Jump to content
Melius Club

  • cactus_atomo
    cactus_atomo

    Clearaudio Concept: un giradischi plug & play per tutti

    Sign in to follow this  

    di Enrico Felici

     

    Quando mi è stato proposto di provare il giradischi Clearaudio Concept, ho accettato volentieri, per tre ordini di motivi. Il primo è che essendo nato con l’analogico (e non avendolo mai abbandonato) mi intriga sempre ascoltare un giradischi che non conosco; il secondo è che della Clearaudio ho esperienza con le testine mc (in primis la Virtuoso) e con i top di gamma ma non con i prodotti di prezzo terrestre; il terzo motivo, non meno importante, è che sono sempre più interessato, piuttosto che alle soluzioni estreme (anche nel listino e nelle dimensioni), ai prodotti solidi, facili da usare e di prezzo accettabile per l'appassionato medio, tutti requisiti che sulla carta il Clearaudio Concept sembra possedere.

    Prima di proseguire, due parole sulla Clearaudio. È una ditta tedesca, che fa parte del ristretto novero dei produttori (insieme con Rega, Project e pochi altri) che hanno saputo dare una risposta concreta al rinascente mercato dell’analogico, dopo che l’avvento del cd aveva portato alla chiusura di marchi storici e prestigiosi . Clearaudio fa la sua comparsa sul finire degli anni ‘70 del secolo scorso presentando una testina mc con soluzioni innovative. L’attenzione all’innovazione è una costante nella produzione Clearaudio, che oggi è attiva e ben conosciuta per tutto quello che riguarda la buona riproduzione del “disco nero”, giradischi, bracci, testine, pre phono, lavadischi ed accessori. Un catalogo vasto ma non eccessivo che copre un po' tutte le fasce di mercato, mai dimenticando l’utenza “normale” quella che non ha il portafoglio a fisarmonica e non può permettersi di avere in casa oggetti troppo delicati, troppo ingombranti e troppo pesanti.


    Tre ascoltatori e un giradischi

    Purtroppo, causa indisponibilità temporanea di casa mia per le prove di ascolto (lavori di ristrutturazione in corso, che comprendono anche il rifacimento e la messa a noma dell’impianto elettrico) la prova non si è svolta nella mia abitazione ma in quella di Renato Franceschin, un ambiente che conosco molto bene per avervi ascoltato tante cose diverse a lungo. Ma non tutto il male vien per nuocere, già in passato io, Renato e Giovanni Aste ci eravamo organizzati per effettuare delle prove congiunte, sei orecchie son meglio di due e il confronto tra noi è stato motivo di crescita comune e di puntualizzazione delle singole esperienze.
    Questa volta c’era da ascoltare non un oggetto solo ma un impianto con componenti tutti per noi tre sconosciuti, composto dal sistema analogico Clearaudio Concept (dico sistema perché è un insieme giradischi/braccio/testina venduto congiuntamente in modo da offrire all’utente finale un setup analogico plug and play, settato in fabbrica e pronto per l’uso), dal’amplificatore valvolare Synthesis Roma AC753, dal dac Bryston BDA3 e dai diffusori Aliante Decò. Anche se ci siamo divisi i compiti per quanto attiene la redazione degli articoli (a Giovanni l’ampli a valvole, a me il giradischi e i diffusori, a Renato il dac Bryston) abbiamo lavorato congiuntamente, confrontando “a bocce ferme” (ossia non durante l'ascolto dei vari brani) le differenti (che poi tanto differenti non sono state)  impressioni, per cui gli articoli, pur a firma di uno, costituiscono una sintesi del pensiero di tutti. 

    Ovviamente non essendo a casa mia e non sapendo cosa mi aspettava, mi sono portato gli “attrezzi del mestiere” dell'analogista, disco test HiFi News, disco test RCA, disco stroboscopico, bilancina elettronica e bilancina meccanica simil Shure, bolle di livello varie, set di cacciavitini, microscopio portatile, dima, attrezzino per la verifica del vta, anche qualche cavetto per lo shell (non si sa mai).

