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Roberto1972

Decreto ascolta-italia: e se tornassimo ad acquistare maggiormente i prodotti hi fi italiani?

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scroodge

Avuti ed ho tuttora con grande soddisfazione componenti italiani, apparecchi e complementi che non soffrono di alcun timore reverenziale verso concorrenti esteri, sia per livello costruttivo, sia per prestazioni soniche ed elettriche espresse.

Pre-Finale Audia Flight: potenti e raffinati

Pre-Finali NorthStar: potenti e rigorosi

DAC NorthStar: neutri, preziosi strumenti e gli ultimi anche raffinati

Pre-Phono NorthStar: silenzio e versatilità

Ampli a tubi Synthesis: bello e buono

Lettore multistandard Ultrasound: esoterico

Ampli Ultrasound: ancora più esoterico

Diffusori Sigma Acoustics: belle buone e prestanti

Diffusori Harmony: che non potevo permettermi le EsseBì

Cuffie Spirit: tutto ciò che Grado non ha fatto per fare una straordinaria cuffia

Cavi White Gold: da me, per me, massacra-MIT

Tavolo Omicron: geniale

Piedini Omicron: geniali, ma meno del tavolo

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magicaroma

@Roberto1972 ok. Attento agli aperitivi eh, che Campari si è trasferita in Olanda proprio questi giorni. Fine ot e buona giornata 

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Roberto1972

@magicaroma Non sono mai stato loro cliente :D, buona giornata anche a te

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iBan69

Nessuno ha messo in dubbio la qualità dei prodotti italiani, rispetto a quelli stranieri ... quello, che non mi piace, è il trattamento o il listino del prodotto italiano, sul nostro mercato.

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paolosances

@alexis concordo.

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ulmerino

Il punto è che i marchi italiani sfornano prodotti ben fatti e ben suonanti...ma costano troppo e si pongono in diretta concorrenza con i prodotti esteri...alla fine di sceglie straniero, se ci piace quel suono, perché si rivende con più facilità...

Anche l'aspetto psicologico spesso fa la sua parte...Non siamo terra di grandi tradizioni audiofile, perlomeno non come USA e UK, è storia degli anni 80 se qualche marchio ha veramente fatto breccia nel mercato o si é distinta davvero per qualcosa...il suono che cerco lo trovo nei prodotti esteri, e se lo trovo in quelli italiani spesso a un prezzo più alto...per lo stesso motivo non compro auto italiane, ovviamente è parere personale, ma oltre ad essere molto belle,  non trovo quella affidabilità (Non nel motore magari...) presente in altri marchi...e spesso neanche si risparmia...

L'italia è piena di eccellenze, ma, a parte il cibo, rimangono quasi sempre fuori dalla portata del mio portafoglio...

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cactus_atomo

@magicaroma in linea di massima sono contrario al revanchismo in campo economico, a questo è un momento particolare. Noi rischiamo di chiudere comunque baracca e burattini, che almeno anche i paesi con un grande surplus di export ne paghino le conseguenze, sprci se dimostrano solidarietà zero.Pensa se francia spagna grecia portogallo italia smettessero di comprare tedesco ed olandese. In un moent di crisi, se i cnsumi diminuiscono, mi pare logico dare riorità ad imprese e lavoratori di casa nostra. Dopo la prima guerra mondiale nei locali francesi fu vietata la presenza di artisti straniei (eccezion fatta per i gruppi folcloristici, motivo per il quale l'argentino di origine italiana Canaro vestì i suoi orchestrali da gauchos inventando la orquestq tipica de tango)) per ridare fiato agli artii locali. In usa nel cinema è obbligatorio recitare in inglese (decisione nata per proteggere la nascente industria cinematografica usa) e sempre in usa la Nasa fa i capitolati in pollici, per mettere in difficoltà le imprese europee che usano il sistema metrico decimale, e quando la omega vinse la gara per l'orologio per la missione lunare, fu obbligata a produrre gli orologi in usa a pena di recisione del contratto. A parole son tutti liberisti. 

Di norma in un mondi globalizzato non mi interessa da dove viene un prodotto, ma questo non è un momento normale

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iBan69

@ulmerino concordo ...

