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Stebroc

Streaming audio e riflessioni su qualità lossy/lossless

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Stebroc

Buon pomeriggio.

Il settore dello streaming è oramai in auge da almeno un 7-8 anni, e tantissime offerte sono disponibili.

Di tutte le proposte sul mercato, solo in due al momento offrono file lossless (ci sarebbe anche Deezer, ma non ho capito come funzioni, e Amazon Hd, sempre che arrivi in Italia), e la cosa mi fa sorgere dei dubbi.

 

Facciamo un attimo il paragone con lo streaming video, e prendiamo ad esempio Neflix, colosso del momento.  Ebbene, sarebbe suicida per Netflix non fornire contenuti alla massima qualità, in 4k, e suppongo che altri nomi nell'ambito facciano lo stesso. 

 

 

Spotify , colosso nello streaming audio, si limita per contro a dei file vorbis a 320 Kpbs. E la versione gratis (che una buona parte degli utenti usa, e gli basterebbe  se non fosse per i fastidiosi spot) è a 192 Kpbs. Altri grandi nomi fanno lo stesso, inclusi colossi del digitale tipo Google (mp3 320) , Amazon, Apple (AAC 256 kpbs), Youtube.

Mi si dirà che molte persone ascoltano con il compattone, con le casse scarse del pc, con gli auricolari integrati dello smartphone. Vero, ma c'è pure una fetta di persone che ha speso qualcosa in più, pur non avendo propriamente l' impianto HI-Fi. Magari ha una cassa bluetooth della Jbl (la xtreme ad esempio, buon prodotto), o comunque un prodotto che " dovrebbe"  mostrare differenze tra lossy e lossless.

 

 

Ecco, il punto è proprio questo. Sto ancora facendo dei test, ma comincio ad avere seri dubbi su queste differenze. Mi piacerebbe seriamente poter condividere esperienze di ascolto con chi le sente. Magari non ho orecchie così allenate/mi concentro sulle cose sbagliate. Ma mi pare un controsenso che 20/30 anni fa i modi di ascoltare musica entry level erano peggiori, e si avevano formati non compressi (Cd, Vinili). Oggi nel 2020, epoca in cui tutti i formati tendono ad ingrandirsi, dove si hanno connessioni  web sempre migliori,  la grossa fetta dello streaming audio va a comprimere file.

 

Un saluto

 

😉

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captainsensible

Aaaargh.

Qui litigano se è meglio il FLAC o l'MQA, e tu tiri in mezzo l'mp3 e l'AAC.

Vuoi scatenare un putiferio ? 😁

CS

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Stebroc
3 ore fa, captainsensible ha scritto:

Vuoi scatenare un putiferio ? 😁

Mi piace se non altro che si discuta, e credo che temi di discussione sui lossy (in genere, e sul perché se ne fa uso negli streaming) ce ne siano.😉

Credo inoltre che sarebbe utile fare ascolti in compagnia di qualcuno che percepisce differenze tra formati (ma anche tra cavi per dire). Aiuterebbe a capire meglio di cosa si sta parlando.

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camerinik

@Stebroc ...altra discussione interessante...ascoltare insieme...sempre molto difficile...trovare persone educate sotto il profilo percezione audio ancora più difficile...l'esperienza conta moltissimo ma la vera differenza la fa quanta frequentazione si ha con l'ascolto dal vivo, con la sala da concerto...o il locale (nel caso del jazz)...ho coltivato la passione per l'ascolto fin da bambino...ho avuto diversi impianti...ultimamente ho scoperto gli auricolari professionali, ma l'immagine e la profondità della scena sono più peculiari nella riproduzione da diffusori...non sono esperto di rock, pop, metal, disco, etc etc...ma tutti sanno che jazz e classica sono gli ascolti più significativi e difficili per una catena di riproduzione...mi piacerebbe approfondire ulteriormente!

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Pippo87
13 ore fa, captainsensible ha scritto:

Qui litigano se è meglio il FLAC o l'MQA,

Qui si sentono differenze fra waw e flac ... MQA è ormai battezzato “fuffa” ... 😀

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Ultima Legione @

.

Se mantiene lo spirito di spassionato confronto di esperienze, bel thread veramente.👍

.

Peccato solo la macroscopica e palese imprecisione iniziale che i files veicolati con Encoding MQA sono esattamente dei files LossLess con codifica di tipo FLAC e formati quindi non sono affatto in antitesi tra loro.

