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maxnalesso

Per chi vuole avvicinarsi alla Classica ...

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capolavoro

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mozarteum

Tratti dall’opera. Se considerate che e’ su libretto tratto da un romanzo di Buchner di meta’ ottocento, c’e’ da stupirsi della modernita’ precorritrice di quest’ultimo

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Aless

La Lyrische Suite per quartetto d'archi sorprende per l'adozione di ampio respiro della melodia pur nella tecnica dodecafonica. La serie non è dunque soltanto elemento strutturale di una architettura basata sul numero, ma anche fonte di variazione ed elaborazione di un tema.

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Aless

I “Fünf Symphonische Stücke aus der Oper "Lulu", conosciuti anche come Lulu-Suite, o meglio, come Lulu-Symphonie, è un pezzo musicale ex novo tratto dal capolavoro operistico. Scritta per una orchestra corposa, è articolata in cinque movimenti.Il primo, Rondò (Andante e Inno), è la fusione di due frammenti ricavati dal secondo atto, scena prima. Il secondo movimento, Ostinato (Allegro) non è altro che l'interludio che divide le prime due scene del secondo atto. Il terzo movimento, dedicato a Webern, si riferisce alla prima scena del secondo atto. Il quarto movimento (Variazioni) è l'interludio del terzo atto incompiuto e  il quinto (Adagio) è il finale del terzo atto. Ho scelto a proposito la conduzione di una direttrice perché Lulu è la personificazione del sesso femminile.

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zoso

Dal vivo Tre Pezzi per Orchestra di Alban Berg. Dirige Claudio Abbado.

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maxnalesso

Permettetemi di citare "un minore",  dopo le stupende citazioni relativa ad Alban Berg.

Si tratta di Marcel Dupré (1886 - 1971),  organista, pianista, compositore e didatta francese:  egli non ha certamente rivoluzionato pressochè nulla nel linguaggio musicale del '900,  ma se leggete la sua biografia ci sono degli aspetti assolutamente eccezionali,  come il suo numero elevatissimo di concerti, il fatto che succedette a Widor al posto di organista nella stupenda chiesa di Saint-Sulpice nel 1934 e mantenne il posto fino al 1971,  anno della sua scomparsa, o ancora che fu direttore di diversi Conservatori.

Ma anche come compositore disse la sua,  con un numero non esiguo di opere (65 numeri d'opus) , dedicate ovviamente soprattutto all'organo,  dovendo ricordare anche che fu insegnante di figure assai note,  come Marie-Claire Alain, Jean Guillou, Olivier Messiaen ...

Alcuni suoi brani organisitici sono noti per essere praticamente ineseguibili,  a causa della elevatissima difficoltà...

Io però cito solo,  per ricordarlo e per portare un esempio di brano organistico,  il seguente "Variations sur un Noel"  , Op.20 del 1922,  a mio parere molto bello...:  (ps:  dal minuto 13,  c'è da sudare... ve lo garantisco...)

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maxnalesso

Tra i brani decisamente difficili,  la Suite Op. 39 ...:

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maxnalesso

Ultima citazione solo per capire dove può spingersi il virtuosismo di Dupré (anche se,  ovviamente,  i pezzi migliori dal punto di vista musicale sono quelli non "strettamente virtuosistici",  ma quelli intrisi di musicalità e tecnica compositiva come le variazioni su un noel citate all'inizio).

In particolare,  se non volete sorbirvi i 4 minuti,  ascoltate la parte finale dal minuto 3:05 ...):

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maxnalesso

A seguire,  dobbiamo citare Heitor Villa-Lobos (1887-1959),  che però è un musicista che conosco poco:  per cui chiedo ad altri di parlare di lui o di citare alcune sue composizioni,  per poi proseguire con gli altri musicisti del XX secolo citati nella lista di pag. 19 😉

Grazie,

Max

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Aless

Considerato il più grande compositore brasiliano, Heitor Villa-Lobos ha composto quasi 2000 opere durante la sua vita, nelle quali ha utilizzato ampiamente temi folcloristici. L'aspetto più caratteristico della produzione, vale a dire l'unione tra popolare e colto, trova nel rapporto con la chitarra, la sua espressione emblematica. Qui le composizioni più famose per lo strumento a corde.

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Aless

Le Bachianas brasileiras sono una serie di nove composizioni realizzate fra il 1930 ed il 1945. In queste opere, composte per formazioni orchestrali di diversa costituzione, Villa-Lobos aveva l'intenzione di realizzare una versione brasiliana dei "Concerti Brandeburghesi". La Bachiana brasileira n° 5 per soprano e otto violoncelli è probabilmente l'opera più conosciuta del compositore e sicuramente la più eseguita:

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zoso
19 ore fa, Aless ha scritto:

Villa-Lobos aveva l'intenzione di realizzare una versione brasiliana dei "Concerti Brandeburghesi"

Questo non lo sapevo: molto interessante. 

