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Savgal

politica ed economia La questione meridionale

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Savgal

Ho terminato la lettura de "Il divario Nord-Sud in Italia 1861-2011". E' mia convizione che le cose non si possono comprendere senza i numeri, sebbene non soltanto con i numeri. IN ambito storico esemplare è l'opera  di Carlo Cipolla. Cito una delle tante tabelle. Come prodotto industriale pro-capite nel 1871 la prima regione era la Lombardia, ma la seconda era la Campania, seguivano alla pari il Piemente e la Sicilia (pag. 40). Nel 1891 il PIL pro-capite della Lombardia era (in euro 2010) 2.918, quello della Campania € 2.897, della Puglia € 2.898, del Veneto € 2.089, quello dell'Italia era di € 2.627, del Nord € 2.694, del Sud € 2.515, con un PIl procapite del Sud del 93% rispetto a Nord (pag. 68). La divergenza tra le due aree inizia dalla fine dell'Ottocento, nel 1911 il PIL pro-capite Sud/Nord si abbassa allo 82%, si abbassa ulteriormente durante il ventennio fascista (nel 1936 il PIL pro-capite del Sud era il 60% di quello del Nord), si amplia a seguito della guerra (53% nel 1951) e si riduce tra il 1951-1971 al 63%, per diventare il 58% nel 2010.

Una cosa i numeri smentiscono, ossia che prima della unificazione vi fosse un divario economico tra Nord e Sud del paese. Il quesito è comprendere le ragioni di questo divario.

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Schelefetris

tempo fa avevo postato gli stessi dati pre unità. impressionante il divario a favore dell'italia che va dalla campania alla sicilia nei confronti del nord.

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appecundria

@Savgal ne parlammo con dovizia di fonti qui https://melius.club/topic/33-garibaldi-e-dintorni 

La genesi del divario è certamente dovuta alla dolorosa perdita dell'indipendenza, l'industria delle Due Sicilie era essenzialmente d'iniziativa statale o in concessione statale.

Venendo a mancare lo stato essa fu lottizzata e affidata come bottino di guerra a ex garibaldini che di fatto la smantellarono, spesso trasferendo macchinari e maestranze al nord.

Classico l'esempio della SIP, Società idroelettrica Piemonte (già SIPtel, già Telecom Italia, attuale TIM), nata dalle dinamo della Real Società Idroelettrica in Calabria.

Le classi egemoni dell'epoca decisero di creare il triangolo industriale a nord e il latifondo a sud (a quel tempo l'agricoltura al sud era notevolmente più produttiva, specialmente in Puglia), il sud perse il treno dell'industrializzazione a quel punto cominciò il divario. "I Meridionali non dovranno mai essere più in grado di intraprendere" proclamò Carlo Bombrini (Senatore, primo Governatore della Banca d'Italia e comproprietario della "Gio. Ansaldo & C.") e così fu, tranne rare eccezioni.

I colpi di grazia furono dati prima dalla Grande Guerra e poi dal Fascismo. Soprattutto sotto il Duce il divario divenne abissale.

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Savgal

Nel libro citato non vi sono singoli casi, ma dati e numeri, che non sono equivocabili.

Rimane aperto il problema del perché in poco più di un secolo si è creato un così ampio divario e cosa fare per colmarlo.

Gli autori al termine ne citano uno, la geografia. Il Meridione è lontano dai principali mercati, è distante dai paesi più sviluppati e dalle aree economicamente centrali d'Europa. A ciò si aggiungono le carenze infrastrutturali.

Ho terminato la scorsa setimana di legge "Fact fulness" di Hans Rosling, che mi ha sollevato la curiosità di verificare se corrispondesse al vero quanto afferma, ossia che abbiamo una rappresentazione delle altre aree del mondo che non corrisponde affato al vero e che nei prossimi anni l'area con il maggior sviluppo sarà l'Africa.

Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e tutte le istituzioni finanziarie globali che contano sono concordi, scrive Quartz: proprio come l’anno scorso, in questo 2020 sarà l’Africa il continente con i paesi che esibiranno la più robusta crescita economica annuale.

