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pive1977

Suono Harbeth

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mas 65

Io, non ascolto classica e elettronica, quindi parto avvantaggiato... 😁

Per rock ed elettronica, le casse che io ho ascoltato, e che mi sono piaciute parecchio, sono le atc scm 40,

Ma questo è ot... 

Saluti massimo 

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meridian
43 minuti fa, mas 65 ha scritto:

Per rock ed elettronica, le casse che io ho ascoltato, e che mi sono piaciute parecchio, sono le atc scm 40,

Ma questo è ot... 

Tranquillo, sull' OT, il titolo è suono Harbeth, ma come si può leggere in modo reiterato, non ci sono diffusori migliori dei planari, qui come ovunque e per vari generi musicali . . . !!! Ovviamente ottime le ATC 40 . . . !!

saluti , Dario 

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palomar
32 minuti fa, maxnalesso ha scritto:

il loro suono (dolce), affascinante, ma alla lunga non sono diffusori neutri.

Non so, ma mettere in contraddizione dolce e affascinante con il neutro mi sembra in questo caso un azzardo: ho avuto altri diffusori nella mia vita più aspri e pungenti (Spendor SP 1/2R2), ma non per questo mi parevano più neutri, come ho avuto diffusori con una personalità molto più accentuata (zu audio) e si, in quel caso, effettivamente potevano definirsi colorati.

Ma per me, nel caso delle Harbeth, parlare di colorazioni mi sembra eccessivo, sarò ovviamente di parte, ma per me sono solo progettati meglio di tanti altri diffusori.

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Capa

@palomar Non conosco la SP 1/2R2 ma conosco benissimo le SP 1/2R.

Ritieni che siano più "aspre e pungenti" rispetto alle SHL 5?

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jimbo

Comunque a me risulta che le Spendor(serie classic) sono più dolci delle Harbeth(più monitor),sempre in linea di massima,comunque sempre di suono inglese si tratta

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maxnalesso
52 minuti fa, mas 65 ha scritto:

Io, non ascolto classica e elettronica, quindi parto avvantaggiato...

Esatto:  per la classica è necessario rivolgersi altrove,  per lo meno se cerchi parametri quali estrema trasparenza ed ariosità

53 minuti fa, mas 65 ha scritto:

Per rock ed elettronica, le casse che io ho ascoltato, e che mi sono piaciute parecchio, sono le atc scm 40,

Confermo!  Ho ascoltato delle grosse ATC attive (e anche delle Neumann 310):  per questi generi musicali sono imbattibili,  anche come rapporto qualità/prezzo !!

Ciao,

Max

9 minuti fa, jimbo ha scritto:

comunque sempre di suono inglese si tratta

Oh yes 👍

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palomar

@Capa

39 minuti fa, Capa ha scritto:

Non conosco la SP 1/2R2 ma conosco benissimo le SP 1/2R.

Ritieni che siano più "aspre e pungenti" rispetto alle SHL 5?

Si assolutamente, ho avuto nell'ordine le SP2/3e che avevo trovato favolose (anche se leggermente chiuse), di conseguenza sulla assoluta fiducia avevo preso a scatola chiusa, usate, delle Sp1/2R2 pensando che il family sound sia rispettato. Niente di più falso: la nuova versione era evidentemente un diffusore completamente diverso con una gamma bassa strepitosa per articolazione e impulsività (aiutata indubbiamente dal finale pass) ma con le medie e altre adure aspre e pungenti. date via dalla disperazione.

Facendo la tara sui miei ricordi direi quindi che le harbeth potrebbero situarsi comr una perfetta via di mezzo.

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palomar
55 minuti fa, jimbo ha scritto:

Comunque a me risulta che le Spendor(serie classic) sono più dolci delle Harbeth(più monitor),sempre in linea di massima,comunque sempre di suono inglese si tratta

Per mia esperienza non è così, dipende molto dall'anno di produzione: i vecchi modelli delle spendor suonano molto più scuri delle versioni R2 anche se non so se con l'ultima versione chiamata "Classic" siano tornati sui loro passi.

