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Grancolauro

Bach is in the Air

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analogico_09
5 ore fa, SimoTocca ha scritto:

analogico, senza le mie punzecchiature, si “siederebbe pigramente” sui suoi chilometrici posts.. così almeno ci si mette un po' più di impegno ed evita di essere noioso...e per questo “servizio” almeno una cena mi dovrebbe offrire, altro che ...😃😉

Aridaje.., irriducibile provocatore.. :D  a quanto pare a fin di bene... ok.., mi fa piacere, allora non replico sulle altre cose che scrivi nel post che quoto (però.., dai.., una puntatina nel web l'hai fatta per infarinarti un po' di certe cognizioni musicologiche "internazionali"...  😆 ) e, dopo essere finiti a tarallucci e vino,  con piacere ti invito a cena, in un ristorante sito in un ameno ambiente gotico dell'antica, suggestiva città di Sermoneta, vicino Roma, nel quale servono un delizioso pollo alla "lucrezia borgia"... 🧝‍♀️... io l'ho mangiato tante volte graduando le quantità,  oramai ne esco immune ... 🤣  

A parte gli scherzi.., era una ricetta davvero deliziosa, bellissimo il posto, non ci torno da tanto, magari non c'è più però du' spaghi cacio e pepe e trippa alla romana, tutto come fatto in casa, da "Giovanni" in Via della Lungara, a due passi da Regina Coeli (così caso mai te ce lasso... - non l'"Orlando di" 🤗) ce potessimo pure annà... ;)

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SimoTocca

@analogico_09 

Guarda che a Roma ci vengo spesso! Specialmente da quando il mio figlioccio seienne suona nell’orchestra junior di Santa Cecilia!

Oè, guarda...suona il violino, non il piano o il clavicembalo ...niente paura...😉

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analogico_09
4 ore fa, luckyjopc ha scritto:

Guai a toccare il clavicembalo a Peppe 


Non solo il cembalo, mi sono cari tutti i delicati strumenti antichi angariati dai boriosi e narcistitci strumenti moderni, per me tali quando sono fuori repertorio... ;)

Vorrei modestamente omaggiarli con una mia recensione - mi piace di più definirla "testimonianza" - di un conceerto di sonate di Bach per cembalo e viola da gamba (BWV 1027-1028-1029) risalente a una ventina di anni fa. Mi sembra ieri. La scrissi a caldo dopo il concerto, a casa, per me stesso, mi piacerebbe condividerla in questo spazio visto che lo scritto presenta delle attinenze con l'aergomento in discussione.

____________

"Oratorio del Caravita, una delle numerose perle dell’architettura barocca romana. Un cembalo azzurro con finiture dorate, ben piantato sulle quattro gambe finemente tornite, eleganza da levriero, e una viola da gamba panciuta “sbracata” su una sedia in instabile equilibrio, sono gli strumenti d’”epoca” che attendono di essere suonati.  
Due strani “tipi”.., dall’aspetto compassato, anacronistico e austero che tuttavia emanano un delicato ed emozionante profumo di legno stagionato, d’incenso e di cera, d’essenze floreali, di sudori generazionali assorbiti durante il trascorrere dei secoli.
Osservo la scena con la solita curiositàa e con quell’ansia che sempre mi pervade prima che un concerto abbia inizio. Ecco, finalmente, arrivano gli esecutori accolti dai timidi applausi del pubblico sorpreso a parlottare sommessamente.
Lasciando la platea nella semioscurità, il discreto raggio di luce, accentuando i riflessi dorati del cembalo, cade ora sul volto di fanciulla preziosamente scolpita sull’estremità del manico della viola da gamba.
Imbracciato il suo strumento (che al solo sfiorarlo sprigiona un suono profondo e ricco di armonici), il gambista Paolo Pandolfo da il via al rituale dell’accordatura, mentre Rinaldo Alessandrini solleva il coperchio del cembalo sulla cui parte interna rivolta verso il pubblico si leggono, vergate in oro, le seguenti parole:

Riccho Son D’or
Et Riccho Son Di Suono.
Non Mi Sonar
Se Tu Non Hai Del Buono

Raccolto il severo monito dell’antico costruttore, il cembalista da l’attacco con un impercettibile e deciso cenno del capo.
Le prime note che sorprendono gli spazi addormentati dell’Oratorio appartengono ad una delle tre sonate per cembalo e viola da gamba di Johann Sebastian Bach in programma.
Si tratta di musiche caratterizzate da nuclei melodici sfuggenti, quasi astratti, poggianti sul substrato ritmico circolare e implacabile, che hanno un non so che di inascoltato e di familiare, nessuna precisa connotazione temporale.
Sorprendente, in tal senso, è la modernità degli orditi armonico-tonali attravesati da continue dissonanze che furono d’avanguardia ai tempi e che ritroviamo "miracolosamente" nelle più avanzate composizioni del novecento.
Un “movimento” dopo l’altro.., a stento riesco ad afferrare quei “punti fermi” più agevolmente riconoscibili in altre composizioni di Bach, nelle arie e nei recitativi delle Cantate, delle Passioni e delle altre partiture sacre e profane sempre cariche di umanissimi affetti, squarci di pura trascendenza.
Con queste sonate siamo più vicini all'"enigma", alle alchimie sonore e trasfiguratrici di opere quali L’Offerta Musicale (la musica dei “codici”), l’Arte della Fuga, il trasognato e maestoso incedere delle 30 Variazioni Goldberg (che s’immergono nelle profondità più misteriose e sacre del dolore umano - Massimo Mila), fino al monumentale Clavicembalo ben temperato, dicotomicamente ricco anch'esso di “cose” segrete ed altre rivelate.
Si percepisce un desiderio di astrazione e sperimentazione musicale pura nella perfezione formale dalla quale emergono i profondi umani affetti e pertanto degna di appartenere al luogo della stratosfera riservato alle opere d’arte sommamente spirituali.
La coppia di esecutori, tra i più brillanti ed agguerriti dell’ultima, salvifica generazione di maestri “filologi”, interpretano con grande musicalità e sicuro virtuosismo l'ineffabile cifra stilistica, lo spirito poetico che si cela fuori e dentro le righe delle superbe Sonate.
Nel riascoltare nuovamente dal vivo le cristalline sonorità del cembalo fuse in contrappunto ai densi, spesso dolenti e "introversi" segmenti melodici disegnati dalla dalla viola da gamba (strumento che ha voce umana), di fronte a un tale roccioso equilibrio, dal quale si librano le libellule, non riesco a capacitarmi di come sia possibile trasformare con le pedanterie espressive pianistiche post-romanticistiche la pura liturgia della perenne "iniziazione", la quale ha infiniti inizi e nessuna fine, in […???]  (ciascuno ci legga ciò che vuole… :D)
 

p.s. - c'è un bellissimo disco HM di dette sonate interpretate Pandolo e Alessandrini..  mi pare fuori catalogo disponibile usato in amazon e discogs...
 

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analogico_09
10 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Oè, guarda...suona il violino, non il piano o il clavicembalo ...niente paura...😉

Nessuna paura, l'importante è che sia barocco. 😎

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stanzani

@maverick ha successo forse perché mediorientale e cattolico

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luckyjopc

Per metter d'accordo tutti, clavicembalisti e non ,posto questa partita II bwv 767

Straordinaria,geometria compositiva che si sposa con l'astrazione pura.