.

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ClasseA

Interessanti questioni che mi sono posto in questo 2020, anno per me di conversione alla liquida. Sono giunto alla conclusione che forse si' qualche differenza è udibile, ma sono davvero poche cose, se confrontate all'apporto del resto della catena. Non mi sono mai appassionato alla migliore edizione in vinile o in cd e non mi appassiono neanche con lo streaming. 

Quello che posso dire è che a volte il formato liquido, anche l'mp3 è fin più gradevole del c.d. forse perché manca tutta la problematica della lettura o forse perché tralascia qualche dettaglio in alta frequenza ( mp3).

Tuttavia non tutti gli streamer suonano allo stesso modo e dunque quello che conta è arrivare ad un esito appagante e musicale.

Un formato mp3 su di un impianto di qualità può  suonare parecchio meglio rispetto ad un formato lossless riprodotto su di un impianto solo discreto.  Per cui per quanto mi riguarda ritengo che sia molto più utile dotarsi di un bell'impianto che perdere tempo sui formati. Sia l'mp3 in massima risoluzione che il formato classico stile c.d. ma liquido, sia l'alta risoluzione possono suonare tutti molto bene e sono quasi indistinguibili.

Viceversa due coppie di diffusori le distingui , siano collegati allo stesso amplificatore o a maggior ragione ad

 amplificazioni diverse ( in questo caso abbiamo enormi differenze).

In conclusione come in tutti i mercati c'è la ricerca del premium, del lusso se vogliamo, per coloro che non si accontentano e vogliono la certezza di un formato lossless da ascoltare, si spera, con impianti di altissima qualità, diversamente il tutto sarebbe vanificato.

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Ultima Legione @
16 ore fa, Stebroc ha scritto:

Sto ancora facendo dei test, ma comincio ad avere seri dubbi su queste differenze. 

.

Bhé ....per incominciare a porre qualche punto fermo e qualche riferimento essenziale, potrebbe essere interessante capire innanzi tutto come ascolti: Cuffie o setup audio domestico con speakers?

.

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captainsensible
9 minuti fa, Ultima Legione @ ha scritto:

Peccato solo la macroscopica e palese imprecisione iniziale che i files veicolati con Encoding MQA sono esattamente dei files LossLess con codifica di tipo FLAC e formati quindi non sono affatto in antitesi tra loro.

Insomma, vuoi fare il notaio 😂, vabbè non era lo spirito del mio intervento, perché se dobbiamo cominciare a fare le pulci alle codifiche...

CS

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Ultima Legione @
16 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Insomma, vuoi fare il notaio 😂, vabbè non era lo spirito del mio intervento, perché se dobbiamo cominciare a fare le pulci alle codifiche...

CS

.

😁😁...🤗🤗...non era assolutamente per il volerTi contraddire!!

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Non me ne vogliano i Notai che ci leggono, ma é una categoria che non mi hai suscitato una particolare istintiva simpatia.

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Mi appartiene e mi é molto caro invece il rispetto, non dico delle ragioni, ma almeno del libero raziocinio e del senso critico personale.

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E dato che su stá storia dell'MQA abbiamo addirittura scoperto, a merito di chi l'ha segnalato😄😄: ...che le grandi Lobby del Tabacco hanno finanziato Bob Stuart e la sua Spectre per assoggettare con l'MQA la discografia mondiale e lobotizzare gli audiofili mondiali🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️, volevo cercare di evitare che anche questo thread finisse monopolizzato da stó fardello e stá palla che affligge tutto il Forum.

.

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Jazzlover
16 ore fa, Stebroc ha scritto:

comincio ad avere seri dubbi su queste differenze

Dubbi inutili, se non senti differenze.

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Ultima Legione @
1 ora fa, ClasseA ha scritto:

In conclusione come in tutti i mercati c'è la ricerca del premium, del lusso se vogliamo, per coloro che non si accontentano e vogliono la certezza di un formato lossless da ascoltare, si spera, con impianti di altissima qualità, diversamente il tutto sarebbe vanificato.

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La ricerca del Premium é naturale e istintiva in tutte le cose della vita...(lo dico anche nella mia firma!!😄😄)

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Premium non é necessariamente lusso, anche se nel nostro dorato Olimpo HiFi/HiEnd l'edonismo e il culto dell' "oggetto" prende spesso il sopravvento sul fine e lo scopo...

