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analogsource

Forse sono prevenuto ma riguardo al digitale con tecnologia wifi\bth\streaming……..

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analogsource

…………..leggo sempre più spesso 3ad dove l’impiego della tecnologia informatica applicata all’hifi viene completamente “sdoganata”.

Non sono un esperto di informatica ma dovendola usare per lavoro mi sono trovato spesso ad incontrare problemi perché sistemi definiti “a prova di bomba” spesso e volentieri non forniscono il supporto promesso.

Dove voglio arrivare?

A dispetto del mio nickname impiego con soddisfazione l’audio digitale in formato hires mettendolo in play (NAS-ethernet-ROUTER-ethernet-PC-usb-DAC-xlr-PRE), e mi è capitato per esempio che semplicemente sostituendo il PC nella catena sopra descritta sono emersi problemi in fase di riproduzione che ne hanno condizionato la resa, problemi quasi sicuramente derivanti dal non corretto funzionamento di qualche software di gestione (tipo quello che gestisce le porte ethernet oppure quello di indirizzamento delle linee BUS delle porte da e per il processore che si fa carico di inviare il segnale audio dal PC verso il DAC.

Un “robusto” reset del sistema con reistallazione di tutto il sistema operativo spesso risolve i problemi…..

Però per mè (all’atto pratico) è risultato evidente che l’informatica presenta molti punti dove il nostro prezioso segnale digitale (prima della conversione in analogico) può subire del degrado per il malfunzionamento di qualche “algoritmo”….

Il problema è che non è detto che se c’è un malfunzionamento il sistema di riproduzione si interrompa (facendo capire che il sistema non funziona). Il mondo informatico ha una lunga esperienza nel dover gestire flussi di dati senza interrompere il funzionamento del programma in uso, praticamente tutti i “protocolli” sono ingegnerizzati dagli specialisti in informatica per continuare a funzionare anche con un flusso dati ridotto e parziale.

In pratica, per quello che né so, ma spero che ci sia qualche esperto in grado di smentirmi, se il sistema informatico che deve garantire il flusso dati verso il DAC si trova in qualche maniera ridotto nella propria capacità di trattare ad adeguata velocità il segnale, il sistema non lo interromperà ma continuerà a far funzionare il tutto a velocità ridotta.

Se si usa un’applicazione video vedremo un ritardo nel “refresh” dello schermo ma in ambito audio che cosa andrà a tagliare il sistema?

Se nella catena sopra descritta ci sono già alcuni fattori critici andare ad aggiungere altri “moduli” che si facciano carico di trasferire il segnale su sistemi ancora più complessi come quelli del wifi e bth bene non credo che faccia, aggiungiamoci poi che facciamo arrivare il segnale audio da un server posizionato chissà dove attraverso chilometri di cavi per arrivare alla centralina di distribuzione (quella di quartiere) da dove con un doppino telefonico il segnale arriva finalmente in casa direi che gli elementi critici aumentano.

Infine per metterci una ciliegina leggo che molti impiegano sistemi di distribuzione del segnale “lossy” tipo spotify perché tanto si avvicina molto alla qualità del CD Audio…..

Per mè, e sarei curioso di sapere quanti la possano pensare come mè, il digitale offre nel campo dell’audio in alta risoluzione possibilità e resa in fatto di dinamica e estensione in frequenza che l’analogico si può solo sognare…..ma non è la panacea di tutti problemi sopratutto se si cede a molti compromessi in cambio della comodità d’uso.

Francesco

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sandromagni

Sul tema che proponi, ti suggerisco il mio punto di vista: conosco molto bene l'informatica e diciamo la riproduzione sonora da tanti decenni.

Prendi un MP3 della qualità che desideri ? Ti soddisfa l'ascolto ? Se si lo ascolti Se no, cerchi qualcosa d'altro che ti soddisfi  MP3 a pià alto bitrate? FLAC CD? Hires ? DOve ti senti contento, hai vinto. quella è la cosa giusta.  Prendi un pc, un software, un DAC lo colleghi a ampli e casse e ascolti. Sei contento? La laboriosiità e a volte inaffidabilità di tutto ciò che è informatico ti disturbano ? Bene, allora usa una soluzione non informatica. Il buon vecchio CD è sempre disponibile. Usa uno smartphone come sorgente (che direi non si pianta mai) collegalo a un dac di tuo gradimento e ascolta. Anche questa è una via, e per la qualità di ascolto mica di compromesso.

