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maxnalesso

Recensioni riviste: e basta!!

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audioendocrine

quote:

 

MARCO CICOGNA ha uno stile raffinatissimo; è una persona elegante ed estremamente preparata in ambito musicale, ed ha un orecchio sopraffino, in grado VERAMENTE di capire al volo l'anima di un apparecchio e/o di una registrazione.

Il tuo commento è decisamente fuori luogo e sintomo di una tua totale incapacità di capire le persone. Mi spiace.

 

 

Marco Lincetto


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Si, ma che lo trasmetta allora, anche agli altri. Che si e ci faccia capire quanto riesce a sentire, perchè proprio non sembrerebbe da quello che si legge.

 

Se ne puo' parlare quanto si vuole, ci si può giustificare dicendo che a nessun inserzionista fa piacere leggere critiche dei propri prodotti e mi va anche bene, ma non diciamo che quanto viene scritto sulle riviste è comprensibile e aiuta a capire le caratteristiche sonore di una macchina, perchè non è vero.

 

Roberto

 

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salv.scarfone

quote:

...

Basterebbe che un editore X anzichè Y,invece di guereggiarsi tra di loro per uno sparuto numero di copie(guerra tra poveri)in un mercato di appassionati che ormai le ha abbandonate,si INGEGNASSE A TIRAR FUORI DAL CILINDRO NUOVE IDEE.

Target inarrivabile?

Lo so bene,lo so:la prima cosa al quale deve pensare un editore è il bilancio,poi la raccolta pubblicitaria,poi l'ottimizzazione e la ricerca del risparmio sui costi,poi l'aggiustamento della tiratura in funzione dei resi.

Poi e soltanto poi,si pensa ai contenuti...


id=quote>id=quote>

basterebbe avere il coraggio di creare una rivista che dicesse la verità fino in fondo,che se ne fregasse dei blasoni,e quindi questa gia attirerebbe il lettore,poi basterebbe che tale rivista chiedesse 1/3 del costo abituale di una pagina pubblicitaria,allora vedremmo come la raccolta pubblicitaria aumenterebbe a dismisura,tutti potrebbero permettersi di fare pubblicità ai propri marchi,etc...Quindi alla fine si avrebbe una rivista imparziale sia per volontà dell'editore,sia per il fatto che,essendo numerosi i marchi ed i distributori che farebbero pubblicità,non si potrebbe piu parlare di recensioni quali "ricevuta fiscale" del pagamento per la pagina pubblicitaria,da quel che notoriamente si dice in giro.

Ma qualcuno avrebbe mai il coraggio di farlo?icon_smile_question.gif

 

imm_sh10.jpg

 

HiFi Shock:la verità sulle prestazioni sta dentro gli apparecchi

 

http://hifishock.altervista.org

 

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el puma

Delle volte (poche volte) anche i "ragazzetti" andrebbero ascoltati.....

quote per scarRAfone

icon_smile_approve.gif

franci

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Marco

ALLORA, PARLIAMOCI CHIARO.

Conosco Marco Cicogna da più di 15 anni; siamo amici oltre il mondo dell'Hi-Fi, accomunati dalla passione per la fotografia, per i viaggi, per il buon cibo, per gli USA.

 

Se c'è una persona ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTE nei suoi giudizi su musica e apparecchi, questa è Marco Cicogna. E QUESTO LO SO PER CERTO, PER CONOSCENZA DIRETTA DI TANTI SINGOLI EPISODI CHE LO CONFERMANO.

Marco Cicogna non vive di questo lavoro (il suo "vero" lavoro è un altro, molto più "sicuro") e quindi non deve nulla a nessuno.

Accusarlo, diffarmarlo, come si sta facendo qui è quindi, oltrechè indegno e deplorevole a priori, anche stupido.

