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maxnalesso

Recensioni riviste: e basta!!

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dufay

quote:In ogni caso, io AR non la butterei via; non sarà la rivista dei tempi d'oro, ma ancora ci trovo dentro delle cose interessanti
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Pure io... ma a parte Montanucci, Matarazzo e tutta la sezione tecnica una rinfrescatina gliela darei.

 

Dieci e passa anni di Benedetti ammazzerebbero un Bue...

 

Franco Gnani

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paolippe

quote:

Sono circa vent'anni che non compro più alcunchè. Ed anche con grande risparmio di carta ............

 

Saluti.

RL


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Quello della carta (e dello spazio) è l'unico vero problema a mio avviso; per il resto, io le leggo tutte e 4, compresi gli speciali; è troppo emozionante comprare una rivista di HIFI, cioè che parla SOLO della nostra passione. Finchè dura, io continuerò a leggerle... sennò che leggo????

 

Poi le recensioni, ovviamente non possono essere stroncanti, perchè le rare volte che lo sono state (vedi un paio di Wilson bookshelf...) si è scatenato un putiferio. Anche perchè la qualità oggi è molto molto elevata... un po' dappertutto.

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

o8tn2o.jpg

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theauditor

quote:

Ho appena ricevuto la mia copia di AR qui in laboratorio; in mezzo alle amenità varie di cui scrivete vi segnalo il test delle Klipsch ad opera di GPM, dove trovo delle misure valide, una descrizione accurata degli oggetti, di come sono stati pensati, e anche delle note di ascolto che mi sembrano molto chiare e dirette (non risparmiando alcune note non del tutto positive, direi).

 

A me pare evidente che come al solito si sta discutendo di tutto e di niente. La vera differenza la fanno le persone capaci di fare bene il proprio lavoro, o per predisposizione naturale, o perchè dotate di esperienza, costante autocritica, curiosità e desiderio di miglioramento.

 

In ogni caso, io AR non la butterei via; non sarà la rivista dei tempi d'oro, ma ancora ci trovo dentro delle cose interessanti.

 

Saluti,

Giuliano

 

www.minushabens.it


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Concordo, ma quando le cose interessanti o comunque valide diventano una percentuale esigua non va bene. Perlomeno al prezzo di copertina.

 

Allora tanto vale comprare Stereophile in forma digitale, a mezzo Euro la copia. 90% pubblicità, e giustamente quasi gratis ai lettori.

 

Modificato da - theauditor il 27/01/2011 18:50:24

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pink

quote:

quote:

Sono circa vent'anni che non compro più alcunchè. Ed anche con grande risparmio di carta ............

 

Saluti.

RL


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Quello della carta (e dello spazio) è l'unico vero problema a mio avviso; per il resto, io le leggo tutte e 4, compresi gli speciali; è troppo emozionante comprare una rivista di HIFI, cioè che parla SOLO della nostra passione. Finchè dura, io continuerò a leggerle... sennò che leggo????

 

Poi le recensioni, ovviamente non possono essere stroncanti, perchè le rare volte che lo sono state (vedi un paio di Wilson bookshelf...) si è scatenato un putiferio. Anche perchè la qualità oggi è molto molto elevata... un po' dappertutto.

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

o8tn2o.jpg


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è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm

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Nicky

quote:

è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm


id=quote>id=quote>

 

...bravooooo....è proprio ad episodi come quello da te riferito che io attribuisco parte del disservizio arrecato ai lettori dalle riviste (anche se, nel gioco delle controdeduzioni, si potrà osservare che il recensore non tiene presso di sè un certo componente per un tempo così lungo da consentire all'eventuale difetto di evidenziarsiicon_smile_shy.gif).

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giacomo_pagani

Dirò la mia, abbastanza impopolare vedo, sul tacere di prodotti scadenti.

 

Sarò anche brevissimo, perché è molto semplice. Il mercato straborda di apparecchi. Una rivista può provarne una manciata per numero. Lo scopo della rivista è indirizzare l'appassionato al prodotto buono, suggerirgli una buona idea per un tentativo (un ascolto). Dire che un apparecchio va bene, è un consiglio utile; in mezzo alle centinaia di alternative, l'utente si ritrova per le mani un candidato da cercare e ascoltare (se la recensione l'ha ispirato). Dire che un apparecchio va male, toglie un candidato e lascia altre centinaia di candidati davanti al naso dell'utente, che non ha quindi guadagnato alcuno spunto "pratico" per muoversi con un ascolto.