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paolosances

@Roberto1972 nel 1997 , a parità di cilindrata , allestimenti e prestazioni:

Lancia Delta 1.6 37.000.000

Mazda 323F Lantis 1.5

27.000.000

Ciò vale anche adesso per tanti marchi. 

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emaspac

@cactus_atomo è il momento per far campare solo quelli che fanno prodotti di qualità. la volta buona che, come paese, riusciamo ad ingegnarci per costruire un economia sana, per produrre cose che si vendono bene tanto da garantirci i nostri stipendi e non prodotti dozzinali, per far concorrenza alla Cina.

fare lo sponsor dell'Italia, oggi, è sponsorizzare un paese marcio.

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mvpassion

@cactus_atomo perfettamente d'accordo 

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cactus_atomo

@emaspac idea tua, io la penso diversamente, siamo in mercato globale e s i prodotti italiani si vendono all'estero tutto sto marcio non lo vedo. Ma non cominciamo a parlare di politica ed economca oppure si sposta tutto nella longue

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emaspac
Adesso, cactus_atomo ha scritto:

 idea tua, io la penso diversamente, siamo in mercato globale e s i prodotti italiani si vendono all'estero tutto sto marcio non lo vedo. Ma non cominciamo a parlare di politica ed economca oppure si sposta tutto nella longue

non lo vedi con un sommerso che è la metà del PIL e con l'evasione fiscale al livello dei peggiori nel mondo?

ok.

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iBan69

Se tutti coltivassero solo il proprio orticello ... saremmo già morti tutti di fame.

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Roberto1972

@emaspac Non ho mai detto di acquistare un prodotto italiano a prescindere, ovvio che il prodotto mi deve piacere...

Sul fatto che in passato e tuttora si commettano errori e mala gestione nella gestione dei servizi pubblici è vero, da qui a definire schifosa la sanità in Italia questo no...in Italia abbiamo dei poli sanitari di eccellenza, riconosciuti anche all'estero, non è giusto dire che tutto fa schifo e sparare a zero perché non corrisponde alla realtà.

Che poi in questa situazione drammatica, i problemi del sistema sanitario, dovuti all'inefficienza figlia di sprechi e orrori di gestione, siano più evidenti è un dato di fatto, ma al di fuori dei nostri confini cosa succede? Tutti ligi e efficienti? Non mi pare...

Prima di dire che la sanità fa schifo, cosa cui umanamente una persona può pensare, visti gli oltre 600 morti per Covid 19 che abbiamo ogni giorno...ma pensiamo mai a quante persone, di contro, vengono salvate? Pensiamo mai al mazzo e al contromazzo che si fa ogni giorno il personale medico e paramedico per affrontare una situazione talmente impattante da spiazzare qualunque sistema sanitario! In Italia abbiamo il vizio, quando comunichiamo i numeri di questa tragedi che stiamo vivendo, di "smussare al ribasso" molto meno di quanto fanno oltre confine....Fine OT

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fabbe

Il problema dell'Italia, lo conosciamo tutti,  è il debito pubblico. Hanno stimato che possa arrivare al 160% del PIL. Questo rende l'Italia fragile e poco credibile nel mondo. Quindi diventa difficile gestire la trattativa a livello europeo. Guardiamoci in faccia, siamo un popolo di furbastri. Questo vale anche nella nostra passione, qualcuno lamentava i prezzi alti, bene abbiamo listini alti per tentare il colpaccio e trovare il pollastro. Non penso che i Giappone, Germania, USA trattino sconti del 30/40 % al pubblico!

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emaspac

@Roberto1972 non sono d'accordo. guardo i dati e siamo, percentualmente, i peggiori del mondo. la crisi non è simmetrica, sul territorio gli altri hanno medici e noi no. ce lo ricorderanno in EU. come ci ricorderanno che non possiamo finanziare il debito dovuto all'ìillegalità con la scusa dell'emergenza. hanno ragione loro su tutto. se ci prestano i soldi ci devono commissariare. fine OT.

