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piedic

Ha senso avere un impianto da n...mila milioni se poi l'80% del Software non ne è all'altezza?

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niar67

@enzo966 Spero che ne esista più di una...😛😉

Saluti

Andrea

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enzo966
1 minuto fa, niar67 ha scritto:

Spero che ne esista più di una

Senza dubbio sì ma me n'è capitata una studiata apposta da un costruttore di diffusori per suonare una ciofeca su alcune serie di diffusori e suonare invece molto bene solo sulla serie top. 

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FabioSabbatini
1 ora fa, niar67 ha scritto:

ogni impianto ha un suo setting in ogni ambiente che permette di esprimersi in una determinata maniera, ci sarà la registrazione che più si ADATTA

Non la vedrei in questi termini

Certo quello che affermi è un dato di fatto... è vero nella stragrande maggioranza degli impianti audiofili

Ma per i limiti che essi stessi impongono al loro impianto, fossilizzandolo in un presunto setting ideale

In effetti la vedrei quasi al contrario: è l'audiofilo che dovrebbe, e volendo entro certi limiti potrebbe tranquillamente farlo, adattare la registrazione al proprio impianto e ai propri gusti

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meridian

@senek65 

6 ore fa, senek65 ha scritto:

Posso pure essere d'accordo.  Resta da capire come si faccia a giudicare la bontà di un'incisione.

Siamo appassionati di riproduzione musicale, spesso con 30 anni di ascolti sulle spalle, e concerti, eventi dal vivo, ascolti di altre catene audio e di impianti importanti in contesti magari non conosicuti, ma di buon livello, credo che riconoscere, per sommi capi i fondamentali di un buon suono sia uno degli affinamenti personali che nel percorso ognuno fa, con sfumature diverse, ma appunto , sfumature . . . Se prendo un' incisione di musica rock anni ' 70, legnosetta, che propone un suono parecchio impastato, un po cupo, piatto e molto dentro ai diffusori, e poi un riversamento moderno dello stesso disco, citerei per esempio qualche buon SACD o , meglio ancora, perché sono più simili, alcuni titoli in SHM CD flat, e li ascolto in sequenza, le differenze balzano alle orecchie in modo evidente.

In generale, un lavoro che ti porta ad alzare abbastanza il volume, senza senso di fastidio, saturazione o compressione, parte già sicuramente meglio di lavori che non danno queste possibilità, io ho dischi che a volume 10 sono quasi fastidiosi, pochi per fortuna, e lavori con cui salgo a volume 50 , in alcuni casi anche 60 del pre , quindi un abisso di dinamica, correttezza e, di conseguenza, di piacere di ascolto . . . 

L' ho già scritto, dopo alcuni ascolti di brani o lavori artisticamente validi, ma mal incisi, faccio girare un disco di Jazz, citerei per esempio quasi tutta la produzione Abeat, che è molto all' altezza, per rimanere in tema della discussione, e mi riconcilio con la musica e con le mie orecchie !!! 

saluti , Dario 

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senek65

@meridian però vedi, io continuo a trovare certe affermazioni un controsenso. Da una parte,spesso, la ricerca spasmodica di componenti iper trasparenti e lineari,  visto che la colorazione del suono è cosa deleteria,  dall'altra la critica a certe incisioni degli anni 60 70 che suonano in certo modo o perché il gusto all'epoca era quello o perché c'erano limiti tecnici evidenti.  Quindi si va a preferire una rielaborazione che 'modernizzi ' il suono. Cosa che preferisco anche io ma che è come snaturare l'opera originale.

Per finire dinamica, compressione e via dicendo,  dipendono molto dai generi musicali,  cioè dalla musica in se oltre che da una artistica e produttiva consapevole , non da errori o mancanze. A parte casi estremi , non è molto corretto parlare di cattiva registrazione,  ma piuttosto di una produzione che non piace

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aldina
13 ore fa, Vmorrison ha scritto:

Gli impianti che suonano alta fedeltà ampliano le distanze tra dischi registrati con maestria e quelli fatti a cazzum. 
salute 

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niar67

@FabioSabbatini Bè, si potesse fare, di adattare l'incisione all'impianto saremo a cavallo...