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Sono assolutamente convinto che la differenza tra formati, a paritá di brano musicale, molto spesso sia comunque marcatamente apprezzabile anche su impianti ben assortiti, con un minimo di pretesa HiFi e non necessariamente ipercostosi.

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Dibattiamoci pure sulle sostanziali differenze all'ascolto dei vari formati ma non scordiamo che, a monte e in modo molto piú predominante, piú di tutto vale come il brano é stato Registrato, Mixato (possibilmente nel Dominio Analogico e non Digitale), Ingegnerizzato e Masterizzato e questo tanto nel caso di un vinile che di un HiRes nativo (e non magari farlocco ricampionamento).

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Ovvero quanto migliore é la qualitá del brano iniziale tanto piú evidenti e macroscopiche saranno le differenze nell'ascolto tra il medesimo brano in formato MP3 e quello in formato HiRes tanto se impacchettato sia in PCM che in DSD.

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Il contenuto é sempre di fondamentale importanza rispetto al contenitore e i NAS degli audiofili sono stracolmi di HiRes che in realtá, qualitativamente parlando, sono semplice e vera spazzatura.

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P.S.: Non smetto ancor oggi di stupirmi come alcune stampe monofoniche in Vinile della Columbia Records dei primi anni '60 che conservo gelosamente, riescano con stupefacente realismo a offrire una Timbrica e una Scena Acustica incredibile e per mé assolutamente inspiegabile.

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Ultima Legione @
3 ore fa, Jazzlover ha scritto:

Dubbi inutili, se non senti differenze.

.

😄😄

.

...in realtá dovrebbe essere lo stimolo per iniziare un percorso di virtuoso miglioramento e ottimizzazione del proprio impiantoHiFi perché nel caso di un brano "che nasce bene" la differenza tra un formato Lossy e LossLess sono e devono essere percepibili.

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E' un ottima occasione e una vera "cartina tornasole" per misurare e saggiare la reale bontá del proprio setup audio.

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Stebroc
12 ore fa, camerinik ha scritto:

altra discussione interessante...ascoltare insieme...sempre molto difficile..

be', alla fine i forum servirebbero anche a questo. E sarebbe una cosa utile confrontare esperienze e percezioni con altri.

4 ore fa, ClasseA ha scritto:

Non mi sono mai appassionato alla migliore edizione in vinile o in cd e

Questo secondo me è il dato che conta di più. Prova ad ascoltare un disco rimasterizzato bene ed uno male. La differenza è evidente alle mie orecchie

4 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

Bhé ...per incominciare a porre qualche punto fermo e qualche riferimento essenziale, potrebbe essere interessante capire innanzi tutto come ascolti: Cuffie o setup audio domestico con speakers?

.

Ascolto con diffusori, peraltro in modo "nearfield"

2 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

la differenza tra un formato Lossy e LossLess sono e devono essere percepibili.

L' idea che mi sto facendo è che le differenze non ci sono. O se ci sono, non mi concentro sulle cose giuste in grado di farmele percepire. Diversi utenti qui sopra, evidentemente con impianti almeno discreti, affermano di non sentirle. Ho motivo di credere anche a chi le sente, certo, ma non è il mio caso. Questo  mi instilla la curiosità  di fare ascolti con persone e impianti che le sentono. Sarebbe interessante per capire e confrontare le diverse percezioni. Ultimamente sto conducendo alcuni test, e quelle poche volte che mi "sembra" di sentire differenze, devo sudare le proverbiali sette camicie. E questo cozza col concetto grassettato sopra. E col fatto che la maggior parte delle offerte streaming sia lossy. Con le connessioni veloci di oggi, non vedo qual è il problema di veicolare lossless. Non viene reputato importante, molto semplicemente. Ma come detto, Netflix non trasmetterebbe mai, anche solo in HD ready a 720 p.

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Jazzlover

Quanto tempo rubato alla Musica

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appecundria
Il 18/5/2020 Alle 15:09, Stebroc ha scritto:

comunque un prodotto che " dovrebbe"  mostrare differenze tra lossy e lossless

Una cassetta bluetooth da scrivania è, semmai, progettata per mascherare le differenze. 

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appecundria
13 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

sono e devono essere percepibili

Sono ma possono anche non essere 🙂

Se ci pensiamo un attimo anche il vinile è un formato lossy considerando quanto il segnale in uscita dal pick-up differisce dal master. Eppure il vinile suona, eccome se suona 🙂

Nei vari codec lossy vengono scartate delle parti che a giudizio del creatore del codec sono: o rare nei brani musicali, o spontaneamente ricostruite e/o interpolate dal cervello, o non rilevabili dall'udito medio, o non riproducibili dal set-up medio e così via.

