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Roberto1972

Decreto ascolta-italia: e se tornassimo ad acquistare maggiormente i prodotti hi fi italiani?

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fabbe

Abitando in Toscana sono fortunato perché potrei sceglierei prodotti locali a km zero; Tuscanini, Gold Note, Audio Analogue, Rosso Fiorentino, M2Tech! Mi sono dimenticato qualcuno ?

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Roberto1972

@Gici HV Io non sono contrario al negozio di fiducia, anzi, giusto una settimana fa ho postato un post a riguardo proprio qui sul forum, parlando di consulenti per la scelta dell'impianto hi fi.

Forse interpretando male il tuo pensiero, ho intravisto dell'ironia quando parlavi di rivolgerti al negozietto di quartiere ;), realtà che peraltro nella zona in cui vivo, sono inesistenti in ambito hi fi.

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naim
11 minuti fa, Gici HV ha scritto:

e intanto le piccole realtà storiche muoiono ogni giorno

Questo perché siamo in pochi a comprare, ed il 90 % di quei pochi che comprano cerca l'usato o l'occasione, ed ha sempre una permuta da rendere (parole dei venditori). Quindi il negozietto storico con 3 clienti all'anno o integra con altre tipologie di merce o chiude.  

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Wolf65

Consideriamo anche che molti marchi italiani vendono molto anche all'estero spesso più che in Italia,  se noi facessimo il discorso di comprare solo italiano e gli altri paesi però facessero lo stesso discorso, si rischierebbe di bloccare completamente l'export di queste aziende e quindi di fare loro un danno ancora maggiore.

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Gici HV

@Roberto1972 @naim  Era una risposta a @glucar sul fatto di comprare italiano,non solo per l'hifi,e di comprare dai piccoli negozi non nei megastore per risparmiare qualche euro. 

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iBan69

@Wolf65 infatti è una politica insensata, quella di comprare prodotti solo del nostro paese, perché, se ragionassero così anche all'estero, le aziende italiane avrebbero già tutte chiuso.

L'unico settore, dove preferisco comprare solo italiano, è quello agro alimentare, perché il prodotto che acquisto, è direttamente fatto qui e noi siamo i numeri uno al mondo, in questo.

Ma comprare un elettronica, che contiene componenti fatti in giro per il mondo, solo perché il marchio è Italiano (ma spesso, non lo sono ne i capitali ne la sede legale che si trova in altri paesi dove si pagano meno tasse) la trovo una sciocchezza.

Difendo il made in Italy, quando è vero, sano, di qualità e a prezzi giusti per il nostro paese (non quello estero), non quando c'è in giro di meglio a prezzi migliori. 

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31canzoni

Va bene adesso andiamo veramente ot ma non è un caso che in Italia con le eccezioni già più volte riportate non si abbiano marchi HiFi grandi e ben distribuiti. Questo è un paese di grande artigianato ma poi il passo da artigianato ad industria non è nelle nostre corde. Siamo un paese di industria PMI, grandi terzisti etc ma il mondo della grande industria non ci appartiene. La ricerca e le aziende veramente grandi e internazionali sono dello stato penso a Leonardo all'eccellenza aerospaziale. PMI e artigiani nostra ricchezza e nostro limite.

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Roberto1972

@Gici HV Scusa GiciHV, avevo capito male, un po' rimbambito lo sono di mio, in questo periodo di reclusione domestica sto pure peggiorando :D

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Gici HV

@Roberto1972 scusa di che? No problem. 😉

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Roberto1972

@FabioSabbatini Fabio mi pare di sentire un mio caro amico nonché collega, Michelangelo, sicuramente non brilliamo, però se veramente tutti fossimo così, tanto varrebbe fuggire all'estero, in cerca di salvezza, stare in Italia vorrebbe dire essere masochisti ;)

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FabioSabbatini
8 minuti fa, Roberto1972 ha scritto:

però se veramente tutti fossimo così tanto varrebbe fuggire all'estero

Col se e col ma tante cose sarebbero semplici

per fortuna non tutti sono "così"

Ma troppi, comunque

Troppi se vuoi competere con paesi di un certo livello

E noi avremmo in teoria l'ambizione e le potenzialità per farlo

In alcuni specifici settori ci riusciamo ancora

L'opzione fuga ahimè, la ritengo comunque non completamente campata in aria

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emaspac

@Roberto1972 sono stato masochista. troppo tardi ormai per andarmene, anche se avessi un opportunità ci penserei. sicuramente invito tutti i giovani che conosco ad andarsene. 

