miei figli, suore, utenza "bene" di moncalieri: una serie di costi occulti che non ti dico, addirittura supplementi riscaldamento causa inverno rigido. Ammortamento immobili amm. Provinciale: considerata la vita media più che secolare direi che è irrisoria. Se poi ci fai entrare anche i costi di gestione e manutenzione arriviamo ai paradossi della analisi costi e benefici della tav. 

1 ora fa, melos62 ha scritto:

Mentre tanti gestori non statali (tra cui i Comuni)  pur rispettando i CCNL di settore riescono a pareggiare e avanzare i costi complessivi, non solo quelli del personale (circa l' 80 % del volume totale, tipicamente) , ma anche le tasse, le utenze, i costi di utilizzo della struttura immobiliare, gli ammortamenti ecc.

Offrendo un prodotto più scadente. Non c'è un cavolo da fare. 

Circa dotazioni tecnologiche e laboratoriali: non dici nulla. Facile fare economia nelle scuole con 3 computer preistorici con il centrino all'uncinetto sul monitor a tubo catodico. (scuola elementare dei miei figli di cui sopra una decina di anni fa). Fai un po' il conto di quanto paga la mia scuola di licenze autocad per circa 120 postazioni. Sai quanto costa una stazione totale topografica con gps ? Ne abbiamo tre o quattro. Trovami istituti tecnici privati con dotazioni del genere. Te lo dico io che ci ho fatto il commissario d'esami (anche se l'unico esistente in provincia di Torino, lo scorso anno, ha chiuso per mancanza di studenti): non ne esistono. Facile fare economia così.

Il tutto ammesso che con il numerino magico che taglia ogni altro arzigogolo contabile, cioè il 3,5% di investimenti sul PIL rispetto al  5 e passa della media europea che ci pone penultimi nella graduatoria europea si possa pretendere di fare ulteriori economie.  Vedo però che fatichi a renderti conto che non stiamo parlando di una azienda cinesizzata che deve presentare un avanzo di bilancio a fine anno, continui a oensare che minori costi di esercizio corrispondano a migliore qualità del prodotto. Lo stesso vale per la sanità. C'è una soglia oltre la quale i costi non si possono tagliare per quanto ottimizzi. Dopo diventano tagli lineari. Peccato che la gente muore. 

A meno che tu non creda alla favoletta secondo la quale la differenza tra i costi pubblica privata da te indicati per alunno (quasi 3500 euro a favore della privata) sia imputabile ai fancazzisti...  :D

Per me la discussione è diventata stucchevole, mi fermo. 

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audio2

vedi che avevo ragione io a far abolire scuole religiose e religiosi in un colpo solo.

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melos62

Ti saluto, anche per me è stancante, non vorremmo fare la fine di nullo e mdg

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audio2

e perdipiù a vostra insaputa.

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melos62

Si però wow i figli li ha mandati dalle suore, come Bertinotti i nipoti, se sono tanto scadenti c'è qualcosa che non mi torna...😀

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audio2

dimentichi l' altra parte dell' equazione.

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audio2

ps: io ho fatto l' asilo della suore e me lo ricordo ancora dopo quasi 50 anni, specie quella roba immonda che ci davano da mangiare

e che se fosse data ora ad un profugo ti farebbero arrestare. la prima elementare invece per vari motivi l' ho fatta privata e anche 

questa me la ricordo ancora, ma per tutt' altri motivi. di seguito esame di ammissione alla seconda ( pubblica )

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wow

Guarda che anche wow ha fatto parte delle elementari dalle suore francescane. Non sono un mangiapreti, ho un buon ricordo di quel tipo di educazione. Anche se non sono esattamente credente riconosco in certo cattolicesimo e nel Papa attuale valori prettamente di sinistra. Non sono io a dire che Francesco è comunista... Credo che una educazione cattolica e francescana nei primi anni sia essenziale per diventare buoni laici e progressisti... :D

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melos62

Da chierichetto a bluesman... 😀

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wow
1 ora fa, melos62 ha scritto:

chierichetto

Esageruma nen, mai sopportato le messe da quando avevo due anni e, fino a poco tempo fa, neanche il blues... 

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adriatico
10 ore fa, wow ha scritto:

una offerta formativa, specie a livello liceale, di buon livello.

na volta... mo’ ... bah.  Pure al nord.

 a forza di cacciare dentro di tutto a suon di precariato da stabilizzare è entrato di tutto. E nessuno caccia via nessuno.