Leggermente mutata rispetto a quella del 2019, la graduatoria vede in testa il Sud Sudan e il Ruanda, il cui Pil dovrebbe crescere di circa l’8%. Seguono Costa D’Avorio (7,3%), Etiopia (7,2%), Senegal (6,8%), Benin (6,7%), Uganda (6,2%) e altri quattro paesi (Kenya, Mozambico, Niger, Burkina Faso) che metteranno a segno un ottimo +6%.

Il risultato di queste performance si riverbererà sul tasso medio di crescita di tutto il continente, che dovrebbe attestarsi al 3,8%: un dato che avrebbe potuto essere superiore se le due principali economie africane, ossia Nigeria e Sud Africa, non fossero avviate verso una crescita decisamente più contenuta (rispettivamente 2,5% e 1,1%).

https://qz.com/africa/1783714/african-economies-to-watch-in-2020-debt-and-climate-crisis/

Forse il futuro sviluppo del Meridione è legato a quello dell'Africa, cui possiamo accedere più rapidamente perché più vicini. Se questi paesi saranno nei prossimi anni i mercati con maggior crescita, il Meridione potrebbe avere una chance di sviluppo con un sistema di imprese e un sostegno politico verso i paesi africani a maggior crescita offrendo loro beni e servizi. E gli immigrati provenienti da quei paesi potrebbero diventare gli intermediari di questo sviluppo.

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wow

@Savgal Ti consiglio di leggere qualcosa del compianto Nicola Zitara.

Non credo di fargli un gran danno se ti mando (se gradisci) la bozza di un suo saggio sull'argomento che scaricai qualche anno fa e che adesso è stato tolto dalla circolazione perché il libro è stato pubblicato.

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Savgal

@wow 

Ti ringrazio, in privato ti comunico la mail 

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peuceta

Il divario si è creato subito dopo che i piemontesi hanno depredato e saccheggiato il sud servendosi di quei criminali di guerra capitanato dal losco stupratore garibaldi.

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Savgal

I fondi della UE del Recovery dovrebbero essere prioritariamente destinati ad ampliare la dotazione di infrastrutture del Meridione. Sulla linea adriatica la ferrovia risale agli inizi del Novecento,  per fare un esempio. 

Purtroppo si deve ammettere che in passato spesso le risorse destinate al Meridione sono state utilizzate per finanziare clientele elettorali. Per questa ragione preferisco che la UE controlli attentamente come saranno spese. Aggiungo che mi fa girare non poco i co...ni che gli stessi che fino a pochi anni fa strepitavano sull'utilizzo elettorale del denaro pubblico, oggi ritengono dei vincoli come una offesa.

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ferrocsm
4 ore fa, Savgal ha scritto:

Rimane aperto il problema del perché in poco più di un secolo si è creato un così ampio divario e cosa fare per colmarlo.

Posso fare una domanda cretina, no? La faccio lo stesso😀: Segni Leone De Nicola Colombo Cossiga De Mita Moro i primi che mi vengono in mente, tutti hanno presieduto governi, tutti politici del sud e arrivo poi agli ultimi presidenti della Repubblica Napolitano Mattarella e questi sono i più famosi che ricordo io ma chissà quanti altri esponenti originari del sud, sono passati in parlamento e ci stanno tuttora, Fico e Di Maio ad esempio, ma questa è tutta gente che ha remato e sta ancora remando contro e nulla ha fatto per la sua terra d'origine, tutti collusi con lo strapotere settentrionale?  

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qzndq3

Io sono di origini calabresi e piemontese per nascita, regione dove vivo. Non so cosa sia successo tra 130 e 110 anni fa e, onestamente, il capirlo poco credo ci serva. In quegli anni è cambiata la società, i contadini hanno abbandonato le terre perché coltivazioni ed allevamento non erano sufficientemente remunerartivi. Mio padre e mio nonno appena terminata la seconda guerra, andarono a lavorare in galleria. Il gelsomino, il bergamotto, il vino, l'olio, i formaggi di pecora/capra e le mandorle non rendevano a sufficienza per andare appena oltre un paio di pasti al giorno.

Ciò che è certo è che dagli anni 60 in poi il territorio è stato devastato, non è stato fatto fruttare il turismo, l'agricoltura si è ridotta e buona parte della gente si è mediamente adeguata a vivere di asistenzialismo in cambio di una manciata di voti. Mi fa male scriverlo, ma purtroppo è così.