Insomma la risposta è diversa per ogni persona: per me che i computer me li mangio a colazione, che non ne potevo più di avere questi CD tra le balle, la soluzione informatica per ascoltare è il cacio sui maccheroni. Nessun compromesso, anzi una liberazione. Un mio caro amico con background differente si sente legato al lettore CD e ci spende cifre.

Posso solo dirti, per conoscenza e tanta esperienza diretta, che un segnale di natura informatica o letto da un CD player, collegato allo stesso DAC, suona indistinto. Non ho detto uguale perché l'orecchio umano non sente due cose uguali, ne sente una leggermente diversa anche se sono uguali. Insomma, la scelta è da fare sulle modalità di fruizione. E poi certo se uno vuole l'HiRes, be' dal CD player quello non esce.

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analogsource

@sandromagni Sul tema che proponi, ti suggerisco il mio punto di vista: conosco molto bene l'informatica............

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

…...penso di aver compreso quello che sostieni.

Io non pongo nessun dubbio sul fatto che l’informatica e la musica liquida abbiano semplificato la fruizione della musica. L’hanno resa più facile da reperire e da fruire ma il dubbio che pongo è relativo alla qualità di quello che si ascolta.

Io per scelta personale non scendo sotto un livello minimo che per mè è rappresentato da un disco nero, un cd o una registrazione “liquida” su un campionamento nativo superiore a quello dei CD audio.

Molti anni fà (intorno agli anni 70) la maggior parte degli appassionati di riproduzione audio dibattevano fondamentalmente sulla superiorità di una determinata amplificazione o di un sistema di diffusori. Le energie (e le risorse economiche) andavano principalmente nella ricerca del miglior “assetto” in tal senso trascurando di fatto le sorgenti audio a cui veniva riservato ben poco del budget che era destinato all’impianto (di solito un gira, una radio e se andava bene un bobine in grado di andare a 16/32cm sec).

Qui arrivò Ivor Tiefenbrun (fondatore della Linn) che affermò che era inutile avere a disposizione un’amplificazione “monstre” e dei diffusori eccezionali se poi all’ingresso dell’ampli portavi un segnale che si era perso per strada buona parte di quello che c’era inciso nei solchi del disco nero perché i sistemi di lettura (testina/braccio/giradischi) erano scarsi. Il discorso che faceva era semplice, se porti un segnale degradato all’ingresso dell’amplificazione all’uscita delle casse acustiche avrai una pessima “performance”….

Per far capire quello che sosteneva mise in produzione il Sonndeck che ancora oggi a dispetto di un aspetto minimale può fare il sedere a “strisce” a fior di gira odierni……

Lui alzò di colpo l’asticella sostenendo che per prima cosa devi fare tutto il possibile per avere un segnale di alta qualità da portare all’amplificatore…...qualcosa si perderà per strada prima di arrivare fuori dalle casse ma migliore è quello che fai entrare e migliore sarà quello che avrai all’uscita.

La sua lezione vecchia oramai di cinquanta anni è stata dimenticata. Oggi si torna a far entrare un segnale che potenzialmente sarebbe di grande qualità (parliamo delle registrazioni digitali native ad elevati valori di campionamento) utilizzando quelle registrazioni (in hires) compresse ed inviate su sistemi di connessione/collegamento che nulla hanno a che fare con la salvaguardia del contenuto musicale che dovrebbe essere veicolato.

Poi che sia comodo non lo metto in dubbio…...

Ma lo scopo dell'hifi è avere il migliore ascolto possibile o quello più comodo?

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Jazzlover
17 minuti fa, analogsource ha scritto:

Ma lo scopo dell'hifi è avere il migliore ascolto possibile o quello più comodo?

Con lo streaming in alta definizione hai entrambi

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analogsource

@Jazzlover Con lo streaming in alta definizione hai entrambi...

^^^^^^^^^^^^^^^^^

In linea teorica se tutto funziona, si hai ragione.

......ma la catena audio per lo streaming è bella lunga (sopratutto se si utilizzano "device" domestici wifi/bth)......siamo proprio sicuri che non si perda qualcosa per strada?

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milani_elek

Ottimo spunto il tuo, caro "analog...".
Piaccia o no, la fruizione (streaming tra tutto!) è divenuta la "killer-opzione" che sta facendo rivivere ancora una volta l'HIFI.
Ora, e per una nicchia che si sta evolvendo e andando alla pari con quelle che son già divenute nicchie... (giradischi...tra tutti) ma che a breve le supererà divenendo la "vera" HIEND... la "computerMusic" (liquida) o come la vorremmo chiamare... è tutto il nostro presente!

