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Wolf65

Parliamo un po' di diffusori attivi? Pro e contro.

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domenico80

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alexpass

@Wolf65 Lipinski Grand con i suoi finali dedicati (progettati per la biamplificazione passiva). Provate a casa mia (dove ho provato anche le Atc 100) : per me fine dei giochi

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domenico80

e che significa ?

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Summerandsun

@Wolf65  Riporto la mia esperienza non audiofila per offrire uno spunto diverso. 

Come mai sul versante attivo si stanno considerando solo monitor pro ? Le poche volte che li ho potuti ascoltare in studi di registrazione (non di alto livello, sono solo un musicista dilettante) o sala di doppiaggio (questa invece seria), non mi sono mai piaciuti. 

Diffusori attivi per musica dal vivo, invece, trovo che siano più piacevoli dei monitor. Forse si potrebbero considerare questi diffusori nel confronto coi passivi.

Sono costruiti per fare da tramite tra una band che suona realmente e gente che ascolta... Dovranno pur suonare fedelmente! 

Mi sono sempre chiesto come mai nessuno si azzardi ad utilizzarli per l'ascolto a casa. Anch'io, pur disponendone, non ci ho mai provato (forse perché il mio ampli non ha uscite bilanciate) .

Mi piacerebbe sentire come si comportano con una sorgente e un preamplificatore hi fi. 

Esistono diffusori per musica dal vivo veramente validi. Mi danno l'impressione di costare meno di sistemi passivi da casa a parità di qualità. Specialmente quelli di marche conosciute anche per Hi fi, come ad esempio jbl, rcf, eccetera. 

Esistono comunque anche marchi costosi che non vedo presenti nel mercato Hi fi casalingo. Esempi: turbosound, Martin audio, electro voice... Ecc... 

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Wolf65

@Summerandsun Grazie per il tuo intervento. Potresti indicarmi quali monitor pro hai ascoltato che non ti sono piaciuti.

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Summerandsun

@Wolf65 purtroppo non ricordo. Quello che ricordiamo, sia io che gli altri nella band, è che il suono non risultava piacevole. La sensazione era di un suono piatto. Dettagliato, ma piatto. Per nulla emozionale. Non saprei come esprimerlo meglio di così. È difficile descrivere un suono. 

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senek65

Dimenticate sempre che un monitor un uno studio è li per fare il monitor.  Non deve essere per forza "piacevole " ma efficace e adatto allo scopo.  

Diverso se inserito in ambiente domestico.  

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naim
1 ora fa, Summerandsun ha scritto:

Diffusori attivi per musica dal vivo, invece, trovo che siano più piacevoli dei monitor. Forse si potrebbero considerare questi diffusori nel confronto coi passivi.

Lascia perdere quel genere di monitor che nulla hanno a che vedere con la riproduzione di qualità. 

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naim

@Summerandsun Perché nascono per amplificare, non per riprodurre in modo corretto e qualitativo una registrazione.

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Summerandsun

@naim Interessante. Avevo perso per strada la questione della registrazione...

Adesso sono ancora più curioso di sperimentare la differenza tra riproduzione di una registrazione e amplificazione dal vivo con i medesimi diffusori attivi. 

Per me risulta curioso che un sistema che riesce a riprodurre perfettamente il mio strumento in tempo reale (ripreso con un microfono) , non possa farlo partendo da una registrazione

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AlbertoPN

Secondo la PMC (c'è un video da qualche parte), la differenza fra un diffusore attivo ed un passivo, non è tanto la presenza di un amplificatore (a bordo, o esterno) nella prima tipologia, quanto il X-Over:

  • nel modello passivo è costruito con componenti discreti (resistenze, induttanze, condensatori) e riceve TUTTA l'amplificazione (esterna) che gli si abbina;
  • in quello attivo è di tipo elettronico e DOPO ogni via viene singolarmente amplificata, così che al driver di riferimento per quel dato range di frequenze da riprodurre arrivi diretta tutta la potenza destinata ad esso senza altre componenti.

Quindi anche i trasduttori devono essere dimensionati correttamente (chiaro), ma soprattutto aumenta di brutto l'headroom a disposizione, permettendo senza particolari sforzi di riprodurre picchi di dinamica senza gli effetti tipici di altri sistemi (indurimenti, appiattimento di alcune gamme, sovrapposizioni, etc ).

