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Musica popolare meridionale, le origini.

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Si è aperto un piccolo OT su Lounge Bar circa le origini della Tamurriata e immagino, per traslato, delle Tarantelle.


@briandinazareth sostiene la probabile origine dal mondo arabo/ottomano. In particolare, a fronte di una mia obiezione a favore dell'origine ellenistico/romana, afferma che

Gli ottomani e gli arabi ovviamente devono moltissimo alla tradizione ellenica e romana, nel Mediterraneo tutto si mescola,  ma in Italia sia quei ritmi che gli strumenti sono stati portati dai turchi e gli arabi. 

Quelle danze e lo stesso uso delle percussioni erano state combattute e eradicate dalla chiesa molto tempo prima. 

Addirittura i termini stessi derivano dall'arabo e dal turco (tamburo, tamurra ecc. ) e le somiglianze ritmiche e musicali sono molto evidenti. 

Pur trovandomi d'accordo sull'etimologia araba degli strumenti utilizzati e sulle contaminazioni che avvengono e sono avvenute attraverso il Mediterraneo, faccio notare che molti strumenti a percussione simili alla tammorra erano già presenti nelle culture ellenistiche romane (tympanon e cembali).

Inoltre, se le forti valenze erotiche e orgiastiche tipiche del mondo pagano (in tempi più recenti) mal si accordavano con la Chiesa, a maggior ragione erano mal tollerate dalla religione islamica e che veniva veicolata dalle dominazioni arabe e turche che, occorre ricordare, non hanno interessato l'Italia meridionale continentale.  

In sostanza credo sia più probabile una origine autoctona avvenuta in quel vasto sincretismo sospeso tra cultura cattolica e pagana che caratterizza le nostre culture popolari - contadine. 

A voi la parola.

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briandinazareth
45 minuti fa, wow ha scritto:

se le forti valenze erotiche e orgiastiche tipiche del mondo pagano (in tempi più recenti) mal si accordavano con la Chiesa, a maggior ragione erano mal tollerate dalla religione islamica e che veniva veicolata dalle dominazioni arabe e turche

non penso sia vero, la musica cambia funzioni e quella di cui parliamo era diffusa nel mondo arabo e ottomano anche se probabilmente con meno forza orgiastica, che poi non sempre è presente in quella di cui parliamo. 

ma la cosa che colpisce di più è la somiglianza stilistica, l'adozione degli strumenti arabi e turchi e la codifica stessa di alcuni elementi.

in particolare è stata la sicilia sotto gli arabi ad influenzare la musica del sud italia, un po' come accaduto in andalusia.

vedi il mandolino nella musica napoletana che è arrivato via sicilia.

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Gabrilupo

Leggete Ernesto De Martino.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
2 ore fa, wow ha scritto:

A voi la parola.

è un campo - la musica popolare meridionale - assai vasto e, credo, assai complesso

anche solo a definirne i confini certi.

Tuttavia credo (credo eh!) siano gli eventi dai e sui quali si può, si possa ipotizzare un contesto di utilizzo musicale, un qual confine che talvolta sconfina in un altrove:

-- l'evento della morte (canti, lamenti, balli compresi ad esorcizzare o verso altro auspicio a seconda della religiosità più o meno pagana e/o contadina)

-- l'evento propiziatorio (lamentazioni e balli in negativo... propiziatori più o meno magici a esorcizzare le paure ...)

-- l'evento taumaturgico (canti e balli in positivo verso chi o cosa si ritiene in grado d'intercedere positivamente e miracolosamente sul reale  ...

-- l'evento temporale cadenzato (canti e balli festosi in occasioni stagionali, il raccolto, la pioggia, l'uscita dal freddo,

molto poi il santo, la santa, fino alla processione, ecc ecc

... -- l'evento quotidiano (dalla ninna nanna ai canti per dichiarato amore; ove poesia (parole) e musica erano ancora un sol tutt'uno).

... --- quindi poi, solo poi, i cantastorie ecc ecc

Per quanto riguarda gli strumenti mi pare di ricordare (ma non ne sono certo) che gli strumenti a corda, di provenienza araba,

furono introdotti durante i normanni e con le prime crociate arrivarono i fiati, 

per gli strumenti a percussione ... tutto si può percuotere... con o senza pelle.

Con la pelle ci puoi pure soffiare dentro: le zampogne.

