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Quando nacqui la radio era accesa


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bungalow bill

Ma c'era anche Decimo che con i suoi passi lunghi andava nel bosco a cercare funghi .

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Il treno del ritorno pareva viaggiare molto più veloce del treno dell'andata. Annina dondolata dal vagone, stanca ma felice su quella panca, appoggiò la sua testa sulla spalla ossuta del mar

Pensate che Nono, invece, ha fatto il re, il papa ed è pure diventato santo! Ma gli amici lo chiamano Luigi. Proprio una  brava persona!

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oscilloscopio

Comunque Otto era il cane bassotto di Nono, il quale lo prestava a Decimo quando andava nel bosco, ma al posto dei funghi trovava i tartufi.

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bungalow bill

Ho visto Otto , cane bassotto nascondersi nel casotto mentre Nono gran pittore dipingeva a tutte le ore .

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minollo63

In una famiglia così strana, si fa in fretta a dare i numeri, ma Settimio era severo così tutti gli ubbidivano.

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Sesta è una fanciulla. Ama la campagna e la musica classica. I fratelli, quando parlano di lei, tra loro, la chiamano “ la pastorale”.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

In famiglia i numeri non tornavano mai; quelli in uscita superavano sempre quelli in entrata.

Occorre più rigore - pensò la madre - mentre il radiocronista annunciava ben due rigori allo stadio.

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E mentre il nonno ricordava e raccontava a tutti del cinquantesimo anniversario della mitica serata del 4 a 3 con la Germania, la polenta alla bergamasca bruciò e fece nero il bel paiolo di rame... 

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bungalow bill

Il nonno stanco di raccontare , chiuse gli occhi e si lasciò andare . Nel profondo sonno , sognò una scatola di tonno . Quasi alla polenta l'abbino mentre si scaldava davanti al camino .

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oscilloscopio

Ma in quel mentre decimo tornò dal bosco con un cesto di funghi freschi, che decise di abbinare, alla polenta sul focolare, mentre Otto con molto sonno, si distese a fianco al nonno.

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bungalow bill

Il nonno molto stanco per tirarsi su pensò di comprarsi un paranco, Otto si stendeva mentre fuori pioveva . Ma Quarto che fine fece ? Era uscito a comprare della pece .

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

Azzo che famiglia numerosa e complicata è questa mia... e passi - pensò affranto Quarto trasecolando - 

ma perché nascondere che ebbi i natali nei dintorni di Quarto Oggiaro? 

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bungalow bill

Quarto di Quarto Oggiaro girava per il quartiere con un somaro cercando Quinto che non era affatto distinto .

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E  poi, i nomi dei figli rispettavano la cronologia delle nascite? C'è chi giura che Quarto si chiamasse così perché ci era nato, a Quarto Oggiaro. Più vecchio Quinto, che era nato qualche anno prima mentre i genitori erano a Genova Quinto.

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bungalow bill

La madre si chiamava Abelarda ed era sarda , il padre si chiamava Belzebù e veniva da Beccalzù .

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Sesto, era gemello di Sesta: non si sa se i due fossero arrivati in sequenza rispetto agli altri fratelli, comunque pare fossero nati entrambi sul lago Maggiore, a Sesto Calende, in provincia di Varese. La leggenda vuole che i genitori volessero disfarsene perché di figli ne avevano già tanti perciò, seppur con dispiacere, li deposero dentro una cesta di vimini abbandonandoli al loro destino sulle acque del lago La navicella riuscì a galleggiare per tre giorni fino a che, un pescatore di nome Fausto, attratto dai lamenti, li raccolse e se li portò a casa: sapeva che sua moglie, Boccadirosa, una donna molto generosa e allegra, li avrebbe allevati con amore.

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Invece di Boccadirosa dicono si trasferisse nel paesino di San'Ilario (secondo altri San Vicario) dove tutti pensarono, al primo sguardo, che si trattasse di un missionario, al contrario di una sua celebre omonima.

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1 ora fa, medusa ha scritto:

Invece di Boccadirosa dicono si trasferisse nel paesino di San'Ilario

Vero! Si trasferì quando si separò da Fausto che, nonostante il suo nome, non era molto propenso alle baldorie. Fausto tenne con sé Sesto, lo allevò con cristiani principi finché il figlio, molto pio, non entrò in Seminario dove fece una gran carriera.

Sesta, invece, crebbe con Boccadirosa in quel borgo ligure scelto dalla mamma proprio perché ispirava allegria.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

Sotto le luci di lampadine svolazzanti, la polvere saliva lieve come farina

spurgando le assi contadine di quel palco percosso ritmicamente

da passi d'improvvisati ballerini con inadeguati zoccoli ai loro piedi.

