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DrFaust

impianto "caldo" suono "caldissimo"!

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DrFaust

Ciao,

non so da cosa dipenda, qualcuno dice dai circuiti di pre e finale, altri dalle casse, fatto sta che stando chiuso in biblioteca a lavorare con l'impianto acceso in area ascolto per 8/10 ore al giorno scopro che dopo 3/4 ore il suono migliora, verso le 6 ore è uno spettacolo!

Mai ascoltato jazz così attraente od anche vecchi cantautori o musica barocca.

Letteralmente un suono "caldissimo" ed espressivo come non mai.

Su tutto ovviamente impera il vinile.

Mah, so che è un'impressione un po' folle, ma realissima!

Buona serata,
Fausto

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cri

@DrFaust ma guarda a dire il vero una sensazione di cambiamento dopo qualche ora mi è sembrato di percepirla. Proprio in questi giorni l'impiantino di casa è rimasto acceso per ore e ho avuto la sensazione di un suono più addolcito. . . . Poi se sia meglio o peggio non so. Comunque confermo la tua sensazione.

Cri 

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oscilloscopio

Che il riscaldamento (entro certi limiti) migliori il funzionamento degli amplificatori è abbastanza comune sia che si tratti di ampli a valvole che a stato solido.

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Hector

La mia ipotesi è questa: accade un po' lo stesso con l'olfatto ed in particolare con i cattivi odori, nel nostro caso con i "cattivi suoni".. Col passare del tempo arriva una sorta di adeguamento dei recettori per rendere il tutto più tollerabile. Ecco che il cervello smussa la percezione dei sibili, delle frequenze più ostiche, e rende tutto più ascoltabile ed a bassa fatica. Non credo c'entrino i nostri impianti, quanto i nostri cervelli/psiche. 

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stel1963

@Hector mi spiace ma centrano i nostri impianti.  Nei negozi « seri » quelli di una volta (ma qualcuno resiste!) allestivamo gli impianti per gli appuntamenti del pomeriggio già la mattina e li accendevamo.  E per i clienti importanti a volte si accendeva la mattina appena arrivati.  E non stiamo parlando solo di valvole, che prima di mezz’ora sono spesso inascoltabili, e che richiedono almeno 2 ore, ma di ampli, pre, cd a transistor.  E le casse le rodavamo un paio di giorni prima di proporle.  Poi arrivarono gli audiofili amazzonici, che acquistano in modo compulsivo ciò che trovano in rete e poi manco lo ascoltano, e si perse sia la funzione di guida e consigliere del negozio, sia la facoltà di ragionare di molti audiofili.  Qualunque strumento elettronico funziona al meglio dopo alcune ore, ha meno rumore, meno disturbi (le parti elettroniche vanno a regime, le alimentazioni diventano più stabili, i condensatori hanno una

maggiorr costanza di valori, le resistenze raggiungono il loro valore nominale, insomma, tutto si stabilizza ai valori previsti dopo un tot, variabile tra 20 minuti e 2-4 ore) e sopratutto gli impianti audio hanno un miglioramento oggettivo del suono spesso impressionante. Capisco che sia di moda ridurre tutto a mere impressioni psicoacustiche, in mancanza di un minimo di cultura audio (come è stato di moda dire che i cd suonano tutti uguali, che i transistor suonano meglio delle valvole mentre un qualsiasi dispositivo suona in base alla cura, tipologia e qualità del progetto in cui è inserito, etc etc) ma... Se un impianto lo devi vendere, e ci campi, stai sicuro che cerchi di farlo suonare al meglio.  E spesso una vendita dipende moltissimo da quanto tempo prima hai acceso un apparecchio. E convinciti pure che qualunque apparecchio elettronico funziona meglio dopo alcune ore, e l’audio ancor di più  Non voglio essere polemico, anzi. Ma considera che molti pre phono e dac, tra cui i clearaudio, non hanno interruttore, e si sconsiglia di ascoltarli prima di 6 ore dall’accensione.  Alcuni dac cinesi di fascia alta richiedono 48 ore di accensione prima di suonare decentemente.  E la pratica di preriscaldare gli impianti risale agli anni 50.  Non direi dunque che la cosa sia riconducibile ad altro che a comuni fenomeni elettrici e fisici.  

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ediate

A me è capitato di sentire il mio impianto "meglio" in alcuni giorni che in altri, a parità di "tutto". E' come se variasse la qualità dell'energia elettrica. Non ho mai fatto alcun preriscaldamento, solo che ho notato che in alcuni giorni va meglio, molto meglio che in altri. Il suono è più nitido, più definito, più "caldo". E lo noto subito, dopo quattro-cinque minuti... non so proprio spiegarmelo.