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

http://i36.tinypic.com/209nexv.jpg

http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg

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salv.scarfone

quote:

Delle volte (poche volte) anche i "ragazzetti" andrebbero ascoltati.....

quote per scarRAfone

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franci


id=quote>id=quote>se la smettessi con questo "ragazzetto" poppante etc sarebbe meglio... icon_smile_blackeye.gificon_smile.gif

 

imm_sh10.jpg

 

HiFi Shock:la verità sulle prestazioni sta dentro gli apparecchi

 

http://hifishock.altervista.org

 

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Guest

quote:

http://www.unita.it/commenti/toni-jop

icon_smile_wink.gif


id=quote>id=quote>

 

l'aria da sessantottino non l'ha persa, in compenso ha perso un buon 85% dei capelli che aveva 25 anni fa..icon_smile_big.gif

 

 

 

 

 

 

Maximilianid=blue>id='Trebuchet MS'>

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audioendocrine

quote:

Se c'è una persona ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTE nei suoi giudizi su musica e apparecchi, questa è Marco Cicogna. E QUESTO LO SO PER CERTO, PER CONOSCENZA DIRETTA DI TANTI SINGOLI EPISODI CHE LO CONFERMANO.

Marco Cicogna non vive di questo lavoro (il suo "vero" lavoro è un altro, molto più "sicuro") e quindi non deve nulla a nessuno.

Accusarlo, diffarmarlo, come si sta facendo qui è quindi, oltrechè indegno e deplorevole a priori, anche stupido.

 

Marco Lincetto


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Marco, non è in discussione l'uomo, le sue capacità intellettuali, la sua cultura. E' in discussione quello che egli (o altri) scrivono.

 

Mi ripeto: i motivi per cui vengono scritte certe cose, sono del tutto independenti dalle qualità di chi le scrive.

 

Mi sembra ovvio.

 

Roberto

 

 

Modificato da - audioendocrine il 27/01/2011 14:08:47

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Marco

quote:

quote:

Se c'è una persona ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTE nei suoi giudizi su musica e apparecchi, questa è Marco Cicogna. E QUESTO LO SO PER CERTO, PER CONOSCENZA DIRETTA DI TANTI SINGOLI EPISODI CHE LO CONFERMANO.

Marco Cicogna non vive di questo lavoro (il suo "vero" lavoro è un altro, molto più "sicuro") e quindi non deve nulla a nessuno.

Accusarlo, diffarmarlo, come si sta facendo qui è quindi, oltrechè indegno e deplorevole a priori, anche stupido.

 

Marco Lincetto


id=quote>id=quote>

 

 

 

Marco, non è in discussione l'uomo, le sue capacità intellettuali, la sua cultura. E' in discussione quello che egli (o altri) scrivono.

 

Mi ripeto: i motivi per cui vengono scritte certe cose, sono del tutto independenti dalle qualità di chi le scrive.

 

Mi sembra ovvio.

 

Roberto

 

 

Modificato da - audioendocrine il 27/01/2011 14:08:47


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Purtroppo non mi sembra così ovvio, leggendo i commenti di Dufay... (unico motivo per cui ho scritto i miei post in questo 3D).

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg

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Marco

E comunque, Marco da sempre mi dice che, a lui, di scrivere di cose che non gli piacciono, non interessa.

Se compare un suo articolo, vuol dire che quell'oggetto gli è piaciuto molto.

 

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

http://i36.tinypic.com/209nexv.jpg

http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg

 

Modificato da - marco lincetto il 27/01/2011 14:14:50

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Guest

quote:

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...


id=quote>id=quote>

 

il problema recensioni è proprio questo, indipendentemente dal redattore: non provano mai un oggetto che va male o che ha un rapporto Q/P poco favorevole.

 

 

 

 

Maximilianid=blue>id='Trebuchet MS'>

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audioendocrine

quote:

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...

 

Marco Lincetto


id=quote>id=quote>

 

Questa frase Marco, molto onesta, ti fa onore ma rappresenta anche il de profundis del nostro hobby.

 

Anzichè fare critica vera, per i motivi più vari, si preferisce non scriverne.

 

E chi avesse bisogno di info proprio su quegli oggetti rinviati al mittente e non sdilinguati "d'ufficio" che dovrebbe fare?

 

Ne convieni con me che alla luce di quanto sopra, la informazione di settore risulterà monca e insufficiente?

 

Grazie.

 

Roberto

 

 

Modificato da - audioendocrine il 27/01/2011 14:20:18

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Marco

quote:

quote:

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...

 

Marco Lincetto


id=quote>id=quote>

 

Questa frase Marco, ti fa onore ma rappresenta anche il de profundis del nostro hobby.

 

Anzichè fare critica vera, per i motivi più vari, si preferisce non scriverne.