Nell'ultimo sacd dei lavori per organo suzuki ne offre una interpretazione eccellente ma non sono riuscito  trovarla sul tubo

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jakob1965

Dopo questi post non mi vergogno a dire che;

1) non ho nulla  contro Barahmi

2) il disco mi piace assai assai 

Pensate troppo 

Bach non credo voglia ci si arrovelli così 

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analogico_09

@luckyjopc In arte non è come nella politica, non ci si mette d'accordo, non si scende a compromessi, non si fanno prigionieri!!  :DIn arte la nostra percezione o è bianca oppure è nera,  rossa o azzurra, non ci sono grigi e sfumature di colore di mezzo che ritroviamo invece nelle opere d'arte stesse.

Strumento a tastiera coevi, l'organo e la sua letteratura sono compatibili e intercambiabili con il cembalo e le sue musiche, ove sia - spesso - possibile, non con il pianoforte che è fatto per esprimere un mondo musicale affatto diverso.

Il pianoforte è lo strumento principe del romanticismo musicale, l'aderenza, la contiguità è così profonda e "caratteristica" da rendere tale strumento il meno adatto ad interpretare il barocco il quale, salvo le ricorsività storico-musicali immancabili, inevitabili, si differenzia dal romaticismo in modo profondo a tratti antitetico, opposto, azzardo: "repulsivo". Diamo al barocco quel che è del barocco e al romanticismo quel che è del romanticismo. E' su questo che bisognerebbe mettersi d'accordo.., e ciascuno segua la sua miglior e distinta corda musicale, mentale e morale...

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analogico_09
11 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

1 - Dopo questi post

2 - Bach non credo voglia ci si arrovelli così 


1 - Riprorevoli?

2 - Parola di medium? :D

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analogico_09

E a proposito di "evoluzione" degli strumenti, del fatto che il panoforte sarebbe l'evoluzione del più "limitato" clavicembalo, secondo il buon @SimoTocca, a supporto delle mie umili opinioni contrarie, già  espresse nel corso di questa discussione, vorrei citare ciò che disse Keith Jarrett al riguardo, anche dello stesso pianoforte,  in una intervista al corsera del 2009:

«Non si può capire Bach senza una conoscenza profonda del clavicemba­lo, ma l’evoluzione è nemica della pa­dronanza tecnica. Il pianoforte non è cambiato dal diciannovesimo secolo a oggi, e questo è un bene. Herbie Han­cock pensa che l’elettronica aiuti la mu­sica, ma il suo pianoforte elettrico non sarà mai paragonabile a uno Steinway, mai [...]»
 

be'.., in base all'osservazione jarrettiana, che condivido a manetta (ogni strumento fa storia musicale a se, nessun strumento è l'evoluzione di un altro strumento, semplicemente cambiano col tempo, ogni strumento ha la letteratura musicale che gli compete, tutti diversi, nessuno migliore o peggiore degli altri)  la quale vale ovviamente sia per il cembalo sia per il piano, mi verrebbe indegnamente da aggiungere che uno Steinway, per quanto riguarda la musica barocca, non sarà mai paragonabile al clavicembalo "Mietke" usato, tra gli altri, dal cantor.

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analogico_09

Non riesco assolutamente a sentire la musica di Bach suonata al pianoforte. Non ha nemmeno alcun senso suonare il pianoforte cercando di imitare il tocco e la sonorità del clavicembalo.Meglio allora eseguire Bach come faceva Busoni, sfruttando le potenzialità e l’universo sonoro che offre il pianoforte. il suono del pianoforte moderno è totalmente inadatto alla musica di Bach. Sarebbe come sovrapporre i colori di Chagall a un dipinto di Rembrandt…

Gustav Leonhardt

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SimoTocca
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Gustav Leonhardt

Come ho già detto:: musicista straordinario e uomo di cultura sconfinata (ho avuto modo di conoscerlo di persona...).

Apprezzo in maniera profonda il suo essere stato iniziatore della filologia e della prassi esecutiva...

Cionondimeno, proprio in quanto clavicembalista e organista... la sua opinione è certamente di parte e potrebbe essere gravata da “conflitti di interesse” non da poco...

