Jump to content
Melius Club
Grancolauro

Bach is in the Air

Recommended Posts

analogico_09
3 ore fa, Grancolauro ha scritto:

con riferimento al carattere non-universale della musica di Bach: "Vorrei vedere le reazioni alla musica di Bach di una tribù di Maori o di indigeni della foresta amazzonica". Questa frase mi ha colpito molto perché mi ha fatto venire in mente un famoso articolo di John McDermott pubblicato su Science due o tre anni fa (forse è disponibile sul web, non ho guardato), nel quale un team di studiosi dimostra come i membri di una delle ultime tribù amazoniche che non ha avuto contatto con la nostra civiltà non associano una sensazione spiacevole ad accordi dissonanti e una sensazione piacevole ad accordi consonanti, come accade invece in tutto il mondo esposto alla cultura occidentale. Questo studio dimostrerebbe, in completo contrasto alle tesi sostenuti dalla ricerca di Harvard a cui ha fatto riferimento @analogico_09, che gli aspetti culturali hanno un peso predominante nel plasmare le nostre percezioni uditive e il nostro rapporto con la musica. Ora, non ho gli strumenti per valutare chi ha ragione e chi ha torto, né francamente mi interessa farlo.


Nemmeno a me interessa cercare la ragione o il torto, però il tentativo di capire cosa sia più o meno verosimile ha un suo giusto perché. Per quanto riguarda l'esempio estremo e paradossale tra le tribù primitive amazoniche, o d'altri luoghi della terra, le quali non hanno nessun tipo di contatto con le civiltà umane più o meno colte, più o meno evolute, ecc, e quest'ultime, a mio avviso non è pertinente, è concettualmente e dialetticamente errato.
Non serve spiegare suppongo perché i "primitivi" non capirebbe nulla di nulla delle altre culture ad essi quasi o del tutto sconosciute, come pure noi "non selvaggi" (vorrei pensarci un attimo su prima di scrivere "noi civili"...) non capiremmo nulla di loro.
Ove non vi sia una pur minima reciproca conoscenza, condivisione culturale, sociale, psichica, archetipica, figuriamoci quando si è dentro una eterna bolla di isolamento, non è possibile nessun tipo di comunicazione, di "riconoscibilità"... E' un po' come fare un paragone tra due sordomuti per dimostrare l'incomunicabilità umana.., il trionfo dell'inverosimile.

Quindi questo studio sugli amazzonici a mio modesto avviso non inficia in nessun modo la ricerca della Haward la quale si basa se non ricordo male sulla comunicazione esistente tra i diversi contesti umani che benchè lontani geograficamente e culturalmente sono incottato e in qualche modo si ri-conoscono, magari anche grazie alla musica.., la quale se non universale potremmo definirla comunicativa.., magari a "blocchi", grandi , diffusi "blocchi"... (be'.., il finale del film di Kubrick, a cui nessuno ha fatto caso, mi sembra significativo in tal senso...) e vado alla parte finale del tuo post... 
 

3 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Mi vien allora da pensare (solo per formulare un'ipotesi, nulla di più) che anziché parlare di universilità della musica in questo processo di trasmissione/rielaborazione, si potrebbe parlare, usando un'espressione famosa, di "somiglianze di famiglia" tra esperienze storico/culturali diverse. Come dire, forse non c'è un denominatore comune, costante e immutabile, nelle diverse esperienze musciali ma ci sono somiglianze e rinvi continui, come se ogni testimonianza musicale fosse l'anello di una catena che si costituisce e ricostituisce senza fine. Che consista in questo l'universalità della musica? A voi l'ardua sentenza 😊


Mi piace questo "compromesso"... ;) La catena.., potrebbe essere il fil-rouge di cui parlo spesso che lega le esperienze musicali più distanti tra di loro e che hanno tuttavia radici comuni (se non denominatori.. ma non sono forse la stessa cosa?) rintracciabili, ove più, ove meno, nelle esperienze stesse che si assomigliano più o meno, le quali possono essere transitorie, nulla di perfettamente sovrapponibile, di omologabile, fisso, immutabili "transitorio": "universalità", comunicatività ,nella diversità -  valore preziosissimo - che non sia difforme...

Share this post


Link to post
Share on other sites
Grancolauro
3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Non ho presente la scala Sheppard,

Scartabellando ora su YouTube ho trovato una spiegazione di cosa sia una scala Shepard proprio con riferimento a Dunkirk. Il video non è preciso quando descrive il modo in cui Zimmer usa le scale Shepard ma perlomeno rende l’idea.