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31canzoni
5 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Ma non cominciamo a parlare di politica ed economca oppure si sposta tutto nella longue

Hai ragione ma che c'entra con l'audio un 3ad che si intitola "Decreto ascolta-italia: e se tornassimo ad acquistare maggiormente i prodotti hi fi italiani?", ok lasciamo stare il titolo ad effetto, ma comprare italiano per comprare italiano è politica - si può essere d'accordo o meno. Bisognerebbe chiedersi perché, a parte Sonus Faber che italiana non è più,  le persone non comprano in hifi molti prodotti italiani. Quanti marchi durano il volgere di una stagione? Facciamo un elenco di quelli affidabili per reperibilità e continuità? Sonus Faber, Opera/Unison, Audio Analogue, Audia Flight, e poi che altro? Un mare di cose cinesi a basso costo e assemblate alla meglio con prezzi fuori mercato. Quando ci son prodotti di qualità e non spuntati da cantine o che siano impossibili da reperire se non andando a casa del costruttore le persone comprano senza farsi scrupolo se sia italiano e o meno. Quindi non si compra italiano perché la qualità è mediamente più bassa della concorrenza, tecnologia e innovazione poca. Esterofilia? No quando un'auto è un modello ben fatto la si compra che ne so Panda, 500, poi perché mai uno dovrebbe comprare auto di concezione vecchia quando a prezzi concorrenziali si trovano auto con tecnologie ibrida etc? Lo stesso per l'hifi, perché devo comprare un oggetto che è inferiore a mille altri? Infatti non lo compro nè io, nè i patrioti a parole dell'hifi. E comunque stiamo parlando di ideologia.

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fabbe

Rimanendo in topic, nel passato ho posseduto Am Audio, Sonus Faber e Chario.  I prodotti italiani le reputo ottimi e ben suonanti, oltre ad essere belli! Basti pensare il successo che ha avuto Sonus Faber in tutto il mondo. Italian Style!!

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cinghio

se si parlasse in ambito agroalimentare avrei già sollevato la bandiera Italiana, non c'è storia in cucina siamo i Numeri 1 :)  ma in ambito HIFI sulla stessa soglia di prezzo (fascia alta) vedo superiori altri prodotti. non che i nostri amplificatori non siano buoni anzi.. vedi Pathos,Audio analogue,audio Research ma se avessi un budget di 5000€ mi orienterei altrove.

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densenpf
46 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

ma comprare italiano per comprare italiano è politica

Esatto, come quelli che compravano Fiat perche' italiana. Ma che senso ha? A  dare soldi agli Agnelli.

Si compra italiano se il prodotto e' valido e concorrenziale, questo si. 

E se ci sono questi requisiti, se ne aggiunge un altro non di poco conto: l'assistenza post vendita

Io abito a 50 km da Cremona, qualsiasi problema hanno i miei Norma, so' che in un'ora di macchina, viene risolto. E non da affiliati , ma direttamente dal progettista.

Vi pare poco?

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SimoTocca

Premetto che il mio primo impianto HiFi è stato “quasi tutto italiano”, avevo 11 anni allora,  un ampli integrato e diffusori bookshelf Milani Elektra e ho proseguito con un fantastico ampli Steg ST140 ancora perfettamente funzionante.

Erano gli anni ‘70, e nei ricordi di bambino (mio padre lavorava allora per la Kenwood, poi sarebbe passato in Sony, mi portava ai primi Solone Internazionale della Musica a Milano) ci sono millanta marchi italiani di allora: da Galaktron a Steg, da Revac a RCF, da Emerson a ESB...

Poi negli anni ‘80 sono nati marchi di altissimo pregio, specie nel campo dei diffusori, e mi riferisco prima di tutto a Sonus Faber, e una piccola folla di marchi di elettroniche di discreto pregio, a stato solido così come a valvole.

In questi ultimi 20 anni però mi pare ci sia stato un “downgrade”, forse legato alla situazione generale del nostro paese, non solo economica. A oggi, 8 Aprile 2020, a parità di prezzo, fatte salve le debite e sacrosante eccezioni, la regola è che i prodotti italiani hanno una qualità inferiore rispetto a prodotti esteri.

Peraltro, con la globalizzazione degli ultimi anni, definire la “nazionalità” di un prodotto può essere più complicato di quanto sembri.

Prendiamo ad esempio lampante il mio telefono, un iPhone Apple: è americano, in quanto progettato in USA, o è cinese in quanto fabbricato in Cina?