Dunque può succedere che un brano non sia percepibile ed un altro lo sia e così via, a seconda di tante variabili.

Io, a scanso di equivoci vado di lossless.

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Ultima Legione @

.

12 ore fa, Stebroc ha scritto:

Ascolto con diffusori, peraltro in modo "nearfield"

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Della quasi infinita moltitudine di caratteristiche che contraddistinguono il sound e la Musicalitá di una Riproduzione da un qualunque setup audio (per altro, alcune perfettamente note e tangibili, ma molte decisamente piú evanescenti e sfumate come concetti), quali la Timbrica, l'Estensione, la Dinamica, il Dettaglio come anche la "Velocitá", il "PRAT/Senso del Ritmo", la Risoluzione, la "Trasparenza" etc. etc. se dovessi dire con assoluta convinzione e certezza che c'é ne uno che sempre e comunque fá da parametro di discernimento per riuscire a distinguere con certezza la riproduzione di un file Lossy da uno LossLess non saprei quale indicare per rispondere.

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Ma se invece parliamo del parametro (guarda caso di quello a mé piú caro, prezioso e sul quale affino da anni i miei sforzi nell'allestire l'impianto) che piú di tutti altri e anche da solo, riesce direi quasi immancabilmente a "smarcare" un mediocre MP3 da un LossLess (anche senza essere necessariamente un HiRes nativo e magari anche DSD), c'é e si chiama Sound-Stage.

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Ovvero forse il piú effimero, illusorio e virtuale dei parametri nella nostra percezione psicoacustica in quanto "gioca" con i meccanismi e le dinamiche percettive piú recondite e non ancora perfettamente note e conosciuti del nostro ..."Orecchio" e quí caratteristiche quali la Risoluzione temporale, la Coerenza di Fase e di Gruppo, l'Integritá dei Toni fondamentali con il loro set di Armoniche superiori della nostra amata Musica riprodotta, la fanno da padrone.

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Questi ultimi parametri, tutti contenuti nella porzione mediana e piú elevata in Frequenza dei nostri files musicali, guarda caso sono i primi a essere tagliati, potati e sacrificati seppur con criteri diversi (un MP3 per esempio ha un algoritmo di compressione piú brutale di quello dell'ACC) nei file di tipo Lossy.

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Motivo per cui é proprio ponendo attenzione allo SoundStage che nelle riproduzioni piú realistiche diventa magnificamente virtualizzato, con Interpreti vocali e Strumenti perfettamente proporzionati e allocati, quasi tattili e palpabili, con scene e ambientazioni acustiche capaci di riprodurre suoni incidenti e riflessi in un magico equilibrio e arrivando a porre in un orchestrale, le corde strumentali innanzi a noi e gli ottoni oltre la parete di fondo del nostro soggiorno.

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Negli ascolti in cuffia come anche nel caso di speakers con caratteristiche monitor/nearfield (pensati e progettati per ascolti a distanza ravvicinata e in ambienti di dimensioni contenute) a prescindere dalla qualitá del setup audio, il SoundStage sará anche riproposto ma ahínoi solo e soltanto in una frazione di quello possibile con una buona coppia di diffusori floor-standing, certi talentuosi mini-diffusori da stand o meglio ancora come una magnifica coppia di dipoli Magneto-Dinamici Isoplanari, tutti correttamente allocati nell'ambiente di ascolto.

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E qui diventa chiaro che la differenza tra un MP3 e un brano LossLess (magari HiRes nativo e anche in formato DSD256 per scialare), oltre che percepibile a mia personale convinzione diventerá addirittura insopportabile, tanto da costringervi a cancellare a pié pari dal vostro hard-disk tutti gli MP3.

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pinkflo2
Il 18/5/2020 Alle 15:09, Stebroc ha scritto:

Ecco, il punto è proprio questo. Sto ancora facendo dei test, ma comincio ad avere seri dubbi su queste differenze. Mi piacerebbe seriamente poter condividere esperienze di ascolto con chi le sente. Magari non ho orecchie così allenate/mi concentro sulle cose sbagliate. Ma mi pare un controsenso che 20/30 anni fa i modi di ascoltare musica entry level erano peggiori, e si avevano formati non compressi (Cd, Vinili). Oggi nel 2020, epoca in cui tutti i formati tendono ad ingrandirsi, dove si hanno connessioni  web sempre migliori,  la grossa fetta dello streaming audio va a comprimere file.