 

E chi avesse bisogno di info proprio su quegli oggetti rinviati al mittente e non sdilinguati "d'ufficio" che dovrebbe fare?

 

Ne convieni con me che alla luce di quanto sopra, la informazione di settore risulterà monca e insufficiente?

 

Grazie.

 

Roberto

 


id=quote>id=quote>

 

Il punto, il problema, sta nelle linee editoriali, nella direzione delle riviste, non nei singoli redattori.

Ed in questo senso mi pare generalizzato il fatto che oggi nessun editore ha l'autorità - oppure l'autorevolezza - per imporsi sui suoi clienti primari che NON sono i lettori, ma gli inserzionisti (...pronti alla replica dell'editore qui più noto...).

E però badate bene: bisogna anche capire se è nato prima l'uovo o prima la gallina. Perchè è anche vero che se l'editore è schiavo dei distributori, questo dipende dal fatto che ha sempre meno lettori... o è vero il contrario? Appunto: prima l'uovo o prima la gallina...

 

Mi pare che Suono sia quella che si permette, pur blandamente, di manifestare qualche voce di dissenso, provocando puntualmente, qualla singola volta all'anno che succede, l'ira anche pubblica (vedi recenti episodi) dei distributori che non accettano neppure mezza parola storta.

 

Infine, mi pongo anche la domanda retorica sul perchè un produttore discografico, un editore di libri, DEVE accettare anche forti stroncature in silenzio, ed un produttore di costosi giocattoli per adulti invece no.

Me lo domando, e, purtroppo, temo di avere anche la risposta: e la questione è sempre relativa alla pecunia, ai rapporti di forza economico-finanziari, attualmente sbilanciati a favore di importatori e produttori di giocattoli per adulti...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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Modificato da - marco lincetto il 27/01/2011 14:30:07

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audioendocrine

quote:

Il punto, il problema, sta nelle linee editoriali, nella direzione delle riviste, non nei singoli redattori.

Ed in questo senso mi pare generalizzato il fatto che oggi nessun editore ha l'autorità - oppure l'autorevolezza - per imporsi sui suoi clienti primari che NON sono i lettori, ma gli inserzionisti (...pronti alla replica dell'editore qui più noto...).

 

Marco Lincetto


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Meno male che l'hai scritto anche tu, perchè io sono anni, che lo dico.

 

Basta prendere in mano un tariffario per gli inserzionisti, conoscere il numero di tiratura delle copie e il prezzo di copertina e fare due conti per capire chi è il VERO cliente delle riviste di HiFI (e nonsolo).

 

Roberto

 

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pifti

quote:

E comunque, Marco da sempre mi dice che, a lui, di scrivere di cose che non gli piacciono, non interessa.

Se compare un suo articolo, vuol dire che quell'oggetto gli è piaciuto molto.

 

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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Modificato da - marco lincetto il 27/01/2011 14:14:50


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Scusi se glielo dico Lincetto ma quel che ci dice conferma uno dei temi più discussi in capo al ruolo delle riviste: piuttosto che informare su ciò che non funziona o non va come dovrebbe, si preferisce tacere.

Ne converrà che buona parte dell'utilità delle medesime viene a cadere.

In fondo il tema di questo thread è proprio questo.

 

Saluti

 

Luca

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Biggy

 

quote:

per quanto riguarda il forum, invece, ci sono delle forti correnti "filo questo" e "filo quello" e guai ad uscirsene con altro: vieni sottoposto a pubblico ludibrio! (sti termini rispolverati dalla politica!!!)

ciao


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È fortissima la preferenza per certi marchi italiani, innanzitutto.

Chi parla di altro è indegno.

Alcuni marchi, come uno che piace a me, vengono pubblicamente o privatamente smerdati anche da amministratori, che ti indirizzano verso precisi oggetti.

O perlomeno ci provano.

Se non ci riescono sei pollo e indegno.

 

Forse perché gli italiani non ne producono, esiste una linea forumistica (e secondo qualcuno, che l'ha "denunciato",anche editoriale) che odia il SACD, e chi lo apprezza è un pollo che si fa rubare i soldi, ma soprattutto è un indegno.

 

Chi non usa i cavi d'antenna o del telefono è parimenti pollo ed indegno.