Da esplorare certamente e, gli SWITCH audio... i SERVER audio... i NAS audio... i ROUTER audio e gli accessori tutti (cavi assolutamente compresi) laddove ancora non è disponibile per tutti "LA FIBRA vera"... (non quella sul doppino di rame) e i DAC "Ethernet" con protocolli standardizzati come lo potranno essere se MERGING+ (RAVENNA) decolla... rappresentano già oggi i primi passi verso l'HIEND senza riproporre i soliti mastodontici finali in oro zecchino e vumeter al seguito.

(E... si sente davvero il GAP che l'analogico -non esoterico... dove servono 3000 euri per una puntina!- e il CD /SACD player... stanno avendo nei "suoi" confronti.)

Rimane il mondo (extraterrestre per molti di noi qui per non dire "tutti") del PRO dove già si utilizza a man bassa il digitale, senza paura e laddove i Nagra e Studer e Neumann e Schoeps... sanno cose e fanno cose che Voi umani...  😁


 

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analogsource

@milani_elek ...Piaccia o no, la fruizione (streaming tra tutto!) è divenuta la "killer-opzione" che sta facendo rivivere ancora una volta l'HIFI.
Ora, e per una nicchia che si sta evolvendo e andando alla pari con quelle che son già divenute nicchie... (giradischi...tra tutti) ma che a breve le supererà divenendo la "vera" HIEND... la "computerMusic" (liquida) o come la vorremmo chiamare... è tutto il nostro presente...

^^^^^^^^^^

...ecco hai colto in pieno i miei dubbi...le potenzialità del "mezzo" sono enormi per la resa acustica, nessuno lo mette in dubbio, ma che sistemi di controllo qualità abbiamo disponibili?......a parte le orecchie?

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milani_elek

@analogsource  e bbhè ma questa non è una vera domanda, vero?
Cioè... "misuroni" vs "ascoltoni" lo leggevamo nelle riviste dei primi anni '80 mi pare!
Oggi un altra certezza è che -seguendo un attimo "sandromagni"- con pochi euri hai un ottimo ascolto a disposizione di... orecchie e che altro!
Sia un sistema tipo... chessò... KEF LSX (900 euri streeprice) di design e di ottima resa... che con uno hotspot... è completissimo avendo uno smartphone... (chi non ne ha...) oppure anche con meno... sia uno solo cuffie (oggi è un mercato mica di poco conto!) dove ... vabbè... mi hai capito.

Ciao.

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analogsource

 @milani_elek e bbhè ma questa non è una vera domanda, vero?
Cioè... "misuroni" vs "ascoltoni" lo leggevamo nelle riviste dei primi anni '80 mi pare!...

^^^^^^^^^^^^^

No, non mi metto certo a fare le solite (trite) argomentazioni.

Quello che affermi sui sistemi tipo quelli della kef (io di recente ho ascoltato un sistema simile della b&W https://www.bowerswilkins.com/formation/duo) non ho dubbi che rappresentano per semplicità d'uso e complessivamente per la resa domestica in ambienti audio non appositamente "preparati" le soluzioni su cui nei prossimi anni punteranno molti produttori.

Quando ho ascoltato il sistema che ho citato prima l'ho fatto con mente (e orecchie) aperte e non mi è dispiaciuto per nulla l'esito dell'ascolto. Per qualcuno che a casa non ha nulla e deve cominciare da zero è di grande semplicità e "appeal".

MI rimane sempre il dubbio che durante lo streaming qualcosa della parte informatica possa non funzionare a dovere...

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Jazzlover
2 ore fa, analogsource ha scritto:

siamo proprio sicuri che non si perda qualcosa per strada?

Sono timori infondati, non si perde nulla, in ogni caso, ho una rete interamente cablata e una linea assolutamente stabile (che è la cosa più importante per uno streaming audio di qualità).

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milani_elek
2 ore fa, analogsource ha scritto:

MI rimane sempre il dubbio che durante lo streaming qualcosa della parte informatica possa non funzionare a dovere...

Intanto (se non lo hai già fatto) inserisci un po' di robba menzionata sopra. (Come fosse il "tweaking" dell'analogico... step-up, cavetti, MC, prefono, valvole eccetera :))
Qua tutto "suona!"