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Juju

Non credo che sia questione che si puo` dirimere sul forum o attraverso wikipedia. Io credo che l'influsso arabo ci sia stato ma limitatamente agli strumenti e ai ritmi, che comunque sono molto semplificati rispetto alla musica araba. Il resto potrebbero averlo fatto le varie culture autoctone, le tarante e le tarantelle erano musiche taumaturgiche e magiche non molto attinenti al mondo islamico (se non vogliamo scomodare il sufismo), piu` vicine alla stregoneria e al paganesimo a mio sentire. Ma trattasi di sensazioni personali suffragate da poche e sparute letture.

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analogico_09

Mi ero perso questa interessante discussione... Cè tanta carne a cuocere.., mi riallaccio a ciò che sostiene @briandinazareth Gli ottomani e gli arabi ovviamente devono moltissimo alla tradizione ellenica e romana, nel Mediterraneo tutto si mescola,  ma in Italia sia quei ritmi che gli strumenti sono stati portati dai turchi e gli arabi. 


Vero, e l'apporto turco-arabo per quanto riguarda i ritmi e gli strumenti musicali "importati" dall'occidente, non si limita alla musica popolare meridionale della tammurriata, tarantella, saltarello, ecc, tutte le forme di musica occidentale, a partire dal gregoriano che intrattiene importanti relazioni con il raga indiano (non si usano gli strumenti col gregoriano ma le comunanze musicali non cambiano) e dal quale parte tutta la tradizione musicale occidentale, popolare/orale, nobiliare e cortigiana, già scritta (poi ci sarà confluenza,  tutto diventerà musica "colta", o "scritta", successivamente "musica classica"), come già anticipato già da @Pasquale SantoiemmaGiacoia si avvalgono di strumenti quasi tutti di origine araba, più in generale mediorientale. Gli stessi modi musicali occidentali "antichi", i quali solo nell'era barocca si "emanciperanno" pienamente da quelle (medioevo, rinascimento furono pienamente "modali"), hanno identiche origini arabo-turcomanne, e, inutile rimuovere.., anche estremorientali, garzie agli "zingari" che arrivati dall'India occidentale si espansero in mezza europa orientale portando l'oriente da noi.., e ne verrano a conoscenza secoli dopo anche Puccini e Debussy...
 

3 ore fa, briandinazareth ha scritto:

n particolare è stata la sicilia sotto gli arabi ad influenzare la musica del sud italia, un po' come accaduto in andalusia.

vedi il mandolino nella musica napoletana che è arrivato via sicilia.


Come dicevo sopra, nella musica popolare andalusa, "flamenca", cante hondo, sacra e profana (si mescolano fortemente tra di loro) c'è una forte componente gitana, e non solo... lo postai già in una vecchia discussione su F.G. Lorca, in tal modo ne parla il regista Carlos Saura nell'introduzione del suo splendido docu-film-musicale dedicato al "Flamenco" :

... [musica dell'] incrocio dei popoli, tradizioni e culture che danno luogo ad un nuovo tipo di musica: “crotalos” greco, canto gregoriano, mozarabo, romance di Castiglia, il lamento giudaico, il suono della negritudine, l’accento del popolo gitano che viene dalla lontana India [… ] tutto questo forma la struttura musicale di ciò che noi  oggi chiamiamo flamenco e che si esprime attraverso il canto, il ballo e la chitarra.


Cose analoghe, analogamente originatesi (duqnue anche greco_antiche, ovvero romane...) ritroviamo anche nella musica popolare, che è canto, strumento e danza, del nostro straordinario e coltissimo "sud".

Anche il mandolino, che dal nordafrica si trasferisce in sicilia e poi a napoli.., ecc, lo stesso liuto delle corti rinascimentali, la chitarra di Segovia, di Murolo e di Hendrix.., derivano dal "laud" marocchino... Sommarizzando.., ci sono delle varietà nel mezzo, ma la radice forte e germinale è quella...



(ce la mettesso 'na pezza gli xenofobi... :D si scherza, neh!.. )

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analogico_09
2 ore fa, Juju ha scritto:

le tarante e le tarantelle erano musiche taumaturgiche e magiche non molto attinenti al mondo islamico (se non vogliamo scomodare il sufismo), piu` vicine alla stregoneria e al paganesimo a mio sentire. Ma trattasi di sensazioni personali suffragate da poche e sparute letture.


Vero, tarante e tarantelle.., musica della "possessione" e della tance liberatoria, musica e danza.., come il flamenco che è ancora più drammatico e profondo.

Non solo sufi che è più d'area turca, anche nel maghreb mussulmano (Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto...) ci so sono forme di musica rituale, taumaturgica, "laica", se non stregonesca sicuramente del "sortilegio", dell'ancestrare dunque legato al senso del magico che hanno le cose profonde, autentiche.