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Cano
2 ore fa, Hector ha scritto:

con i "cattivi suoni"

No...i cattivi suoni stancano e portano a voler spegnere l'impianto 

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EnzoNapoli

ma il riscaldamento delle elettroniche lo si effettua tenendolo semplicemente acceso oppure facendo girare i dischi?

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Paolo 62

@ediate Bartolomeo Aloia aveva spiegato in una sua lezione del Corso sugli amplificatori che la rete elettrica può influire negativamente sulla resa dell'impianto, quello che hai notato è plausibile.

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stel1963
1 ora fa, Paolo 62 ha scritto:

@ediate Bartolomeo Aloia aveva spiegato in una sua lezione del Corso sugli amplificatori che la rete elettrica può influire negativamente sulla resa dell'impianto, quello che hai notato è plausibile.

Grazie @Paolo 62 !!! Ottima memoria.  Si, una delle variabili principali è proprio la forma d’onda della corrente.  Varia moltissimo, ed è tutto fuorché “pulita”.  Se vedeste la 220 con un buin oscilloscopio, vi rendereste conto che non solo varia enormemente il voltaggio (tra 190 e 235 è considerato normale in campagna) variando i punti  di lavoro, le correnti, gli amperaggi di tutti i componenti e dunque, il suono, la potenza e tanto altro, ma le spurie contenute variano continuamente di forma, e per sputie parliamo di fenomeni macroscopici, non di piccoli ripples e spykes.  Ma non solo la corrente influisce sul suono.  La combinazione tra pressione ed umidità atmosferica ha una grossa influenza.  L’aria umida è nettamente più pesante di quella asciutta.  Dunque, seppur di poco, ogni trasduttore varia la sua risposta in modo differente modificando l’equilibrio complessivo.  Inoltre vinsono le

nostre orecchie e il nostro cervello, che percepiscono i suoni ogni giorno in modo lievemente diverso sia in base alle condizioni metereologiche che psicofisiche.  Dunque se vi svegliate incavolati e litigate con vostra moglie (stato psichico alterato), con la pressione alta (maggior turgore e rigidità dei tessuti, percezione spesso fastidiosa degli alti) e quel giorno la corrente è molto bassa e piena di ripple e spykes, il risultato sarà molto probabilmente un impianto inascoltabile. Ciò vi metterà ancor piu di cattivo umore, spegnerete l’impianto pensando di vendere tutto, e cio vi fara salire ulteriormente la pressione.  E causerà un ulteriore litigio in casa!!! 🤣🤣🤣🤣

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Cano
3 ore fa, EnzoNapoli ha scritto:

ma il riscaldamento delle elettroniche lo si effettua tenendolo semplicemente acceso oppure facendo girare i dischi?

Acceso 

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stel1963
3 ore fa, EnzoNapoli ha scritto:

ma il riscaldamento delle elettroniche lo si effettua tenendolo semplicemente acceso oppure facendo girare i dischi?

Semplicemente acceso.  Niente segnale.  Il segnale serve solo per “rodare” e secondo me (opinione personale e discutibile!) solo per le casse.  Un Inghilterra spesso capita di non poter ascoltare gli impianti perché non scaldati. I negozianti preferiscono rischiare di perdere una vendita che farti ascoltare male.  E i più prestigiosi vendono le casse già rodate, cosa che fanno in apposite salette dedicate solo a quello.  Da noi ormai... sballa e vai, senza nessun amore.  

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oscilloscopio

@Hector che il nostro cervello ci metta di suo, mi trova d'accordo, ma che i componenti elettronici funzionino al meglio in determinati range di temperatura è altrettanto vero, come la qualità della corrente che arriva all'alimentazione.

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Superfuzz

@stel1963 100% d'accordo. @Hector proprio no, semplicemente perché se metto su un lp/cd con impianto a freddo, nell'immediato (e per almeno un paio d'ore) la qualità del suono (scena sonora, timbrica) sempre nell'immediato, sarà sensibilmente inferiore rispetto allo stesso lp/cd messo su con impianto già "caldo". Questo almeno nel mio impianto attuale e in tutti quelli che ho avuto prima (tranne forse nel mio primo compattone 🙂). Nessuna sorta di effetto psico-acustico di "adeguamento dei recettori" quindi, la cosa appare evidente da subito.

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EnzoNapoli

@Cano @stel1963 

Grazie.