Aspetta provo a spiegarti quanto ho capito ed è meno banale di quanto sembri. Le tue osservazioni sono pertinenti. 20/30 anni fa si ascoltava peggio (ma non sempre) in quanto a impianti, mentre la qualità della musica non era compressa. Oggi in teoria ci sono impianti migliori (anche se si potrebbe discutere ma generalmente è così) e non di raro si ascolta la musica peggio (cuffiette, altoparlanti bluetooth, piccoli altoparlanti da pc e così via) e pure con formati peggiori (eccetto ovviamente l'alta risoluzione). 

Ma ci sono modi per ascoltarla bene con servizi come Tidal e Qobuz e modi per ascoltarla compressa se uno si accontenta e gli va come Spotify, Youtube. 

La differenza tra lossy e lossless è discutibile in cieco anche per chi ha orecchie allenate, poi dipende dai bitrate, a 320 si fa fatica. Per confrontarli sono necessarie delle prove prolungate come è il caso spesso per valutare delle fonti. Non serve a molto lo switchare tra un formato e l'altro cercando di capire, ma è meglio ascoltare a lungo, tipo per un mese o 2 su un impianto decente i formati compressi per sentirne i limiti. Si sente chiramente la perdita di informazioni, la musica è più aspra, meno rotonda, con una spazialità ridotta, con una timbrica affaticante e povera. Poi a complicare c'è l'altra compressione che una volta non c'era della dinamica della musica detta Livello DR o che fa capo all'uso della Loudness War, cioè la tendenza a far suonare sempre più forte i dischi comprimendo il DR, cioè la differenza tra il picco minimo e quello massimo del volume musicale.

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pinkflo2
15 ore fa, ClasseA ha scritto:

Un formato mp3 su di un impianto di qualità può  suonare parecchio meglio rispetto ad un formato lossless riprodotto su di un impianto solo discreto.  Per cui per quanto mi riguarda ritengo che sia molto più utile dotarsi di un bell'impianto che perdere tempo sui formati. Sia l'mp3 in massima risoluzione che il formato classico stile c.d. ma liquido, sia l'alta risoluzione possono suonare tutti molto bene e sono quasi indistinguibili.

Carissimo non mi trovi daccordo. Ho sempre sentito suonare meglio un formato lossless su qualsiasi apparecchiatura dalle cuffiette ai grandi diffusori. Idem per l'iper compressione dinamica. Ma ci vuole parecchio tempo di pratica in un formato e con l'altro. L'unica prova decente è l'ascolto fisso e prolungato per molto tempo su un formato per poi notarne i limiti o la ricchezza. Ma ti assicuro che la perdita di informazioni è una realtà fisica, certificata e non si può trarre in inganno l'udito. 

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Ultima Legione @
39 minuti fa, appecundria ha scritto:

Se ci pensiamo un attimo anche il vinile è un formato lossy considerando quanto il segnale in uscita dal pick-up differisce dal master. Eppure il vinile suona, eccome se suona

.

In linea di massima ho compreso e condivido il concetto, ma la riproduzione da vinile pur passando da un processo di equalizzazione e riequalizzazione della Curva RIIA (pur se con piú o meno sufficiente approssimazione e data l'impossibilitá di incidere le basse frequenze nel suo Modulo/Intensitá originaria in quanto inciderebbero solchi di ampiezza tale da occupare in breve l'intero disco), opera comunque esclusivamente nel Dominio Analogico.

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Nel Dominio Digitale invece tutto passa sempre e comunque da due processi che si chiamano Campionamento e Quantizzazione che sono giá di per sé (anche se la circostanza puó sconvolgere qualcuno) sono una forma di Distorsione che qualcuno elegantemente ha voluto chiamare Discretizzazione e con buona pace di tutti negli ultimi 35 anni di Dominio Digitale nella Musica riprodotta, diciamo che ......abbiamo alla fine ingoiato la pillola amara e specie con i formati HiRes nativi tanto in formato PCM che DSD, ce ne siamo fatti tutti una ragione.

 .