Un paio di riflessioni e di domande aperte:

  • Oggi pomeriggio mi sono recato ad un centro commerciale poco a sud di Reggio Calabria, gli svincoli della statale jonica sono pattumiere, chiamarle discariche sarebbe eccessivo. Di chi è la responsabilità? 
  • Alcuni miei parenti sostenevano che il "posto di lavoro" dovevesse essere statale e mi sfottevano per il mazzo che mi facevo. Oggi mi sfottono un po' meno. Chi ha spinto le persone ad acquisire una tale mentalità?
  • Altri miei parenti pur non spostandosi dalla Calabria hanno avviato attività sufficientemente remunerative da consentire loro un'esistenza più che decorosa per non dire agiata. Di chi è il merito?
  • La manutenzione di qualsiasi "Via Marina" (i lungomare) è peggio che approssimativa. Di chi è la responsabilità?
  • Appena al di là dei centri città, l'edilizia è un vero obrobrio. A Reggio Calabria è paricolarmente evidente. Chi ha avallato tutto ciò? Cosa accadrà al prossimo terremoto??
  • La macchia mediterranea non esiste praticamente più, la cementificazione selvaggia di costruzioni incompiute e nel migliore dei casi non rifinite ne ha preso il posto. Di chi è la responsabilità?
  • E' diffuso il senso di rassegnazione, non solo in Calabria, ma è sentimento che ho "vissuto" anche quando lavoravo a Napoli. Il "Che ci possiamo fare" si respira nell'aria e nessuno prende mai un'iniziativa per cambiare le cose. Come mai?

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Savgal

@ferrocsm 

A mio parere la politica è un importante elemento da considerare, ma non è determinante.

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Savgal

@qzndq3 

In un altro thread ho citato quallo che in sociologia si definisce "capiltale sociale", che spiega in parte le ragioni per cui certe aree sono più avanzate di altre. Con capitale sociale si intende, a grandi linee, il patrimonio condiviso di atteggiamenti e credenze di una determinata comunità. Il rispetto delle regole, ed indirettamente delle persone, è anche capitale sociale. Questo patrimonio costituisce un importante pre-requisito per la cooperazione e l’attività organizzata, un patrimonio di fiducia e cooperazione che rende più agevole l'attività economica. A mio parere ed esperienza è un patrimonio che in Meridione è purtroppo carente. Anche questo aspetto è un elemento che spiega l'arretratezza del Sud e su cui si dovrebbe attivamente lavorare. La scuola su questo aspetto potrebbe e dovrebbe far molto. Ma molto dovrebbe anche fare la classe dirigente meridionale nel testimoniare nei comportamenti l'idea che il rispetto delle regole e la cooperazione sono importanti. Devo purtroppo ammettere che in non poca classe dirigente meridionale osservo il contrario, delle forme di individualismo ottuso che alla fine danneggiano indirettamente tutti.

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peuceta

@qzndq3 Io sono pugliese e mi pongo le tue stesse domande.

Per giunta mio figlio per lavorare si è dovuto trasferire in UK e non puoi immaginare quanto mi pesi!!

Non so darmi nessuna risposta ma credo che sarà difficile rimediare senza grossi avvenimenti che scuotano le coscienze, che sovvertino certi "diritti acquisiti" e se non si riprende a ripristinare il vivere civile applicando severamente le leggi e le regolamentazioni esistenti.

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ferrocsm
36 minuti fa, Savgal ha scritto:

In un altro thread ho citato quallo che in sociologia si definisce "capiltale sociale", che spiega in parte le ragioni per cui certe aree sono più avanzate di altre

