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Ho sentito Sokolov (reprise)


Rimini
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Mi permetto di riaprire la bella discussione su Sokolov, che altro forumer (di cui riconosco merito e paternità) aveva già avviato con successo prima dell'incendio di marzo, segnalando che domenica prossima, 1 agosto, alle ore 21 presso l'auditorio del liceo Russell di Cles (TN), si terrà un concerto del Nostro con programma Chopin (Polonaise op.26 n.1 e 2, op. 44 ed op.53) e Rachmaninov (10 preludi op.23).

Biglietti ancora disponibili allo 0463 421376.

 

Naturalmente non potremo mancare ne io ne l'amico @alexis ! 

P.s.

Sono particolarmente ansioso di ascoltare il suo Rachmaninov, autore che ho sempre amato molto.

 

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Iohannes

@Rimini  Purtroppo sono lontano, nell'Urbe, e Cles è fuori dalla mia portata. Fateci sapere qui sul forum come è stato il recital...

Ho trovato questo piccolo video, fatto da persone molto vicine a Sokolov (il canale youtube è gestito da un parente stretto), sulla Val di Rabbi, il buen retiro di Michelangeli:

In un punto si vede Sokolov che parla con la giovanissima pianista Alexandra Dovgan. La colonna sonora è l'Improvviso op. 142 n. 3 di Schubert, eseguito da Sokolov (il suono si riconosce...).

Un saluto a tutti,

Angelo

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@Iohannes Grazie, bellissimo contributo.

La val di Rabbi è un luogo appartato, lontano dai clamori, che sicuramente garantiva a Michelangeli la riservatezza desiderata.

Nel filmato si vede anche la chiesa, molto suggestiva, dove si è svolto il concerto del 2019. Da qualche parte ci siamo anche noi in fila per entrare.

Il concerto di quest'anno si svolgerà nell'auditorium di una scuola. Non ci sono mai stato ma dalle foto che si trovano in rete non sembra male.

Ultima considerazione, immagino che anche quest'anno, come nel 2020 a Bolzano, sia necessario un certo distanziamento fra gli ascoltatori che, egoisticamente 😈, non mi dispiace affatto. 😊

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Grancolauro

Grazie a @Rimini per aver riaperto questa bella discussione.

Posto qui sotto la registrazione del concerto che S. ha tenuto a Parigi il 23 maggio 2021, con in programma 4 Polacche di Chopin, i Preludi op. 23 di Rachmaninov, l’Intermezzo e la Ballata dall’op. 118 di Brahms, più 4 bis (ancora Chopin, poi Scriabin e Bach/Busoni).

L’ho ascoltato ieri e mi ha colpito molto, confuso quasi. Voglio riascoltarlo di nuovo prima di esprimere qualsiasi commento. Se voi ne avete, sono per me benvenuti! Grande concerto, ad ogni modo.

 

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Iohannes

@jakob1965  Siamo in 3...ma penso siano molti gli estimatori di quel recital...preferisco la parte chopiniana a quella mozartiana, ma è impressionante il controllo strumentale e la ricchezza di soluzioni di fraseggio e di suono che GS è riuscito a realizzare in quel recital.

@Grancolauro  Ho ascoltato solo in parte il recital, e vedo un Sokolov che innova molto l'interpretazione tradizionale. Mi sono concentrato sulle Polacche, apprezzando molto le due op. 26: i tempi larghi, il fraseggio molto libero consentono di mettere in evidenza le bellissime melodie e tanti particolari che in esecuzioni standard si perdono...

Sull'op. 44 sono perplesso: bene il tempo lento, rispetto a tante esecuzioni al fulmicotone...ma è un'esecuzione molto cupa, tragica, desolata...immagino uno Chopin che pensa sconsolato alla sua tormentata Polonia. Per l'op. 53 la linea interpretativa innova la tradizione che fa del pezzo il cavallo di battaglia per performance velocistiche...Sokolov la prende tranquillo, ma la 'spreme' enormemente...esegue i mordentini, trilli con una precisione e chiarezza incredibile. Di solito si declama il tema in fortissimo...Sokolov riesce a fare crescendo e diminuendo, non facili in passaggi ricchi di note...rende la Polacca più leggera, meno 'eroica', ma molto umana...Insomma, mi manca qualcosa...lo slancio, ma trovo un sacco di cose belle in questa Polacca. In generale trovo queste Polacche molto meditate, di una meditazione un po' triste e dolente.