Se compro una Cinquecento FIAT compro italiano o sovvenziono gli olandesi, dove la FIAT adesso ha la sede legale? E FIAT è ancora italiana oppure è diventata in qualche modo americana?

Ho comprato un casco AGV, bianco con la bandiera italiana, per il mio scooter, una Vespa, ma l’etichetta interna dice “Made in India”.

I rotoloni di carta assorbente che acquisto con in marchio di un noto Store cinese, in realtà sono fabbricati in Toscana a 30 km da casa mia! E in questo caso cos’è? Ho comprato cinese oppure  ho acquistato un prodotto italiano?

Insomma, a parte il fatto che a me la parola “autarchia” fa sempre un po’ paura, anche a volere essere autarchici mi pare che nel 2020 potrei avere qualche difficoltà!   

Concludo ricordando le parole di Mark Levinson in una bella intervista sulla rivista Suono, ormai oltre 6 anni fa: se un iPhone fosse fabbricato usando la stessa logica di un amplificatore o un diffusore HiEnd dovrebbe costare 80.000 dollari non  800!

Cioè fare un prodotto in maniera industriale ne abbassa drasticamente il costo e quindi il prezzo finale!

Peccato che nell’HiFi si sia andati nella direzione opposta... 

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newton

A me fa piacere scoprire che marchi italiani hanno successo in tutto il mondo con i loro prodotti hifi e ce ne sono molti anche se le realtà sono mediamente piccole. Comprare italiano solo perché italiano mi pare un po' ingenuo e anche un po' ipocrita.

Mi accontenterei che non fossero ostacolati da burocrazia, tassazione, infrastrutture che cadono etc...magri su questo ci potremmo impegnare tutti in modo più refficace. Audiofili e non

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Armando Sanna

Comprendo il tuo discorso, per quanto riguarda la HiFi ho sempre acquistato quello che ritenevo meglio per le

mie orecchie con il budget che avevo.

Nel tempo ho avuto anche dei diffusori italiani ( Aliante) , non per una questione nazionalistica ma perché per me erano meglio ,anche delle Sonus Faber, e di tanti marchi esteri provati tutti insieme nelle varie sessioni , nel medesimo ambiente.

Mentre nel settore alimentare ,generalmente , preferisco a qualsiasi prodotto simile un prodotto italiano .

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Roberto1972

Quando parlo di prodotti hi fi italiani, intendo prodotti progettati e costruiti in Italia, ma anche un prodotto hi fi concepito all'estero, ma ipoteticamente (con enorme sforzo d'immaginazione) prodotto e realizzato in Italia, con conseguente reclutamento e remunerazione di forza lavoro sul suono nazionale, per me godrebbe della stessa considerazione. 

Preciso e sottolineo che stiamo sempre ipotizzando di dover scegliere tra 2 prodotti capaci di carpire in misura simile il nostro interesse, l'uno prodotto in Italia, l'altro no...poi capisco che nella pratica tale ipotesi sia surreale e non realizzabile, incorrono troppe variabili nel determinare la scelta finale...

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Gici HV
12 ore fa, glucar ha scritto:

Prendo spunto dal titolo e dico:

E se tornassimo ad acquistare maggiormente i prodotti italiani?

Qualsiasi prodotto

E magari nel negozietto di paese...👏👏👏

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Roberto1972

@Gici HV Come no, con vin santo e cantuccini sulla porta d'ingresso, tombola.;)

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naim

Ricordo una vecchia teoria che sosteneva che la diffusione dei costruttori (ed anche dei fruitori) di prodotti Hi-Fi di un paese, è proporzionale al clima del suddetto paese.

In pratica più fa freddo, piove e c'è nebbia, più sono diffusi l'ascolto, la passione e quindi la produzione di prodotti audio.

In Italia c'è più sole che in Inghilterra. Il rapporto tra marchi Italiani e Inglesi, mi sembra confermi questo.

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Gici HV
8 minuti fa, Roberto1972 ha scritto:

Come no, con vin santo e cantuccini sulla porta d'ingresso, tombola.

Allora continuiamo così, centri commerciali, amazon...     ..e intanto le piccole realtà storiche muoiono ogni giorno,altro che evasione e sommerso...

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