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scubi
31 minuti fa, iBan69 ha scritto:

solo perché il marchio è Italiano (ma spesso, non lo sono ne i capitali ne la sede legale che si trova in altri paesi dove si pagano meno tasse) la trovo una sciocchezza.

forse ci si riferisce ai prodotti fatti (costruiti) in Italia che offrono lavoro agli italiani; le fiat fatte in Italia danno lavoro agli italiani, così come Sonus Faber che è costruita in italia. Questo ha poco a che fare con la sede legale che si trova altrove.

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FabioSabbatini
1 minuto fa, emaspac ha scritto:

invito tutti i giovani che conosco ad andarsene. 

Anche io

Non sarà "simpatico" dirlo ma almeno non li si prende in giro

Certo, se facciamo 'o miracolo e diventiamo un paese normale, meglio così per tutti.

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meridian

Da sempre ascolto e guardo ai prodotti Hi Fi soprattutto sotto il profilo musicale e di qualità all' ascolto, poi in secondo aspetto, anche al lato estetico . . 

Ho avuto diversi prodotti Italiani, nei decenni, ma oggi sempre meno, perché arrivato ad un certo livello, per gli oggetti che mi piacerebbe ascoltare, spesso non l itrovo nei negozi o dai rivenditori, mediamente hanno listini paragonabili ai prodotti esteri di pari livello o anche superiori , in più meno notizie, meno informazioni, meno recensioni e poca rivendibilità . . . .!! 

Questo mi fa pensare che da un lato la globalizzazione ha fatto lievitare i listini e i prezzi, in assoluto, anche guardando agli street price,  per allinearsi al resto del mondo audiofilo, ma siccome sono prodotti spesso di nicchia o con numeri limitati, diventano poi delle foto o delle segnalazioni senza un riscontro pratico e fisico di valutazione sul campo . . . E questo mi pare poco credibile, in un paese dove ci sono marchi di buon livello, però alcuni praticamente sconosciuti se non per una cerchia ristretta di iniziati o di fortunati che per qualche motivo li hanno a massimo 1 ora di auto . . . Per esempio, nel Centro Sud ci sono alcuni artigiani che fanno diffusori ed elettroniche di pregio, poi cerchi un negozio che le tiene, e non ne trovi uno nel raggio di 300 km !!!! Difficile acquistare un' elettronica a scatola chiusa che costa 6 - 8 K €, idem per dei diffusori e questo frena molto potenziali acquirenti . . . 

Di massima, apprezzo molto i diffusori di aria British, e le elettroniche Canadesi, del Nord Europa e Americane, rientrano molto nelle mie corde sonore . . . !!! 

Non posso però non citare White gold, Norma, Solidsteel, Audia Flight, NAF, Silcable, Audio Analogue, Lector , e dimentico qualcosa, che per tanti anni mi hanno accompagnato nell' ascolto corretto della musica, oltre a tanti validi prodotti italiani ascoltati da audiofili o alle manifestazioni di settore . . .!!

saluti , Dario 

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scubi
11 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

L'opzione fuga ahimè, la ritengo comunque non completamente campata in aria

se parli di fuga, forse; se parli di espatriare perché qui non c'è trippa per gatti, invito anche io ad andare all'estero. 

P.s.: il mio impianto è italiano perché mi è piaciuto più di tutto quello che ho ascoltato che proveniva dall'estero...anche a parità di soldi.

P.s.2: un esempio, a parità di costo, di prodotto estero migliore di uno italiano (in hifi, neh).

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Roberto1972

Ciao Dario,

una buona distribuzione e soprattutto assistenza sono dei requisiti fondamentali, a prescindere dal paese d'origine, concordo pienamente con te.