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Aless

Non è stato preso in considerazione Gian Francesco Malipiero 1882, ma soprattutto è stato dimenticato Ferruccio Busoni 1866. Sono da considerare autori minori?

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maxnalesso

@Aless La loro personalità e la loro "presenza" nella storia dell' Arte Musicale, non può certo farli ritenere minori...  Ma se ci guardiamo in giro e cerchiamo "i nomi noti",  loro non sono certo in "vetta alle classifiche" come Bartok,  Schonberg, Stravinskij, Poulenc, Hindemit e via discorrendo ...

Come dicevo a pagina 19,  addentrarsi nella musica del '900 può diventare un dedalo quasi inestricabile,  per cui preferivo dare risalto ai nomi più "gettonati":  so che non è bellissimo da dire...;  ma se invece la maggioranza volesse citare tutti,  ma proprio tutti,  allora sono d'accordo e... si dia fuoco alle polveri !

Ciaooo,

Max

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maxnalesso

Non avendo ricevuto riscontri,  direi allora di continuare citando solo gli autori più rappresentativi dal punto di vista "discografico/concertistico" ,  così da non far diventare il 3d eccessivamente intricato proprio per chi,  volendo avvicinarsi,  vuole cogliere i punti salienti della storia musicale del '900.

Quindi,  sempre mantenendo l'ordine cronologico,  è venuto il momento di citare Bohslav Martinů (1890 - 1959), composiore Ceco naturalizzato statunitense. Dal punto di vista stilistico,  mi pare molto azzeccata la descrizione wikipediana:

<< Confluiscono nell'opera di Martinů influenze differenti, dalla musica nazionale all'impressionismo francese e al neoclassicismo di Igor' Stravinskij, dalla vocalità negro-americana al jazz. Il suo stile risulta quindi eclettico, innervato da un forte contrappuntismo di stampo neobarocco. >>

Sono molte le composizioni di Martinů,  e vorrei iniziare citando il tardivo ciclo sinfonico (la prima sinfonia è del 1942,  quando il compositore aveva 52 anni...),  per poi proseguire con altre composizioni,  anche più giovanili,  piuttosto interessanti.

Partiamo dalla Sinfonia n°1,  H289:

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maxnalesso

E poi citerei una delle opere più giovanili,  la "Jazz Suite" per 11 strumenti del 1928:

.-.-.-.-.-.

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maxnalesso

Ed infine,  per capire lo stile pianistico,  questo "Preludio in forma di danza" estratto dagli 8 preludi H181 del 1930:

.-.-.-.-.-.

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maxnalesso

Però,  in estrema sintesi,  dobbiamo anche dire che Martinu non ha dato un contributo innovativo come altri compositori che abbiamo citato (e che citeremo),  come anche non ha avuto la "forza espressiva" di un Prokofiev o di un Shostakovich... per cui diciamo che possiamo considerarlo una "via di mezzzo" fra i cosidetti minori e fra coloro che invece hanno lasciato un segno indelebile nella storia,  come vedremo per il successivo compositore che andremo ad argomentare,  ovvero Sergej Prokofiev (1891 - 1953).

Se però qualcuno ritenesse opportuno aggiungere qualche altro brano di Martinu che ritiene interessante,  ben venga ...

Ciaoooo,

Max

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maxnalesso

Bene... proseguiamo dunque il nostro percorso con un altro gigante della musica del '900,  il russo Sergej Prokofiev, nato nel 1891 e scomparso nel 1953.

Grandissimo pianista ed anche direttore d'orchestra,  fu compositore molto prolifico,  legato artisticamente a Stravinskij.

La sua musica non segue il filone atonale nè quello dodecafonico,  ma vive di uno stile proprio, di un linguaggio ardito ma carico di energia, ritmi e armonie originali e innovative,  come il suo contemporaneo Stravinskij.

Sono assolutamente da ricordare:

 - il ciclo delle 7 sinfonie,  scritte tra il 1916 e il 1952

 - i 5 concerti per pianoforte e orchestra,  scritti tra il 1911 e il 1932

 - le 11 sonate per pianoforte (1907 - 1953,  l'ultima incompiuta)

 - i 2 concerti per violino e orchestra

 - la "favola sinfonica" Pierino e il lupo,  del 1936 (di cui esiste una versione recitata da Benigni...)

e moltissima musica da camera,  più opere, balletti, musica corale ...

insomma:  una marea di materiale !!

Io cito l'opera meno significativa per capire il suo stile,  ma sicuramente molto interessante e... molto bella da ascoltare, soprattutto per chi vuole avvicinarsi "con cautela" a questo autore:  si tratta della prima sinfonia Op.25,  detta "classica":

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maxnalesso

Molto interessante anche la giovanile Toccata Op.11 per pianoforte ....:

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maxnalesso

E questo chi non lo conosce ?? ...  nessuno, secondo me 😋  (ps:  5.700.000 visualizzazioni youtube... azz...)

