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iBan69

Musica e libri

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oscilloscopio

@iBan69 In ambito jazz ho trovato interessanti ed esaustivi anche questi

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iBan69

Sempre Jazz ... per conoscere e capire la tormentata vita della Signora Billie Holiday. 
Cito: “nessuno canta la parola fame e la parola amore, come la canto io”
Se amate Billie, è fondamentale. 

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Aless

Questo volume, con un linguaggio piano e accessibile a tutti, si propone di avvicinare il lettore all'ascolto della musica sinfonica (per orchestra e per strumento solista e orchestra) mediante numerose notizie pratiche relative agli autori, alle singole composizioni, alle forme, alle condizioni stilistiche delle diverse epoche. Non vuole essere un testo di estetica o di cultura musicale, ma un manuale di consultazione capace in ultima analisi anche di stimolare il lettore a estendere le proprie cognizioni musicali, favorendo indirettamente quel processo di diffusione della cultura musicale di cui oggi è vivamente sentita in Italia la necessità. 

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Angelo83

Anni fa mi fu regalato questo libro. Molto esaustivo anche se contiene degli errori e alcune recensioni che vanno più verso i gusti personali dell'autore che su un piano oggettivo. Comunque mi ha dato possibilità di trovare molte chicche che non conoscevo.

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iBan69

Della stessa serie ... anche Chet. 

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iBan69

Altro genere...  una personale descrizione  dei suoi jazzisti preferiti, dello scrittore e appassionato, Murakami accompagnati da disegni di Wada Makoto. Un modo originale di parlare di Jazz.

Leggero...

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oscilloscopio

Ho trovato molto interessante anche questo, segnalato tempo da fa da @minollo63

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iBan69

@Aless interessante, me lo appunto tra il prossimi libri di musica da acquistare. Grazie 

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iBan69

Non è un libro vero e proprio... ma un piccolo catalogo ... ormai introvabile dei dischi della OJC. 
Una chicca. 

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iBan69

Per chi vuole approfondire il Jazz, consiglio questa guida, molto interessate, sugli Standard del Jazz. 
Un manuale ...

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iBan69

A dopo... adesso vado a mangiare ... perché non mi nutro solo di musica e libri! 😁

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iBan69

@Gabrilupo l’ho letto durante il lockdown...        una storia tra il divertente e il patetico. 
Molto realistica, insomma. 
Carino

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iBan69

@Gabrilupo sulla falsa riga di quello, questa è una reinterpretazione  Italo-romagnola, più recente, più divertente ma meno personale e introspettiva.
Per chi vuole sorridere. 

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iBan69

Amo la musica Jazz, amo la fotografia dei suoi artisti. Quei ritratti in B/N, di musicisti che suonano quella musica piena di colori, di sfumature e di dettagli ... L’atmosfera che si ritrova in quelle foto, ha tutto il fascino di quella musica ... sofferenza e passione. 
Alcuni libri, di belle fotografie, sul

mondo del Jazz ... perché anche la vista vuole la sua parte. 

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Adesso, però, tocca a voi ... 😉

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oscilloscopio

Un libro che non dovrebbe assolutamente mancare nella biblioteca di un amante del vinile...

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doc61

Ciao Roberto e grazie per averci ricordato anche l’importanza di leggere e non solo ascoltare. Io cambio genere e consiglio questo per gli appassionati del genere scritto benissimo da un vero musicista e cultore della materia

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iBan69

@oscilloscopio ammetto di non conoscerlo ... 😬, me lo annoto subito, grazie! 😉

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iBan69

@doc61 grazie a te per il tuo suggerimento. 
Non vorrei manipolare la discussione solo con libri dedicati al Jazz, per cui ben vengano tutte le segnalazioni possibili, in merito alla musica e al suo mondo.