 

Un amplificatore è valido solo se ha più watt di un'altro, e da quello si deve valutare il costo.

Se un prodotto italiano dichiara 200w e costa 5mila euro, chi valuta un prodotto straniero che ne eroga 160 per 7mila euro è pollo e indegno.

 

Se dici che non tutti i watt sono uguali (Cosa? Corrente o tensione, smorzamento, quanti "primi watt" in classe A di un alesse AB... Cosa dici mai...), prima sei ignorante perché ragioneresti tipo: "pesa più un chilo di paglia o un chilo di piombo?",dopodiché sei indegno.

 

Se chiedi un consiglio, ti si consigliano le solite tre o quattro cose.

Se non ti vanno bene sei indegno.

 

Se chiedi un parere sul suono di un apparecchio o un cavo che non puoi provare in alcun modo, ti si dice che devi provarlo.

Se dici ancora che non puoi provarlo sei indegno.

 

Se cerchi un integrato ti consigliano pre e finale.

Se dici ancora che non puoi farlo sei indegno.

 

In generale ad ogni richiesta di consigli ne esci più confuso di prima, perché non si tiene mai conto delle tue necessità e si sparano i classici consigli inutili, per te irrealizzabili.

 

Questo, ovviamente, limitatamente alla mia esperienza.

 

Saluti

 

Emanuele

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Marco

quote:

quote:

Il punto, il problema, sta nelle linee editoriali, nella direzione delle riviste, non nei singoli redattori.

Ed in questo senso mi pare generalizzato il fatto che oggi nessun editore ha l'autorità - oppure l'autorevolezza - per imporsi sui suoi clienti primari che NON sono i lettori, ma gli inserzionisti (...pronti alla replica dell'editore qui più noto...).

 

Marco Lincetto


id=quote>id=quote>

 

Meno male che l'hai scritto anche tu, perchè io sono anni, che lo dico.

 

Basta prendere in mano un tariffario per gli inserzionisti, conoscere il numero di tiratura delle copie e il prezzo di copertina e fare due conti per capire chi è il VERO cliente delle riviste di HiFI (e nonsolo).

 

Roberto

 


id=quote>id=quote>

 

Però, devo fare l'avvocato del diavolo: il vero problema è capire PERCHE' siamo arrivati a questo.

Non credo che la colpa sia tutta delle riviste. E sai bene dove voglio parare: internet ha provocato il vero, principale, terremoto e con certezza non è molto quello che luccica su internet... Insomma, internet ha provocato una deregulation grazie alla quale con certezza si è portata all'estremo possibile la "libertà di pensiero", la "democrazia dell'opinione libera", accreditando però, indiscriminatamente, anche una valanga di sciocchezze come mai prima nella storia. Il trionfo della tautologia assoluta.

 

E tutto ciò ha drasticamente, forse definitivamente, minato l'indipendenza delle riviste, le quali, fra chiudere baracca oppure reindirizzare le principali attenzioni verso un altro soggetto di questa grande partita a scacchi, ha preferito quest'ultima soluzione.

 

E devo anche aggiungere che non voglio dare addosso alle riviste accuse che non si meritano: fatte rarissime eccezioni, per rarissimi episodi che suscitarono scalpore quendo emersero, in generale io credo all'onestà generalizzata di editori, direttori e redattori. Una onestà che li costringe a lavorare di sottrazione: anzichè spargere sangue, quando sarebbe necessario, non spargono nulla. E questo dovrebbe essere già un segnale per il lettore.

 

La cosa semmai da rilevare, è un'altra: dovrebbero aumentare le recensioni, pur positive per equità di comportamento, di oggetti non legati all'acquisto della pubblicità, se meritevoli di essere segnalati.

E almeno fino a poco tempo fa Audioreview sistematicamente presentava in recensione anche oggetti non pubblicizzati sulle sue pagine.

 

Marco Lincetto

"Sono un operatore del settore musicale e sono molto inadeguato al settore in cui opero. Sono inadeguato tout-court"

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http://i34.tinypic.com/a085qw.jpg

 

Modificato da - marco lincetto il 27/01/2011 14:52:21

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cactus_atomo

quote:

In generale ad ogni richiesta di consigli ne esci più confuso di prima, perché non si tiene mai conto delle tue necessità e si sparano i classici consigli inutili, per te irrealizzabili.