 

Scrivere di apparecchi malsuonanti è tempo e spazio sprecato. Un utente che non trova una recensione, trovandosi al cospetto dell'apparecchio "ciofeca", deve usare le sue orecchie come le userebbe sempre, e badare a sé stesso, pratica che andrebbe poi sempre fatta, per cui non è neanche argomentabile che la rivista "omertosa" induca l'appassionato a farsi fregare.

 

Quella che appunto passa per "omertà", per come la vedo io, è beneficio per l'appassionato: anziché togliere spunte da una lista infinita, mette delle sottolineature, che lo porteranno - auspicabilmente - a trovare apparecchi di suo gusto in mezzo all'oceano di proposte.

 

Giacomo

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stanzani

quote:

Ho appena ricevuto la mia copia di AR qui in laboratorio; in mezzo alle amenità varie di cui scrivete vi segnalo il test delle Klipsch ad opera di GPM, dove trovo delle misure valide, una descrizione accurata degli oggetti, di come sono stati pensati, e anche delle note di ascolto che mi sembrano molto chiare e dirette (non risparmiando alcune note non del tutto positive, direi).

 

A me pare evidente che come al solito si sta discutendo di tutto e di niente. La vera differenza la fanno le persone capaci di fare bene il proprio lavoro, o per predisposizione naturale, o perchè dotate di esperienza, costante autocritica, curiosità e desiderio di miglioramento.

 

In ogni caso, io AR non la butterei via; non sarà la rivista dei tempi d'oro, ma ancora ci trovo dentro delle cose interessanti.

 

Saluti,

Giuliano

 

www.minushabens.it


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io mi sono abbonato ad AR grazie alle misure (GPM e montanucci) che non hanno nulla da invidiare alle riviste americane (anzi) e alla sezione musica (guglielmi)

e' una buona rivista al netto diu qualche fregnaccia.

non mi piace il fatto che provino qualunque cosa di AM Audio esca sul mercato (a scanso di equivoci io ascolto con un finale AM Audio)

 

un po come faceva stereophile coi musical fidelity tempof a

 

ma tant'e' ...

 

"È passato tanto tempo, e c'è così poco di nuovo"id=size1>

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paolippe

quote:

quote:

quote:

Sono circa vent'anni che non compro più alcunchè. Ed anche con grande risparmio di carta ............

 

Saluti.

RL


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Quello della carta (e dello spazio) è l'unico vero problema a mio avviso; per il resto, io le leggo tutte e 4, compresi gli speciali; è troppo emozionante comprare una rivista di HIFI, cioè che parla SOLO della nostra passione. Finchè dura, io continuerò a leggerle... sennò che leggo????

 

Poi le recensioni, ovviamente non possono essere stroncanti, perchè le rare volte che lo sono state (vedi un paio di Wilson bookshelf...) si è scatenato un putiferio. Anche perchè la qualità oggi è molto molto elevata... un po' dappertutto.

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm'>http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours'>http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

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è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm


id=quote>id=quote>

 

Tutto puoi dire sull'utilità di una recensione, ma NON che ne possa valutare l'affidabilità nel tempo... e come fa poveretto recensore??? Pubblica la prova dopo 2 anni per essere sicuro che l'apparecchio testato non si rompa???

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

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pink

quote:

quote:

quote:

quote:

Sono circa vent'anni che non compro più alcunchè. Ed anche con grande risparmio di carta ............

 

Saluti.

RL


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Quello della carta (e dello spazio) è l'unico vero problema a mio avviso; per il resto, io le leggo tutte e 4, compresi gli speciali; è troppo emozionante comprare una rivista di HIFI, cioè che parla SOLO della nostra passione. Finchè dura, io continuerò a leggerle... sennò che leggo????

 

Poi le recensioni, ovviamente non possono essere stroncanti, perchè le rare volte che lo sono state (vedi un paio di Wilson bookshelf...) si è scatenato un putiferio. Anche perchè la qualità oggi è molto molto elevata... un po' dappertutto.

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm'>http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours'>http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

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è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm'>http://www.milossaluciano.com/pink.htm


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Tutto puoi dire sull'utilità di una recensione, ma NON che ne possa valutare l'affidabilità nel tempo... e come fa poveretto recensore??? Pubblica la prova dopo 2 anni per essere sicuro che l'apparecchio testato non si rompa???