Ho visto cose che voi umani... fossero solo insegnanti scarsi, vabbeh, ma ormai si incontrano psicopatici e balenghi che non si crede che lavorino anziché essere curati. Ed i ragazzi ignorano le relative materia. 

Le private, almeno al nord, sono diplomifici che ancora non mi faccio capace che possano sopravvivere...dove le famiglie che possono pagare mettono a pascolare i rampolli caproni vergognandosi troppo che il figlio del padrun della fabricheta l’è gnurant men boeuf...

Vanno ancora bene le elementari.

Il paese ha fatto proprio un capolavoro con la scuola negli ultimi 15-20 anni.

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ClasseA

@melos62 

L'intervento dello Stato in settori economici è giustificato dai fallimenti di mercato, tra cui le esternalità. L'istruzione produce esternalità positive e per questo motivo è giusto che sia pubblica. Infine, come diceva @wow  sopra è impossibile coprire i costi con i ricavi senza ricorrere al denaro dei contribuenti. Le rette sarebbero troppo alte.

Cambia la Costituzione se non ti piace il " senza oneri per lo Stato". 

Senza offendere infine ti dico che il tuo ruolo di consulente di management per associazione di categoria non è un ruolo che ha né avrà cittadinanza nella scuola italiana. Fortunatamente. Hai accusato me di avere interessi di categoria, ma è evidente che sei ancora più interessato tu appunto a fare il consulente. 

Non è un attacco ma quando leggo di persone che sparlano della scuola pubblica autoproclamandosi come te esperte addirittura al punto da fare il ministro ( sic !), dall'alto dell'esperienza di 1 consulenza di numero ad una evidentemente buona ( tra le pochissime) scuola privata di Milano, mi prudono un po' le mani di fronte ad una tale sfacciata sicumera.

Detto questo vi saluto, vado a far lezione , cosa che preferisco rispetto a scrivere su lounge bar..😁

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melos62
Il 13/9/2019 Alle 07:53, ClasseA ha scritto:

L'intervento dello Stato in settori economici è giustificato dai fallimenti di mercato, tra cui le esternalità. L'istruzione produce esternalità positive e per questo motivo è giusto che sia pubblica. Infine, come diceva @wow  sopra è impossibile coprire i costi con i ricavi senza ricorrere al denaro dei contribuenti. Le rette sarebbero troppo alte.

Cambia la Costituzione se non ti piace il " senza oneri per lo Stato". 

questa tua posizione preconcetta e disinformata, molto diffusa tra i docenti, spiega perché non si potrà cambiar nulla nella scuola italiana. Sutor ne ultra crepidam

Il 13/9/2019 Alle 07:53, ClasseA ha scritto:

Senza offendere infine ti dico che il tuo ruolo di consulente di management per associazione di categoria non è un ruolo che ha né avrà cittadinanza nella scuola italiana. Fortunatamente. Hai accusato me di avere interessi di categoria, ma è evidente che sei ancora più interessato tu appunto a fare il consulente.

l'ho fatto in passato, in ausilio di amministrazioni private ma anche pubbliche   intenzionate a migliorare l'efficienza delle loro attività dal punto di vista del rapporto costo/risultati. Vedo che l'idea che ciò rappresenta un bene per la collettività  non sfiora proprio  il dipendente statale medio.

Il 13/9/2019 Alle 07:53, ClasseA ha scritto:

quando leggo di persone che sparlano della scuola pubblica autoproclamandosi come te esperte addirittura al punto da fare il ministro

quella del ministro era una battuta e l'ho anche spiegata, ad usum trotini,  ma non abbastanza evidentemente. Però mi dispiace che senza conoscermi mi reputi inesperto nella mia professione Comunque basta così..

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melos62
Il 13/9/2019 Alle 07:53, ClasseA ha scritto:

dall'alto dell'esperienza di 1 consulenza di numero ad una evidentemente buona ( tra le pochissime) scuola privata di Milano, mi prudono un po' le mani di fronte ad una tale sfacciata sicumera.

in dodici anni oltre 150 enti da piccolissimi a grandi, - tra cui comuni, diocesi, cooperative sociali, fondazioni, congregazioni-  in tutta Italia, delle regioni mi manca solo la Val d'osta e il Molise, e una delle tre scuole paritarie di Milano tra le prime 5, ma anche altre di Bologna, Roma e Napoli.