L’idea di una progressione (armonica) ascendente infinita è stata sviluppata da Bach nel primo canone dell’Offerta musicale. Bach ovviamente non usa scale Shepard, ma elabora l’idea di fondo a partire dalla quale poi queste scale sono state sviluppate  dagli ingegneri del suono e vengono oggi usate

Share this post


Link to post
Share on other sites
Grancolauro
16 ore fa, analogico_09 ha scritto:

La storia del cinema è piena di musiche "espansive" per le immagini "espansive"; anche Danny Elfman fa grandi cose con Tim Burton (Batman;  Nightmare Before Christmas), ecc, tornando un po' indietro nelm tempo abbiamo il genio di Bernard Herrmann con le musiche per i film di Hitchcock;

Confesso la mia ignoranza riguardo ai grandi autori di colonne sonore... una buona ragione per ascoltarli, grazie! Ho cominciato solo da poco ad ascoltare con attenzione questo genere di musica, partendo proprio da Zimmer e dai lavori di Michael Nyman per i film di Greenway, tutti e due influenzati da strutture ritmico-armoniche barocche, per arrivare da ultimo a Max Richter (fantastica la sua colonna sonora di Ad Astra). Tutto il resto lo ignoro purtroppo.

Il fatto che siamo arrivati poi a una specie di compromesso mi sembra già un risultato niente male 😀. Tutto sommato, forse, le tesi sostenute dai due "fronti" di questa discussione non sono così lontane o inconciliabili come sembrava all'inizio

Share this post


Link to post
Share on other sites
analogico_09

@Grancolauro Grazie Damiano del video sulla scala Shepard, ho cercato di afferrare qualcosa attraverso le immagini, non conosco bene, anzi, puredi meno.., l'inglese, le reminiscenze scolastiche non bastano, dovrò fare un corso alla "non è mai troppo tardi"... ;)

Ottime le colonne sonore di Nyman per Greenaway, in particolare quella de I Misteri del giardino di Compton House, un film molto "barocco",  uno dei miei registi "contemporanei" preferiti, tra barocco e minimalismo (il nostro  @my2cents è un vero conoscitore di Nyman ... ;)

Prova ad ascoltare Bernard Herrmann, specialmente con i film di Hitchock, uno dei più grandi compositori della storia del cinema; anche Badalamenti con Lynch.., sono tra le collaborazioni più simbiotiche tra cinema e musica. La partitura di Psycho - l'"ostinato/ossessivo" , la "progressiopne" musicale ed emotiva, allucinatoria - ,  è degna di entrare negli annali nella musica armonicamente ed "effettatamente" più audace del 900'... tra Bartok, Sciostak, Stravinsky, Ligeti;  vive di vita propria, anche senza immagini, come tutte le musiche da film dei grandi autori. La composizione è solo per archi, Herrmann disse di voler rappresentare con questo rabbrividente "bianco e nero sonoro" il "bianco e nero" geometrico, livido e terrificante della pellicola... Già il film (girato a bassissimo costo) di per se' è una rivoluzione cinematografica epocale, sotto diversi aspetti formali, tecnici ed estetici, lo score di Herrmann da parte sua riassume, "decompone" e reimpasta gli stereotipi musicali del genere thriller, insomma li riscrive.., e siamo quindi di fronte ad un capolavoro duplice ma inscindibilleche giustificano questo OT che ci ha solo apparentemente allontanati dall'altro capolavoro che è Bach.., dove si ha davvero ragione di dire che mentre su certi aspetti ci si divide, si questionia trovando anche la "via di mezzo".. si è tutti concordi sulla somma grandezza di Bach, in piena sssonanza e non per "compromesso"! ;)

Share this post


Link to post
Share on other sites
analogico_09

error

Share this post


Link to post
Share on other sites
my2cents

Non e' solo il battito cardiaco della madre l'archetipo a cui si accenna. I bambini sognano, ancor prima di vedere. Vedono immagini non ancora viste, e conseguentemente suoni non ancora percepiti, o memorizzati dall'esperienza quotidiana. In questi stati 'liberi' la memoria e la cultura ancora non partecipano al filtro incessante che ci vincola in quasi ogni istante della nostra vita quotidiana. Non trovate in qualche modo sconvolgente un a priori, o un 'dreamtime';),  cosi profondo e misterioso? E' come un inconscio collettivo che gia' tutto contiene. La musica ha la sua origine nell'universale, al di fuori delle infinite 'mutazioni' che avvengono con i fatti culturali ed estetici. Ogni legame e intreccio di questi ultimi ha sempre a che fare con una 'memoria' che si trasmette, si contamina e si adegua a seconda del periodo storico in cui appare. Altra cosa soni gli 'archetipi' che scavalcano l'esperienza che possiamo mutare in 'linguaggio'. Se non fosse cosi' come spiegare allora la 'violenza' della musica che fa di noi quel che pare a lei. Le sue eterne promesse mancate sono invero solo le nostre aspettative e desideri che non possono che essere disattesi. Se cosi non fosse allora la musica sarebbe 'relativa'...pur vero pero' che bisogna sapere ascoltare come ascolta un bambino che sogna, altrimenti niente magia ;)

...mi ha spesso incuruosito la sensibilita' di Fellini verso la musica che ritrovo  in alcuni passaggi della 'La Voce della Luna' e 'Prova d'Orchestra'... A tal proposito vado a riprendere il libro di Cavazzoni...'Il Poema dei Lunatici'  ;)

...a partire dal minuti 6.10 fino a 13.20

Share this post


Link to post
Share on other sites
jakob1965

Zimmer e Lisa Gerrard   - bellissima coppia - una delle più belle voci del nostro tempo

Share this post


Link to post
Share on other sites
Monisi

Non l’ho scoperto subito, ma in questi giorni mi sto “bevendo” il thread... 