Hai per caso visto il film Exils di Tony Gatliff, palma per la miglior regia a Cannes con giuria presieduta da Tarantino? C'è una lunga scena, un micidiale piano sequenza senza neppure uno stacco che dura 10 minuti tondi durante i quali la macchina da presa (quindi lo spettatore) si immerge letteralmente in una sorta di tesissima, estenuante, sfinente "macumba", ripresa in tempo reale, fatta di musiche, di suoni, di canti, di grida, di trance e possessioni sotto la pressione di percussioni ossessive, dalla quale si esce o definitivamente pazzi o guariti...
Il rito, privato, si svolge all'interno di una piccola comunità Algerina, in Algeria.
Purtroppo non la trovo nel tubo...

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briandinazareth

ho letto il documento che però non mi sembra esaustivo. 

ovvero quando si parla di influenze si tratta di questioni meno lineari di come vengono proposte.

non ci sarebbe niente di strano che le due cose fossero entrambe vere. 

quello che risulta evidente è l'estrema somiglianza musicale (per esempio l'uso di alcuni ritmi e scale) e gli strumenti.

che poi certi strumenti siano antichissimi come il tamburello non è in dubbio, scompaiono però nell'uso per tanti secoli e ritornano con gli arabi e gli ottomani.

un po' come è avvenuto per molta filosofia greca, caduta nell'oblio e tornata con gli arabi.

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analogico_09

Ragazzi, qui si citano i "sacri testi", ma sulle due umili oservazioni che ho cercato di accucchiare io, dico io, come potrei dire noi che portiamo le nostre personali idee vive, nessun commentino, e non lo dico per vantalismo... :D

I tamburi che si suonavano nel medievo popolare e nelle colte corti rinascimentali, così come si suonavano e si suonano nelle musiche popolari del mediterraneo, hanno origini greco-pompeiane (secondo quanto autorevolmente riportato nello scritto postato da @wow e ben più modestamente anche da me nel precedente post ), però, attraverso le rappresentazioni pittorico-iconografiche greco-romane, sappiamo che venivano suonati ma non sappiano COME venivano suonati nell'antichità, a parte la tecnica con la quale venivano "impugnati" i tamburi che stando alle immagini di Pompei sarebbe la stessa di oggi. Ma la tecb nica non fa il carattere musicale, la sua estetica.

Sappiamo invece che da noi i tamburi si suonavano e si suonano similmente a come li suonavano gli arabi/ottomani dei quali, semplificando, ne importammo, con le crociate, i "modi" musicali... oltre che gli strumenti, come già ricordato.

L'origine remota, o "classica" dello strumento dunque resta, ma sappiamo del suo carattere musicale attaverso la musica turco/araba a sua volta influenzata dalla tradizione, non solo musicale, greco-romana che ovviamente rielabora e in tal modo la riconsegna a noi.

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wow
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

ho letto il documento che però non mi sembra esaustivo. 

ovvero quando si parla di influenze si tratta di questioni meno lineari di come vengono proposte.

non ci sarebbe niente di strano che le due cose fossero entrambe vere. 

quello che risulta evidente è l'estrema somiglianza musicale (per esempio l'uso di alcuni ritmi e scale) e gli strumenti.

che poi certi strumenti siano antichissimi come il tamburello non è in dubbio, scompaiono però nell'uso per tanti secoli e ritornano con gli arabi e gli ottomani.

un po' come è avvenuto per molta filosofia greca, caduta nell'oblio e tornata con gli arabi.

sono d'accordo.

Non ha neanche tanto senso fare dei distinguo molto rigidi tra le varie culture mediterranee. Il mediterraneo è stato un grandissimo brodo di coltura (o di cUltura) e le contaminazioni sono state, anche in passato, molto più massicce di quanto pensiamo.

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wow
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

qui un link sulle influenze della musica araba su quella napoletana,

reputo molto plausibile che queste influenze possano essere arrivate tramite le dominazioni spagnole. L'uso delle castagnole (o nacchere) nelle tamurriate potrebbe essere un indizio. 

(piccolo aneddoto: questa estate sono stato in una piccolissima isola dell'Egeo. In un locale si svolgeva una banchetto per un matrimonio e c'era un piccolo gruppo che suonava musica popolare. Ho sentito qualcosa di molto simile ad una tarantella con i tempi più rallentati.)

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analogico_09
49 minuti fa, wow ha scritto:

reputo molto plausibile che queste influenze possano essere arrivate tramite le dominazioni spagnole. L'uso delle castagnole (o nacchere) nelle tamurriate potrebbe essere un indizio. 

