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Un fisco just in time


appecundria

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Ernesto Maria Ruffini, Direttore di Agenzia delle Entrate propone una radicale semplificazione degli adempimenti IRPEF e IVA, che segnerebbe il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi o, come dice lui, dal Fisco per Competenza a quello per Cassa. Ha di fatto aperto la partita della riforma fiscale tendendo la mano a lavoratori autonomi, professionisti e partite Iva, i contribuenti più colpiti dalla crisi.  Ecco l'intervista.
 

Direttore, come funzionerebbe il nuovo sistema?
«La mia riflessione mira a superare lo stress e l’ansia che circa 4 milioni di contribuenti tra autonomi, professionisti e partite Iva vivono ogni anno in relazione a un calendario di scadenze fiscali, spesso soggetto a cambiamenti».
 

In pratica?
«Per le persone fisiche titolari di partita Iva e per le società di persone si tratterebbe di passare a un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa. Si introdurrebbe un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi. Questo eliminerebbe l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, che genera l’ansia di doversi procurare una provvista per pagare le imposte in anticipo rispetto a un anno che ancora non si sa come andrà e poi per il saldo, magari andando in credito con la conseguente attesa del rimborso».
 

Se governo e parlamento varassero domani questa riforma, quanto tempo ci vorrebbe all’Agenzia per renderla operativa?
«Pochi mesi. Magari si potrebbe andare per tappe. In una prima fase coinvolgendo solo le imprese minori in contabilità semplificata (fino a 400 mila euro di ricavi da servizi o 700 mila da beni) e i contribuenti in regime forfettario (partite Iva fino a 65 mila euro di ricavi), in tutto circa 3 milioni di soggetti. Poi, in una seconda fase, si potrebbero aggiungere autonomi, professionisti e società di persone in contabilità ordinaria, un altro milione circa. Quello che dovremmo fare noi per rendere operativa la riforma sarebbe l’implementazione del sistema informatico completando la fatturazione elettronica con l’evidenza telematica dell’incasso, che di regola avviene in un momento successivo, e delle spese effettive sostenute nel periodo di calcolo dell’imposta».


Insomma, un fisco just in time, grazie alle informazioni trasmesse telematicamente all’Agenzia. Che a quel punto potrebbe anche prelevare il dovuto dal conto corrente del contribuente?
«È un’ipotesi che si potrebbe realizzare su base volontaria e salvo conguaglio. Altrimenti potrebbe essere lo stesso contribuente a disporre il versamento del dovuto ogni mese o ogni tre. Questa semplificazione porterebbe anche all’estensione della dichiarazione precompilata Irpef per questi contribuenti».

Corriere

 

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GianGastone

Ma ogni tanto copiare i sistemi degli altri che sappiamo andare meglio?

Chiuso o.t.

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sarebbe semplicissimo, ma bisognerebbe stabilire un criterio per passare dall'un sistema all'altro, altrimenti nella sovrapposizione si sommerebbero gli oneri

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Panurge

Tanto ci scaricheranno la patata bollente come sempre fatto a partire dalla oramai lontana dichiarazione su carta A4 bianca 1995-1996. 

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@Panurge Per un commercialista dire che due più due fà quattro sarebbe un enorme problema,bisogna arrivarci con un almeno un espressione di terzo grado,dove si può lavorare con eventuali parentesi tonde, quadre o graffe, eventuali radici o innalzamento a "n" potenza ed eventuali frazioni.

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Panurge

Se campi di 730 di pensionati 2+2 fa quattro quasi sempre, ma le cose non sono mai né chiare né facili quando il livello sale. 

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extermination

Lato IRPEF sempre che a  tutte le " componenti di reddito"   sia  applicabile il criterio  di cassa! Altrimenti ...vai col misto!

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Martin

A prima vista parrebbe una semplificazione, c'è quindi da aspettarsi una rivolta di tutte le categorie interessate. 

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Panurge

A prima vista vista sembrano tutte semplificazioni, basterebbe lavorare un paio di mesi sotto scadenza in uno studio non troppo basico per rendersi conto di un po' di cosette. Per esempio  di forfettari ne seguo pochissimi, per il 90% i clienti sono società, ma decidere qual è il regime migliore con certezza assoluta  è possibile solo per determinate situazioni, per moltissime non v'è certezza causa eccesso di variabili non prevedibili.

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mozarteum

Eppure con programmi sofisticati fatti bene anche le situazioni piu’ complesse

potrebbero essere semplificate. Si tratta di immettere dati in circuiti informatici che li connettono filtrano pesano e stabiliscono il quantum.