Un’annotazione soltanto per esprimere il mio riconoscimento a tutti Voi, per le cose che portate; le vostre idee, suggestioni, aperture di scenari a partire dalla musica di Bach (nel mio piccolo personale, insostituibile per un accesso a un certo tipo di contatto interno, di trascendenza), creano anelli creativI e associativi. 😉

Grazieeee 😀 🙏  

Roberto

Share this post


Link to post
Share on other sites
analogico_09
Il 4/4/2020 Alle 14:49, my2cents ha scritto:

Non e' solo il battito cardiaco della madre l'archetipo a cui si accenna. I bambini sognano, ancor prima di vedere. Vedono immagini non ancora viste, e conseguentemente suoni non ancora percepiti, o memorizzati dall'esperienza quotidiana. In questi stati 'liberi' la memoria e la cultura ancora non partecipano al filtro incessante che ci vincola in quasi ogni istante della nostra vita quotidiana. Non trovate in qualche modo sconvolgente un a priori, o un 'dreamtime';),  cosi profondo e misterioso? E' come un inconscio collettivo che gia' tutto contiene. La musica ha la sua origine nell'universale, al di fuori delle infinite 'mutazioni' che avvengono con i fatti culturali ed estetici. Ogni legame e intreccio di questi ultimi ha sempre a che fare con una 'memoria' che si trasmette, si contamina e si adegua a seconda del periodo storico in cui appare. Altra cosa soni gli 'archetipi' che scavalcano l'esperienza che possiamo mutare in 'linguaggio'. Se non fosse cosi' come spiegare allora la 'violenza' della musica che fa di noi quel che pare a lei. Le sue eterne promesse mancate sono invero solo le nostre aspettative e desideri che non possono che essere disattesi. Se cosi non fosse allora la musica sarebbe 'relativa'...pur vero pero' che bisogna sapere ascoltare come ascolta un bambino che sogna, altrimenti niente magia

Molto interessante la premessa sullo spirito universale pre-trascendentale che "accomuna" il genere umano, il quale - riassumendo spero non in modo errato -  si manifesta in tutte le genti della terra e del mondo attraverso il comune denominatore rappresentato dal "sogno", ma, a parte che la vita è sogno e che l'uomo sogni fin dallo stato fetale, premesso che l'inconscio collettivo junghiano, cosa sulla quale ci siamo già soffermati, contenga gli archetipi dell'universalità intesa in senso lato, artistico, esistenziale, ecc, per il resto mi sembra di leggere a tratti un po' come una sorte di collage di "aforismi", frasi sicuramente "colte" che potrebbero andar bene per ogni contesto argomentativo e formativo in assenza di riferimenti più precisi e circostanziati rispetto allo specifico argomento trattato.
Fatico a capire, mio limite, quindi volendolo dire, se possibile, con un linguaggio più "popolare" e diretto, che vor di? ad esempio questo:  "gli 'archetipi' che scavalcano l'esperienza" ...  perché "scavalcano"? L'archetipo è un primo risultato simbolico, paradigmatico di ogni tipo di esperenza umana collettiva e condivisa al quale la stessa, sempre in continuo cambiamento, si riferisce nel corso degli anni a venire, nei secoli e nei millenni, semmai rielaborandola, mai "scavalcandola"... cosa mi sfuggirà?
Infine, "la 'violenza' della musica che fa di noi quel che pare a lei...  "Le sue eterne promesse mancate sono invero solo le nostre aspettative e desideri che non possono che essere disattesi..." 🤔 su questo capitolo incondizionatamente e lancio subito l'SOS...  😂 :D😉

Share this post


Link to post
Share on other sites
Grancolauro

Di sicuro reinventare Bach in forma jazz non è una passeggiata. E alla fine non è chiaro se Rea e Brahami ci siano riusciti.

Anche Frederich Gulda ci ha provato in varie occasioni, con finalità molto diverse da quelle di Rea tuttavia. Ecco ad esempio la trascrizione scritta da Gulda della Corrente della prima Partita di Bach, nell’esecuzione di Markus Becker (la trascrizione jazz parte da 1:26)

Share this post


Link to post
Share on other sites

  • Statistiche Forum

    307743
    Total Topics
    6950198
    Total Posts

Facebook

About Melius Club

Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
Powered by K-Tribes.

Follow us

×
×
  • Create New...

Important Information

Privacy Policy