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mozarteum

cronaca e costume C’erano una volta i negozi

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mozarteum

Tolti i negozi di lusso cd glamour (in genere alta moda e gioielli), il panorama dei negozi e botteghe cittadine si e’ molto intristito e incheappito: non e’ questione di fare il nostalgico ma fino a venti anni fa la cura espositiva, le luci, la preparazione dei commessi o comunque di chi era nel negozio, dal salumiere al profumiere, erano molto spesso di qualita’ anche nei negozi di quartiere.

per il vero questo degrado e’ visibile anche a New York e Londra dove abbondano negozi di ciarpame paraelettronico, ombrellistico’, con luci al neon, anche in pieno centro, ma sta prendendo piede anche qui. Una delle ragioni del successo di amazon e’ anche che sono diventati poco attraenti i negozi.

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criMan

Nella mia zona , castelli romani periferia,  a sentire i commercianti il 2008 e' stato un vero e proprio spartiacque. Fino al 2005 - 2007 ancora si stava aperti e si guadagnava , il dopo 2008 ha sancito la definitiva fine del negozio "classico". Nella mia citta' gli affitti dei locali commerciali posso dire con sicurezza che negli ultimi 10 anni si sono mediamente dimezzati e pure ancora non basta ; le attivita' non riescono ad avere un volume d'affari tale da giustificare lo stare aperti ed e' incredibile.

Vivacchiano i negozi che sono anche proprietari delle mura.

La grande botta e' arrivata dai centri commerciali.

Grande autogol per le entrate dello Stato .

Qualita' a farsi benedire , e non sempre i prezzi bassi sono sinonimo di qualita' dove il bravo commerciante selezionava la merce.

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oscilloscopio

Ormai i negozi sono "alla frutta" strangolati da centri commerciali, costi e tasse...gli esercenti non riescono più ad investire in "immagine" secondo me da qui a pochi anni, tolto appunto gioiellerie ed alta moda (che ormai ha alle spalle vere e proprie multinazionali) saranno costretti a chiudere.

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audio2

il problema è anche che c'è un chiaro eccesso di offerta aggravato dal fatto che siamo in un periodo in cui la domanda latita.

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bost

...tolto il piacere di "andare in negozio", adesso si va a comperare via internet ( prezzi bassi?) . Domani non più negozi. Si compera via internet a prezzi interi con in più la spedizione...amen

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audio2

e magari senza ne vedere ne toccare la merce.

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Bizio

Bangladesh alimentari, Egitto frutta e verdura, Nord Africa kebab e pizza al taglio, Cina casalinghi, vestiti, scarpe. A Roma questo è il commercio al dettaglio, aperti H24, 7 giorni su 7. Poi ci sono i franchising e c'è la grande distribuzione nei centri commerciali. Fine.

Il commerciante nostrano (che, qualsiasi cosa venda, deve presentarsi come boutique, anche fosse del caciocavallo) forse può sopravvivere solo nei quartieri da 10.000€ al Mq. Forse.

Fare una passeggiata per i quartieri che, una volta, avevano splendide "vie commerciali", è diventato abbastanza triste.

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°Guru°
25 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

tolto appunto gioiellerie

Tolte quelle rare gioiellerie del centro che con 1-2 monili giusti fanno il mese, le altre campano solo perché fanno del gran nero.

Vanno bene soprattutto determinate attività di nicchia dove serve toccare con mano il prodotto e il consiglio di un bravo venditore. Penso ad esempio ai negozi di taglie forti. Lo stesso vale per i negozi di scarpe per piedi "difficili"

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oscilloscopio

@°Guru° Questo non lo sò...ma in effetti hanno ancora vetrine molto curate (almeno la maggior parte)

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Martin

Anche a Venezia centro il "putt.tanativendolo" si sta imponendo come forma commerciale, mentre i flagship-store dei grandi brand hanno molto discretamente levato le tende anche dal "salotto buono", facendosi rappresentare da "concessionari". 