Il futuro e’ degli “istruttori informatici” con lauree in legge o economia e commercio che da un lato forgiano programmi informatici completi tarati sulla casistica (possono essere campionate centinaia di migliaia di ipotesi); e dall’altro -negli studi- sappiano riempire con i dati giuridici ed economici salienti le caselle informatiche. Bisognerebbe avere un testo unico fiscale semplice e abolire le circolari. Queste ultime in realta’ non avrebbero ragione d’essere se le procedure fossero oggettivate merce’ l’informatica.

il Consiglio di Stato ha detto che questi automatismi  di sistema e i procedimenti amministrativi virtuali senza cioe’ addetti in carne ed ossa sono legittimi purche’ sia chiara la ratio del sistema informatico applicato

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Savgal

Una soluzione sarebbe di forfetizzare interamente i redditi dei soggetti che operano esclusivamente con privati. Un parametro di volume d'affari e reddito congruo con il territorio al ribasso, ma nessun adempimento fiscale, solo il versamento trimestrale del pattuito.

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mozarteum

Gli studi di settore servivano a questo ma non hanno funzionato.

c’e’ sempre un barbiere che obietta che lui non e’ di siviglia e quindi guadagna poco

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Savgal

Se guadagna poco posso pensare che fare l'imprenditore non è il suo mestiere?

Nella mia proposta vi è il vantaggio che i soggetti non devono compiere alcun adempimento fiscale (la resistenza ad una simile proposta la farebbero le associazioni di categoria che perderebbero gran parte dei loro clienti).

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Panurge
9 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un parametro di volume d'affari e reddito congruo con il territorio al ribasso, ma nessun adempimento fiscale, solo il versamento trimestrale del pattuito.

Testatico e focatico reloaded

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mozarteum
1 minuto fa, Savgal ha scritto:

Se guadagna poco posso pensare che fare l'imprenditore non è il suo mestiere?

Si ma ci sono persone che preferiscono guadagnare poco senza timbrare

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Panurge
2 minuti fa, Savgal ha scritto:

Se guadagna poco posso pensare che fare l'imprenditore non è il suo mestiere?

Se assunte dalla PA almeno  un  2.000.000 di p.iva chiudono volentieri.

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buranide
24 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si tratta di immettere dati in circuiti informatici che li connettono filtrano pesano e stabiliscono il quantum.

Il futuro e’ degli “istruttori informatici” con lauree in legge o economia e commercio che da un lato forgiano programmi informatici completi tarati sulla casistica (possono essere campionate centinaia di migliaia di ipotesi); e dall’altro -negli studi- sappiano riempire con i dati giuridici ed economici salienti le caselle informatiche.

?????? Stai discutendo di fantascienza, almeno in Italia...

...e credimi, non hai idea di come purtroppo è gestita l'informatizzazione nel pubblico...

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buranide
8 minuti fa, Panurge ha scritto:

Se assunte dalla PA almeno  un  2.000.000 si p.iva chiudono volentieri.

Specie se son p.iva fittizie, cioè dipendenti sotto mentite spoglie (praticamente la maggioranza)

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Savgal

A suo tempo (oltre 30 anni fa) sul testo di istituzioni di diritto privato di Pietro Trimarchi, l'autore scriveva, cito testualmente: il fattorino di un negozio resta lavoratore subordinato anche se si serve di una bicicletta propria. 

Oggi pare non sia più così e la subordinazione di fatto del soggetto in partita Iva alle disposizioni del committente non è più intesa come lavoro dipendente. 

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Panurge
27 minuti fa, gpb ha scritto:

la p. Iva forfettaria praticamente non richiede formalità

, solo il calcolo finale

Il calcolo è banale, 5 minuti, per alcuni soggetti è meno banale definire se il forfettario conviene, perché non è che convenga sempre. Poi quelli abituati alla r.a., il primo forfettario può far molto male (saldo, acconto etc. etc.) oppure chi sfortunatamente si era comprato la macchina o qualche cespite l'anno prima, oppure un po' di magazzino e si trova l'iva recuperata. Sta minestra saranno venti anni che ogni tanto la servono.

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lufranz
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Si ma ci sono persone che preferiscono guadagnare poco senza timbrare

E hanno ragione (mi ci metto anch'io). Non essere costretti a dire "zi badrone" a un babbeo non ha prezzo

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lufranz
1 ora fa, Savgal ha scritto:

Una soluzione sarebbe di forfetizzare interamente i redditi dei soggetti

Profondamente ingiusto.

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senek65

Per me passare ad un sistema per cassa è fonte di caos totale .Almeno sul fronte iva

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lufranz

Per me le vere sciagure dell'umanità sono:

1) dover dire "Zi badrone"

2) le ore antecedenti alle 8 di mattina

3) l'invenzione del condominio.

Non sono ancora riuscito a liberarmi della seconda. 

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