Questo, ovviamente, limitatamente alla mia esperienza.

Saluti

Emanuele


id=quote>id=quote>

c'è del vero in quello che dici, ma anche qualche esagerazione. Questo è un forum di appassionati e l'appassionato tende sempre ad esagerare un po. Anche nei forum di fotografia, se chiedo consiglio per una macchina da max 500 euro, mi arrivano n suggerimenti per prodotti di costo doppio o triplo, fa parte del gioco e delle passioni umane.

Dove non mi ritrovo con te è sul consiglio di ascoltare. Tu dici, ma io non posso ascoltare. A questo punto dipende molto dalla propensione all'acquisto, io se non posso ascoltare, preferisco non comprare, i consigli del forum sono indicazioni su dove andare a parare per ridure il numero delle combinazioni da ascoltare, non una laternativa all'ascolto, nulla e nessuno può sostituirti alle tue orecchie e darti la ragionevole certezza di avere il risultato che desiuderi. Ci possono essere delle eccezioni, oggetti non particolarmente costosi, pe esempio, o suggerimenti di persone con le quali mi son sempre trovato in sintonia sui giudizi, in questi casi il rischio è basso. A mio parere, buona parte della isoddisfazione degli audiofili è in questa corsa all'upgrade senza verifica in campo, purtroppo (o per fortuna) le sensazioni sono difficilmente quantificabili e ancor più difficilmente esprimibili a parole. Più semplice un "teorema negativo", non collegare un gira con testina mm ad un ingresso alto livello tipo cd, questo esclude la necessità di provare.

Per oggetti piuttosto costosi preferisco muovermi, capisco che per il medio prezzo può non essere facile, opportuno o conveniente, ma io mangio sciapo (per motivi di pressione) mentre un mio colega mangia saporito forte, quello che per me è giusto per lui è sciapo, quello che per lui è giusto per me è salato. Bisogna provare con le propèrie orecchie

Buona musica

enrico

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marcoco1964

 

 

Però, devo fare l'avvocato del diavolo: il vero problema è capire PERCHE' siamo arrivati a questo.

Non credo che la colpa sia tutta delle riviste. E sai bene dove voglio parare: internet ha provocato il vero, principale, terremoto e con certezza non è molto quello che luccica su internet... Insomma, internet ha provocato una deregulation grazie alla quale con certezza si è portata all'estremo possibile la "libertà di pensiero", la "democrazia dell'opinione libera", accreditando però, indiscriminatamente, anche una valanga di sciocchezze come mai prima nella storia. Il trionfo della tautologia assoluta.

 

E tutto ciò ha drasticamente, forse definitivamente, minato l'indipendenza delle riviste, le quali, fra chiudere baracca oppure reindirizzare le principali attenzioni verso un altro soggetto di questa grande partita a scacchi, ha preferito quest'ultima soluzione.

 

E devo anche aggiungere che non voglio dare addosso alle riviste accuse che non si meritano: fatte rarissime eccezioni, per rarissimi episodi che suscitarono scalpore quendo emersero, in generale io credo all'onestà generalizzata di editori, direttori e redattori. Una onestà che li costringe a lavorare di sottrazione: anzichè spargere sangue, quando sarebbe necessario, non spargono nulla. E questo dovrebbe essere già un segnale per il lettore.

 

La cosa semmai da rilevare, è un'altra: dovrebbero aumentare le recensioni, pur positive per equità di comportamento, di oggetti non legati all'acquisto della pubblicità, se meritevoli di essere segnalati.

E almeno fino a poco tempo fa Audioreview sistematicamente presentava in recensione anche oggetti non pubblicizzati sulle sue pagine.

 

 

salve Marco, sono d'accordo sulla sua ultima osservazione, meno sulle precedenti.

 

se ha letto il mio commento di prima, e lo ribadisco, le cose non vengono sempre fatte in maniera così cristallina ..... purtroppo ne sono certo ....

 

 

Marco

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marcoco1964

sono invece assolutamente d'accordo con Marco sul fatto che lo sputtanamento dell'uno o dell'altro non aiuta la discussione perchè distoglie dal tema principale e fa concentrare gli astanti sulla difesa/attacco del malcapitato di turno

 

Marco

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dufay

Io mica personalizzo... Cicogna lo valuto per quel che scrive (confermo lo stile verboso ed ipertrofico senza particolare eleganza). Ormai lo salto a piè pari da diverso tempo perché oltre ad essere una lettura non utile è pure poco divertente.