     

    Andiamo a incominciare

    Il Concept è arrivato in un solido imballo, praticamente in versione plug and play, braccio già installato con testina dimata in fabbrica. l’unica cosa che occorre fare  è montare il piatto sul perno, operazione semplice ed alla portata della "casalinga di Voghera”, collegare il gira al pre phono ed alla rete elettrica, e si è pronti a partire.

    Dal punto di vita tecnico il Clearaudio Concept è un trazione a cinghia, sospensioni rigide, motore in dc con spazzole e cuscinetti a basso rumore, tre velocità di rotazione, 33, 45 e 78 giri (quest’ultima piuttosto rara a trovarsi). Il giradischi, come speso accade con i prodotti odierni, viene fornito di serie senza coperchio in plexiglas, che può essere preso a parte come optional.

    Il giradischi è molto bello, una linea che si inserisce bene in qualunque ambiente, con un waf ritengo alto (verificato sul parere delle donne che lo hanno visto), dà una impressione di solidità teutonica senza essere troppo invasivo. Il peso, poco sotto gli 8 kg, conferma che non siamo in presenza di un giocattolo, il braccio denominato con fantasia tedesca anch’esso Clearaudio Concept appare essere di buona fattura, l’unica cosa a mio avviso criticabile è l'utilizzazione di uno shell non a standard EIA però (a meno di non essere come me un fissato del pick-up rolling) non dovrebbe disturbare più di tanto il potenziale acquirente del Concept. Completa il sistema una testina mm, denominata anche essa (ovviamente) Clearaudio Concept.

    Volendo il gira può essere venduto (con supplemento di prezzo) con il braccio Clearaudio Satisfaction e/o con una testina mc Clearaudio (Concept mc o Essence mc). Anche la finitura può essere scelta dall'utente tra nero/argento, nero, legno,legno scuro.
     

    Il giradischi è stato inserito in una catena audio costituita da un ampli a valvole Sinthesys Roma ac753, solo linea, pre phono Trichord Dino e diffusori Aliante Decò (anche se nel corso degli ascolti ne abbiamo saltuariamente utilizzato anche altri). Per gli amanti dei cavi, che saranno sicuramente curiosi di saperne di più, posso dire che la gran parte degli ascolti è stata effettuata con i cavi (segnale, potenza ed alimentazione) della italiana Meleos cable.
    clearaudio-concept.jpg.549f24613e1ceea448a34b14b343661a.jpg
     

    Alla prova hanno partecipato, oltre allo scrivente, anche Renato Franceschin e Giovanni Aste, i pareri sono stati tutto sommato piuttosto simili.

    A questo punto mi pare corretto inserire un divertente siparietto che dimostra che il momento dello stupido può capitare a tutti e che quando si ascolta un oggetto hifi è bene non dare nulla per scontato. 

    Iniziamo con il disco test, soliti controlli di routine, canale destro, canale sinistro, segnale in fase, segnale in controfase a caso, giusto per prendere confidenza con il sistema Clearaudio e... panico!!!, un suono da oggetto guasto. Fermiamo tutto e controlliamo innanzitutto che i cavi siano correttamente inseriti, cavo del braccio, collegamento gira pre phono, collegamento pre phono ampli, ma non troviamo nessuna anomalia. Proviamo anche a collegare il pre phono ad altro ingresso ad alto livello dell’ampli, ma nulla cambia. 

    A questo punto iniziamo ad effettuare una frenetica serie di verifiche, prima controlliamo la messa in bolla con una livella ad hoc, perfetta; allora passiamo alla messa in dima, anche qui tutto ok. Poi il vta, sempre nulla da eccepire. Con il microscopio tascabile verifichiamo lo stato dello stilo nel dubbio che durante il trasporto,  nonostante l’ottimo imballo, possa avere subito un danno, ma tutto sembra perfetto. Per scrupolo ci accertiamo che il pick-up non “spanci”, a volte le sospensioni possono cedere, ma tutto appare in perfetto ordine. Anche se questa non può essere la causa, con l’ausilio del disco strobo diamo una controllata anche alla costanza e all'uniformità della rotazione del piatto, senza rilevare anomalia alcuna. 