Saluti

Andrea

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meridian

@senek65 

13 ore fa, senek65 ha scritto:

però vedi, io continuo a trovare certe affermazioni un controsenso. Da una parte,spesso, la ricerca spasmodica di componenti iper trasparenti e lineari,  visto che la colorazione del suono è cosa deleteria,  dall'altra la critica a certe incisioni degli anni 60 70 che suonano in certo modo o perché il gusto all'epoca era quello o perché c'erano limiti tecnici evidenti.  Quindi si va a preferire una rielaborazione che 'modernizzi ' il suono. Cosa che preferisco anche io ma che è come snaturare l'opera originale.

Per finire dinamica, compressione e via dicendo,  dipendono molto dai generi musicali,  cioè dalla musica in se oltre che da una artistica e produttiva consapevole , non da errori o mancanze. A parte casi estremi , non è molto corretto parlare di cattiva registrazione,  ma piuttosto di una produzione che non piace

Ciao , forse si sono sovrapposti , o ingarbugliati, più argomenti, e più aspetti della riproduzione audio, e anche di quelli relati alle incisioni, ma ancora di più mi pare che non si valuti al meglio un concetto relativo alle nuove edizioni, che viene ampiamente trattato nella lunga discussione  SACD, SHM-CD & altro: il digitale per la grande musica. Ascolti e recensioni 

Cerco di rispondere con ordine, io penso che la ricerca di un suono neutro, lineare, non sia un errore, già la riproduzione perde per strada parecchia trasparenza e dinamica, se poi ci mettiamo del nostro . . . !

Sul discorso incisioni, non è difficile pensare che oggi, nel mondo digitale, le incisioni abbiano una dinamica e una verosimiglianza con l' originale, se si vuole lavorare bene, notevoli, sicuramente differenti dalle capacità tecniche, possibilita, e anche scelte plausibili, di 50 - 60 anni addietro. Che, si badi bene, anche per scelta sono state fatte in un certo modo, ma se vai a leggerti i resoconti di come incidevano gruppi di rock e pop, in che condizioni tecniche e con che strumentazione, oggi sarebbe considerata quasi primordiale, e soprattutto come veniva poi elaborata e trasferita l' incisione dal master, diciamo che oggi, anche per la tecnologia, le capacità e una ricerca filologica dei Giapponesi, che in questo sono dei veri professionisti, si stanno riproponendo versioni molto valide, perché trasferite, con la tecnologia odierna, dai master originali senza nessuna alterazione o post produzione aggiuntive. . . Nella discussione citata sopra, puoi approfondire diversi aspetti di questi trasferimenti flat . . . Che, per inciso, ne ho alcuni esemplari, suonano decisamente molto bene, naturali, equilibrati, più puliti e che permettono di alzare il volume senza fastidio, compressione, sbilanciamenti tonali. . . 

Quindi non si tratta di "modernizzare" il suono, ma di rendere giustizia a lavori di tanti decenni fa, mal trattati allora, e poi mai seriamente rivisitati in chiave di mastering con l' idea di non introdurre artefatti o elaborazioni volute ma che spesso hanno imbruttito suoni e timbrica.

Per finire, la compressione eccessiva, non è mai buona cosa, anche se voluta dall' artista, perché non solo compromette dinamica, timbrica e naturalezza dell' incisione, ma mortifica i nostri sistemi audio che possono estrarre molto dai lavori audio, se fatti con un minimo di grano salis e di competenza, oltrechè rispettando alcuni parametri sonori a tutti evidenti. 

Che poi ci siano produzioni casalinghe, o alcune correnti di musica indie che fanno del noise e della incisione sporca un loro cavallo di battaglia ci può stare, ma ti dico che non fanno per me, e infatti ascolto poco, perché assomiglia più a rumore che a buona musica !!! Ovviamente mia personale considerazione, nutrendomi di tanto buon Jazz, penso tu possa capire cosa intendo . . . !!! 

saluti , Dario 

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FabioSabbatini
12 minuti fa, niar67 ha scritto:

si potesse fare, di adattare l'incisione all'impianto saremo a cavallo...