Vatti a lavare le mani, che il prurito sarà dovuto ad altro. 🙂

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melos62
Il 13/9/2019 Alle 07:53, ClasseA ha scritto:

Detto questo vi saluto, vado a far lezione , cosa che preferisco

tanti saluti e auguri ai tuoi studenti

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Panurge
45 minuti fa, melos62 ha scritto:

mi manca solo la Val d'osta

Devi imparare il patois

http://www.patoisvda.org/it/

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wow

Oggi su "La Repubblica"

Vita da prof

Gli insegnanti: "Appassionati ma poco rispettati"

di Ilaria Venturi

Appassionati della materia che insegnano e dei loro studenti che vedono crescere tra i banchi, raggiungere obiettivi, saltare ostacoli. Un po’ alla Robin Williams ne L’attimo fuggente , anche se più che capitani si sentono accompagnatori, compagni di strada. Insomma, dentro all’aula tutto bene (o quasi), al netto di chi è diventato prof per caso e non sono pochi, quasi un quinto. Fuori cominciano i guai. In sala insegnanti li attende un mare di carte e scartoffie da compilare, «la burocrazia ci soffoca». E una volta usciti da scuola è anche peggio. Si sentono rispettati? Non certo dal governo: solo il 5 per cento dice sì. E appena il 24 per cento afferma che gli italiani, ovvero la società, porta loro rispetto. Insomma, l’ambiente sociale e politico è percepito più che ostile. E lo è, in effetti, visto la "riformite" inconcludente che affligge la scuola italiana, genitori sempre più incattiviti e riconoscimento del valore dell’educazione sotto zero. Ecco cosa provano e pensano gli insegnanti italiani. Il quadro esce dall’indagine "Essere un docente" realizzata dalla Cambridge University Press su un campione di 1.330 maestri e professori in vista dell’avvio dell’anno scolastico. Il dossier racconta chi salirà in cattedra. «Mi aspettavo che gli insegnanti italiani fossero più insoddisfatti visto lo scarso riconoscimento sociale e i bassi stipendi», osserva Patrizia Zanon, general manager della casa editrice. La passione resiste nel 97 per cento dei casi, 77 si dichiarano soddisfatti. Tanto che il 65,8 per cento se tornasse indietro farebbe ancora l’insegnante. Letto al contrario è preoccupante: un terzo cambierebbe strada. Zanon vede il bicchiere mezzo pieno: «Siamo abituati a pensare all’insegnamento come a una professione di ripiego, rispetto alle aspettative il dato è abbastanza alto. Poi non si possono negare le difficoltà, il livello di stress, l’impiego del tempo vessatorio, ma il profilo che ne esce è positivo».

Ma la nostra è la classe docente più anziana rispetto ai paesi Ocse: l’Italia ha la quota maggiore di docenti ultra 50enni. Il lavoro è considerato duro da più di 40 su cento. Il motivo? «Mi ha fatto sentire stressato, non mi lascia tempo per la vita privata». Il cattivo rapporto coi colleghi ha un impatto maggiore sullo stress rispetto a quello coi genitori. I più giovani, under 35, soffrono invece di più nella relazione con gli studenti. Non è una categoria che vive di rendita, reclama formazione, risorse digitali, hardware in classe e per sé. L’impegno va oltre le lezioni in classe: dicono di lavorare per prepararle, correggere i compiti, poi c’è la gestione della scuola, i colloqui coi genitori. In media 5 ore al giorno, weekend compreso. «Dedichiamo troppo tempo alle attività amministrative e a riunioni interne », lamenta la maggioranza. «La ricerca conferma che gli insegnanti sono generalmente soddisfatti del loro lavoro, per quanto logorante nella gestione quotidiana delle dinamiche relazionali. Ciò non sorprende », osserva Gianluca Argentin, ricercatore all’università di Milano-Bicocca, autore del volume "Gli insegnanti nella scuola italiana". «Ma attenzione: il loro modo di stare bene a scuola è un ripiegarsi nel contesto dell’aula, rischiano l’autoreferenzialità: non a caso, gli insegnanti stanno bene nella quotidianità scolastica, ma si sentono poco riconosciuti socialmente». E infatti quando chiedi loro di mettere in fila di che cosa hanno bisogno replicano: maggior rispetto, riconoscimen to, tempo, formazione, meno burocrazia. Al sesto posto, lo stipendio.