Quindi ben differentemente da un vinile masterizzato con tecniche esclusivamente analogiche, un formato digitale giá "strapazza" maledettamente e all'inverosimile quelle preziosissime relazioni originali descritte  nel mio precedente post (Risoluzione temporale, Coerenza di Fase e di Gruppo, Integritá dei Toni fondamentali con il loro set di Armoniche superiori) ma quando poi da un formato WAV, FLAC e/o LossLess passiamo addirittura ad un formato che taglia proprio gli estremi di banda tra cui quello fondamentale delle Medio-Alte Frequenze della banda audio addio prima di tutto alle nostre piú remote speranze di ascoltare con credibile ricostruzione scenica ..............le arpe che suonano a mezzo palco sulla sinistra🤣🤣

.

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appecundria

Grazie @Ultima Legione @ però non pensavo tanto alla curva riia quanto ai limiti meccanici del cosiddetto chiodo nel solco. O forse l'esempio non era dei migliori  🙂

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Ultima Legione @
28 minuti fa, appecundria ha scritto:

però non pensavo tanto alla curva riia quanto ai limiti meccanici del cosiddetto chiodo nel solco. O forse l'esempio non era dei migliori  🙂

.

😄😄

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Eppure ...quel chiodo nel solco, seppur con tutti i suoi limiti fisici e meccanici e  non potendo certo competere con le Dinamiche e i Rapporti S/N del Digitale forse ...nei confronti della natura assolutamente analogica dell'intero Universo come della nostra amata Musica, nei confronti di certe abilitá e talenti naturali del nostro orecchio, (affinato da milioni di anni di feroce e selettiva evoluzione per la sopravvivenza), riesce ancor oggi a far meglio del raziocinio dei numeri.

.

E i numeri del resto sono solo l''abile "strumento e mezzo" nelle mani dell'uomo, che ci gioca invece da molto meno di 3.000 anni, per cercare di comprendere, studiare e razionalizzare la realtá che ci circonda...e non é certo detto o scontato che ci riusciremo mai completamente.😄😄

.

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ClasseA

@pinkflo2 

Mi spiego meglio. Come ho scritto sfumature ne sento tra formati. 

Tuttavia preferisco l'mp3 sul mio impianto ( che non è il migliore del mondo ma è tagliato sui miei gusti) che un file ad alta risoluzione su di un impiantino stato solido più bookshelf "rivelatori" come se ne vedono parecchi oggigiorno.

Questo intendevo. Morale della favola: nutile appassionarsi ai formati se poi manca la sostanza nell'impianto. Ho l'impressione che alcuni perdano di vista le priorità, anche alla luce dei frequenti cambi di componenti, non sono certo indice di soddisfazione. 

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Gici HV
2 ore fa, ClasseA ha scritto:

Ho l'impressione che alcuni perdano di vista le priorità,

E perdano tempo a fare prove ,concentratissimi, a cogliere sfumature diverse invece di godersi la musica.

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Stebroc
23 ore fa, Jazzlover ha scritto:

Quanto tempo rubato alla Musica

be', chi scrive qui è evidente sia interessato anche alla qualità. Poi ognuno dedica alla questione il tempo che ritiene opportuno. Nel mio caso l' interesse a questioni di Hi-fi è acuito dall'aver acquistato di recente il primo impianto. Ma la musica resta regina. Ho letto di persone che non ascoltano le prime produzioni di Billie Holiday perché "si sentono male". Ecco, se sei appassionato di musica trovo inaccettabile ragionare così.

14 ore fa, appecundria ha scritto:

Una cassetta bluetooth da scrivania è, semmai, progettata per mascherare le differenze. 

Questo però confermerebbe una cosa, che le differenze sono meno grandi di quanto spesso si dica. Come dici tu, sono ma possono anche non essere.

13 ore fa, appecundria ha scritto:

Se ci pensiamo un attimo anche il vinile è un formato lossy considerando quanto il segnale in uscita dal pick-up differisce dal master. Eppure il vinile suona, eccome se suona 🙂

Nei vari codec lossy vengono scartate delle parti che a giudizio del creatore del codec sono: o rare nei brani musicali, o spontaneamente ricostruite e/o interpolate dal cervello, o non rilevabili dall'udito medio, o non riproducibili dal set-up medio e così via.

Dunque può succedere che un brano non sia percepibile ed un altro lo sia e così via, a seconda di tante variabili.

Io, a scanso di equivoci vado di lossless.

Anche il Cd è un formato lossy rispetto all' Hi-Res. Eppure molti ritengono che il 16/44 basti e avanzi.