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zoso
1 ora fa, maxnalesso ha scritto:

e scomparso nel 1953.

Morì a Mosca lo stesso giorno di Stalin. Potete immaginare la risonanza che ebbe la morte del compositore ...

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Aless

Un singolare ritratto di questo compositore, dalla recensione di questo libro:

"Se si scorre il catalogo delle opere di Prokofiev si capisce subito quanto vasti fossero i suoi interessi di creatore: opere, musiche di scena, sinfonie, concerti, lavori sinfonico-corali, da camera, solistici. Nessun grande compositore del Novecento, e nemmeno dell’Ottocento, presenta una così ampia sventagliata di generi trattati o, meglio, nessuno ha lasciato tracce profonde in ogni campo della musica. Per trovare un altro Prokofiev bisogna risalire al Settecento e imbattersi in Mozart. Sia Mozart sia Prokofiev sono innanzitutto drammaturghi e in ogni fase della loro attività compongono opere liriche. Ma, al contrario di un Verdi o di un Wagner, non concentrano nel teatro tutto il loro impegno creativo. I tempi di Prokofiev non sono in verità i tempi di Mozart. Il pubblico del Settecento “consuma” almeno al 90% musica contemporanea e chiede al compositore novità e novità, il pubblico del Novecento è soprattutto consumatore di musica stagionata e chiede all'interprete ciò che l’avido dente del tempo non ha potuto sgretolare. Perciò Prokofiev, peraltro fecondissimo creatore, compone molto meno di Mozart. Però è “mozartiano” di spirito e si misura anche in un campo, la musica da film, che per ragioni anagrafiche non compariva nel cosmo mozartiano. Possiamo d’altra parte dar per certo che, se fosse stato al servizio di un principe-arcivescovo, Prokofiev avrebbe scritto musica sacra in quantità. Musicisti, entrambi, intus et in cute. Entrambi, ben consci del loro genio, arroganti in quanto uomini. Tormentati entrambi in vita, entrambi indomabili, entrambi, in senso lato, libertini di spirito. Di Mozart sappiamo ormai tutto quel che era possibile sapere. Di Prokofiev non ancora. Ma è compito imprescindibile del XXI secolo studiarlo e capirlo.

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Aless

Il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra, op. 16 è concepito e scritto, nella gran parte di esso, con lo spirito della provocazione futurista. Tutto in questo Concerto, linguaggio, immagini, mezzi sonori, tecnica pianistica, durate (quattro movimenti, l'enorme cadenza nel primo), vuol essere strano, grandioso, appariscente.

Qui una giovanissima Yuja Wang con la NHK Symphony Orchestra diretta da Charles Dutoit

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Aless

Il giovanile Concerto per violino e orchestra in re maggiore n. 1 , op. 19, mostra esplicitamente un ripensamento della tradizione: i momenti migliori li raggiunge là dove il solista, stagliandosi su un'orchestra mobilissima e variegata, si addentra in una vegetazione di suoni rari, d'immagini fantastiche e di luminose fioriture.

Esecuzione magistrale di Itzhak Perlman con la BBC Symphony Orchestra diretta da Gennady Rozhdestvensky nel 1980.

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maverick

il terzo concerto per pianoforte e orchestra è uno dei miei preferiti, .. io che non amo particolarmente la musica del 900: ma questo è proprio bello, ed è sempre stato gratificato da esecuzioni di altissimo livelllo ( molti grandi vi ci sono cimentati, compreso un giovane Pollini con Abbado).

E' uno dei cavallli di battaglia di Martha Argerich: il suo primo cd con il giovane Abbado, dei primi anni 60,  è tutt'ora il riferimento, .. ma ho trovato anche un video, molto più recente.

L'orchestra è meno nobile e il direttore sconosciuto, ma la vecchia leonessa dimostra ancora di avere pochi rivali.

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maxnalesso

@Aless @maverick 

Grandiose citazioni !!

Grazieeee 👍👍👍

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zoso

Due belle colonne sonore di Prokofiev per altrettanti due grandi film (consigliati) del regista sovietico Ejsenstein,  che offrono soddisfazioni audio con questi due cd di riferimento.

Ivan Il Terribile, del 1944. Dirige Valery Gergiev   

Alexander Nevsky, del 1938. Dirige Claudio Abbado.

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zoso

La famosa Pierino e il Lupo è stata composta nel 1938. È una favola sinfonica scritta per l'infanzia, su testo dello stesso Prokof'ev. A ogni personaggio della favola è associato uno strumento dell'orchestra che suona un determinato motivo. Per l'esecuzione è richiesta la voce di un narratore. Ci sono molte esecuzioni con narratori diversi: da Branduardi a Dalla passando per David Bowie. In questo video, direzione di Claudio Abbado e narratore Roberto Benigni. Esiste pure la versione in cd della DG di notevole qualità audio.

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