Per quelle elettroniche che hanno lo stand-by invece com'è il discorso, il dispositivo serve specificatamente per riscaldarla? 

Io ho un dac che se voglio spegnere gli devo staccare l'alimentazione, altrimenti il tasto di accensione serve solo a tenerlo acceso o in stand-by.

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Cano

@EnzoNapoli solitamente quelle che vanno in standby rimangono quasi interamente sotto tensione

comunque la prova è semplice

lo lasci in standby una giornata ed acceso in una giornata diversa, poi verso sera ascolti

4 minuti fa, EnzoNapoli ha scritto:

Io ho un dac che se voglio spegnere gli devo staccare l'alimentazione

i dac e i pre sarebbe bene lasciarli sempre accesi

anche i finali in realtà, ma per ovvi motivi è meglio spegnerli e poi comunque impiegano meno ad andare a regime

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Hector

..come un buon Barbaresco: va aperto almeno 2/3 ore prima 😁😁😁

Dai sto scherzando. Almeno qui sul Forum sdrammatizziamo il momento. Cerchiamo di dare una spiegazione a tutto questo:

a rigor di logica la temperatura ideale di esercizio per le elettroniche si potrebbe raggiungere in pochi minuti.., proverò a fare qualche esperimento, magari misurando con un microfono, lui non dovrebbe farsi impressionare da nulla. Forse è più corretto ricercare a che temperatura di esercizio il mio impianto suona meglio.. più che il tempo..

Domanda per il test: a che volume devo provare? Credo che l'erogazione della potenza sia importante in questo contesto. Proverò a 80 decibel (picco massimo) nella posizione di ascolto (simile a concerto musica classsica). Tanto per avere una costante. Ma mi manca il termometro ad infrarossi purtroppo rimanderò alla fine della quarantena..

Buono spunto per capire qualcosa in più, thanks.

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SonusMaker

@ediate Succede esattamente la stessa cosa anche a me,

Per cercare di risolvere il problema, mi ero dotato, con non pochi sforzi, di un condizionatore di rete, al tempo considerato top. Risultato "piattume" costante... e non era certo sottodimensionato, perché era dato per 1,8 kW, Aggiungo che, oltre a funzioni di filtro era anche stabilizzatore, quindi la variabile fluttuazioni della tensione di rete era stata eliminata.

Nat

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Cano

@Hector avevo delle atc attive biamplificate con 300 watt e 2/3 della potenza in classe a

per ovvi motivi prima d andare a letto le spegnevo (le usavo anche per la tv)

un fine settimana sono andato al mare e le ho dimenticate accese dal venerdi fino al lunedi

quando le ho riascoltate le ho sentite suonare come non mai indipendentemente dal volume, differenze molto evidenti...ma ovviamente ho poi continuato a spegnerle

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Cano
3 minuti fa, SonusMaker ha scritto:

un condizionatore di rete

molto spesso fanno "danni"...specialmente sugli stadi finali degli ampli

diverso per i rigeneratori di rete...ma quelli buoni costano un botto

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SonusMaker

@Cano Già, eppure il mio, al tempo, costava pure un botto... 😞

Nat

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oscilloscopio

@Hector non credo che un microfono possa rilevare differenze, forse un buon oscilloscopio ma forse nemmeno.

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Hector

@oscilloscopio proverei a sovrapporre il grafico delle registrazioni

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oscilloscopio

@Hector tentar non nuoce...

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Cano
6 minuti fa, Hector ha scritto:

proverei a sovrapporre il grafico delle registrazioni

Avrebbe più senso misurare le distorsioni 

La rif serve a poco 

Non è li che si gioca la partita 

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cactus_atomo

Con questo restare a casa il mio impianto è sempre acceso, anche il finale lo spengo se mi ricordo prima di andare a dormire. Le differenze ci sono, non stravolgimenti, ma affinamento percettibile si. Ciò non toglie che il finale continuerò a spegnerlo quando uscirò di casa, e a scollegare tutto se sto fuori un week end

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TheoTks

Una differenza  causata dalgli stadi finali c'è di certo ed è dovuta al bias che ci mette un certo tempo a stabilizzarsi, in alcuni amplificatori, come i sansui  aud 7- aud 9 ci mette una buona mezzora, ma anche altri non scherzano.

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Cano

Provate a scaricare da hifiengine il manuale del classe dr6

Pagina 5

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ediate

@SonusMaker Ho notato anche che la variazione di suono percepita è maggiore in amplificatori in classe AB. Quelli in classe A (e, suppongo, anche quelli a valvole) sembrano più refrattari alla qualità della corrente di rete.

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