P.S. Se vai a vedere il Thread che ho aperto sulle nuove uscite di classica in HiRes potresti vedere che nelle ultime settimane ho suggerito almeno 3 album di musiche bachiane eseguiti in maniera filologica e con strumenti d’epoca, fra cui i concerti per due clavicembali e orchestra della Alpha... Insomma non mi si può accusare facilmente di essere contro la prassi esecutiva e contro l’uso del clavicembalo!

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analogico_09
49 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

ho avuto modo di conoscerlo di persona...Cionondimeno, proprio in quanto clavicembalista e organista... la sua opinione è certamente di parte e potrebbe essere gravata da “conflitti di interesse” non da poco.

Io ci ho mangiato la pizza insieme, quando ero in una prestigiosa associazione romana (musica antica.., organizzava tra l'altro un festival internazionale dell'organo di altissima qualità artistica, transitarono nella  Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, dotata di un ottimo strumento a canne, i più grandi organisti del mondo; grandi concerti di Savall, M. Figueras, Renè Jacobs, Hilliard Ensemble, Leonahrdt, Nigel Rogers, ecc, ecc...  ) che purtroppo ora non c'è più grazie anche alle prepotenze e alle insensibilità dei "potentati" sui quali sto arrivando.., e l'ho ascoltato diverse volte, al cembalo, all'organo, come direttore e maestro concertatore... tiè! :D
Dai.., visto che insisti col gossip mi hai come dire tirato per la giacchetta.., queste cose sono del tutto inutili e non pertinenti ai fini della discussione in corso, di scarso interesse per gli altri.

Ma quali conflitti di interessi.., Leonahrdt era un insigne musicista, un grande signore della musica, del "pensiero" musicale, un asceta quasi "zen" dell'arte dei suoni, era aldisopra di queste prosaicità, quasi un "solitario", non aveva "interessi" da difendere e conservare; gli interessi li avevano ed hanno gli establishment e i potentati degli accademismi post-ottocenteschi conservatori e ignoranti in materia di musica antica, non di rado non solo di musica antica.., che non voglio mollare l'indebita gallina dalle uova d'oro che non gli compete.

Però davvero.., ti invito di nuovo a portare qualche argomento musicale, questa letteratura autoreferenziale e fantasiosa è del tutto sfocata rispetto al terreno d'indagine . Rischi di apprire pretestuoso.


Anche Jarrett, il quale è soprattutto un musicista e pianista jazz, quindi in un certo qual mondo neutrale, è in conflitto di interessi quando afferma: Non si può capire Bach senza una conoscenza profonda del clavicemba­lo? Suvvia.., restiamo sul pezzo. . 

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SimoTocca
20 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Anche Jarrett, che è soprattutto un musicista e pianista jazz, quindi in un certo qual mondo neutrale, è in conflitto di interessi quando afferma: Non si può capire Bach senza una conoscenza profonda del clavicemba­lo? Suvvia... 

Certo...poi Jarrett esegue Bach al pianoforte!! In un famoso CD doppio ECM! 

Anzi...grazie del suggerimento...adesso me lo sto ascoltando... The well tempered clavier...eseguito al piano! 😉

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analogico_09

Ascolta pure questo... :D  le Goldberg le esegue al cembalo, se suona altro di Bach al piano non si contraddice.., da conoscitore del clavicembalo e quindi di Bach, si può concedere una "vacanza" pianistica, magari per motivi di marketing.., sai com'è le case discografiche... resta il fatto che secondo Jarrett non si può conoscere Bach se non si conosce il cembalo.., è una affermazione che condivido in pieno, a prescindere da chi l'abbia detta e che che cosa costui faccia
 

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SimoTocca

Io ti ringrazio per il lavoro che hai fatto al posto mio (che sostengo la bellezza della musica di Bach eseguita al piano, non solo al cembalo): hai chiaramente dimostrato che si può eseguire Bach al clavicembalo e al pianoforte, citando come riferimento Keith Jarrett!