Stesso discorso per le harbeth ma forse con minor evidenza.

Per intenderci, ecco come metterei in ordine i diffusori  "british sound" che ho avuto, in base alla loro scurezza/chiarezza.

Spendor SP1

Spendor SP2/3e

Harbeth compact 7II

Harbeth monitor 30

Harbeth monitor 30.1

Harbeth shl5 40°

Spendor SP 1/2 R2

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jimbo

@palomar ovviamente molto dipende dai modelli,ma in linea generale le spendor hanno avuto sempre un suono abbastanza dolce.Ricordo le varie versioni delle 3/5,le spendor erano quelle più dolci

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palomar
16 minuti fa, jimbo ha scritto:

generale le spendor hanno avuto sempre un suono abbastanza dolce

Ti garantisco che non è così con gli ultimi modelli grandi...

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jimbo

@palomar 1 modello non fa tendenza,io parlo della media

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Capa

Concordo sulle SP 1 che non ho sopportato per la loro "chiusura" sulle alte.

Chi se le acquistò era contentissimo.

--

Anche se un conoscente con udito assai rffinato mi ha riferito che la versione R è migliore della R2, mi pare comunque strana una differenza così marcata.

---

Ho avuto anche le D7, ma altra linea e altro diffusore, che ho ceduto assai a malincuore non avendo abbastanza spazio per tutte, ma decisamente più esteso sulle basse frequenze e assai più "aperto" sulle medio alte (ma solo un poco più esigente con gli accoppiamenti), con un soundstage fantastico.

--

Scusate, si parlava di Harbeth.

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palomar
2 ore fa, jimbo ha scritto:

1 modello non fa tendenza,io parlo della media

Scusa se insisto, ma anche sp 100 ascoltate in fiera non mi sono assolutamente apparse dolci

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jimbo

@palomar Dovresti sentirle in contemporanea alle Monitor 40.1 per avere un'idea,ma poi le fiera si sa  sono poco attendibili.Comunque son 2 marchi che fanno del british sound il loro cavallo di battaglia,non credo a stravolgimenti,personalmente ripeto vedo le Harbeth più precise e monitor pur senza risultare affaticanti,Spendor più indulgenti,ma come detto dipende dai modelli

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31canzoni

Le Harbeth tendono ad essere estremamente trasparenti con i benefici e limiti del caso, in altre parole si sentono la qualità delle registrazioni e idem delle elettroniche collegate. Ricordo un ascolto relativamente recente delle SHL 5 con una batteria di amplificatori e sembrava di aver a che fare con diffusori dalla personalità multipla. Per alcuni potrebbe essere un difetto la neutralità, io la considero un pregio. In quest'ottica non hanno a mio avviso senso distinguo letti in alcuni interventi del tipo "per la classica meglio altro" 'vanno bene con il jazz' etc.

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palomar
58 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

In quest'ottica non hanno a mio avviso senso distinguo letti in alcuni interventi del tipo "per la classica meglio altro" 'vanno bene con il jazz' etc.

@31canzoni perfettamente daccordo (speed metal escluso, ovviamente)

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Capa
3 ore fa, palomar ha scritto:

Scusa se insisto, ma anche sp 100 ascoltate in fiera non mi sono assolutamente apparse dolci

Ecco, nelle stesse condizioni (perciò molto precarie e certamente poco significative) ho avuto una impressione del tutto diversa.

Non dico dolci, questo no, ma molto equilibrate e direi emozionanti.

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meridian
2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Le Harbeth tendono ad essere estremamente trasparenti con i benefici e limiti del caso, in altre parole si sentono la qualità delle registrazioni e idem delle elettroniche collegate.

Come non essere d' accordo . . . 

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Ricordo un ascolto relativamente recente delle SHL 5 con una batteria di amplificatori e sembrava di aver a che fare con diffusori dalla personalità multipla.