 

Almeno con Machelli (e con altri) un po' si ride.

 

Franco Gnani

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skillatohifi

quote:

Scusate, ma non ce la faccio più.

Capisco che ogni rivista abbia il diritto di far scrivere le recensioni a chi gli pare, ma è mai possibile che ci sia un recensore di una nota rivista che scrive SEMPRE LE STESSE COSE senza MAI dare controindicazioni sul prodotto indicato?

Ma ci prendono tutti per deficenti?

Io acquisto la rivista in oggetto per gli ottimi articoli di alcuni colleghi del suddetto e per la sezione musicale, ma davvero rasentiamo la demenza!!

 

Non faccio nomi, ma sono strasicuro che chiunque stia leggendo sa di chi parlo, e questo a riprova che ho ragione...

 

Per favore, un briciolo di onestà professionale e di sana autocritica.

 

NON E' POSSIBILE che tutti i prodotti abbiano le stesse caratteristiche, da 500 a 50000 euro e che non si possa fare un minimo di confronto "musicale" fra prodotti altamente diversi, soprattutto da chi si vanta di avere un alta cultura musicale e "del suono".

 

Auspico un cambiamento di rotta: io, se lavorassi male, mi piglierei un sacco di mazzate....!


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Concordo pienamente con te, ma penso che siano in molti che hanno smesso di comprare le riviste di questo settore. Io leggo quelle americane, sono decisamente piu' veritiere.

A mio modo di vedere i ns recensori non sono dei veri professionisti del settore, sono dei semplici appassionati che si improvvisano recensori, i veri professionisti sono molto pochi, sono anni che scrivono piu' o meno le stesse cose, i loro scritti vertono solo sul positivismo, mai una critica vera, mai una nota di demerito, altrimenti l'importatore che gli ha dato il prodotto

non gli paga piu' l'inserzione, ed allora .. scrivono che un apparecchio da poco piu' di 1.000 suona magnificamente bene, in pratica suona bene come uno che ne costa 10.000. Complimenti!!.

Ma questi segnori non si rendono conto che cos'i' facendo fanno del male al settore, che gia' e' in crisi per conto suo.

Percui leggetevi le prove delle riviste online.

 

saluti

franco

 

 

"La musica trova le sue fondamenta nei bassi, la musica vive e vegeta in un ambiente che si adagia sui bassi profondi".

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BEST-GROOVE

quote:

quote:

So che ha rispedito al mittente un bel po' di oggetto che non gli piacevano e per i quali non era disposto a sdilinguirsi "d'ufficio"...

 

Marco Lincetto


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Questa frase Marco, molto onesta, ti fa onore ma rappresenta anche il de profundis del nostro hobby.

 

Anzichè fare critica vera, per i motivi più vari, si preferisce non scriverne.

 

Roberto

 

 

Modificato da - audioendocrine il 27/01/2011 14:20:18


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Maniera elegante per glissare e non farsi dei nemici.icon_smile.gif

 

Una rivista di settore un tempo scriveva.

 

"Se non compare su queste pagine vuol dire che non suona!"id=blue> icon_smile_big.gificon_smile_big.gif

 

Adesso capisci l'arcano?

 

Bye Giorgio

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pepe57

quote:

Niente di piu' vero,solo che,sul web ognuno parla al meglio del proprio prodotto acquistato, a volte anche con poca obiettività.

......


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A mio parere però è anche vero che quando s segnalano delle caratteristiche negative di prodotti/insieme di prodotti che anche si possiedono, spesso si viene criticati dai sostenitori di un certo marchio/oggetto/filosofia.

Insomma, anche l'audiofilo spesso è una personaggio non facile!

icon_smile.gif

 

Hic!

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Pietro

Presidente

CNR@ CVG@ CLM@

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"La musica è semplice"

 

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theauditor

Tutto giusto e comprensibile, ma bisogna almeno restare entro i limiti della serietà.

 

Nell'ultimo numero di una rivista già citata sopra ci sono le prove di tre amplificatori.