In una certa misura, parecchio direi, si può eccome

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Stebroc
Il 4/10/2019 Alle 23:00, meridian ha scritto:

Genericamente parlando sono d' accordo, si , sempre, poi ci possono essere situazioni particolari, ma le definirei eccezioni astrali fortunate !!! 😀

saluti , Dario 

sfortunate volevi dire😀

Il punto è il seguente: una pessima incisione rende meglio sull'impianto di livello assoluto o su quello entry level (o addirittura sul "compattone")?

Ho letto molte persone sostenere la seconda tesi

Riportato

però vedi, io continuo a trovare certe affermazioni un controsenso. Da una parte,spesso, la ricerca spasmodica di componenti iper trasparenti e lineari,  visto che la colorazione del suono è cosa deleteria,  dall'altra la critica a certe incisioni degli anni 60 70 che suonano in certo modo o perché il gusto all'epoca era quello o perché c'erano limiti tecnici evidenti.  Quindi si va a preferire una rielaborazione che 'modernizzi ' il suono. Cosa che preferisco anche io ma che è come snaturare l'opera originale.

Per finire dinamica, compressione e via dicendo,  dipendono molto dai generi musicali,  cioè dalla musica in se oltre che da una artistica e produttiva consapevole , non da errori o mancanze. A parte casi estremi , non è molto corretto parlare di cattiva registrazione,  ma piuttosto di una produzione che non piace

Queste sono considerazioni interessanti. In molti casi è difficile capire se le brutte incisioni sono frutto di scelte artistiche o di errori. Nel primo caso, se piace l'opera, si deve prendere tutto il pacchetto e fregarsene dei parametri audiofili. Capita pero che l'incisione sia peggiore non in virtù di una scelta artistica. Prendiamo ad esempio i primi due dischi importanti di Bowie, "Hunky Dory"e "Ziggy Stardust": c'è sicuramente di peggio, magari non ho ascoltato la stampa migliore, ma questi due dischi non suonano affatto bene per me. Vieppiù considerato il successivo, "Aladdin Sane", che ha una resa molto superiore.

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ClasseA

A mio avviso la colorazione di cui troppo spesso si parla in realtà non esiste.

O meglio se parliamo di rif tutti, dico tutti, i diffusori hanno più o meno 5 db se va bene. Anche le BeW che sono lineari solo nell'immaginario.

Le differenze timbriche non sono dunque semplicemente riconducibili alla rif, ma coinvolgono altri aspetti quali tipi e intensità della distorsione e ricchezza armonica. Le conclusioni sono facili: se si sente bene bene allora è un buon impianto se si sente male non è vero che è più fedele, è la triste realtà. No, grandissima fola. La realtà, il software non esiste perché viene alla luce sensoriale con la riproduzione. Il digitale è più fedele perché si sente peggio? Ma vi rendete conto? Queste sono le " perversioni" massime dell'audiofilia che ha visto in un certo modo di porgere il suono dettagliato e radiografante una maggiore fedeltà. Ma non è vero niente. Un suono brutto è pur sempre un brutto suono!

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Ligo

@ClasseA 

Bisogna capire da dove viene il brutto suono: dalla registrazione o dall'impianto?

Se l'impianto "corregge" una registrazione sbilanciata sulle alte cosa farà su un'altra sbilanciata sulle medio basse? E su una ben fatta? 

Un buon impianto evidenzia le differenze, poi sono d'accordo che per fortuna di registrazioni inascoltabili davvero non ce ne sono molte.

Molte di più le mediocri che però possono essere comunque godute laddove ci sia qualità del contenuto.

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Sor Tonino

Per come la vedo io, dipende dall' ambizione e/o il traguardo che ci si pone.

Ovvio che ad ogni "scalino" guadagnato c'e' dietro un mare di fatica e soldi.

Un po come i motori...

Dopo una certa soglia, un solo cavallo in più può arrivare a costare uno sproposito.

Il problema è che molti "suppongono" di aver ottenuto dei vantaggi.

From Supravox bullettin ...

"Power felt by the listener and history of efficiency :

The ear is stimulated by a pressure. This acoustic pressure for a given amplifier depends directly on the efficiency of the loudspeakers. This efficiency expressed in dB/Watts/1 m, is the number of decibels produced by the HP for one Watt effective applied to its terminals and measurement is taken by a microphone placed at one meter of the HP.