Le mie le trovo molto estese, coinvolgenti e sufficientemente neutre e focalizzate, chiaramente in un sistema che privilegia dinamica, timbrica e fuoco, le ho sentite anche andare peggio , ma dipende molto da cosa c' è a monte . . . !!

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

In quest'ottica non hanno a mio avviso senso distinguo letti in alcuni interventi del tipo "per la classica meglio altro" 'vanno bene con il jazz' etc.

Forse il diffusore più onnivoro passato da me negli ultimi anni, e di diffusori ne sono passati parecchi . . . !!! 

saluti , Dario 

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Hector

Le Harbeth le ho sempre apprezzate tantissimo.

Mi piace la filosofia aziendale, che guarda al classico ed alla piacevolezza d"ascolto, senza farsi catturare dalle mode passeggere.

Diffusori che guadagnano punti laddove molti altri hanno fallito: ambienti di ascolto difficili in primis.

Le harbeth sono in sostanza una scelta senza brutte sorprese, un porto sicuro dove rifugiarsi una volta acquisita consapevolezza.. spesso dopo aver tanto girato..

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maxnalesso
13 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Le Harbeth tendono ad essere estremamente trasparenti con i benefici e limiti del caso

Scusa,  ma abbiamo allora 2 concetti un po' diversi di trasparenza ...

A questo punto ti chiedo:

1)  mi dici un altro diffusore che hai ascoltato e che per te è trasparente come le Harbeth?  Così capisco meglio cosa intendi per "trasparenza"

2) con quale genere (o meglio ancora brano) in particolare rilevi questa trasparenza?  Ovvero quale è il benchmark che ti fa dire : << questo è veramente un diffusore trasparnte! >>

Grazie,

Max

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31canzoni
2 ore fa, maxnalesso ha scritto:

Scusa,  ma abbiamo allora 2 concetti un po' diversi di trasparenza ...

Probabilmente sì.

2 ore fa, maxnalesso ha scritto:

mi dici un altro diffusore che hai ascoltato e che per te è trasparente come le Harbeth?  Così capisco meglio cosa intendi per "trasparenza"

In questo caso per trasparenza non intendo la risonanza magnetica del suono, ma la capacità di proporre la qualità della catena a monte del diffusore. Se non la vogliamo chiamare trasparenza, chiamiamola neutralità: l'impressione cioè che il diffusore non proponga colorazioni di alcun tipo e che possa variare in modo drammatico sul medesimo brano semplicemente cambiando l'amplificazione collegata. 

2 ore fa, maxnalesso ha scritto:

2) con quale genere (o meglio ancora brano) in particolare rilevi questa trasparenza?

In genere con tutti i brani, nel senso che si va dal molto trasparente, trapanante, al mollaccione inascoltabile, attuffato, al perfettamente equilibrato, all'emotivante coinvolgente come dal vivo, ...trasparente cioè che ha una valenza neutra e non invece sempre positiva.

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Bohemien

Trasparente è un componente che consente ad un suono di divenire reale nella stanza d'ascolto. Per comprendere la sensazione bisogna avere una certa dimestichezza con lo strumento ascoltato dal vivo. Naturalmente è un "tendere " piuttosto che un "raggiungere". Avevo delle Quad esl 63 (penso sufficientemente trasparenti) sostituite per limiti d'età con delle Harbeth p3sr. Senza rimpianti. L'ambiente d'ascolto è piccolo.

Mi manca, con il rock, la maggiore presenza e discesa in basso delle Quad. Ma le piccole Harbeth sono più aperte in alto ( più realistiche con ottoni e legni con i piatti della batteria) e maggiormente focalizzate. La scena è leggermente meno ampia ma più precisa. Penso che migliorerebbero non poco con un bel transistor da 200 watt...