La musica araba (matrice unica, insieme ad altre espressioni musicali, come già dettagliatamente riportato nei miei primi post) influenza sia la musica mediterranea italiana sia quella spagnola; è da li che arrivano per entrambe le culture suddette anche le nacchere o castagnole. Hai mai ascoltato la musica berbero-marocchina?

Poi ci saranno pure le influenze della dominazione spagnola che si instaurerà molto dopo, là dove il carattere musicale del nostro "sud" era tuttavia già formato... 

Ad esempio, molto diversi e molto simili tra di loro, la "saeta" lamentosa andalusa e quel canto melopeoso (non mi viene il termine esatto) napoletano, hanno in comune la  "melopea" speziata mediorientale...

C'è una stretta e forte continuità tra le musiche popolari mediterranee e non solo.., meticciati ingarbugliati ma vitali, esuberanti, creativi. Impressionanti ad esempio anche le somiglianze tra la musica zingara rumena o bosniaca e il flamenco andaluso che conserva anche gli elementi di certe musiche e danze dell'India occidentale, tutto questo per via delle estesissime radici comuni... impossibile rintracciare origini certe e primogeniture che si perdono negli intricati rami genealogici...

Se poi pensiamo che Debussy apprende i modi musicali orientiali che caratterizzerano il suo "impressionismo" ascoltando (si raccontanta che andasse ogni giorno...) il "cante hondo" pieno di "oriente" dei gitani andalusi presenti nel padiglione spagnolo dell'esposizione universale parigina del 1900... il meticciato si infittisce ancora di più...

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analogico_09

Concordo insomma con quanto segue, di cui al post di apertura

Gli ottomani e gli arabi ovviamente devono moltissimo alla tradizione ellenica e romana, nel Mediterraneo tutto si mescola,  ma in Italia sia quei ritmi che gli strumenti sono stati portati dai turchi e gli arabi. 

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aggelos

questo forum, a volte, è un pozzo di spunti..

23 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Leggete Ernesto De Martino.

per esempio questo signore, ammetto la crassa ignoranza, non lo conoscevo e dal web risulta essere un vero conoscitore..mi puoi consigliare un testo? 

avrei scelto "sud e magia" ma se hai altri indicazioni..

non aggiungo nulla alla discussione per la doverosa premessa..è meglio tacere..

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NAPOLI

Se ricordo bene sud e magia parla poco di musica

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analogico_09
Il 7/10/2019 Alle 13:31, Gabrilupo ha scritto:

Leggete Ernesto De Martino.

A proposito Gabri, a parte le più "canoniche" e "pacate" che ci hanno pure le regioni nordiche, sai per caso se in Sicilia, terra di influenze e conquiste per eccellenza, vi siano forme di musica e di danza popolare della "possessione" e della catarsi, direi anche dell'eros e del dionisiaco, simili alle nostrane taranta, tarantella, pizzica, ecc, o flamenche, andaluse?

Poi magari leggo anche il libro di de Martino, al momento non ci ho una lira, ho già dovuto comprari vari libri dei "consigli".., diciamocele noi qui le cose, a gratis... :D;)

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Gabrilupo

@analogico_09 🤣

Ci sono anche spezzoni di documentari sul "Tubo", aggratis...

Sulla Sicilia mi documento e riferisco. 'Notte.

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analogico_09

@Gabrilupo Grazie, ti aspetto, nel frattempo vedo se trovo qualcosa nel tubo... ;)

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Juju

@analogico_09 Certo che in Sicilia c'e' la tarantella, come no? In realta` meno possente e rituale della taranta pugliese o della pizzica, piu` scanzonata e festaiola, certo... La musica popolare siciliana non si conosce molto bene e sembra molto piu` ancorata alla musica greca antica piuttosto che a quella araba. Il canzoniere del Favara e` il testo piu` importante, musica piu` rigida e scarna rispetto a quella partenopea e pugliese. 

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analogico_09

@Juju Grazie Massimo, approfondirò l'argomento siculo.., avevo l'impressione che quella musica fosse meno "possente è rituale" come dici tu, ovvero più "tranquilla" ritmicamente, meno "orgiastica", ovvero più da "cantastorie"... 

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Juju

@analogico_09 Certo c'e' quella da cantastorie, lunga tradizione che si fonde con le saghe epiche dei paladini e che ha il suo culmine in Rosa Balistreri. Ma la musica da festa siciliana tradizionale e` principalmente la tarantella, accompagnata col friscalettu, un semplice flauto di canna, il marranzano, il tamburello e poco altro... Musica a mio avviso meno potente della taranta e della pizzica salentine, in cui la natura rituale ancora si sente con piu` evidenza.