 

Ciao

 

Paolo

 

http://www.milossaluciano.com/paolippe.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Twenty_Four_Hours

 

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certo che no,ma dopo avere smontato la meccanica, scrivere che era robusta mi è sembrata una cosa strana,invece un'altra rivista nella recensione ha evidenziato la scarsa cura costruttiva di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm

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wallace

quote:

 

Lo dico io... Per me è Marco Cicogna...

 

Le sue recensioni oltre alle premesse lunghissime e noiosissime (quanto scrive male) non sono mai di alcun aiuto. Deleterio e insopportabile da sempre.

Ah che nostalgia di Toni Jop o Toni de Marchi.

 

Franco Gnani


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Concordo al 100%. Nessuno disconosce la sua competenza musicale ma li ci fermiamo.

 

Per un pò ho partecipato al forum di AR. Ne sono uscito a causa sua (non sono stato espulso/bannato, ma dopo aver letto parecchi dei suoi scritti ho preferito allontanarmi io. Allucinante)

 

Stefano

 

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5mare

Ogni volta che si parla di riviste si susseguono pagine e pagine di discussione fino alla inevtabile chiusura. Questo non fara' eccezione.

 

Finche' e' aperto tuttavia ne approfitto...

 

Se riescono a sopravvivere, le riviste intendo, e' evidente che hanno bilanci positivi per una ragione o per l'altra. E per me finche' si mantengono possono scrivere quello che vogliono.

 

Io sono un cliente e se mi piace il prodotto compro altrimenti ci sono una sacco di bellissimi libri.

 

Questo e' liberismo. Tu decidi cosa fare della tua iniziativa, io se ne sono interessato.

 

 

Il fatto e' che gli AUDIOFILI pretendono che gli altri (in questo specifico caso su tratta delle riviste, ma vale un po' per tutto cio' che ruota intorno al loro mondo) devono allinearsi ai loro gusti e alle loro credenze.

 

Come cantava Guccini: "... non comprate i miei dischi e sputatemi

addosso... "

 

Marco

 

"Ho un sacco di difetti e non ho paura ad usarli tutti" Lord Paul Craffhel

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yonnas80

quote:

Ed anche con grande risparmio di carta ............

 

Saluti.

RL


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"Anche"? Secondo te sarebbe possibile comperare le riviste cartacee e contemporaneamente essere fonte di risparmio di carta?

Giovanni

 

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catawa37

quote:

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è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm


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...bravooooo....è proprio ad episodi come quello da te riferito che io attribuisco parte del disservizio arrecato ai lettori dalle riviste (anche se, nel gioco delle controdeduzioni, si potrà osservare che il recensore non tiene presso di sè un certo componente per un tempo così lungo da consentire all'eventuale difetto di evidenziarsiicon_smile_shy.gif).


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L'mcd 201, difeso " sempre " anche dal proprietario di questo spazio, è stato il peggior acquisto che abbia fatto. Sfasciato dopo appena due mesi dall'acquisto, l'ho permutato con il DP500 dell'accuphase.

 

Giovanni

http://www.milossaluciano.com:80/catawa37.htm

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Bebo

Il mio funziona ancora perfettamente e suona da Dio. Nessun favoritismo: comprato in negozio. Sfasciato...si è bloccata la logica e tu non hai applicato la nuova release. Su ebay e sul mercatino, non restano per più di due giorni: tutti scemi?

 

Ottime cose

 

 

 

Bebo Moroni

 

 

 

 

 

 

 

 

(io sono un professionista, gran parte degli altri dei quaquaraquà o dei mostri da me -involontariamente- creati)

 

 

 

http://tavolopermanente.wordpress.com/

 

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giannisegala

Certo , certe recensioni lasciano un pochino perplessi. Vero, è che tutti noi diventiamo sempre più difficili e pretenziosi , ci aspettiamo sempre grandi servizi. Lo sapete meglio di me che bocciare un prodotto sarebbe un guaio per le riviste, loro ci campano con chi pubblicizza i nuovi prodotti . Poi è da anni che diciamo queste cose e io per primo continuo a comprare ogni mese tutto ciò che parla di questo splendido e diabolico hobby , nel bene e ne male . Parlare male di Cicogna è ingiusto, sicuramente non è un tipo che cazzia, bastona e boccia i prodotti che recensisce, comunque , ha sempre una buona cultura di base, molto preparato specialmente per quel che riguarda la musica sinfonica . Se vogliamo trovargli un difetto a tutti i costi , è piuttosto enigmatico, forse troppo moderato e quasi sempre parla più della musica che ascolta , rispetto ai prodotti che analizza . Sinceramente a me è pure simpatico, non è lui il colpevole dei cali delle vendite , credetemi . Grazie e a presto