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emaspac
1 ora fa, 31canzoni ha scritto:

Se non la vogliamo chiamare trasparenza, chiamiamola neutralità: l'impressione cioè che il diffusore non proponga colorazioni di alcun tipo e che possa variare in modo drammatico sul medesimo brano semplicemente cambiando l'amplificazione collegata. 

sul medio basso la colorazione per me è evidentissima, almeno nel modello che ho ascoltato. musicale? senza dubbio. neutra? non lo direi mai.

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31canzoni
6 minuti fa, emaspac ha scritto:

sul medio basso la colorazione per me è evidentissima, almeno nel modello che ho ascoltato. musicale? senza dubbio. neutra? non lo direi mai.

Ci sta, ognuno di noi ha la sua sensibilità ed esperienza, io non ho ascoltato nell'ambiente e nella catena che hai ascoltato tu. Non è una discussione sulla filologia dei termini, ma una rassegna di esperienze particolari. Si potrebbe supporre che chi ha avuto più esperienze di ascolto in ambienti diversi possa avere una idea più strutturata, ma non è detto. Colorazione in basso. Ok l'avevo anch'io ma poi più che i diffusori la colorazione era dell'ambiente in cui erano inseriti. Diffusori colorati quindi? O suono colorato in un ambiente x? Cambi tende, metti correttori acustici ambientali al muro o al soffitto (dico per esemplificare) e cambia il suono. Hai agito sul diffusore o sull'ambiente?

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maxnalesso

Il punto sta come definiamo la trasparenza.

Per esempio,  prendiamo un violoncello vero e ascoltiamolo in una sala

Poi ascoltiamo lo stesso registrato e riprodotto da una Quad esl63 e da una Harbeth (o Spendor, o ProAc) di taglio medio / medio-grosso.

Io,  avendo fatto questa esperienza,  posso dire che,  conoscendo bene lo strumento vero,  trovo trasparenza quasi assoluta nella Quad ma non nei grossi bookshelf citati ...

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emaspac

@31canzoni il lively enclosure è una scelta di design delle Harbeth, almeno del modell oche ho ascoltato.

che si sente sempre.

ora, possiam ousare tutti i giri di parole, ma la scelta del progetto è chiara e preferisce la musicalità alla neutralità.

image.png.6a5515179df390e96268ceb604bb261c.png

direttamente da stereophile: However, I do wonder if the mode at 150Hz contributed to Art Dudley's feeling that the HL5plus had a "warm tone."

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maxnalesso
12 minuti fa, emaspac ha scritto:

feeling that the HL5plus had a "warm tone."

Exactly ! 🤗

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31canzoni

@emaspac parlavamo di impressioni ed opinioni o di misure? Senza polemica, ma non è una gara a chi vince. Come suona in ambiente? A mio avviso in modo neutro trasparente. Che allora postiamo la curva di un pianoforte? Risposta lineare? Cosa vuol dire? La domanda di chi ha aperto il 3ad verteva su quale fosse il suono delle Harbeth in base all'esperienza di ascolto, non quali fossero le curve di risposta in ambiente. Singolare quando non azzardato far coincidere la linearità di una curva con la neutralità.

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Bohemien
17 minuti fa, maxnalesso ha scritto:

Poi ascoltiamo lo stesso registrato e riprodotto da una Quad esl63 e da una Harbeth (o Spendor, o ProAc) di taglio medio / medio-grosso.

 sono d'accordo. Il problema nei progetti inglesi e che quando sali di volume del diffusore hai una proporzionale perdita di trasparenza. Almeno in quelli che ho ascoltato finora. O i piccoli bookshelf o le quad (che non esistono più 😄

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emaspac

@31canzoni il pianoforte? uno strumento musicale non è un diffusore, il diffusore è concepito, in teoria, per riproporlo in maniera neutra. il suono riprodotto dal modello che ho ascoltato ha quelle caratteristiche. caldo, dolce. il recensore/misuratore s ichiede se sia dovuto alla risonanza del cabinet. siccome è fatta apposta, io credo d isì.

un amante di questi diffusori non è certo eretico o sciocco o sprovveduto, perché sono molto musicali. ma non può sostenere che il suono riprodotto sia neutro. 

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