🙂

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iBan69

Forse la più dettagliata e approfondita ricerca sulla vita di Coltrane, che sia mai stata scritta. 
Preparatevi, è tosta. 😉

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iBan69

Mi fermo con il libro che sto leggendo in questi giorni. 
La biografia della Blue Note, scritta da sua eminenza Richard Cook, ormai non più tra noi dal 2007. 
A chi interessa il Jazz, la storia di una delle più famose case discografiche che dal 1939 ad oggi, che ci delizia con la sua produzione discografica. 
Interessantissimo. 

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Vinteuil

@iBan69 Bellissimo. La prima parte poi, fino alla formazione del primo quintetto, è strepitosa, sembra di stare in film.

@iBan69 Si, è tosta, ma vale la pena assolutamente.

Al volo metto i due libri che sto leggendo proprio in questi giorni:

ll primo è di Maurzio Blatto. E' la sua ultima opera. Sicuramente molti di voi lo conosceranno. E' un critico Rock che scrive su Rumore. Per me il miglior critico "scrittore" che abbiamo in Italia. Ho letto tutto di lui e non delude mai. E' proprietario di un negozio di dischi a Torino meta e pellegrinaggio (ci sono andato anche io) di tutti i suoi fans. Anche perché molti dei suoi racconti sono ambientati anche nel suo negozio. I suoi racconti mischiano la sua passione per la musica, i vinili, etc, con storie di vita quotidiana vissuta. Ironico, struggente ma, soprattutto, inguaribile malato di musica.

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Il secondo è questo. Seguito del famoso "Da Clementi a Pollini".

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analogico_09

Per quanto riguarda il jazz - ne ho sempre parlato in maniera positiva e con affetto, da quando iniziai a leggerlo nella sua prima bella edizione del 1975 -, sta più che bene il JAZZ del Polillo nazionale ultragenerazionale, ancora valido ma forse troppo "classico" diciamo "aggiornabile".

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Benissimo anche altri testi affatto interessanti, ma se non venisse letto anche IL POPOLO DEL BLUES - Sociologia dei negri americani attraverso l'evoluzione del jazz - di Amiri Baraka (Le Roi Jones), poeta, scrittore, drammaturgo, saggista,  musicologo, musicista, il quale racconta la vicenda della musica afroamericana dall'interno, da "negro" che ha vissuto gli anni del razzismo feroce, della "rivoluzione nera" da militante, "guadagnandosi" la galera, non sarebbe possibile, attraverso i libri, imparare a conoscere e a capire in maniera più diretta e approfondita la storia, fin dalle origini della schiavitù, la sociolologia, l'estetica, la poesia del jazz.

Una premessa (ve ne sono altre intriganti...): "Prima di tutto, gli africani sono il raggruppamento umano più antico del pianeta, e ogni estetica che abbia a che fare con la società umana deve assumerli almeno come punto di partenza" ... (Amiri Baraka)


Posto la foto della copia del libro che posseggo io perché la casa editrice ShaKe ha cambiato copertina e nel web si trovano solo immagini molto piccole.

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Ah.., il titolo originale è Blues People. Negro Music in White America ... mi pare il titolo italiano sia stato un po' "moderato".., è lo stesso della sesta edizione Einaudi del 1968, quella che acquisai io e che ancora posseggo. Chissà perché in seguito Einaudi lo mollò.., la prima edizione americana era del 1963, nel '68 in Italia era già alla sesta edizione nella collana Einaudi "Nuovo Politecnico".., mica male...

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ToniV
42 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Ah.., il titolo originale è Blues People. Negro Music in White America ... mi pare il titolo italiano sia stato un po' "moderato".., è lo stesso della sesta edizione Einaudi del 1968, quella che acquisai io e che ancora posseggo. Chissà perché in seguito Einaudi lo mollò.., la prima edizione americana era del 1963, nel '68 in Italia era già alla sesta edizione nella collana Einaudi "Nuovo Politecnico".., mica male...

.