Meglio di così io non avrei saputo fare, per dimostrare la mia tesi...quindi direi che altre parole, almeno da parte mia, non sono necessarie... 

Grazie ancora del lavoro che hai fatto per me...😍😍😍😉

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analogico_09

@SimoTocca Hai capito, al solito, alla come ti pare. 🤣 Io ho inteso chiaramente dire che se si ha la conoscenza di Bach, la quale non può avvenire senza la conoscenza del clavicembalo (parliamo delle musiche per tastiera, in parte vale anche per quelle di altri strumenti), ci si può anche permettere di suonarlo al piano, mica sarà il diavolo.., in tempi non sospetti ho anche detto che non disdegno ascoltare occasionalmente la musica di Bach suonata dal piano che può essere anche molto bella, piacevole,  ma che non è Bach. E neanche i Beatles... Non stai attento Simo.., ti marco stretto, ho più tempo di te, e forse anche esperienza.., sono in pensione e me lo posso permettere di stare in vedetta dopo aver lavorato tanti anni e tanto versato... 😎 :D;)

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analogico_09

Aggiungo che il 98,5% di pianisti che suonano Bach al piano, non conoscono Bach.., perché non lo hanno mai "ricercato", studiato, approfondito. Suonano una arbitrartia trascrizione (a)roma(n)ticizzata di Bach.., magari di qualche trascrittore assoldato a cottimo... neppure si possono accostare al clavicemblao.., possono suonare quella e solo quella, alla porata di tutti, peccato che non sia Bach... Chi invece conosce Bach, la sua fonte sicura e dissetante, la scrittura originale, la giusta e corretta prassi interpretativa, lo strumento del cantor, può evidentemente suonare Bach al cembalo e pure al piano.., anche se non è Bach.., ci si diverete uguale. Vuoi un disegnino ancora più facile facile? :D

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jakob1965

A me piace sempre Madame:

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Alpine71

Questa discussione è stupenda. Grazie a tutti e specialmente ai due contendenti che sono sicuro si vogliono reciprocamente assai bene. 
So che forse inorridirà ma, essendo piuttosto empirico, volevo domandare a @analogico_09 se ha ascoltato il Clavicembalo ben temperato nella versione di Samuil Feinberg;  versione che si presta a mille critiche ma a me piace tantissimo! Cosa ne pensi?

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ClasseA

Bach va bene in tutte le salse, purché si sappia discernere.

A me piace pure quello eseguito dal Modern Jazz Quartet " Blues on Bach". E sulla chitarra classica? Meraviglioso.  Meglio un Bach non filologico eseguito al piano piuttosto che uno eseguito mediocremente sul cembalo, mi pare ovvio. Non è più attuale parlare di romanticizzazione, epoca ormai molto lontana. Bach deve essere reso contemporaneo, attuale, vicino alla sensibilità del presente. Questa è la sfida dell'interpretazione.

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analogico_09
3 ore fa, ClasseA ha scritto:

Meglio un Bach non filologico eseguito al piano piuttosto che uno eseguito mediocremente sul cembalo, mi pare ovvio.

Lo diceva pure il prof. Pazzaglia... 😁

3 ore fa, ClasseA ha scritto:

Non è più attuale parlare di romanticizzazione, epoca ormai molto lontana.

D'accordissimo, lontana, lontanissima, remota, infatti romanticizzare Bach significa sovrastrutturalo, imbolsirlo, antichizzarlo (ciò che fanno i pianisti post-romantici), mentre il Bach moderno proiettato nel futuro è quello eseguito secondo le meravigliose, musicalissime prassi esecutive d'epoca, fondate molto sull'improvvisazione, da cui il forte abbraccio con il jazz, fatte salve le reciproche specificità, a scanso di fusioni (con)fusionarie ( non riguarda il MJQ), che rendono giustizia alla esatta, sublime e inalienabile cifra stilistica, estetica e poetico-spirituale del cantor che fu universale e "contemporanea" ai tempi e sempre lo sarà, oggi come ieri, come accade con tutte le forme di autentica arte svincolate dalla tirannia e cedimenti del tempo. 