Un’indagine della Cambridge University Press racconta desideri e aspirazioni dei docenti E si scopre che la gran parte è soddisfatta

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wow

Intervista a Valentina Petri

La scuola raccontata su Facebook "Se sei scarso i ragazzi lo capiscono Ci vorrebbe più tempo con loro"

-

«La burocrazia ci soffoca, dobbiamo scrivere documenti che lasciano il tempo che trovano, cose che i ragazzi e le loro famiglie non vedranno mai. Forse non li vedrà mai nessuno». Valentina Petri, insegna Lettere al professionale Lombardi di Vercelli e con ironia racconta il mondo della scuola nella sua pagina Facebook "Portami il diario" da 33mila follower.

Racconta anche gli inghippi della burocrazia scolastica, professoressa?

«Anche quello. Basta un esempio.

Nelle prove di qualifica se un ragazzo sbaglia la risposta invece che occuparci di fargli capire l’errore dobbiamo prima fare le statistiche su quanti l’hanno sbagliata e scrivere le strategie che vogliamo mettere in atto. Il tempo coi ragazzi ci manca. Il mio più grande desiderio sono le ore di materia: in tanti anni abbiamo subito solo tagli».

Si ritrova nel ritratto del docente che esce dalla ricerca?

«Sì, non è vero che siamo insoddisfatti, la passione c’è. Anche se bisognerebbe chiarire cosa significa fare una professione come missione: vorremmo anche essere pagati adeguatamente, e non lo siamo».

Il rispetto, le manca?

«Se sei insegnante scarso gli studenti sono i primi a capirlo e perdi la loro stima e considerazione. Chi insegna perché gli piace, con passione, vive diversamente il problema del rispetto: hai quello dei ragazzi ed è un ottimo punto di partenza. Ma non basta. La maestra degli anni ‘60 era la signora maestra, ora è già molto se i genitori ti considerano uno che tiene i loro figli. Per non parlare della mancanza di rispetto dei governi e della politica che ha fatto della scuola il parterre da campagne elettorali».

+++++++++++

Le opinioni

97%

Passione

Un mestiere che appassiona: quasi la totalià dei professori ama il proprio lavoro

92%

Responsabilità

Molti docenti avvertono la responsabilità di dover essere un esempio per i loro studenti

85%

Orgoglio

Ancora un gran numero di professori è orgoglioso del proprio lavoro, più nelle scuola primaria e nelle medie che nelle superiori

19%

Per caso

Una piccola percentuale è diventata docente per caso

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audio2
5 minuti fa, wow ha scritto:

«la burocrazia ci soffoca»

invece il resto della popolazione respira aria pura

6 minuti fa, wow ha scritto:

In media 5 ore al giorno

quando le passeranno tutte in istituto a disposizione allora sarà anche possibile quantificarle

6 minuti fa, wow ha scritto:

maggior rispetto, riconoscimento, tempo, formazione, meno burocrazia

in pratica come tutti gli altri lavoratori

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mozarteum

Io non mi intendo dello stato attuale della scuola non avendo provole.

certo che una nazione moderna senza scuola adeguata retrocede

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wow
2 ore fa, audio2 ha scritto:

quando le passeranno tutte in istituto a disposizione allora sarà anche possibile quantificarle

Vedi, c'è questa concezione del tempo trascorso sul posto di lavoro come condanna (l'impiego vessatorio del tempo di cui si parlava prima), indipendentemente da ciò che si fa, da gli obiettivi conseguiti, che trovo veramente mediocre.

Altrettanto per quanto riguarda il modo tra l'inquisitorio e il minaccioso di porsi che noto in ciò che quoto, come se poi, trascorrendo effettivamente il tempo in istituto si  ottenesse il riconoscimento agognato di cui si parla negli articoli. E' inutile che ti parli del tempo che si trascorre in istituto e a casa, tanto per cambiare parli di cose che non conosci se non per vaghi ricordi di quando forse eri uno scolaro... :D La tragedia è che ragionando in questo modo si governa una nazione.

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adriatico
6 ore fa, wow ha scritto:

Un’indagine della Cambridge University Press racconta desideri e aspirazioni dei docenti E si scopre che la gran parte è soddisfatta

e grazie al catzo che son soddisfatti...

sgrunt

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wow
15 ore fa, adriatico ha scritto:

sgrunt

Sob :(

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ClasseA

@wow 

Concordo. La scuola è affetta da riformite acuta da parte di ignoranti che non sanno di cosa parlano.

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