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mchiorri

interessante questo post... ed ammetto la mia ignoranza, tanto che vi chiedo: e la musica delle enclave albanesi nel basso appennino? E' una forma di reinnesto al contrario?

Ossia se la direttrice culturale e sud-nord (con i turchi che arrivano alle porte di Vienna e sui Balcani), questa ne rappresenta un ulteriore reinnesto verso sud?

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Nomzamo

🤣😁😄

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analogico_09

Supercazzole con passaggio a nord-ovest?

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analogico_09
8 ore fa, Juju ha scritto:

Musica a mio avviso meno potente della taranta e della pizzica salentine, in cui la natura rituale ancora si sente con piu` evidenza.

Questo intendevo dire. ;)

Tarantella un po' come il classico saltarello, musica allegra, festosa, per il ballo e l'intrattenimento intrattenimento, meno "problematica" della taranta e pizzica.

Bravissimo!

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Pasquale SantoiemmaGiacoia
Il 7/10/2019 Alle 16:50, analogico_09 ha scritto:

Cose analoghe, analogamente originatesi (duqnue anche greco_antiche, ovvero romane...) ritroviamo anche nella musica popolare, che è canto, strumento e danza, del nostro straordinario e coltissimo "sud".


il rebetiko, per dirne uno. "dentro c'è di tutto".
 

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analogico_09
4 ore fa, Pasquale SantoiemmaGiacoia ha scritto:

il rebetiko, per dirne uno. "dentro c'è di tutto".

Bellissimo, ha delle evidenti "cadenze" ispano-andaluse nelle quali verrebbe voglia di gridare Olè! ;)

Non a caso, inoltre, Kusturica fa iniziare il suo bellissimo Papà è in viaggio di affari con un flamenco "ironico" nel quale si rintracciano i modi gitani della Bosnia e dell'ampia area balcanica, slava, turca...
 



E non si dica che in quest'altro canto tratto da l Tempo dei gitani dello stesso Kustirica (dalle note di un utente del tubo: ... Ederlezi" is a popular traditional folk song of the Romani minority in the Serbian. The song got its name from Ederlezi which is a Spring festival, celebrating the return of springtime, celebrated especially by Romani people in the Balkans, Turkey and elsewhere around the world. Ederlezi is the Romani name for the Bulgarian, Macedonian and Serbian Feast of Saint George...)

non abbia nell'andamento melodico "declamativo", aperto, sottilmente malinconico, dopo l'intro, un non so che del canto "napoletano" della tammurriata... Intrecci "paurosi".., siamo tutti "fratelli".
 

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wow

I Sacri testi che, appassionato dall'argomento, sto leggendo parlano di macrocosmo del tarantismo tanto il fenomeno musical coreutico è variegato e complesso, cosicché pare che le tarantelle e tamurriate napoletane siano relativamente recenti (risalenti al 6/700) e raccolgono probabilmente le influenze ispanico moresche di cui si parlava in precedenza, tarantelle e pizziche pugliesi/salentine sono una sorta di trance music legata alle pratiche esorcistiche dei tarantolati mentre pare appartengano a un mondo a parte le tarantelle calabre,  le cui origini sono molto antiche e affondano nell'ancestrale mondo agro pastorale del bacino ellenico/magno greco/italiota.

Le tarantelle in Calabria seguono dei codici ben definiti e oggetto di studi approfonditi. La danza avviene all'interno di uno spazio ('a rota) ben delimitato dagli stessi partecipanti al ballo ed è diretta da 'u mastru i ballu. Chi ricopre questo ruolo è in genere un personaggio dotato di autorevolezza e prestigio sociale, nonché di buone doti coreutiche e stabilisce un rigido avvicendamento dei ballerini e delle ballerine, seguendo un preciso ordine gerarchico.

Interessante dal punto di vista antropologico la tarantella schermata (nel senso di scherma). La rota è composta da soli uomini, movenze e passi di danza dettate da codici precisi mimano un duello al coltello. Evidente il simbolismo di predominio (e appartenenza) sulla rota ovvero sul territorio, sul paese, sul rione...  

Per la cronaca queste espressioni folcloriche sono fortemente avversate dalle autorità perché espressione di appartenenza alle famiglie di 'ndrangheta.

Al diligente studioso (come si scriveva una volta sui saggi :) ) propongo la lettura di questo articolo molto ben fatto che approfondisce l'argomento sul quale mi sono soffermato (fermo restando che trovo interessante l'intera rivista )  

e anche di  quest'altro articolo

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