In terraferma invece accade un fenomeno curioso ed unico in regione: A fronte di uno sfitto commerciale che si avvicina al 25% dei fondi, i proprietari non calano le pretese di un centesimo.  Si ha così l'effetto-Chernobyl in quelle che erano le vie dello shopping, mentre una certa dinamica commerciale è visibile solo nei negozi di proprietà cinesi e bengalesi, coi relativi standard estetico-qualitativi. 

I centri commerciali pagano l'inflazione di aperture del decennio precedente, e presentano molti "moduli" dalle vetrine tristemente coperte da sagome retroilluminate.

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luckyjopc

Concordo con il post iniziale, Amazon ed il commercio via internet hanno creato una enorme, ingiusta forma di oligopolio che come conseguenza indiretta, ha anche la progressiva trasformazione dei centri storici in una immonda sequela di bar paninoteche, birroteche con la progressiva sparizione del commercio al dettaglio di miglior qualità , che oltretutto garantiva una più equa distribuzione della ricchezza.

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audio2
3 minuti fa, luckyjopc ha scritto:

che oltretutto garantiva una più equa distribuzione della ricchezza.

chissà che qualcuno prima o poi le capisca queste cose e le traduca in misure

adatte allo scopo.

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GianGastone

Il problema della concorrenza on line dei grandi gruppi e' che la tasse non le pagano nel paese dove avviene l' acquisto. E non mi pare si cerchi di porvi rimedio.

Poi il resto lo facciamo noi comprando on line anche quello che non serve, che consideriamo un plus irrinunciabile la consegna immediata.

Il decoro o attrattivita' estetica di un esercizio non mi pare cosi' determinante.

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briandinazareth
5 minuti fa, GianGastone ha scritto:

l problema della concorrenza on line dei grandi gruppi e' che la tasse non le pagano nel paese dove avviene l' acquisto.

questo è un elemento ma l'altro, ancora più rilevante, è che anche il servizio al cliente è mediamente migliore... moltissimi piccoli negozianti questo non lo capiscono.

aggiungo che, ovviamente, le economie di scala permettono quasi sempre prezzi più bassi.

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°Guru°

Bisogna anche dire che nei decenni passati molti bottegai si sono fatte quelle che noi chiamiamo "le budelle d'oro", tanto hanno guadagnato. Se si fossero accontentati, se avessero fiutato che i tempi stavano cambiando, sarebbero ancora lì o godrebbero di una maggiore clientela. 

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Schelefetris

oramai per comprare in un negozio fisico occorre ricevere un plusvalore. spesso non accade ed allora ci si rivolge altrove dove spesso hai costo minore e migliore assistenza.

aggiungiamo che la lungimiranza previsionale dei nostri bottegai è nella maggioranza dei casi talpoide...

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audio2

ce ne sono ancora tanti che lavorano e vivono bene, ma se non si risolve il problema delle grandi multinazionali che in pratica fanno 

quello che vogliono, non vedo un gran futuro. comunque per quello che mi riguarda, on line al minimo*, nello specifico amazon zero.

* e quando posso, prendo online da negozi fisici.

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GianGastone
5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

questo è un elemento ma l'altro, ancora più rilevante, è che anche il servizio al cliente è mediamente migliore... moltissimi piccoli negozianti questo non lo capiscono.

Non vedo cosa dovrebbe fare di piu' per contrastare una forma di vendita a tutti gli effetti legalmente sleale.

Riempirsi i magazzini di invenduto stendendo il tappeto rosso offrendo il caffe' a chi prova per comprare on line?

A va bene...

2 minuti fa, Schelefetris ha scritto:

oramai per comprare in un negozio fisico occorre ricevere un plusvalore.

Va bene, quale?

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Schelefetris

@GianGastone no. preparazione sui prodotti. assistenza post-vendita seria e secondo legge. spesso capita che il prodotto ti si rompe per difetto di fabbrica ed il negoziante al posto di aiutarti ti fa passare la voglia di averlo acquistato (giusto per citare un esempio)

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Schelefetris

esatto, non solo il pizzicagnolo però :D il negoziante di hifi che ti spiega e ti consiglia giusti abbinamenti, il negozio di moda che ti corregge l'abito personalizzando la sartoria... etc.

giusto qualche settimana fa avevo bisogno di una lavatrice, sono andato in un negozio "specializzato", ho dovuto attendere un'infinità che si liberasse il commesso, consigli prossimi allo zero, scelto un modello, "si ma non l'abbiamo in magazzino, deve attendere una settimana". a sto punto online in 1 giorno tela portano e te la montano... costo prodotto, spedizione ed installazione molto più bassi...