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Grancolauro
Il 6/2/2020 Alle 23:07, analogico_09 ha scritto:

1) Potremmo intanto formulare qualche ipotesi qui su una questione davvero di difficile soluzione. Provo a rispondere con una domanda, già formulata in uno dei miei precedenti post: sarà possibile interpretare le Ballate di Chopin con un clavicembalo senza snaturarne la portata estetico/artistica?  Per me no. E' possibile interpretare Bach con il pianoforte senza snaturare lo spitito musicale e spirituale bachano? Secondo me no e per le ragioni gia motivate ed esposte in modo credo circostanziato e certosino, spero non anche pedante.

Correggimi se sbaglio ma credo che il nostro disaccordo riguardi alla fine questo: per te esiste un'essenza bachiana eterna e universale, che qualsiasi prassi esecutiva e strumentale deve preservare per essere esteticamente apprezzabile. Per me questo è falso per almeno due motivi. In primo luogo, ammesso e non concesso che tale essenza esista, è davvero possibile conoscerla? Ne dubito. La musicologia e la filologia musicale ci aiutano a ricostruire l'edizione critica dei testi, forniscobno informazioni storiche riguardo alle prassi esecutive e alla fortuna di un'opera, formulano ipotesi circa il significato che l'autore aveva attribuito all'opera, e via dicendo. Ma come ogni ricerca storica, si limitano a formulare ipotesi più o meno convincenti riguardo a fatti del passato. Con riguardo al nostro tema, ha senso allora chiedersi se Bach avrebbe apprezzato che un suo brano venisse eseguito al pianoforte, o se un'esecuzione pianistica corriponde all'essenza bachiana? Per me no, semplicemente perché Bach non poteva neanche concepire queste domande. Quando facciamo esercizi di questo tipo costruiamo realtà immaginarie (controfattuali) frutto dei gusti estetici contemporanei, delle nostre idiosincrasie, dei nostri pregiudizi, delle nostre battaglie culturali. Se anche mai esitesse un'essenza bachiana, questa non potrebbe essere conosciuta. Quella che oggi chimiamo "essenza bachiana" è in realtà una nostra costruzione intellettuale. Nulla di male in questo! Semplicemente, si tratta di una concezione estica delle opere di Bach che sta accanto a molte altre.

In secondo luogo, un'opera classica non si riduce al testo o alle intenzioni artistiche del suo autore. L'opera vive delle sue interpretazioni/esecuzioni. Le due cose non sono separabili tra loro. Se così non fosse, la musica classica non sarebbe ciò che comunemente la consideriamo essere. L'esecuzione perfetta, che incarna l'essenza bachiana, potrebbe essere realizzata una volta per tutte e collocata in un bel museo, e nessuna altre interpretazione sarebbe a quel punto legittima. Ma non mi sembra questo corrisponda a ciò che accade, e per buone ragioni. Le prassi esecutive e le interpretazioni cambiano nel tempo, e con questo cambia anche l'opera che in tal modo resta viva. Dunque, come ho scritto in un precedente post, un'opera di Bach suonata al pianoforte diventa semplicemente un'opera diversa, il cui valore estetico è diverso rispetto a un'esecuzione del medesimo testo al clavicembalo.