    Sull’orlo della crisi di nervi, ci viene una idea, sostituiamo per disperazione  il pre phono, l’ottimo e ben conosciuto Trichord Dino, con un pre phono di riserva, una macchinetta economica da 20 euro e, miracolo, il gira adesso suona, pur limitato dal pre phono. 

    Ma io sono tignoso, non mi do per vinto facilmente, prendo il Dino, lo giro e capisco l’arcano, era settato per tutt’altra testina, una mc, non per una mm. L’ho riconfigurato al volo, 47 khom di carico, 100 pf di capacità e guadagno al minimo, l’ho ricollegato nella catena audio e il Clearaudio ha iniziato a sfoderare la magia dell’analogico.
     

    Abbiamo ascoltato The Dark Side of the Moon, la nona di Beethoven nell’edizione del ‘63 diretta da Karajan, quindi  un disco realizzato al di sopra di ogni sospetto dalla Fonè, e poi via via tanti altri brani. La prima cosa che si apprezza in questo setup analogico è il silenzio, la totale assenza di hum e ronzio, anche a volumi elevati, la seconda è la precisione della velocità e  soprattutto l'inavvertibilità delle fluttuazioni della stessa, la terza è la capacità di tracciamento, anche su dischi datati  e molto letti. 

    II gira è sembrato decisamente bene isolato dai disturbi esterni, pur non essendo stato poggiato né su una mensola né su un tavolino audiofilo. La prova del nove la si è avuta quando sono entrate correndo le figlie del padrone di casa, il gira ha continuato a suonare senza fare una piega o un sobbalzo.

    Ovviamente non è un giradischi perfetto, altrimenti non si spiegherebbe perché la Clearaudio ne produca di ben più costosi. Ad essere pignoli, molto pignoli, rispetto ai top di gamma, anche della stesa Clearaudio, il Concept ha un filo di autorevolezza in meno, forse anche un pizzico di minor prontezza nei transienti, ma per rendersene conto occorre avere ascoltato macchine top settate al meglio. Il sistema Concept ha però dalla sua un invidiabile rapporto q/p, a mio modo di vedere già la sostituzione della testina con una mc di qualità, non necessariamente costosa, ne incrementerebbe in modo sostanziale le performance. Ma anche con la testina di serie è possibile godere di un suono analogico di buon livello.
     

    Concludendo 

    A chi è rivolto questo giradischi? Ad un amante dell’analogico che non si fida a cercare nel vintage (con tutte le incognite che questo comporta), che desidera un prodotto plug and play, di facile installazione e pronto utilizzo ma che al contempo permetta nel tempo un upgrade della testina, un prodotto con una  valida rete di distribuzione e di assistenza in Italia, solido nella costruzione, bello da vedere, non ingombrante e soprattutto capace di fornire prestazioni di livello ad un prezzo ancora sostenibile.

        

    Fabbricante: Clearaudio
    Listino (sistema completo giradischi, braccio, testina): 1.329 euro

    Sign in to follow this  





Facebook

About Melius Club

Melius Club è il ritrovo dei cultori di tutte le passioni sospese tra arte e tecnica, appassionati sempre alla ricerca del miglioramento. Melius Club è l'esclusivo spazio web dove coltivare la propria passione, condividere informazioni, raccontare esperienze, valutare prodotti e soluzioni col supporto attivo della comunità degli appassionati.

Riproduzione audio e video, fotografia, musica, dischi, concerti, cinema, teatro, collezionismo e restauro di preziose apparecchiature vintage: qui su Melius hanno spazio tutte le passioni.

 

 

Il servizio web Melius.Club viene offerto al pubblico da Kunigoo S.R.L., start-up innovativa attiva nel settore Internet of content and knowledge, con codice fiscale 07710391215.
Powered by K-Tribes.

Follow us

×
×
  • Create New...

Important Information

Privacy Policy