Exemple :

Let us take 2 loudspeakers having respectively efficiency of 93 and 102 dB/W that is to say with a difference of efficiency of 9 dB. Knowing that the decibel is the logarithm of a ratio of pressures

G dB = 10 x log (P2 / P1) with P2 the mesured pressure and P1 the reference pressure that is to say 2 .10-5 Pa. When we double the power we obtain a profit of 3 dB. .

What is to say that if we feed the 2e loudspeakers with 10 W, it will be necessary to feed the first with 10 X 2 X 2 X 2 = 80 W to obtain the same acoustic pressure, the same impression of power to hearing. This shows at which point it is important to have loudspeakers having the most possible efficiency in order to be able to use an amplification of low power. Indeed the harmonic distortion is directly related to the power of amplification. Between 2 HP which produces the same level of acoustic pressure but one with 10 W and the other with 80 W, the first will suffer from a harmonic distortion less good.

Moreover less one HP is sensitive more it packs the dynamics."

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Stebroc

Non 1e  certo campata in aria, che un (perlomeno decente) impianto tracci un grosso solco tra buone e brutte incisioni,  e cosa che avviene anche nel mio caso. Da ciò si potrebbe però dedurre che un impianto entry level sia meglio per ascoltare roba incisa male, mentre "l'impiantone" sarebbe da utilizzare solo con software ottimo-buono.

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ClasseA
22 ore fa, Ligo ha scritto:

Bisogna capire da dove viene il brutto suono: dalla registrazione o dall'impianto?

Dall'impianto. Le registrazioni sono quelle che sono e ha poco senso criticarle. Piuttosto metterle in condizioni di suonare bene.

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Bohemien
Il 7/10/2019 Alle 00:28, Stebroc ha scritto:

Prendiamo ad esempio i primi due dischi importanti di Bowie, "Hunky Dory"e "Ziggy Stardust": c'è sicuramente di peggio, magari non ho ascoltato la stampa migliore, ma questi due dischi non suonano affatto bene per me. Vieppiù considerato il successivo, "Aladdin Sane", che ha una resa molto superiore.

Posseggo i vinili dell'epoca e posso assicurarti che sono all'opposto di quello che dici! Hunky Dory, in special modo, ha una qualità davvero straordinaria. Questo avvalora la mia tesi, che, beninteso, recito solo a me stesso, riguardo alla massima responsabilità della stampa per quanto concerne la qualità sonora di un disco

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Ligo

@ClasseA 

Certo che le registrazioni sono quello che sono e infatti un buon impianto le fa sentire per quelle che sono. Se ne migliora una ne peggiorerà un'altra e farà sentire tutto mediocremente. 

La critica deve essere fatta anche se non ci si può fare nulla.

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aspic

la maggior parte de li uomini vivono secondo senso e non secondo ragione, a guisa di pargoli (Dante)😉😊

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luke_64
8 ore fa, Stebroc ha scritto:

Da ciò si potrebbe però dedurre che un impianto entry level sia meglio per ascoltare roba incisa male, mentre "l'impiantone" sarebbe da utilizzare solo con software ottimo-buono.

Per la mia esperienza è vero il contrario.

Le ottime registrazioni suonano bene sempre, anche con impianti modesti o assemblati male.

Le registrazioni mediocri, invece, migliorano notevolmente a pari passo con la qualità dell'impianto usato per riprodurle.

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Titian
On 10/6/2019 at 8:44 AM, meridian said:

Siamo appassionati di riproduzione musicale, spesso con 30 anni di ascolti sulle spalle, e concerti, eventi dal vivo, ascolti di altre catene audio e di impianti importanti in contesti magari non conosicuti, ma di buon livello, credo che riconoscere, per sommi capi i fondamentali di un buon suono sia uno degli affinamenti personali che nel percorso ognuno fa, con sfumature diverse, ma appunto , sfumature . . . ...

...ma mal incisi, faccio girare un disco di Jazz, citerei per esempio quasi tutta la produzione Abeat, che è molto all' altezza, per rimanere in tema della discussione, e mi riconcilio con la musica e con le mie orecchie !!! 