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Ligo
16 ore fa, analogsource ha scritto:

Oggi si torna a far entrare un segnale che potenzialmente sarebbe di grande qualità (parliamo delle registrazioni digitali native ad elevati valori di campionamento) utilizzando quelle registrazioni (in hires) compresse ed inviate su sistemi di connessione/collegamento che nulla hanno a che fare con la salvaguardia del contenuto musicale che dovrebbe essere veicolato.

Lo dici perché sai che è così o perché pensi che sia così?

Non c'è nessuna compressione nel veicolare i file audio tramite rete Internet se non all'origine, in quanto il file non è un formato wav ma flac. Questo però non ha influenza alcuna sul segnale che poi ascolti.

Non ci sono perdite di informazione proprio perché i  sistemi di connessione/collegamento e i protocolli lo garantiscono.

Potrebbe, e uso il condizionale, esserci un aumento del Jitter e su questo è opportuno prendere precauzioni anche se dubito che possa essere udibile.

Ognuno ha le sue convinzioni e per fortuna c'è ampia scelta di sorgenti e nessuno è obbligato a utilizzare un sistema di cui non si fida anche se, oggettivamente, non c'è ragione per non fidarsi. Però sono convinzioni e non dati oggettivi.

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Arnaldo
19 ore fa, sandromagni ha scritto:

conosco molto bene l'informatica

Sicuro?

perché ti è sfuggita sta cosa...

21 ore fa, analogsource ha scritto:

l problema è che non è detto che se c’è un malfunzionamento il sistema di riproduzione si interrompa (facendo capire che il sistema non funziona). Il mondo informatico ha una lunga esperienza nel dover gestire flussi di dati senza interrompere il funzionamento del programma in uso, praticamente tutti i “protocolli” sono ingegnerizzati dagli specialisti in informatica per continuare a funzionare anche con un flusso dati ridotto e parziale.

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sandromagni

@analogsource Mi sembra che tu sia estremamente attaccato alla concettualizzazione di filosofia della riproduzione sonora.

Io starei attaccato al sodo, alla realtà: io sono assolutamente convinto che per un dato impianto, la gran parte delle differenza sonora è data dai diffusori. Cambia questi, e stravolgi il suono dell'impianto. Poi, a mio modesto avviso, io sento diversità tra DAC. Tra qualità CD, HiRes e financo MP3 320 fatti bene, io non sento differenze univoche.

Per me la modalità di fruizione della musica è importante, i 33 giri non lo riuserei neanche morto. Il mio impianto è composto da diffusori che hanno 20 anni, amplificazione di 10 anni fa, un DAC comprato da 3 mesi e un PC Apple del 2011. E varie altre cose visto che è anche multicanale, ma non riguarda qui.  Ho un altro impianto in montagna fatto quasi tutto di pezzi usati o di recupero che a mio avviso suona molto bene. Il nirvana lo raggiungo tramite un IPhone collegato a un DAC Dragonfly Cobalt e cuffie Senneiser momentum 2.

Io ci vado in cima a una montagna e ascolto Bill Evans o Vivaldi con questa delizia di suono (secondo me) mentre guardo le vette e sono contento.

A me cosa deve o non deve essere non importa nulla. in 40 anni di passione musicale ho sentito ogni scemenza e il contrario di tutto. Ritengo di avere una competenza e una esperienza per decidere io cosa mi interessa e cosa non mi interessa. Se qualcosa non ti convince, lascia perdere e buttati su ciò che ti convince.

Per me è la ricetta della soddisfazione

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sandromagni

@Arnaldo Non ho capito davvero a cosa alludi mi sarebbe sfuggito  a livello informatico, se puoi fammi capire

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SimoTocca

@analogsource 

Guarda, di sicuro non c’é niente, neanche la morte (in certi eoni sconosciuti anche la morte può morire...cit. Lovercraft) 😉.

Però ti riporto la mia esperienza personale (di utente qualunque “non informatico”).

Quando ho deciso che la liquida suonava così bene da poter sostituire i supporti solidi io ho preso un Mac e ci ho messo sopra l’App Audirvana...

Da allora sono passati almeno 3 Mac e ho acquistato le due versioni più recenti di Audirvana e...nonostante i mei due sistemi (quello per l’impianto cuffia e quello per l’impianto con diffusori)siano complicati dal fatto che il segnale USB non vada al DAC ma ad un USB Converter, posso assicurarti che é sempre stato questione di una manciata di secondi, cambiare un computer con un altro (ho tre Mac Mini a casa, dedicati alla musica...) o far partire la nuova App appena scaricata...