Su Rachmaninov: ho sentito qualcosa e noto un GS che 'scampana' spesso...cosa che non faceva in passato...secondo me ci sta...

Invidio i forumer che lo sentiranno a Cles...

Un saluto a tutti,

Angelo

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Grancolauro

Sarà una mia suggestione, ma il concerto di Parigi mi è sembrato la testimonianza artistica, offerta da GS, del dramma in cui molti di noi hanno vissuto in questo ultimo anno e mezzo per effeto della pandemia. E questo sia nella scelta del programma che nella chiave interpretativa comune dei brani che S. ha suonato.

Le due Polacche dell'op. 26 mi sono sembrate estremamente tragiche, lugubri quasi, un po' per la dilatazione a volte estrema del tempo un po' per alcune accentuazioni ritmiche e melodiche, che le hanno trasformate a tratti in una marcia funebre cupa e desolata, come ha detto bene @Iohannes. Lo stesso vale per l'op 44 e 53: prosciugate di ogni elemento eroico, mi sono sembrate quasi l'immagine di una resistenza strenua al fato, priva tuttavia di speranza e di redenzione. Più che delle Polacche, questi quattro pezzi sono stati reinterpretati da S. come della Mazzurche a cui viene aggiunto un elemento ritmico diverso, che esaspera l'aspetto drammatico.

La seconda parte, con Rachmaninov e Brahms, mi è sembrata invece molto introspettiva: una specie di ritorno a riflettere su sé stessi dopo il dramma della morte vissuto nella prima parte. Un Rachmaninov molto intimista quello di S,  dove le pause e i rallentati spezzano sempre il ritmo, per far risaltare le linee melodiche irrisolte di questi pezzi, che sembrano rinviare sempre il pensiero ad altro. Una rappacificazione interiore la si ritrova forse soltanto alla fine con Brahms, una rappacificazione priva di gioia, tuttavia: accorata quasi come una preghiera.

La suggestione di cui dicevo all'inizio mi sembra sia confermata dalla scelta dei bis, sempre molto significativi nei concerti di S. Non ha suonato Rameau, per dire, ma una Mazzurca e il preludio op. 28 n.20 di Chopin, quasi per "svelare" al pubblico le scelte stilistiche della prima parte. E poi il preludio op. 11 n. 4 di Scriabin, che sintetizza in modo a dir poco emblematico il tono intimista, elegiaco e riflessivo della seconda parte del concerto. Altrettanto significativo poi l'ultimo bis: il corale "Ich ruf zu dir, Herr Jesus Christ" di Bach/Busoni. Un'invocazione alla grazia di Dio dopo aver attraversato l'esperienza della morte e il senso di solitudine interiore che questa ha lasciato in ciascuno di noi.

Questa la mia "lettura" di questo bellissimo concerto, per me davvero emozionante. Per me Sokolov è un genio. Invidio anch'io chi potrà ascoltarlo a Cles...

buona giornata a tutti!

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maverick
8 ore fa, Iohannes ha scritto:

  Siamo in 3...ma penso siano molti gli estimatori di quel recital..

Molti più di 3 ...😁

Disco/chi di valore storico, senza se e senza ma.

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Iohannes

@Grancolauro  Interessantissimo leggere le tue impressioni di ascolto. Ho riascoltato le esecuzioni sokoloviane delle Polacche in questo video amatoriale, ma con suono accettabile considerato il contesto:

In effetti sembrano davvero potenti e dolorose riflessioni sui tempi bui appena vissuti. Ho riascoltato l'op. 44 (la suonavo e mi piaceva molto suonarla...) e noto un procedere sofferto, soprattutto quando viene declamato il tema...la parte centrale prima della mazurka, quella militaresca, risuona più minacciosa e luttuosa che marziale. E anche nella Mazurka la luce è pallida, fioca, avvolta nelle tenebre.

 

18 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Per me Sokolov è un genio.