 

segala gianni

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skillatohifi

quote:

quote:

quote:

è proprio a causa di una recensione 'accomodante' che acquistai (purtroppo) anni fa il mcintosh mcd 201 definito dalla rivista 'un ottimo lettore costruito come tutti i mcintosh e dalla meccanica robusta e affidabile' mentre già in internet si parlava dei difetti di questo lettore.

 

http://www.milossaluciano.com/pink.htm


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...bravooooo....è proprio ad episodi come quello da te riferito che io attribuisco parte del disservizio arrecato ai lettori dalle riviste (anche se, nel gioco delle controdeduzioni, si potrà osservare che il recensore non tiene presso di sè un certo componente per un tempo così lungo da consentire all'eventuale difetto di evidenziarsiicon_smile_shy.gif).


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L'mcd 201, difeso " sempre " anche dal proprietario di questo spazio, è stato il peggior acquisto che abbia fatto. Sfasciato dopo appena due mesi dall'acquisto, l'ho permutato con il DP500 dell'accuphase.

 

Giovanni

http://www.milossaluciano.com:80/catawa37.htm


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La stessa cosa e' successa anche a me, ne ho sostituito ben 2, alla fine mi sono stufato di sentire il crii.. crii.. della meccanica, ma il bello e che non lo faceva con tutti i cd e i sacd, pero' ricordo che suonava bene!

Peccato..

 

ciao

franco

 

"La musica trova le sue fondamenta nei bassi, la musica vive e vegeta in un ambiente che si adagia sui bassi profondi".

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giannisegala

Franco , il cri cri lo fa anche il mio, lo senti solo se ascolti a bassissimo volume , se alzi un pochino, il grillo della meccanica va a cuccia, poi c'è solo da godere . Sta sicuro che di venderlo non mi passa neanche x l'anticamera del cervello . Salute a tutti

 

segala gianni

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dufay

quote:Certo , certe recensioni lasciano un pochino perplessi. Vero, è che tutti noi diventiamo sempre più difficili e pretenziosi , ci aspettiamo sempre grandi servizi.
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Io a dire la verità non m'aspetto nulla di particolare. Qualche prova, misure, uno o due articoli tecnici, prove d'ascolto... le solite cose ma scritte almeno in modo brioso.

 

Presente gli articoli di Bartolomeo Aloia? Erano uno spasso quasi sempre.

Ora c'è Chiappetta che è un ottimo tecnico e un buon divulgatore per carità ma il suo stile di scrittura a metà tra l'ingessato e il perfettino non si può leggere proprio.

 

Franco Gnani

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giannisegala

Franco , hai ragione anche tu , ma sinceramente penso che saprai bene che le recensioni sincere sino in fondo sono molto poche. Forse , spero di non offendere nessuno , oggi , il solo Matarazzo mi da questa sensazione , niente sbrodolamenti , nessun clamore , frasi semplici e chiare , sensate e soprattutto supportate da dati tecnici alla mano . Quanto mi manca Bebo !

 

segala gianni

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dufay

quote:

Franco , hai ragione anche tu , ma sinceramente penso che saprai bene che le recensioni sincere sino in fondo sono molto poche. Forse , spero di non offendere nessuno , oggi , il solo Matarazzo mi da questa sensazione , niente sbrodolamenti , nessun clamore , frasi semplici e chiare , sensate e soprattutto supportate da dati tecnici alla mano . Quanto mi manca Bebo !

 

segala gianni


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E sono d'accordo. Mi piace anche Montanucci le poche volte che scrive, poche balle e dritto al punto.

 

Franco Gnani

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theauditor

quote:

 

 

Quella che appunto passa per "omertà", per come la vedo io, è beneficio per l'appassionato: anziché togliere spunte da una lista infinita, mette delle sottolineature, che lo porteranno - auspicabilmente - a trovare apparecchi di suo gusto in mezzo all'oceano di proposte.

 

Giacomo


id=quote>id=quote>

 

Bello, se fosse vero, ma non è così.

