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ciao a tutti

ero indeciso se postarla in sezione vintage ma mi pare più logico farlo qui.

su uno dei tanti mercatini online che propongono oggetti nella mia zona, ho visto una bellissima radio non funzionante degli anni 40-50 il cui proprietario non ha saputo dirmi marca e modello (probabilmente l'etichetta posteriore si è persa) ma solo il difetto presente: quando si accende salta il salvavita.

so che non si possono fare diagnosi a distanza tantomeno senza avere di fronte l'oggetto, ma statisticamente quale potrebbe essere la principale causa ? il trasformatore in corto ? qualche valvola ? un condensatore in corto ?

non vorrei prenderla per farla riparare e spenderci più di quanto mi costi l'acquisto (per una cinquantina di euro potrei anche riuscire ad averla), semprechè si possa riparare...se fosse il trasformatore di alimentazione andato la vedo dura...

consigli ? mi tengo i 50 euro e passo oltre o mi butto ?

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  • Moderators

certo, potrebbe essere il trafo in corto. il problema sarebbe rifarlo dato che non penso sia facile trovarne i dati.....

G

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@joe845 immaginavo... peccato, perchè esteticamente mi piace molto. visto che il tipo che la vende sta a una decina di km, potrei vederla per valutare se esiste qualche schema elettrico stampigliato all'interno o magari magari dietro al pannello posteriore; qualora dovesse disfarsene per poco la prenderei comunque come soprammobile...

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Alimentala con un trasformatore di isolamento e vedi se almeno così funziona.

Poi andrebbe capito se salta il differenziale o il magnetotermico perché sarebbero, almeno in teoria, due guasti diversi.

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@arcdb non ne possiedo uno, dovrei affidarmi ad un piccolo ed onestissimo laboratorio di riparazioni dalle mie parti.

eventualmente far rifare un trasformatore quanto può venire a costare ? visto che se fosse quello sarebbe il componente più costoso da sostituire

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Molte delle radio di quell'epoca non avevavo il trasfromatore di alimentazione completo.

O meglio, avevano il trafo per alimentare i filamenti mentre la alta tensione veniva derivata tramite un diodo ed un condensatore direttamente dalla 220 volt ( una fase) .

Quindi si potrebbe partire da questo punto

Se ci fate caso molte di queste radio avevano lo chassis interno separato e tutte le manopole in bakelite; inoltre c'era sempre una etichetta dove si avvertiva di togliere la corrente se si doveva aprire il coperchio.

Detto questo è necessario capire il marchio e modello e capire cosa sostituire ; i costi poi non sono bassi.

Nel caso avesse la FM forse ne varrebbe la pena sempre che non abbiano già smanettato sulla sezione di alta frequenza.

Normalmente le valvole di ricambio non sono costose

 

 

W

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2 ore fa, walge ha scritto:

Se ci fate caso molte di queste radio avevano lo chassis interno separato e tutte le manopole in bakelite; inoltre c'era sempre una etichetta dove si avvertiva di togliere la corrente se si doveva aprire il coperchio.

Negativo al neutro sul telaio interno metallico?

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7 ore fa, piergiorgio ha scritto:

non vorrei prenderla per farla riparare e spenderci più di quanto mi costi l'acquisto


Te la metto su un altro piano.

Quella radio sarà probabilmente piena di condensatori "a scatola di fiammiferi", fili interni con l'isolante sbriciolato, eccetera. Per farla ripartire devi sostituire molto di quello che ci sta dentro, perdendo il valore "storico", anche perché non credo che esista questo materiale NOS o replica, specialmente i condensatori e le resistenze.
Una volta restaurata, non sai per quanto tempo la FM resterà ancora prima del DAD.

Così è un esempio di come si assemblava un apparecchio radio una volta e di come erano fatti i suoi componenti, dopo sarà un non-si-sa-che-cosa che col DAB viene tacitato.

Valuta se tenerla come sta o, al limite, adattarle dentro un kit radio moderno (salvando la componentistica originale) telecomandato provvisto di scala digitale esterna (da poggiare accanto alla radio) e collegato al vecchio altoparlante.
Lo vidi realizzato da un tedesco su un sito di radio e non era male.
  

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5 ore fa, madero ha scritto:

Non c'è neanche la casa costruttrice sul vetro?

dalla foto non si vede, dovrei andare a vederla ma le possibili 'complicazioni' per poterla sistemare mi stanno facendo passare la voglia 🙂.

 

31 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Valuta se tenerla come sta

ne ho un altro paio, una Grundig ed una Graetz che non accendo forse da 6 o 7 anni...

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In provincia di Modena c’è un tecnico molto bravo nel riparare le radio d’epoca. Rifà i trasformatori, anche quelli impregnati nel catrame, smontandoli, contando le spire e riavvolgendoli in modo identico. Certamente non è un lavoro da 50 euro. Il rischio di spendere di più di riparazione rispetto alla radio mi sembra, più che concreto, una certezza.

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Anni fà me ne hanno regalata una da rimettere in sesto,trafo andato,un riavvolgitore della zona mi disse che poteva rifarmelo a patto a  che contassi io le spire di ogni avvolgimento,per il primario e il 6,3V facile,il divertimento(mica tanto)è stato quello di contare le spire dell alimentazione anodica,mi ci era quasi preso lo sconforto,comunque ce la feci a farla funzionare.Questo per chi non lo conoscesse è un sito interessante per le radio d epoca https://www.leradiodisophie.it/

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@piergiorgio Bella,questa è la mia,non è un gran chè ma mi sono divertito a rimetterla in sesto,sia il mobile sia l elettronica,più che altro è stato far rifunzionare l indicatore della scala parlante.Mi ricordo che trovai un tizio di Genova (Internet era alle prime armi) che mi mandò sia la cordicella di seta sia lo schema di montaggio della cordicella

RADIO.jpg

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