Nei pressi di Cuneo, in quel paesino, quell'estate del cinquantasei,

era arrivato il tip-tap.

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Avevano montato la balera, succedeva tutti gl anni a Ferragosto. I giovani, speranzosi di trovare la morosa, si cospargevano i capelli dì brillantina e accorrevano anche dai paesi vicini. La festa durava tre giorni e, per tutto quel tempo, si alternavano gruppi di suonatori: la musica risuonava in tutta la valle e le donne più anziane si davano un gran da fare per preparare  piatti di plin, pagnotte ripiene di acciughe al verde con tanto aglio mentre altre affettavano del salame cotto e  delle fette di tomina.e di torta di nocciole.

Gli uomini arrivavano trasportando sui carri damigiane di dolcetto e di barbera.

Anche Boccadirosa decise di partecipare: era da tanto che non si concedeva una vacanza!  Comprò abiti nuovi per lei e per Sesta, poi tirarono fuori una vecchia valigia di cartone, misero dentro anche profumi, rossetti, rimmel, e, piene di entusiasmo e di voglia di ballare, e, perché no? di fare qualche intrigante conoscenza, salirono sulla corriera e partirono.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

Peveragno! Fermata di Peveragno piazza del Comune, urlò il bigliettaio della corriera agli assonnati passeggeri.

Due ragazze discesero dall'autobus con una sinuosità tale che quei tre gradini di quella porta a soffietto calpestati

dubitarono d'esser loro quei gradini di quella famosa scala luccicante della Osiris.

Sesta aveva la quinta di seno, ai piedi un tacco dodici, al collo una sottile catenina,

in testa l'idea ossessiva d'un nuovo amore da trovare.

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Chi avrebbe mai detto che fossero madre e figlia? Erano entrambe bellissime Sulla piazza tutti si voltarono a osservare la scena...uomini d’ogni età  furono immediatamente ammaliati e sedotti da tutta quella sensualità che le due femmine sprigionavano.

Le ragazze invece ebbero un subitaneo moto di invidia e videro di colpo inutili di le loro ingenue strategie di conquista: di fronte a tanto fascino cittadino si sentirono defraudate, avvilite e tristi.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

A Peveragno, sperduto paese delle fragole, Il fascino della città entrava ovunque, da ogni dove. Soprattutto dalla radio.

Alla radio si potevano ascoltare i concerti della Martini & Rossi alla sera, Papaveri e papere e tutto il quartetto Cetra durante il giorno, 

ma, ogni tanto, anche primordiali racconti d'amore precursori di quelle soap-opera che saranno quotidianamente in televisione decenni e decenni dopo.

Fu così che scendendo avvinghiati, stanchi e sudati dal palchetto di quella balera improvvisata, una ragazza ed un ragazzo si appartono da sguardi indiscreti.

Giuseppe si fece serio ed estrasse dalla tasca dei calzoni un anello sussurrando un'affermazione e una domanda: lo sai io ti amo, mi sposi?

Annina non guardò l'anellino ma timidamente rispose di sì con un cenno affermativo del capo, seguì questa domanda speranzosa:

Bepi... giuramelo ...compreremo il frigorifero?

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  • 2 weeks later...
analogico_09
Il 7/7/2020 Alle 10:19, Pasquale SantoiemmaGiacoia ha scritto:

la Pepsi sostituì quel chinotto



Mica tanto.., non il chinotto NERI... chè se bevi NERI ne...ribevi!

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  • 3 weeks later...
Pasquale SantoiemmaGiacoia

Il chinotto NERI entrò per primo in quel frigorifero FIAT nuovo di pacca.

Poi arrivarono i pochi resti della torta nuziale e quel bel pezzo enorme di mortadella che lo zio di Annina,

da Bologna aveva spedito e regalato agli sposi.

Bepi sono felice, sussurrò languidamente Annina all'orecchio di suo marito.

Anch'io rispose il Bepi stanchissimo per la festa di matrimonio.

Poi aggiunse sornione: non credi che ora possiamo provare il materasso in crine che ci ha regalato mia madre?

Annina arrossì lievamente nel rispondere sì. Poi l'abbracciò forte.

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Pasquale SantoiemmaGiacoia

La novella sposa - novella in tutto - Da una parte parve come rassicurata da quel sonno improvviso,

dall'altra pareva un po' stizzita da quel ronfare accanto: Bepi russava come un ghiro ma aveva il volto disteso e

un lieve sorriso faceva pensare che sognasse mondi davvero meravigliosi. 
Annina allungò la mano sul comodino e puntò la sveglia per entrambi alle 4 meno un quarto perché

ella sapeva bene, sin da bambina, che le fragole di Peveragno, per esser così buone poi al mercato,

vanno raccolte solo dall'alba a prima prima mattina al massimo. 

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