Anche se un appassionato di riproduzione musicale ha oltre 30 anni di esperienza ha il sistema che ha e la stra grande maggioranza ha sistemi che capisco benissimo hanno problemi nel riprodurre i diversi tipi di registrazioni. Io mi limito nella musica classica e posso dire che posso contare su una mano sistemi che producono un suono più che accettabile dal mio punto di vista. Al momento che si  sentono registrazioni fatte in sale da concerti particolari con informazioni del riverbero della sala superiore al normale, si sente solo chaos e si ha la sensazione di mancanza di dinamica, ecc ecc.

Ma quasi tutti questi critici delle registrazioni con oltre 30 anni di esperienza non hanno neanche una sala d'ascolto con tempi di riverberazioni ottimali per ascoltare veramente le informazioni che ci sono in una registrazione senza neanche andare in dettaglio sul sistema elettronico che hanno. Trent'anni di esperienze e non sapere che la base iniziale di sentire in modo ottimale e quindi di avere una delle premesse basilare per giudicare una registrazione è un'acustica ideale con tempi di riverberazioni ottimali, sono trent'anni buttati via almeno per quanto riguarda il giudicare la qualità di una registrazione.  Questa è per me ignoranza pura.

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senek65

Per giudicare, sotto il profilo tecnico, una registrazione, servono esperienza e conoscenze tecniche.

E servirebbero molte più informazioni di quello che il 99,999% di noi possiede.

Il massimo che un utente medio può fare è dare un giudizio meramente estetico e personale su quella registrazione.

Detto ciò , se un impianto è in grado di riprodurre correttamente e fedelmente la totalità delle frequenze presenti nella registrazione, è in grado di seguirne la dinamica senza affanni ed è posizionato in un ambiente adeguato, molto probabilmente ci resituirà il suono che il tecnico ha ascoltato al momento. Quindi sicuramente sarà più fedele a quanto contenuto nel supporto.

Che questo sia apprezzato o meno da chi ascolta è un altro paio di maniche

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fabbe

Il problema è che la maggior parte degli ascolti viene fatto attraverso lo smartphone. Purtroppo i tecnici del suono lo sanno, e pertanto non sono, secondo me, attenti alla qualità della riproduzione come lo siamo noi. Questa è la vera motivazione riguardante le registrazioni spesso scadenti. Poi ci sono alcune etichette che danno molta importanza alla resa sonora.

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Ligo
2 ore fa, Titian ha scritto:

non sapere che la base iniziale di sentire in modo ottimale e quindi di avere una delle premesse basilare per giudicare una registrazione è un'acustica ideale con tempi di riverberazioni ottimali

Completamente d'accordo. 

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senek65

@fabbe secondo me ti sbagli di grosso

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fabbe

@senek65 allora come te lo spieghi che molte registrazioni sono penose. Suono piatto, poco contrastato e dinamico, compresso ecc.

Per me si tende a spendere il meno possibile per la realizzazione. Tanto i ragazzi col Cell non sentono la differenza

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senek65

Perché certi generi se lo portano dietro intrinsecamente 

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Bohemien

Nella mia esperienza di musicista progressive dilettante il suono lo crei a partire dalla registrazione del singolo strumento. Poi crei nel mixaggio il palcoscenico immaginario cercando di preservare i timbri e la dinamica di ogni sorgente sonora. In molti lavori si ha la sensazione di scelte strumentali raffazzonate, prive di ispirazione. Scelte timbriche che non possono venire valorizzare inun mix di classe perché intrinsecamente povere. Povere di idee, innanzitutto 

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luke_64
22 ore fa, fabbe ha scritto:

Per me si tende a spendere il meno possibile per la realizzazione. Tanto i ragazzi col Cell non sentono la differenza

Ho letto diverse interviste di artisti che dicevano che le procedure di missaggio dei loro nuovi dischi erano diverse a seconda del supporto di destinazione.

Pertanto gli MP3 venivano fatti in un modo ed i CD in un altro. Non ho mai letto invece di differenze tra CD e LP

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senek65
5 minuti fa, luke_64 ha scritto:

Non ho mai letto invece di differenze tra CD e LP

I mastering è molto differente tra CD e Lp

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