Cito a memoria e dopo molti anni dalla lettura, da un romanzo che parla di Jazz e che a questo punto suggerisco; "New Thing" di Wu Ming, Einaudi.

Un tempo la parola "negro" non era in sé dispregiativa, né in inglese e neppure in italiano, dove veniva usata anche in contesti che si volevano antirazzisti. Lo era e lo è ancora, in inglese, il termine "nigger", tanto che in italiano fu tradotto in "sporco negro". 

https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/new-thing-wu-ming-1-9788806162764/

"Butoba MT5, fabbricazione tedesca, anni Sessanta. Registratore a bobine. Voci escono, confondono, trasformano in vapore la condensa dei ricordi. Ti circonda, nuvola di nomi, luoghi e persone, liste di morti e feriti e canzoni. E torni a Brooklyn, primavera del ’67. Quando Stokely Carmichael parlava ovunque di Black Power. 

Nell’anno prima del Sessantotto l’America è già in fiamme, scossa dai tumulti razziali e dalla protesta contro la guerra in Vietnam. A New York, dopo le morti violente di alcuni musicisti dell’avanguardia jazz, la vox populi afroamericana diffonde la storia (o la leggenda?) di uno sfuggente assassino, il «Figlio di Whiteman». Esiste davvero? E se sí, agisce per conto proprio o è uno strumento dell’establishment?
Quarant’anni dopo, nell’America della «War on Terror», una divagante compagnia di reduci – intervistati da chi? – racconta la storia della giovane cronista Sonia Langmut, scomparsa nel nulla poche settimane dopo i fatti, divenuta a sua volta leggenda. Sullo sfondo, l’ascesa del Potere Nero e della «nuova cosa», New Thing, il jazz libero di Albert Ayler, Archie Shepp, Bill Dixon¿ e il nume tutelare, John Coltrane. Nei giorni degli omicidi, «Trane» sta morendo di cancro al fegato e conduce un duro monologo interiore, di riepilogo di tutta la sua vita.
Punti di vista particolari che insieme fanno una visione generale, passando continuamente dai voli d’uccello sulla città ai primi piani sull’umanità dolente dei vicoli e dei night-club."

.

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analogico_09
9 ore fa, ToniV ha scritto:

Un tempo la parola "negro" non era in sé dispregiativa, né in inglese e neppure in italiano, dove veniva usata anche in contesti che si volevano antirazzisti. Lo era e lo è ancora, in inglese, il termine "nigger", tanto che in italiano fu tradotto in "sporco negro". 

Non è per il "negro" (termine che gli afroamericani a un certo punto del loro drammatico se non anche tragico percorso di emancipazione dal razzismo, che non si è affatto concluso, condiderarono dispregiativo e vollero pertanto "abolire"), ma per il fatto che nel titolo italiano sia scomparso il provocatorio  Negro Music in White America che introduce immediatamente il senso della scissione, della duplicità conflittuale e razziale tra le due realta socio-culturali, antropologiche e "politiche", sostituito dal più neutro  Sociologia dei negri americani attraverso l'evoluzione del jazz che sembra passato per la lavanderia del policamente corretto... Il libro ovviamente non perde la propria visione estetica, antropologica e spirituale, "ebersiva",le caratterialità critiche antitetiche a quelle delle diffusissime letterature più convenzionali spesso anche addomesticate.

Molto interessante il progetto Wu Ming 1 New Thing (argomento stimolante che mi sta particolarmente a cuore), mi piacerebbe leggerlo ma il libro è fuori catalogo, difficile da reperire anche nell'usato. Proverò a rintracciarlo. Se può interessare ci sarebbe l'ottima recensione del libro a cura di Franco Bergoglio per il pregevole sito Jazzitalia http://www.jazzitalia.net/recensioni/newthing.asp#.X1XkS9ZS9hG 



 

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iBan69

Un piccolo bigino/guida per neofiti in Classica ... come me. 
Tascabile e utile.

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