 

Uno di essi ha delle misure di tritim perfette, ed il recensore scrive che questo dimostra chiaramente la sua qualità.

 

Un altro le ha così così, ed il recensore scrive che le "piccole anomalie" non hanno alcun effetto all'ascolto.

 

Il terzo le ha pessime, ed il recensore non potendo negarlo si arrampica a dire che evidentemente la chiara distorsione "è di un tipo che non dà fastidio all'ascolto"!

 

Alla fine non sapevo se ridere o cestinare la rivista.

 

Se una misura non serve a niente e non indica nulla perchè la mettete? Non sarà piuttosto che è una misura fondamentale, che indica molto, ma voi ormai non avete problemi nemmeno a negare l'evidenza?

 

Ormai non siamo nemmeno più alla fase in cui si pubblica solo ciò di cui si può parlare bene. Si pubblica e si parla bene di qualunque cosa per cui vi siano inserzioni.

 

 

Modificato da - theauditor il 27/01/2011 16:41:01

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bungalow bill

Sono anni che non compro piu' le riviste audio.Sono diventate noiose e monotone.

Però mi ricordo con nostalgia un paio di nomi,che sapevano fare molto bene il loro

lavoro di recensori.

Saluti

 

M

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jazzandroll

Secondo me alla fine, per quanto se ne dica, la domanda e la risposta più logiche sono queste: sputereste nel piatto dove mangiate? no......tranne forse che di cognome facciate Serpico......ed abbiate intenzione di beccarvi una KT88 bollente in pieno viso icon_smile_big.gificon_smile_big.gif

 

Diego icon_smile_wink.gif

 

 

 

"Ma tu ce l'hai l'acquario?" (domanda solo in apparenza semplice)

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gnicoletti

Ho appena ricevuto la mia copia di AR qui in laboratorio; in mezzo alle amenità varie di cui scrivete vi segnalo il test delle Klipsch ad opera di GPM, dove trovo delle misure valide, una descrizione accurata degli oggetti, di come sono stati pensati, e anche delle note di ascolto che mi sembrano molto chiare e dirette (non risparmiando alcune note non del tutto positive, direi).

 

A me pare evidente che come al solito si sta discutendo di tutto e di niente. La vera differenza la fanno le persone capaci di fare bene il proprio lavoro, o per predisposizione naturale, o perchè dotate di esperienza, costante autocritica, curiosità e desiderio di miglioramento.

 

In ogni caso, io AR non la butterei via; non sarà la rivista dei tempi d'oro, ma ancora ci trovo dentro delle cose interessanti.

 

Saluti,

Giuliano

 

www.minushabens.it

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Nicky

Un tempo compravo praticamente tutte le riviste audio che venivano pubblicate in Italia, nonché le principali riviste straniere (TAS in testa).

Ora, da anni, compro solo AR (per la parte musicale) e TAS (solo per mero fatto nostalgico, per leggere gli ormai rari articoli di Pearson). Nel 2011, non comprerò più nemmeno AR, perché mi sono comunque stancato di leggere sempre le stesse cose (salvo eccezioni sin troppo rare) e vedere praticamente sempre gli stessi marchi.

Su Cicogna: non metto in dubbio la sua cultura e competenza musicale (notevoli), ma - indipendentemente dallo stile di scrittura (sul quale non condivido le critiche di Dufay) - non riesce (recte: non può?) a comunicare la vera essenza del componente in prova: praticamente, se uno non conosce la sigla e il prezzo di due componenti di segmento commerciale diverso, leggendo le sue recensioni non si comprende appieno quale sia la classe di appartenenza degli stessi (!).

Come ho già scritto, una rivista veramente indipendente credo sia praticamente impossibile da pubblicare (perché è bello commentare il lavoro degli altri, ma chi lavora ha diritto di guadagnare e - nel nostro caso - sappiamo cosa questa necessità pur sacrosanta abbia nel tempo comportato).

Restano i feedback, le impressioni sul campo, i confronti fra i vari appassionati all’interno dei diversi forum: ovviamente, sfrondando (e non di poco) i contributi da interessi striscianti, dalla supponenza tipica di molti audiofili, dalla malafede sovente tracimante da molte discussioni, dalla maleducazione, et similia.

In definitiva: m….ia che stress icon_smile_sad.gificon_smile_sad.gif!!!!

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