Condivido...considerato oltretutto quanto l'epiteto di genio sia abusato in questi tempi, per GS non lo metterei neppure in discussione. Personalmente gli devo alcune delle esperienze musicali più belle e toccanti della mia vita. Fin dal primo recital dal vivo nel 2006 ho trovato che questo pianista avesse qualcosa di straordinario, un misto di dominio tecnico, controllo del suono, intelletto straordinario ma anche profonda sensibilità, personalità e magnetismo più unici che rari. E, pur avendo ascoltato tanti grandi, davvero grandi, alzò ulteriormente la mia asticella di ascoltatore e amante della musica pianistica. Ora ha 71 anni: è inevitabilmente un musicista e uomo diverso da quello che fu, ma credo che abbia ancora molto da dire.

Un saluto a tutti,

Angelo

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Il 28/7/2021 at 17:04, Rimini ha scritto:

domenica prossima, 1 agosto, alle ore 21 presso l'auditorio del liceo Russell di Cles (TN), si terrà un concerto del Nostro con programma Chopin

avessi io letto un po' prima questo post, non sarei mancato, peccato davvero 😞

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@nick Mi spiace. Tutti gli anni viene in zona Cles o Val di Rabbi. Poi ogni 2 anni viene a Bolzano ad agosto, dove le condizioni per ascoltarlo sono ideali. Non perderti quelli dei prossimi anni!

Ieri sera con @alexis, nonostante una sala con una acustica leggermente spenta, ovattata direi, abbiamo potuto assistere ad una altro suo bellissimo concerto. Chopin e Rachmaninov, il programma di quest'ultimo era quello a cui tenevo maggiormente e non ha deluso nessuno.

Tranne un amico. Era la prima volta che assisteva ad un concerto di piano solo (e forse di classica in generale) e se lo è dormito per buona parte del tempo! 😄

 

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14 minuti fa, Rimini ha scritto:

lo è dormito per buona parte del tempo! 😄

Sacrilegio!😴

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Un amico comune mi dice che gli piaciuto, nonostante la stanchezza si fosse fatta sentire. Purtroppo il concerto è cominciato in ritardo a causa di contrattempi nell'assegnazione dei posti. Poi ha fatto una pausa (prima volta!) tra Chopin e Rachmaninov, chiedendo di che venisse accordato nuovamente lo strumento.

Tutto questo ha fatto slittare la fine del concerto quasi a mezzanotte.

2 ore fa, Alpine71 ha scritto:

Unica e insopprimibile umanità

Descrizione perfetta!

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6 ore fa, Rimini ha scritto:

Non perderti quelli dei prossimi anni!

Sicuramente starò più attento, Trentino/A.A/Veneto mi sono a portata, quindi è proprio un peccato perdersi queste occasioni, soprattutto dopo 1 anno e mezzo che, almeno io personalmente, non assisto a nessun evento :) Quindi grazie comunque per la segnalazione, perché non conoscevo questa "tradizione".

Bye,

Nick

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Iohannes
Il 1/8/2021 at 15:03, Grancolauro ha scritto:

Le due Polacche dell'op. 26 mi sono sembrate estremamente tragiche, lugubri quasi, un po' per la dilatazione a volte estrema del tempo un po' per alcune accentuazioni ritmiche e melodiche, che le hanno trasformate a tratti in una marcia funebre cupa e desolata

Ho riletto questa considerazione, che condivido, e mi sono chiesto perché Sokolov non abbia eseguito anche la più tragica delle polacche, l'op. 40 n. 2, che eseguiva in passato. Ovviamente non ho risposta. Qui c'é una registrazione e mi sembra una esecuzione molto bella:

Una volta, qualche anno fa, prima che entrasse nella scuderia DG, sono andato in camerino e ho chiesto a Sokolov perché non pubblicasse alcune sue vecchie registrazioni, che trovavo molto belle, citando proprio le Polacche e il Concerto n. 1 di Beethoven con Trevor Pinnock. Ha sorriso e, allargando bonariamente le mani, ha detto che ci sono molte registrazioni dei suoi recital, con vari programmi, ma non trova mai il tempo di riascoltarsi e scegliere la registrazione migliore. Sul Concerto con Pinnock ha detto invece che è rimasto insoddisfatto della registrazione per problemi di mixaggio. Inoltre ho notato come apparente sia poco informato sulle sue stesse registrazioni, e chiedeva aiuto al suo general menager: 'I Preludi di Chopin erano in studio o dal vivo? O erano gli studi? Erano a Parigi? E le Diabelli ero in Russia?'. Insomma, con naturale sprezzatura si era pure dimenticato di registrazioni che noi ascoltatori spesso consideriamo capolavori. Mi sono convinto che sia un pianista che trova nell'hic et nunc del live la sua dimensione artistica più autentica e le incisioni, quasi tutte di concerti live, sono aspetto marginale della sua carriera. La sua giornata tipo è andare nella città del recital, scegliere e preparare il pianoforte, provare il programma (alcune ore a cui si aggiunge una scaldatina di un'ora prima del recital), sistemare le luci, fare il concerto. Anche adesso l'obiettivo del suo staff è di convincerlo a pubblicare registrazioni dei suoi recital, e non è sempre facile.

Un saluto a tutti,

Angelo

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Iohannes

Riprendo la discussione, consigliando l'ascolto dell'op. 116 di Brahms, il ciclo che forse ritengo addirittura il più bello tra le tante meraviglie lasciateci dal compositore amburghese. Sokolov ne dà, a mio giudizio, una interpretazione molto bella, molto espressiva e intensa. In alcuni passaggi di un intermezzo è tutto un gioco di sottovoce, pianissimi, voci che vengono da lontano. Rispetto alla lettura 'classica' e celebre di Gilels, Sokolov si concede più libertà agogiche, ma che tengono bene.

Che ne pensate?

Un saluto post-ferragostano a tutti,

Angelo

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maverick

magari l'atteggiamento non è proprio umilissimo, .. parlare "alla pari con Sokolov" me lo terrei "nei miei sogni" fra vent'anni, .. non certo adesso a 14 dove devi crescere ancora su tutto, .. però la ragazzina ha dei numeri, .. non ci piove.

Ascoltatevi il corale di Bach - Hess alla fine del concerto, .. davvero splendido.

 

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Alpine71

@maverick bellissimo, grazie. 
quel corale mi fa tornare un cinno poco più che decenne: a Faenza venne il grande Nikita Magaloff e suonó lo stesso bis dopo il Concerto n.5 di Beethoven. 
Ero talmente agitato per quel concerto, il mio primo con un così grande interprete, che mio padre mi portó qualche ora prima al teatro per vedere se il grande Nikita stava provando il pianoforte. E infatti lo vidi scaldarsi dagli obló che mi separavano dalla platea deserta. Che emozione!
Dopo quel bis restai incantato, e fu amore imperituro per i concerti dal vivo

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Iohannes

Faccio fatica a giudicarla, così piccola, dall'aspetto ancora di bambina...ma sicuramente il talento e le qualità non sembrano mancare e, se mantiene le promesse e sfrutta il potenziale, tra una decina d'anni se ne sentirà parlare parecchio. Certe interpretazioni sono belle...

Mi sembra anche sostenuta piuttosto bene: il general management è l'italiana (veronese) AMC Music di Franco Panozzo, la scuderia di Sokolov, Volodos, Debargue, Krylov, Koopman... Mi sembra che abbia anche buone entrature nella madrepatria: oltre a Sokolov, hanno speso buone parole per lei, hanno dato giudizi lusinghieri artisti come Matsuev e Gergiev, peraltro molto 'organici' al sistema politico russo e vicini all'attuale 'zar', cosa che conta laggiù. Insomma, ha tutte le carte in regola per sopravvivere nel tritacarne dei concorsi...vedremo.

Qui un documentario su di lei, dove si vedono anche alcuni artisti...forse nemmeno al Kissin adolescente avevano dedicato documentari:

Purtroppo negli anni passati ho visto certi pianisti, promettentissimi e talentuosissimi, non riuscire a intraprendere la carriera che meritavano e, spesso, ripiegare su altro, magari l'insegnamento, cosa in sé nobilissima, ma che appare appunto un ripiego.

Anche lo stesso Sokolov, pur vincitore del Ciaikovsky di Mosca nel 1966, ebbe per molti anni carriera concertistica sottotono...e fu sul punto di rimanere 'semplicemente' professore al Conservatorio di Leningrado.

Un saluto a tutti,

Angelo

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