Sabino ti ricordi Leone (straliccio) bergamasco doc (chissà dove sarà ora, mi mancano i suoi interventi) quando scriveva che è inutile che l'imprenditoria italiana si intestardisca nel voler fare a prezzo competitivo le mutande con gli elastici, non fa più per noi quel tipo di produzioni su larga scala e dalla poca remunerazione e come l'Italia non è competitiva nel fare mutande a buon mercato, altrettanto a mio avviso il sud non è adatto ad esempio a assemblare automobili dove c'è bisogno che il motore venga caricato a Torino su un camion e poi gli si fa percorrere tutta l'Italia, lo si carica su un traghetto e lo si fa arrivare in Sicilia, qui viene assemblato insieme alla scocca dell'auto, anche questa arrivata magari da Milano, poi si ricarica l'auto finita sulla bisarca e si fa il viaggio al contrario per farla tornare a Torino, ma solo politici balordi e industriali collusi che avranno ricevuto da loro un sacco di agevolazioni e gli avranno pure steso il tappeto rosso all'arrivo in Sicilia per aprire uno stabilimento a Termini Imerese potevano ambire a tanto, Taranto e la sua acciaieria mi è parso ricalcare un poco la stessa solfa, no a mio avviso il sud non è fatto per questo tipo di imprenditoria farraginosa e che abbisogna di approvvigionamenti troppo distanti per risultare poi competitiva sui mercati. Poi quegli stabilimenti chiudono e il sud tribola.  

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qzndq3
38 minutes ago, Savgal said:

molto dovrebbe anche fare la classe dirigente meridionale nel testimoniare nei comportamenti l'idea che il rispetto delle regole e la cooperazione sono importanti. Devo purtroppo ammettere che in non poca classe dirigente meridionale osservo il contrario, delle forme di individualismo ottuso che alla fine danneggiano indirettamente tutti

Ho letteralmente mandato a quel paese un appartenente  alla classe dirigente che tu citi, persona a me cara che conosco da... prima che nascesse Ho chiuso una discussione rammentadogli che il pesce puzza dalla testa. Colpa del "popolo" è votare la "testa del pesce".

38 minutes ago, Savgal said:

patrimonio condiviso di atteggiamenti e credenze di una determinata comunità. Il rispetto delle regole, ed indirettamente delle persone, è anche capitale sociale. Questo patrimonio costituisce un importante pre-requisito per la cooperazione e l’attività organizzata, un patrimonio di fiducia e cooperazione che rende più agevole l'attività economica. A mio parere ed esperienza è un patrimonio che in Meridione è purtroppo carente.

Ovviamente concordo.

Se è vero che 130 anni fa il Delta PIL tra Nord e Sud fosse minimo, dovremmo chiederci se allora  il capitale sociale fosse simile. Supponendo che lo fosse, cosa è cambiato nella testa della gente del Sud? Oppure cosa non si è evoluto e perché?

Come ho già scritto in un altro tread, qualcosa sta lentamente, molto lentamente cambiando. Temo che per vedere un'accelerazione, prima debbano "finire" le pensioni in essere.

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qzndq3
34 minutes ago, peuceta said:

credo che sarà difficile rimediare senza grossi avvenimenti che scuotano le coscienze, che sovvertino certi "diritti acquisiti" e se non si riprende a ripristinare il vivere civile applicando severamente le leggi e le regolamentazioni esistenti

👍

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appecundria
1 ora fa, ferrocsm ha scritto:

chissà quanti altri esponenti originari del sud

Ti raccomando la lettura de I Vicere di De Roberto. È solo un romanzo ma molto esplicativo.

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appecundria
49 minuti fa, Savgal ha scritto:

patrimonio condiviso di atteggiamenti e credenze di una determinata comunità.

Il patrimonio condiviso di atteggiamenti e credenze della Lombardia dovrebbe allora essere il razzismo, il furto, l'evasione fiscale e la costituzione di trust alle Bahamas. Io non credo proprio. Consiglio la lettura di Vizi privati e pubbliche virtù.

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appecundria
57 minuti fa, Savgal ha scritto:

dovrebbe anche fare la classe dirigente meridionale

Abbiamo visto all'opera la classe dirigente dell'area più ricca d'Europa.

Un'ecatombe di morti, ruberie, sprechi, clientele e strumentalizzazioni.

Sabino, i fatti non corroborano queste osservazioni. Non c'è nessun capitale, non c'è nessuna classe dirigente virtuosa.

Le ragioni sono altrove.

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melos62
9 ore fa, ferrocsm ha scritto:

😀: Segni Leone De Nicola Colombo Cossiga De Mita Moro i p

Hai presente come nei governi si offra la presidenza di qualche commissione parlamentare non strategica ad esponenti della minoranza? In modo da salvare la faccia senza turbare però il gioco? La questione meridionale è stata usata gattopardescamente per non cambiare nulla, finanziando il mantenimento di un cospicuo bacino elettorale,  senza toccare le rendite di un'area storicamente ricca. Con lo sviluppo economico del continente africano la posizione del sud Italia con i suoi porti potrebbe rendere conveniente una evoluzione industriale moderna. 