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GianGastone
4 minuti fa, Schelefetris ha scritto:

@GianGastone no. preparazione sui prodotti. assistenza post-vendita seria e secondo legge. spesso capita che il prodotto ti si rompe per difetto di fabbrica ed il negoziante al posto di aiutarti ti fa passare la voglia di averlo acquistato (giusto per citare un esempio)

Dal mio scarsissimo osservatorio, tre cari amici esercenti in tre settori diversi hanno puntato tutto su questo, probabilmente chiuderanno.

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Schelefetris

forse chiuderanno (tasse inique e concorrenza) ma almeno hanno fatto la scelta migliore che da ancora un minimo di speranza ;)

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newton

poi ci sarebbe il fenomeno fenomenale del reso. Bracciate di roba che arrivano a casa e in ufficio, si provano e si rimandano indietro all'istante o dopo un po'.

Noi siamo nati coi negozi veri e ci stiamo attenti, le nuove generazioni prendono tutto in prova e rispediscono.

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mozarteum
16 minuti fa, Schelefetris ha scritto:

hai costo minore e migliore assistenza.

Non ci giurerei. Ultimamente s’e’ scassata la lavatrice o il forno non ricordo, ho preteso da mia moglie che si occupa dell’annona di acquistare in un negozio fisico per il

postvendita a costo di un 15 per cento in piu’. Detesto chiamare i numeri verdi e parlare con un nastro quando c’e’ un problema

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stefanino
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Una delle ragioni del successo di amazon e’ anche che sono diventati poco attraenti i negozi.

in queste cose il rapporto causa effetto e' sempre complicato da valutare

Mia previsione: tra 10 anni non piu' negozi ma demo room.

Vai e provi la scarpa adidas o il completo armani onl'amplib della Xuxijiang che poi ordini su Amazon (o chi per loro)

Negozio remunerato in base ai metri lineari dedicati al brand.

Il brand rinnova se il metro lineare rende

Rilevazione fatta come si fa oggi per il farmaco

Negozi di artigianato forse ancora per qualche tempo

Unica nota positiva i giovani che comprano emozioni piu' che prodotti (letto? ... in bamboo gigante roba da enne mila eurozzi)

Comunque il commercio al dettaglio lo vedo maluccio che di letti in bamboo gigante mica ne compri uno al mese.

3 minuti fa, newton ha scritto:

poi ci sarebbe il fenomeno fenomenale del reso.

attenzione che amazon and Co son mica rim

bambiti

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Schelefetris
2 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Detesto chiamare i numeri verdi e parlare con un nastro quando c’e’ un problema

guarda che poi ti rimandano a telefonare all'assistenza e sempre col numero verde (se onesti perché alcuni adottano il 199...) ti ritrovi a parlare.

con amazon per esempio basta una chat o una richiesta di telefonata e ti richiamano quando vuoi tu.

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mozarteum

Ma per i resi non per la garanzia biennale. No il

patto col negoziante fisico e’ che se si rompe nel biennio ci pensa lui. S’attacxa lui al telefono verde

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Revenant

Ampie zone dei centri storici sono ormai diventate quartieri di immigrati con negozi dedicati alle loro etnie (kebab, macellerie islamiche, negozi di spedizione contante nei paesi d'origine).

Spesso vengono temporaneamente chiusi per illegalità varie ma dopo poco riaprono imperterriti.

Questo perché i vecchi negozi storici hanno abbandonato l'attività ed il mercato immobiliare è crollato con case vecchie che i proprietari affittano a poco e che cadono a pezzi.

Il futuro è questo

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Schelefetris

@mozarteum  anche per la garanzia. spesso, nonostante la legge dica diversamente, i negozianti ti rimandano alla casa madre.

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