Il che mi sembra sensato e solo un plus, a vederla tutta.

Il minus che alcuni potrebbero trovare (per il sottoscritto non è un grande problema, in effetti) è che ti arriva la "pappa pronta" e quindi anche l'amplificazione (tipologia, classe, potenza, etc) l'ha già scelta il costruttore per noi (ma fa parte delle specifiche di progetto, per cui dovrebbe essere nominalmente la "migliore possibile" per quei trasduttori) ma soprattutto lato X-Over attivo, sicome anche se si usano gli ingressi analogici questi vengono ricampionati per lavorare del dominio digitale dei tagli, pendenze, etc, c'è la concreta possibilità che l'audio che arriva dalle nostre sorgenti (il concetto di "pre" in ambito professionale è molto "largo" volendo) sia ri-elabiorato ancora.

Ma anche questa ... visto che parliamo di prodotti pensati, ingegnerizzati e costruiti da chi ne mastica parecchio ... potrebbe essere una questione più psicologica che altro.

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AlfonsoD
Il 15/1/2020 Alle 15:37, grisulea ha scritto:

Si prende un diffusore, un qualsiasi diffusore e lo si monoamplifica via crossover passivo. Poi si prende lo stesso identico diffusore, senza cross passivo, facciamo il classico tre vie e lo si triamplifica spendendo al massimo quanto si era speso per ampli singolo e crossover passivo. Solo a quel punto è possibile fare paragoni.

Per quanto mi riguarda anche solo biamplificando il passivo ci lascia le penne per enne motivi intuibili. Triamplificando o andando oltre se le vie lo permettono non c’è storia, il passivo perde su tutti i fronti. Frazionando il sistema l’influenza degli ampli diventa via via irrilevante sempre per enne motivi ed il conseguente costo precipita verso l’irrisorio.  Se ad esempio usiamo un sistema che necessita di un centinaio di watt capaci di resistere ad un carico difficile va messo in conto una bella bestiola, grande trafo, tanti cond., ecc…. Il poveraccio eroga circa 40 volt o meglio al massimo può sperare di farlo se fosse ideale, un mostro insomma. Ora prendiamo quattro mingherlini da 25 watt, quasi neanche di dissipatori necessitano, alimentazioni striminzite ecc….  I poveracci sparano sul carico non 40 ma circa 60 volt, potenza doppia se riferita ad 8 ohm. Non solo, ne clippasse uno, molto più improbabile che con l’esempio precedente, agli altri frega nulla.  Distorsione sparita dalla circolazione per impossibilità di un ampli di interferire con l’altoparlante che gli sta sopra o sotto.  Controreazione sui bassi e poca sopra, nessuno spreco di potenza sul cross. Passivo, carico che dipende solo dal singolo altp collegato, possibilità di allineare le risposte delle singole vie anche a piacere, dsp sul cross a sistemare almeno il peggio dell’ambiente (ma qua siamo in altra galassia anche se non tutti sono d’accordo) facilità di incrociare gli altoparlanti, allinearli, fasarli, equalizzarli attivamente al posto che con manciate di costosi componenti passivi   ….… ecc…..ecc….

Non c’è e non ci può essere storia almeno fino a parità di spesa, ma in fondo credo che non ci sia e basta.

Sono anni che vado predicando questo credo, anche andando oltre, la sorgente può essere tutt'uno col crossover, e la conversione in analogico avviene solo prima di ogni amplificatore col suo canale di un dac a più vie, strada ancora più semplificata e tutto gestito dallo stesso pc.

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il Carletto

Da tempo stavo pensando alla multiamplificazione attiva per le mie Pmc pro.

Oltre a Totaldac e Minidsp quali altri dac permettono il crossovering nel dominio digitale?

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AlfonsoD

Io sto realizzando una cosina con un dac a 8 canali (minidsp u-dac8) pilotato direttamente da pc con foobar e con un software (dephonica) che fa da crossover attivo software.

Per ora (da più di 1 anno) in fase di realizzazione/evoluzione.

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AlbertoPN
il Carletto

Grazie, ora gli darò un’occhiata...

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maxnalesso
5 ore fa, AlbertoPN ha scritto:

 la differenza fra un diffusore attivo ed un passivo, non è tanto la presenza di un amplificatore (a bordo, o esterno) nella prima tipologia, quanto il X-Over:

Esatto!

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