Mi sembra poi un po' ingeneroso affermare che i pianisti non conoscono Bach. Innanzitutto cosa vuol dire "conoscere Bach"? Qui torniamo al problema di partenza. La conoscenza di Bach non si riduce a quello che ci racconta la musicologia. Include anche le interpretazioni e reintepretazioni delle sue opere. I pianisti possono conoscere o meno Bach così come conoscono o meno qualsiasi altro autore. Di pianisti ignoranti in giro ce ne sono tanti. Ma lo stesso posso dire per esperienza diretta dei clavicembalisti o di qualsiasi altro strumentista. Sta di fatto che da un secolo a questa parte Bach è diventato parte integrante della letteratura pianistica. Chiuque suoni il pianoforte, fosse solo per ragioni di tecnica pianistica, si porta dietro Bach per tutta la vita. Basta prendersi in mano il programma ministeriale di un conservatorio o quello dei pezzi obbligati per le eliminatorie di gran parte dei concorsi pianistici per accorgersene. Certo, Bach al pianoforte può piacere o meno. Nulla di male in questo. Ma non capisco perché Bach dovrebbe essere tolto dal repertorio pianistico. Come se suonarlo, bene o male che sia, togliesse qualcosa a chi suona il clavicembalo o a Bach medesimo. Non mi sembra sia così. Anzi, vale probabilmente in contrario. Restando al rapporto tra letteratura clavicembalistica e pianoforte, tanto per fare un esempio, sfido chiunque poi a sostenere che questa esecuzione della sonata K 141 di Scarlatti è priva di valore artistico e dovrebbe essere cancellata dalla storia della musica. Credo che anche Bach (tanto per continuare coi controfattuali) sarebbe scandalizzato da un'idea simile.

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faber_57
13 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Nulla di male in questo. Ma non capisco perché Bach dovvrebbe essere tolto dal repertorio pianistico. Come se suonarlo, bene o male che sia, togliesse qualcosa a chi suona il clavicembale o a Bach medesimo.

In realtà la tesi di noi "filologici" non è per niente questa. Nè neghiamo la qualità artistica delle esecuzioni con strumenti moderni. Semplicemente abbiamo come ideale (in realtà irraggiungibile) la riproposizione quanto più fedele possibile dell'evento musicale originario. Io posso apprezzare il Bach di De Maria, ma ho chiaro in mente che è una distorsione, artistica fin che si vuole, del Bach originale. Tutto qui. Senza demonizzazioni, senza tribù le une contro le altre armate, senza scomuniche.
 

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maverick

io mi sono appassionato a Scarlatti, .. di cui mi sono poi procurato l'integrale sonatistica di Scott Ross, proprio ascoltando la grande Martita in questo bis, a Ferrara, ..ormai una ventina di anni fa, alla fine di un concerto con Abbado ...

Arte pura, travolgente ed emozionante; quella esecuzione , che potevo ammirare da pochi metri grazie ad una fortunata posizione sul palco, mi è rimasta nelle orecchie per anni e anni in modo indelebile, ... è un must della Argerich che la suonava spesso come bis.

Per me è stata una pietra miliare, .. e chissenefrega se non era poi filologicamente corretta, ...

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analogico_09
4 ore fa, Alpine71 ha scritto:

volevo domandare a @analogico_09 se ha ascoltato il Clavicembalo ben temperato nella versione di Samuil Feinberg;  versione che si presta a mille critiche ma a me piace tantissimo! Cosa ne pensi?

Grazie della "fiducia", spero che la mia risposta non te la faccia evaporare... :D

la penso come te, una musica intensa, molto espressiva, elegante e virtuosa ma non vacuamente, ho ascoltato gran parte dei due volumi del Klavier ed è stato molto piacevole, rilassante mentre passeggiavo nella natura assorto nei miei pensieri. Tutto molto romantico tuttavia, fin dal Preludio iniziale, ho sentito Beethoven, splendido ma mancava la metafisica di Bach, l'"astrattezza" in una esecuzione troppo "narrativa", "letteraria", alla romantica maniera. La musica di Bach, la musica barocca, è altra cosa  Di Bach c'era solo quello che la stessa partitura di Bach inevitabilmente "impone" al misicista di suonare. Con questo grande pianista di "vecchia" generazione che non aveva riferimenti interpretarivi "altri" per la musica barocca la cosa si fa più comprensibile. I pianisti "nuovi", che ancora oggi, dopo più di mezzo secolo di rivoluzioni storicamente informate altrimenti dette filologiche, circa le prassibesecutive, interpretative le quali clhanno alla base la ricerca lo studio l'approfondimento delle scritture "originali", dei numerosi tratta d'epoca giuntici, per me sono molto meno "giustificati". Non è cercando di imitare il modo di suonare il clavicembalo con risultati spesso  goffi  innaturali che costoro suonino l'autentico Bach e non già il simulacro. Bach é immenso, "fa" gola a tutti, ma non è la "peripatetica" di tutti, studiare duramente bisogna... ;)