Da questo punto di vista, per stabilità di funzionamento e per semplicità d’uso, penso che la Apple non abbia rivali...

Per quanto riguarda la qualità audio in streaming: ti assicuro che ho fatto molti tests comparativi, testa a testa, fra CD-File Rippato-File acquistato in download-File in streaming e... sono passato in blocco allo streaming! Quindi io sulla qualità streaming non ho alcun dubbio...

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Arnaldo
21 minuti fa, sandromagni ha scritto:

Non ho capito davvero a cosa alludi mi sarebbe sfuggito  a livello informatico, se puoi fammi capire

te l'ho segnato, grassetto, sottolineato, corsivo...magari rileggi meglio la frase.

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adriatico
1 ora fa, sandromagni ha scritto:

Mi sembra che tu sia estremamente attaccato alla concettualizzazione di filosofia della riproduzione sonora.

Io starei attaccato al sodo, alla realtà: io sono assolutamente convinto che per un dato impianto, la gran parte delle differenza sonora è data dai diffusori. Cambia questi, e stravolgi il suono dell'impianto. Poi, a mio modesto avviso, io sento diversità tra DAC. Tra qualità CD, HiRes e financo MP3 320 fatti bene, io non sento differenze univoche.

Per me la modalità di fruizione della musica è importante, i 33 giri non lo riuserei neanche morto. Il mio impianto è composto da diffusori che hanno 20 anni, amplificazione di 10 anni fa, un DAC comprato da 3 mesi e un PC Apple del 2011. E varie altre cose visto che è anche multicanale, ma non riguarda qui.  Ho un altro impianto in montagna fatto quasi tutto di pezzi usati o di recupero che a mio avviso suona molto bene. Il nirvana lo raggiungo tramite un IPhone collegato a un DAC Dragonfly Cobalt e cuffie Senneiser momentum 2.

Io ci vado in cima a una montagna e ascolto Bill Evans o Vivaldi con questa delizia di suono (secondo me) mentre guardo le vette e sono contento.

A me cosa deve o non deve essere non importa nulla. in 40 anni di passione musicale ho sentito ogni scemenza e il contrario di tutto. Ritengo di avere una competenza e una esperienza per decidere io cosa mi interessa e cosa non mi interessa. Se qualcosa non ti convince, lascia perdere e buttati su ciò che ti convince.

Per me è la ricetta della soddisfazione

applauso

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adriatico
1 ora fa, Arnaldo ha scritto:

praticamente tutti i “protocolli” sono ingegnerizzati dagli specialisti in informatica per continuare a funzionare anche con un flusso dati ridotto e parziale.

si sta dicendo che il file audio viene trasformato in qualcosa con meno dati e anche “pastrugnati”?

non diciamo fesserie. Significa che il flusso è inferiore e più lento ma sempre sufficiente allo scopo, nel momento in cui non lo fosse non senti la musica.

È come aprire un enorme file Pdf per leggerlo in tempo reale: chissene frega se mentre leggo la prima pagina il flusso rallenta nello scarico delle pagine su successive, l’importante è che il flusso non scenda sotto la mia velocità di lettura. Qualora lo facesse me ne accorgerei eccome perché non vedo più le parole nuove da leggere.

Non sarà che si crede che invece il flusso mandi una parola si due no, tre lettere si e una no... per caso eh?

Non funziona così eh

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Arnaldo
10 minuti fa, adriatico ha scritto:
2 ore fa, Arnaldo ha scritto:

praticamente tutti i “protocolli” sono ingegnerizzati dagli specialisti in informatica per continuare a funzionare anche con un flusso dati ridotto e parziale.

si sta dicendo che il file audio viene trasformato in qualcosa con meno dati e anche “pastrugnati”?

non diciamo fesserie. Significa che il flusso è inferiore e più lento ma sempre sufficiente allo scopo, nel momento in cui non lo fosse non senti la musica.

È come aprire un enorme file Pdf per leggerlo in tempo reale: chissene frega se mentre leggo la prima pagina il flusso rallenta nello scarico delle pagine su successive, l’importante è che il flusso non scenda sotto la mia velocità di lettura. Qualora lo facesse me ne accorgerei eccome perché non vedo più le parole nuove da leggere.