13 ore fa, pinkflo2 ha scritto:

La differenza tra lossy e lossless è discutibile in cieco anche per chi ha orecchie allenate, poi dipende dai bitrate, a 320 si fa fatica. Per confrontarli sono necessarie delle prove prolungate come è il caso spesso per valutare delle fonti.

Ciao, aldilà del discorso (che ci sta) di ascoltare a lungo musica non compressa e compressa per abituarsi alle differenze, io tra questo

13 ore fa, pinkflo2 ha scritto:

Si sente chiramente la perdita di informazioni, la musica è più aspra, meno rotonda, con una spazialità ridotta, con una timbrica affaticante e povera.

e questo, io vedo un po' di contraddizione. L' idea che mi sto facendo è che il Lossless possa essere percepito migliore del Lossy, ma non sempre,  e non da tutti.

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captainsensible

Personalmente ho fatto delle prove nel passato con cuffia monitor (nel mio studio di casa, quindi non ha valore di statistica).

Ho sperimentato che tra un file 320 kb/s mp3 o AAC e un 16/44 (da cui ho estratto il file compresso), la differenza bisogna mettersi a cercarla.

Ci sarà pure, ma per il sottoscritto non è rilevante al punto tale da farmi preferire il formato CD.

Pertanto mi va bene anche il 320 kb/s.

Se il programma che ascolto mi piace, mi faccio andare bene anche il 192 kb/s, come nel caso di alcune radio internet.

Ciao

CS

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Stebroc
14 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

Negli ascolti in cuffia come anche nel caso di speakers con caratteristiche monitor/nearfield (pensati e progettati per ascolti a distanza ravvicinata e in ambienti di dimensioni contenute) a prescindere dalla qualitá del setup audio, i

In verita ascolto nearfield più per un problema di spazio (e si, questo certamente penalizza la scena) che per i diffusori, che per caratteristiche andrebbero ascoltati a 2/3 metri di distanza. Proverò a far caso alla ricostruzione della scena con un Lossy, ma io da un lossless mi aspetterei un maggior dettaglio, e che sia chiaramente percepibile, a prescindere dal tipo di diffusore, che si ascolti con diffusori o in cuffia. Se questa chiara percezione non ce l' ho, mi pongo legittimi dubbi sulla "portata" delle differenze tra musica compressa e non.

14 ore fa, Ultima Legione @ ha scritto:

E qui diventa chiaro che la differenza tra un MP3 e un brano LossLess (magari HiRes nativo e anche in formato DSD256 per scialare), oltre che percepibile a mia personale convinzione diventerá addirittura insopportabile,

Secondo me l' mp3 sconta anche la fama negativa acquisita nei primi anni, quando le connessioni più lente  portavano in rete quasi solo file in bassa qualità, da 128 Kpbs a scendere.

Per quanto mi riguarda, definirei "di un certo rilievo", le differenze tra un remaster buono ed uno fatto coi piedi. Queste si che ti fanno percepire un miglioramento palpabile all'ascolto. Ma anche in questo caso non mi sentirei di usare molte iperboli, perché so che molte persone  (ovvio, parlo di chi ascolta col compattone e non è interessato alla qualità) non ci farebbe nemmeno caso.

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appecundria
38 minuti fa, Stebroc ha scritto:

Anche il Cd è un formato lossy rispetto all' Hi-Res. Eppure molti ritengono che il 16/44 basti e avanzi.

ma è proprio la riproduzione audio a essere lossy rispetto all'evento originale 🙂 
 

39 minuti fa, Stebroc ha scritto:

che il Lossless possa essere percepito migliore del Lossy, ma non sempre,  e non da tutti.


forse i creatori dei codec non sono proprio dei fratacchioni, anche se di certo non si sono posti l'obiettivo di un prodotto a standard audiofilo.

Personalmente non ne faccio una guerra di religione però (ad esempio) le radio a 128 Kpbs mi arrecano proprio senso di fastidio all'ascolto mentre quelle a 192 già le ascolto con piacere, lo stesso brano in flac qualità cd però è davvero un'altra cosa.

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appecundria
30 minuti fa, Stebroc ha scritto:

da un lossless mi aspetterei un maggior dettaglio

in genere i codec lossy non vanno a tagliare il dettaglio, forse l'esempio del video porta fuori strada. La vista e l'udito restano sensi incommensurabili.

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About Melius Club

Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
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