 

Cosa dovremo dedurre se un di un marchio viene recensito tutto il catalogo e di un altro nulla? Che il primo è il meglio del mercato e l'altro da evitare? E come la mettiamo se scopriamo che il primo fa pagine di pubblicità e l'altro no?

 

E magari il secondo è, tanto per dire un nome, Klyne, stimato ed apprezzato in tutto il mondo, e il primo è un marchio locale che fuori d'Italia nessuno degna della minima attenzione?

 

No, l'immagine del mercato che emerge dalle riviste nostrane ha poco a che fare con la realtà e chi si limitasse a scegliere sulla base delle recensioni delle nostre riviste si perderebbe buona parte dei migliori prodotti.

 

 

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Nicky

Faccio il mio (personale e certo poco interessante) punto della discussione.

Primo: Marco Cicogna è simpatico anche a me e non vale a nulla farne un caprio espiatorio (ma di che, poi?).

Secondo: nessuno pretende stroncature dalla riviste; soltanto rilievi critici (ove sussistenti, cioè quasi sempre) sulle loro prestazioni, sulla loro qualità costruttiva e sul loro prezzo (vedi, con riferimento a quest'ultimo aspetto, il thread sulle Proac Carbon Six).

Che le riviste propongano solo componenti che vanno bene è un argomento logoro e trito, cui non crede più nessuno.

E' troppo pretendere, possibilmente, anche qualche rilievo su eventuali carenze ergonomico-funzionali di un componente (ancora e solo per mero esempio, nessun recensore ha mai scritto una riga che fosse una sul fatto che il mio Jadis Defy 7 ha un sistema di taratura del bias - non certo una questione secondaria per un finale a tubi - assolutamente non user-friendly....e ho dovuto apprenderlo sulla mia "pellaccia"..)?

E' chiaro che le valutazioni d'ascolto sono pur sempre soggettive e quindi non affidabilissime su un piano generale, ma - mi e vi chiedo - perchè su una rivista italiana non è mai stato scritta una impressione nitidamente critica su un componente di alto livello (mi viene da pensare quando - quasi 25 anni fa - Harry Pearson scriveva delle "sue" Infinity IRS che avevano una gamma alta tagliente, o quando la stessa TAS - al termine di un mitico essay sulle amplificazioni a tubi top dell'epoca - scriveva dei numerosi malfunzionamenti che avevano afflitto quasi tutti gli ampli in prova).

Che altro dire, se non far sfoggio delle solite schermaglie verbali?

 

 

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Bebo

Distratto, parlo da vent'anni di Klyne, anzi di più, io e Stan siamo amici da 25 anni. Ah, già, ma io non scrivo più...

 

Ottime cose

 

Bebo Moroni

 

 

 

 

 

 

 

 

(io sono un professionista, gran parte degli altri dei quaquaraquà o dei mostri da me -involontariamente- creati)

 

 

 

http://tavolopermanente.wordpress.com/

 

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giacomo_pagani

quote:

Bello, se fosse vero, ma non è così.

 

Cosa dovremo dedurre se un di un marchio viene recensito tutto il catalogo e di un altro nulla? Che il primo è il meglio del mercato e l'altro da evitare? E come la mettiamo se scopriamo che il primo fa pagine di pubblicità e l'altro no?

 

E magari il secondo è, tanto per dire un nome, Klyne, stimato ed apprezzato in tutto il mondo, e il primo è un marchio locale che fuori d'Italia nessuno degna della minima attenzione?

 

No, l'immagine del mercato che emerge dalle riviste nostrane ha poco a che fare con la realtà e chi si limitasse a scegliere sulla base delle recensioni delle nostre riviste si perderebbe buona parte dei migliori prodotti.

 

 


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Il mio discorso rimane invariato e ineccepibile nel piano logico, io volevo solo analizzare il tema del prodotto "taciuto perché scadente", senza sconfinare in altre considerazioni. Notavo che a molti non piace di per sé, e ho supposto (credo tutt'ora a ragione) che costoro non avessero mai considerato quell'aspetto "logico", la differenza pratica tra "dirigere verso" e "allontanare da". Non ci sarebbe differenza solo se questo mercato fosse popolato da 2 (due) apparecchi, alché negare A significherebbe giocoforza indirizzare verso B, e viceversa. Non essendo così le cose, mi permettevo di far notare una questione che non è di scarso rilievo.