Non sarà che si crede che invece il flusso mandi una parola si due no, tre lettere si e una no... per caso eh?

Non funziona così eh

...e tu lo dici a me questo?

Me sa che hai preso un granchio bello grosso...nel leggere il quote!😉

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adriatico

@Arnaldo

no non lo sto dicendo a te. Scusa. Ho quotato dal tuo quote ma 

intendevo dirlo in generale. La frase quotata era lo spunto.

(ho visto il tuo blog... bravo e anche grazie per condividere quello che hai fatto 👍 )

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Arnaldo
27 minuti fa, adriatico ha scritto:

@Arnaldo

no non lo sto dicendo a te. Scusa. Ho quotato dal tuo quote ma 

intendevo dirlo in generale. La frase quotata era lo spunto.

(ho visto il tuo blog... bravo e anche grazie per condividere quello che hai fatto 👍 )

Nessun problema era per dire che non sono parole mie.

Umilmente grazie per il resto.

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analogsource

@adriatico si sta dicendo che il file audio viene trasformato in qualcosa con meno dati e anche “pastrugnati”?

non diciamo fesserie. Significa che il flusso è inferiore e più lento ma sempre sufficiente allo scopo, nel momento in cui non lo fosse non senti la musica.

È come aprire un enorme file Pdf per leggerlo in tempo reale: chissene frega se mentre leggo la prima pagina il flusso rallenta nello scarico delle pagine su successive, l’importante è che il flusso non scenda sotto la mia velocità di lettura. Qualora lo facesse me ne accorgerei eccome perché non vedo più le parole nuove da leggere.

Non sarà che si crede che invece il flusso mandi una parola si due no, tre lettere si e una no... per caso eh?

Non funziona così eh...

^^^^^^^^^^^^^^^^^

...questo dubbio mi è venuto quando nella catena audio descritta nel primo intervento dopo pochi secondi di riproduzione ho sentito un degradamento deciso della qualità della riproduzione (il segnale audio "fluttuava" con un aumento e diminuzione della pressione sonora ed una evidente limitazione dell'estensione in frequenza, come se intervenisse un forte filtro in maniera alterna).

Il DAC che era "settato" su 24/96 ha continuato a funzionare senza problemi.

Per prima cosa ho controllato i cavi di connessione (scollegando e ricollegando il tutto), poi per cercare di trovare il problema ho sostituito per prima cosa il PC perché ho pensato che fosse l'elemento con maggiori "criticità". Ho sostituito il PC con un raspberry con una schedina dac (aoide) e il problema è sparito.

 Per risolvere il problema ho formattato il PC reistallando tutto da zero ed il problema è scomparso.

Il punto è che quando è comparso il problema (con il PC) il sistema ha continuato a funzionare e mi sono accorto che qualcosa non andava solo perché il degrado del segnale era talmente forte da farmene accorgere ad orecchio...ma se il problema fosse stato meno evidente probabilmente l'avrei ignorato.

Il problema che pongo è che l'informatica ha un sacco di cose positive ma il suo impiego in ambito audio pone dei problemi perché ci sono molti punti critici che non consentono di avere un controllo in tempo reale relativo al flusso dati in ingresso al DAC.

Il mio 3ad è incentrato su questo.

Nessuno nega la qualità della riproduzione di musica in hires sia in streaming che da NAS o altri supporti solidi in rete locale. Il punto è che tutti danno per scontato che non appena il sistema funziona sia "stabile" e che continui a funzionare al 100% delle proprie possibilità.

Io questa certezza non ce l'ho...

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Arnaldo
3 ore fa, analogsource ha scritto:

Io questa certezza non ce l'ho...

Si é capito da certe affermazioni tecniche che sono tipiche di chi ignora come funzioni un PC. Il segnale  che fluttua è per altri motivi e non c'entra assolutamente nulla il protocollo tcp/IP... Oppure quello USB Fidati... 

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adriatico

@analogsource scusa se te la dico in scherzosa franchezza... vedi fantasmi audio :)

intanto sostituendo e formattando il PC hai dimostrato che era il PC e non il flusso... ma a parte questo... ti rendi conto che hai scritto che poteva esserci un problema sotto soglia detettabile e non me ne sarei accorto?

 e se non te ne puoi accorgere... che ti frega? 

