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Il significato della tonalità


pieffe
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Grancolauro
1 ora fa, tarantolazzi ha scritto:

Ma ora scusami, devo riprendermi dallo stordimento di aver scoperto che la tonalita' di do maggiore nella Fantasia del nostro beneamato viene affermata chiaramente dopo oltre 200 battute, precisamente a 36 dalla fine del I movimento....

Visto che sono bloccato in casa col mal di schiena a non far niente (😭) ho provato a cercare, e mi sa che hai proprio ragione: battuta 274. Certo che ce ne mette di tempo ad arrivare a sto benedetto Do maggiore... una lotta infinita

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Bohemien

io credo si possa ritenere il significato della tonalità come "in trasformazione". La antiche conoscenze legavano ogni suono al microcosmo ed al macrocosmo definendone il carattere "oggettivo", legato a leggi universali. Ma un tale atteggiamento se pure è sopravvissuto fino al Rinascimento  ha cominciato da lì una parabola trasformativa. La capacità di godere dell'armonia beethoveniana, ad esempio, è frutto di un progressivo cambiamento nel gusto e nella capacità di discernimento. Il senso della tonalità in Wagner non può essere paragonato a quello in Bach. Basti pensare al famoso accordo del preludio del Tristano (fa, si, re# e sol#) che costituisce una porta aperta a relazioni tonali fino ad allora inimmaginabili (o quasi).

  • Melius 2
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analogico_09
4 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Non so Peppe, sarò fatto male io ma credo che ci sia poesia anche negli aspetti tecnici della musica, che tecnica (compositiva, esecutiva) ed espressività in musica siano le due facce della stessa medaglia.

 

 

Certamente, la poesia si "costruisce" anche con la tecnica, ma la tecnica non si dovrebbe notare troppo; l'ascoltatore è più interessato a percepire la poesia che preoccuparsi di capire con quale tecnica sia stata ottenuta... Risposta rapida a mo' di battuta ma penso chiara anche rispetto a un pensiero espresso in modo più articolato. Vorrei risponderti anche sul resto, su Bach, d'accordo con te in larga misura sulle differenze tra la variazione Goldnerg e il coro della Passione, ma dopo un lungo pomeriggio e serata calurosi e movimentanti, ci ho la testa che ha bisogno di spararsi un paio di episodi della peggio serie in circolazione basta che non faccia pensare...  😞😋

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analogico_09
4 ore fa, pieffe ha scritto:

Memore del grande rogo, adesso stampo in PDF tutte le discussioni interessanti come questa 😉 

 

Quello che avevo pensato di fare anch'io mentre, rimandando rimandando, fui preceduto da lo malvagio foco... 🔥

Però.., forse qualcosa da qualche parte esiste ancora..,visto che ogni tanto tornano a galla dei pezzi di quanto sia andato perso nel "naufragio" ... 😉

 

 

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maxnalesso
Il 25/7/2021 at 21:59, Bohemien ha scritto:

Il senso della tonalità in Wagner non può essere paragonato a quello in Bach.

Attenzione...

Sul fatto che la tonalità,  nelle diverse epoche,  assuma un "peso espressivo" diverso,  non ci piove:  dalla tonalità "quasi modalità" del cinquecento,  alla tonalità "cromatica" Wagneriana di fine 800 ci sta di mezzo una bella differenza....

Ma il discorso mi pareva vertere più sul fatto della tonalità in sè,  nel suo valore assoluto legato alla frequenza fisica dei suoni ad essa correlati,  non al rapporto tra di essi e alla tecnica sottesa allo sviluppo tematico ed armonico dell'impianto tonale stesso.

In questo senso,  studiando i grandi autori "tonali",  fra tutti le famose 3B, si scopre che il "colore" delle tonalità ha un suo valore assoluto, che (andrebbe approfondito a livello antropologico) si rivolge all'ascoltatore con un messaggio atavico, radicato nella nostra essenza primordiale.

Non è dato sapere se sia nato prima l'uovo o la gallina,  ma di certo tra un Do minore e un Mi minore,  come tra un Re maggiore ed un Fa maggiore, ci corre un abisso .... 🤗

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Bohemien
5 minuti fa, maxnalesso ha scritto:

ha un suo valore assoluto, che (andrebbe approfondito a livello antropologico) si rivolge all'ascoltatore con un messaggio atavico, radicato nella nostra essenza primordiale.

in effetti era quanto intendevo (magari con scarsa efficacia) quando mi riferivo al fatto che le

 

Il 25/7/2021 at 21:59, Bohemien ha scritto:

antiche conoscenze legavano ogni suono al microcosmo ed al macrocosmo definendone il carattere "oggettivo", legato a leggi universali

 

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@maxnalesso @Bohemien

1 ora fa, maxnalesso ha scritto:

Sul fatto che la tonalità,  nelle diverse epoche,  assuma un "peso espressivo" diverso,  non ci piove:  dalla tonalità "quasi modalità" del cinquecento,  alla tonalità "cromatica" Wagneriana di fine 800 ci sta di mezzo una bella differenza....

 più che peso espressivo parlerei di crisi della tonalità, iniziata in epoca romantica/post-romantica

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  • 4 weeks later...
Grancolauro
Il 27/7/2021 at 19:36, maxnalesso ha scritto:

In questo senso,  studiando i grandi autori "tonali",  fra tutti le famose 3B, si scopre che il "colore" delle tonalità ha un suo valore assoluto, che (andrebbe approfondito a livello antropologico) si rivolge all'ascoltatore con un messaggio atavico, radicato nella nostra essenza primordiale.

Potresti spiegare questa idea?  Solo per capire meglio, dato che ci sono innumerevoli esempi che sembrano mostrare il contrario. Ci sono cioè brani nella stessa tonalità, composti da uno stesso autore, che hanno un "colore espressivo" completamente diverso. Se così è, non mi è chiaro in che senso una certa tonalità avrebbe una coloritura espressiva assoluta, che non dipende cioè da altri fattori.

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Severus69
Il 19/7/2021 at 11:36, pieffe ha scritto:

 

In altre parole, è  possibile definire il "carattere" di una tonalità?

No, secondo me no. Basti pensare per esempio che uno stesso brano può essere suonato in tonalità diverse, per esempio per adattarsi alla vocalità di un cantante. E questo non cambia il carattere del brano. Diverso è il discorso se si pensa a tonalità maggiori o minori, questo si cambia il carattere delle musica e ciò che riesce a comunicare. Stesso discorso per le varie scale modali o pentatoniche che influenzano pesantemente le emozioni che un brano trasmette, indipendentemente dalla tonalità usata. Questo è il mio parere. Ciao

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23 ore fa, Severus69 ha scritto:

No, secondo me no.

Secondo te no, secondo molti altri prima di te invece sì.

 

http://www.koelnklavier.de/quellen/tonarten/dur.html

http://www.koelnklavier.de/quellen/tonarten/moll.html

 

Visitate il link e poi possiamo riparlarne.

Sarebbe opportuno anche parlare di modalità e di sistemi di accordatura antichi non circolanti, nei quali come ad esempio come per il temperamento mesotonico, un mi bemolle e un re diesis non erano affatto la stessa nota. Quindi trasponendo si andava proprio a modificare il carattere di un brano visto che la distanza stessa tra semitoni variava all'interno dell'ottava. Quando poi il sistema temperato equabile prese piede, gli affetti della musica erano per lo più legati all'altezza assoluta della nota, dato che non vi era differenza nella gerarchia degli intervalli.

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