Altro requisito, per me, è che l'azienda produttrice sia presente sul mercato da tempo, che mostri di non abbandonare a se stessi i clienti che hanno acquistato i loro prodotti un lustro prima e soprattutto che realizzino dei prodotti credibili: francamente mi trovo sempre un po' in imbarazzo quando un costruttore sconosciuto o semi-sconosciuto entra nel mercato con un prodotto dal nome altisonante, tipo "Colossus", dal peso di 200 Kg e venduto a cifre a quattro o più zeri...Molto probabilmente è un limite mio, ma ho imparato a fare il passo non più lungo della mia gamba e quando pure io, nel mio lavoro, presento un'idea al cospetto di colleghi o collaboratori che sono nel mio stesso ambiente da 20 anni prima di me, entro in punta dei piedi e mi muovo con cautela, i geni e gli illuminati che d'improvviso, senza una comprovata gavetta, sono baciati ed illuminati da un'idea geniale, capace di rivoluzionare il mercato, temo siano pochi...

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FabioSabbatini

Benedetto Croce, tanti anni fa: 

"Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta"

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Roberto1972

Vero Fabio, mi permetto di aggiungere anche capace però, l'onestà è il prerequisito, non l'alfa e l'omega.

L'onestà privata della competenza ha generato parecchi danni e non sempre la buona fede è stata sufficiente a rendere il boccone meno amaro

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Roberto1972

Tornando nel topic, un marchio che mi incuriosisce e che, quando potrò spostarmi, non mancherò di conoscere meglio è Tuscanini, da quanto ho letto hanno introdotto qualcosa di realmente nuovo, i prodotti, essendo di qualità, sono costosi ma non cari se rapportati ai competitor, speriamo che andando avanti nel tempo i listini non lievitino, sarebbe un peccato...

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AchilleB

Marchi come CanEVER AUDIO mai nominati. Hanno addirittura il loro sito solo in inglese. Il loro mercato è praticamente solo estero. 

Le motivazioni di mercato sono molto ampie e vanno ben al di là del discorso audio. Riguardano molti settori.

La prima cosa che balza all’occhio è perché  dovrei pagare un prodotto italiano la stessa cifra se non di più di quanto lo pagano all’estero? Come se compro un prodotto direttamente dal produttore, perché devo pagarlo la stessa cifra che dal rivenditore (cosa che senza far nomi ho tastato con mano)? I costruttori stessi si orientano deliberatamente verso l’estero.

Inoltre molti settori pagano dazio sull’eredità della produzione passata, non l’attuale, dove c’era scarsa sicurezza sulla qualità produttiva.

Oltre a quello c’è il sentimento basilare coinvolgente molti settori che l’erba del vicino è sempre più verde.

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SimoTocca
3 ore fa, Roberto1972 ha scritto:

Preciso e sottolineo che stiamo sempre ipotizzando di dover scegliere tra 2 prodotti capaci di carpire in misura simile il nostro interesse, l'uno prodotto in Italia, l'altro no...

Benissimo... perfettamente d’accordo, farei anche io così... Ma mi pare si stia parlando  di ipotesi senza riscontro reale o quasi!

Sei in grado di fare esempi,concreti? Ne sono curioso...

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Roberto1972

@SimoTocca Supponiamo che io sia interessato ad acquistare una coppia di diffusori da supporto di alta qualità, che bene si possano interfacciare col mio ambiente di ascolto e il mio impianto: da un lato seleziono le nuove Diapason Adamantes, dall'altro le Harbeth m 30.2 Anniversay piuttosto che delle B&W 805 D3...se le Adamantes si rivelassero superiori in questo setting, non avrei alcuna remora a portarle a casa, perché costruite da una ditta seria, con uno storico, che produce oggetti credibili e che ottimizza e assiste nel tempo, il fatto che con l'acquisto remunererei non solo il titolare della ditta produttrice, ma pure l'artigiano che ne realizza il cabinet o gli addetti che lo assemblano e lo ottimizzano, be' per me sarebbe un valore aggiunto, certo non discriminante da solo per la scelta, ma un dato di sicuro positivo.:)

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meridian
10 minuti fa, Roberto1972 ha scritto:

Supponiamo che io sia interessato ad acquistare una coppia di diffusori da supporto di alta qualità, che bene si possano interfacciare col mio ambiente di ascolto e il mio impianto: da un lato seleziono le nuove Diapason Adamantes, dall'altro le Harbeth m 30.2 Anniversay piuttosto che delle B&W 805 D3...se le Adamantes si rivelassero superiori in questo setting, non avrei alcuna remora a portarle a casa, perché costruite da una ditta seria, con uno storico, che produce oggetti credibili e che ottimizza e assiste nel tempo,

Ottimo esempio, poi vai a legeger i prezzi , le Harbeth le porti via a 4500 €, le B&W a 6000 €, le Diapason a circa 5.500 + 2000 € di stand € !!!!! E mentre le Harbeth e B&W le trovi da ascoltare facilmente , le Adamantes ??? Mica così facile !!! Se poi fai una ricerca nell' usato , le cose si sbilanciano ulteriormente sul versante facilità a trovare prodotti quasi nuovi a prezzi interessanti per i marchi stranieri . . . 

saluti , Dario 

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iBan69
1 ora fa, scubi ha scritto:

forse ci si riferisce ai prodotti fatti (costruiti) in Italia che offrono lavoro agli italiani; le fiat fatte in Italia danno lavoro agli italiani, così come Sonus Faber che è costruita in italia. Questo ha poco a che fare con la sede legale che si trova altrove.

Certo che ha a che fare, Se ne facciamo una questione di principi. Come ci sono aziende italiane che hanno sedi legali in paesi esteri, e non pagano le tasse Italia, così ci sono aziende straniere che producono in Italia e che danno lavoro agli italiani.

Se un prodotto italiano, è costruito in Italia, allora mi aspetto che nel mio paese costi meno che nel resto del mondo, (al netto delle imposte) come di solito succede nei paesi di origine degli altri produttori, ma qui, quasi mai.

Se io Italiano, acquisto un prodotto di un azienda Italiana, per dare lavoro agli Italiani (anche se questo è tutto da dimostrare) allora, tu azienda Italiana, mi fai pagare quel prodotto meno di quanto lo vendi all’estero, perché hai meno costi di distribuzione, Altrimenti, mi rivolgo a prodotti stranieri, (con pari qualità), ma migliori condizioni.

L’economia, per quanto spesso ingiusta, non conosce confini ne nazionalità, così, nemmeno quella di casa mia.

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SimoTocca

@Roberto1972 Bene, questo è un buon esempio, ma siamo nell’ambito diffusori, peraltro Diapason è un costruttore che volevo citare prima e le Adamantes sono il prodotto più riuscito, senz’altro.. e proprio alle Adamantes pensavo quando parlavo poco sopra  di “eccezioni che confermano le regole”...

Se mi interessasse quella tipologia di diffusore anch’io penserei alle Diapason...

In fondo per i diffusori altri esempi italiani non mancano, basta pensare alle piccole Indiana Line... 

Ma poi? Altro?

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Roberto1972

@meridian Credo che però per le Diapason, se acquistate direttamente dal produttore, se non erro dovrebbe essere possibile, ci sia la possibilità di trattare un poì di più sul prezzo, cosa più difficile nel caso di brand internazionali, come Harbeth e B&W, in cui credo che sulla scontistica le cose siano un po' diverse...per quanto riguarda poi la tenuta sull'usato probabilmente hai ragione, ma per me non rappresenterebbe un vincolo, visto che i diffusori li terrei o quanto meno li cambierei dopo 20 anni...

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Roberto1972

@SimoTocca Mastersound o New Audio Frontiers o Viva per amplificatori a valvole di qualità. Norma, Audio Analogue o Audia per elettroniche a stato solido di qualità. Lector per sorgenti digitali di qualità, ecc...

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SimoTocca
6 minuti fa, Roberto1972 ha scritto:

Mastersound o New Audio Frontiers o Viva per amplificatori a valvole di qualità. Norma, Audio Analogue o Audia per elettroniche a stato solido di qualità. Lector per sorgenti digitali di qualità

Ecco, ahimè, purtroppo su questa seconda “mandata” molto più generica della prima (si parlava di fare esempi concreti con un singolo apparecchio) neppure un nome di quelli citati, IMHO, regge un confronto con apparecchi esteri...  

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