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sandromagni

@adriatico Ricambio l'applauso! Il dramma è che in Italia non siamo empiristi ma dogmatici. E il dramma è che questa cosa ci influenza e determina in ogni dettaglio della vita, anche audiofila ovviamente.

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Ligo

Derivare dal PC che ha problemi dubbi sulla catena che comprende mezzi fisici e protocolli di trasmissione il passo è troppo lungo. 

Le cose, anche in informatica, hanno una logica di funzionamento e se qualcosa non va c'è una causa che bisogna isolare e risolvere.

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SuonoDivino
On 11/7/2019 at 12:24 PM, analogsource said:

Il problema è che non è detto che se c’è un malfunzionamento il sistema di riproduzione si interrompa (facendo capire che il sistema non funziona). Il mondo informatico ha una lunga esperienza nel dover gestire flussi di dati senza interrompere il funzionamento del programma in uso, praticamente tutti i “protocolli” sono ingegnerizzati dagli specialisti in informatica per continuare a funzionare anche con un flusso dati ridotto e parziale

Questa e una colossale sciocchezza. I protocolli di trasmissione prevedono la correzione di errori, i checksum (ovvero stringhe calcolate tramite appositi algoritmi che danno un'impronta unica del contenuto di un pacchetto) e la ri-trasmissione del pacchetto in caso non sia arrivato o sia arrivato con un checksum diverso da quello in partenza. tutto per garantire il fatto che ogni singolo bit sia trasmesso uguale a come era in partenza.

E vero che in campo SPDIF e altri protocolli di comunicazione tra sorgenti e DAC e streaming (Upnp per esempio che usa pacchetti UDP invece che TCP) i protocolli non prevedono la correzione di errore (e questa e una putt***ta fatta da chi li ha definiti, incluso il qui sopra citato Ravenna), ma e anche vero che le probabilità che un pacchetto sia alterato dalla trasmissione sono prossime allo zero assoluto. I pacchetti si possono perdere, e dunque al limite lo streaming ha dei vuoti. L'ipotesi che possa modificarli il passaggio su un cavo usb di 1 metro, come qualcuno pubblicizza per vendre cavi a migliaia di euro al metro,  e  purissima FUFFA.

Fortunatamente stanno entrando in servizio i nuovi protocolli, tipo in campo video

WOWZ™

SRT (Secure Reliable Transport)

WebRTC (Web Real-Time Communications) , ed equivalenti in campo AUDIO che prevedono la correzione di errore e che usano pacchetti  TCP invece di UDP (e dunque prevedono anche la ri-trasmissione in caso di perdita di pacchetti), Quando saranno operativi tutte le chiacchiere staranno a zero.

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franz159

@milani_elek Buongiorno, mi potrebbe spiegare per cortesia con parole semplici e comprensibili cosa c'entra rispetto allo streaming di file in High-Res la distinzione tra "FIBRA vera" e  non?  (Cfr.   "laddove ancora non è disponibile per tutti "LA FIBRA vera"... (non quella sul doppino di rame)".

Questa frase sembra implicare che ci voglia chissà quale connessione internet sofisticata per fare streaming audio.

NON E' COSI'.
Per avere un'idea di quale tipo di connessione sia necessaria basta guardare - ad esempio - le raccomandazioni di Netflix per lo streaming video, sapendo che per lo streaming audio i requisiti sono decisamente inferiori...

  • 500 Kbps - velocità minima necessaria per lo streaming
  • velocità consigliata per la visualizzazione di qualità - 1.5 Mbps
  • 3 Mbps - Standard Definition Video
  • 5-8 Mbps - 720p e 1080p alta definizione
  • 25 Mbps - 4K Ultra Alta Definizione

Alcune numeri, empiricamente determinati, relativi allo streaming audio, sono riportati in questo post di Qobuz

https://www.qobuz.com/ie-en/info/hi-fi/bancs-d-essai/will-my-internet-bandwidth-be179216

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SuonoDivino

@franz159 Appunto!! Parlando di audio per un flusso a 192khz 24 bit servono 192.000x24x2 bit/secondo che fanno 9.2 Mbit/sec. Considerando che dai servizi di streaming (tidal, qobuz) viene trasmesso un flusso compresso (flac o equivalenti), e oltretutto a 96 o 88khz (per cui siamo a circa 4mbit di banda) anche la vecchia ADSL 7 mbit sarebbe laaaaaaaargamente sufficiente.

Non si capisce quali vantaggi dovrebbe portare la "presunta" fibra vera??

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