 

Quello che dici tu, be'... Sono congetture - o meglio, illazioni - e mi astengo dal prendervi parte, scelta mia, senza offesa. Non mi interessano. Certo ciascuno userà il suo buonsenso come crede, e se fiuta del marcio nel "pilotaggio" delle prove, starà alla larga dalla rivista, è un proprio diritto.

 

Io invito a riflettere sul fatto che di recensioni sulle riviste non si campa, e un recensore con un minimo di dignità eviterebbe di scrivere altro che quel che pensa. Quindi, si può anche discutere di convenienze pubblicitarie talvolta palesi, nella scelta dei prodotti, ma questo non toglierebbe al recensore il diritto di essere onesto, e quindi garantire al lettore che quanto legge è genuino. Non necessariamente il miglior panorama possibile - del resto nulla è perfetto, manco la rivista - ma almeno quel che c'è, fatto con onestà.

 

Mi piace crederlo, soprattutto mi piace farlo.

 

Giacomo

 

Modificato da - giacomo_pagani il 28/01/2011 00:11:50

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Flos

quote:

quote:

 

Lo dico io... Per me è Marco Cicogna...

 

Le sue recensioni oltre alle premesse lunghissime e noiosissime (quanto scrive male) non sono mai di alcun aiuto. Deleterio e insopportabile da sempre.

Ah che nostalgia di Toni Jop o Toni de Marchi.

 

Franco Gnani


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Concordo al 100%. Nessuno disconosce la sua competenza musicale ma li ci fermiamo.

 

Per un pò ho partecipato al forum di AR. Ne sono uscito a causa sua (non sono stato espulso/bannato, ma dopo aver letto parecchi dei suoi scritti ho preferito allontanarmi io. Allucinante)

 

Stefano

 


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Mi permetto di sottoscrivere.

E aggiungo che per quel che mi è dato conoscerlo non lo trovo neppure simpatico.

Preferisco la prosa di Toni Jop alla trita prevedibilità dell'aspirante dandy dell'Olgiata...............

 

Ciao, Enrico

 

Modificato da - flos il 28/01/2011 00:26:13

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giannisegala

Giacomo , condivido tutto ciò che hai scritto . Il tuo discorso non fa una grinza .Perfetto .

 

segala gianni

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theauditor

quote:

Distratto, parlo da vent'anni di Klyne, anzi di più, io e Stan siamo amici da 25 anni. Ah, già, ma io non scrivo più...

 

Ottime cose

 

Bebo Moroni

 

 


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Certo, lo so, io mi riferivo alle riviste di oggi, diciamo dell'ultimo decennio (quelle di carta).

 

Modificato da - theauditor il 28/01/2011 01:00:33

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theauditor

quote:

 

Io invito a riflettere sul fatto che di recensioni sulle riviste non si campa, e un recensore con un minimo di dignità eviterebbe di scrivere altro che quel che pensa. Quindi, si può anche discutere di convenienze pubblicitarie talvolta palesi, nella scelta dei prodotti, ma questo non toglierebbe al recensore il diritto di essere onesto, e quindi garantire al lettore che quanto legge è genuino. Non necessariamente il miglior panorama possibile - del resto nulla è perfetto, manco la rivista - ma almeno quel che c'è, fatto con onestà.

 

Mi piace crederlo, soprattutto mi piace farlo.

 

Giacomo

 

Modificato da - giacomo_pagani il 28/01/2011 00:11:50


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Io pure penso che spesso i recensori sono vittime della situazione e non sono loro a scegliere cosa recensire. Tuttavia, come scritto anche da altri, quello che si osserva da molti anni è un appiattimento di commenti al positivo incondizionato che rende una recensione di scarso interesse.

 

Di un prodotto si può parlare complessivamente bene ma evidenziandone caratteristiche sonore e costruttive che consentano a chi legge di capire se può essere di suo interesse, se no alla fine ci si riduce a guardare le foto ed i grafici e non leggere il testo tanto si sa già che ci sono solo lodi sperticate.

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giacomo_pagani

quote:

[...]

Di un prodotto si può parlare complessivamente bene ma evidenziandone caratteristiche sonore e costruttive che consentano a chi legge di capire se può essere di suo interesse, se no alla fine ci si riduce a guardare le foto ed i grafici e non leggere il testo tanto si sa già che ci sono solo lodi sperticate.


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Mio personale pallino, quando mi capita di essere chiamato a scrivere.

 

Evidentemente siamo più che d'accordo.

 

Giacomo

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