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extermination

A mio modesta " percezione", mancano  " offerte" concrete ed efficaci da parte delle Istituzioni ma, allo stesso tempo  manca una forte domanda di forte cambiamento da parte del tessuto sociale...sinequanonconditio affinché possa avere luogo quella e solo quella   " reazione a catena" capace ( si spera) di colmare i Gap Nord/Sud!

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bombolink

Tutti hanno "lavorato" contro il sud negli ultimi 100 anni.

Il potere economico del nord (non dimentichiamo che l'Italia è stata data ai piemontesi), ma soprattutto il potere economico del sud che si chiama mafia, declinata nelle sue organizzazioni regionali.

Tutti hanno avuto interesse a dirottare risorse al nord e veicolare quelle al sud agli amici degli amici che non le hanno di sicuro reinvestite in attività industriali importanti.

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nullo
26 minuti fa, extermination ha scritto:

manca una forte domanda di forte cambiamento da parte del tessuto sociale

Sono poveri e quelli giovani scappano da decenni verso un mondo che andato in altra direzione rispetto al pregresso

sono inoltre distanti perché il baricentro si ê spostato

inutile farsi seghe mentali e piagnistei inutili di fronte a realtà scontate

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Schelefetris

ok, dopo la sentenza di cassazione del tuttologo  credo si possa chiudere il topic.

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nullo
16 minuti fa, Schelefetris ha scritto:

ok, dopo la sentenza di cassazione del tuttologo  credo si possa chiudere il topic.

No, possiamo parlare de greci, dei fenici e avanti, fino alle repubbliche marinare e chiedersi i perché abbiano perso il primato senza aver bisogno dei piemontesi...

E perché abbiano fatto il sorpasso i barbari.. sempre senza

 i piemontesi.

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Panurge
33 minuti fa, bombolink ha scritto:

(non dimentichiamo che l'Italia è stata data ai piemontesi),

Altri candidati? I Borboni? Il Papa? Austriaci? Storicamente non c'era scampo, il resto è vanità e pascersi di vento. Va detto che l'invenzione del regno sabaudo come facente parte dell'Italia con tutte le ricadute varie è abbastanza recente, più o meno dai primi dell'ottocento, ho letto ambienti londinesi (con la collaborazione di molti esuli italiani), per secoli la percezione non è stata certamente quella, il bel paese ove il si suona cominciava oltre.

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nullo
1 minuto fa, Panurge ha scritto:

Storicamente non c'era scampo, il resto è vanità e pascersi di vento.

Oppsss...

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Schelefetris

nella letteratura post Unità d’Italia, passando per l’analisi socio culturale di scrittori del calibro di Ignazio Silone e Giovanni Verga, passando attraverso la penna di Francesco Jovine e Carlo Levi, Giustino Fortunato, Corrado Alvaro, Rocco Scotellaro, si arriva a storici, economisti, giuristi... basta fare una ricerca su google e si trovano migliaia di testi...

tutto inutile bastavano 3 righe su melius per giungere alla disamina definitiva, inappellabile.

restando in tema, più che in un club mi sento a tavierna o tiru.  🤣

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extermination
43 minuti fa, nullo ha scritto:

Sono poveri e quelli giovani scappano

Guarda io il Sud lo conosco molto ma molto poco ma, per quel poco che conosco, sono disposto a  sottoscrivere  con il mio sangue che , al Sud, esistono " realtà locali" capaci di far impallidire anche i migliori industriali del Nord in termini di sostenibilità,  resilienza economica, finanziaria , profitti e qualità della vita per shareholder , stakeholder e compagnia di giro 

ovviamente entro i perimetri della legalita!!!

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appecundria
35 minuti fa, Panurge ha scritto:

Storicamente non c'era scampo

È così. Ma non sono d'accordo sul resto. Cercare di capire e interpretare il passato non è "pascersi di vento". Questa avversione all'indagine storiografica fa un po' coda di paglia 🙂

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