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analogico_09

@Grancolauro il tuo post merita di essere letto e risposto attentamente, lo farò al più presto, ora sono fuori casa e con lo smartphone. Intanto vorrei sposare, senza dover portare la dote, le osservazioni più sinteticamente espresse di @faber_57 e che avevo introdotto anch'io in altri termini e modo dialettici.   La filologia è uno strumento di ricerca, un mezzo, un ideale musicale, "filosofico"-estetico, non un fine univoco. Nessun ha né la pretesa né la voglia  né la possibilità di suonare Bach riproducendo la fotografia perfetta della sua fisiologia musicale, bensì avvicinarsi il più possibile  agli stili ed alle estetiche d'epoca approfondendo le partiture originali non trascritte a forfait arbitrariamente da altri, le quali dicono moltissimo della musica e di come andrebbe eseguita/interpretata, idem gli strumenti originali che ovviamente ci dicono molto delle tecniche e di come è  dove ci si può spingere con l'espressione,  e i tanti trattati, manuali, metodi, antichi che indicano in modo piuttosto esatto e chiaro quali siano le prassi esecutive, come si realizza il basso continuo, come si suonano gli strumenti, come ddi canta, ecc, e ti posso assicurare, avendone sbirciato e studiato qualcuno per diletto, di sicuro dicono di fare l'esatto contrario di quello che si fa con la musica romantica... Mi sembra un ottimo punto di partenza per avvicinarci all' estetica e alla poetica antica, ovvero a quella di Bach. È questa dimensione di ricerca di approfondimento che ci porta assai vicini alla"essenza" di Bach, al Bach più "autentico". Si fa anche con le altre arti, con la letteratura, la pittura, il cinema.., si studiano le opere e tutto il materiale che viene redatto nel tempo sulle stesse per cercare di definire un carattere artistico. Caravaggio  e' il pittore delle ombre e delle luci, del realismo "sociale" e di molto altro, e lo capiamo innanzitutto dalle sue ... "partiture" figurative...  Pirandello è definibile dalla sua scrittura, Fellini dalle sue inquadrature .. ecc. Impariamo a conoscere gli artisti attraverso la loro sressa arte,  e così come non ridipingeremmo  Caravaggio per renderlo più contemporaneo, ne' riscriveremmo Pirandello, ne' ri-gireremmo Fellini,  non vedo perché dovremmo "rivedere" la partitura originale di Bach!  Alla fine forse ti ho praticamente quasi semirisposto, ma ti dovrò leggere con maggior attenzione. ;)

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analogico_09
58 minuti fa, maverick ha scritto:

Per me è stata una pietra miliare, .. e chissenefrega se non era poi filologicamente corretta, ...

Mi pare giusto.., ma, per converso, e se l'interpretazione della Martha fosse stata espressivamenteve musicalmente "arbitraria", .., chissene lo stesso? Pietra miliare rispetto a cosa? 

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maverick

@analogico_09 pietra miliare nel senso che da quell'ascolto, che mi fulminò, derivò il mio desiderio (una volta identificato il compositore) di scoprire Scarlatti  ...

E un bel numero (555 e passa...) di brani che non conoscevo.

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Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
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