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    Bill

    Franco Serblin, Snail Project

    1980
    Ho appena compiuto 18 anni ma al Salone Internazionale Della Musica a Milano ci vado in treno. I primi soldi guadagnati con un "vero" lavoro durante l'estate ho deciso di investirli in hifi, Per la patente ci penseremo in autunno.
    E' il mio secondo SIM. Dopo il primo, un po' controcorrente, ho comprato una "piastra di registrazione" JVC KD10 e una cuffia, adesso ho anche l'amplificatore, Sanyo, mi mancano le "casse", vado al Sim per questo, con un discreto gruzzolo a disposizione per l'epoca. La fiera audio numero uno in Europa regalava emozioni che solo chi ha vissuto il periodo può capire. Il Munich High End attuale non rende l'idea, allora quello che vedevi potevi (forse) permettertelo. Le cose realmente fuori dall'ordinario si contavano sulla punta delle dita: "Questo non potrò mai permettermelo" così dissi a Franco quando mi rese noto il costo dello Snail Project.

    Le esagerazioni che possiamo vedere nelle manifestazioni audio attuali hanno alzato l'asticella su livelli impensabili allora. Ma vedere lo Snail per la prima volta in tutta la sua Leonardiana magnificenza mi lasciò senza fiato. Il legno massello, rivalutato al punto di essere utilizzato anche per gli involucri delle induttanze del crossover, per le manopole e in ogni altra parte potesse avere un significato, l'ottone lucidato dei chiavistelli che ricordava parti di antichi velieri, le forme visionarie, l'aspetto realizzativo di altissimo artigianato ponevano questo manufatto ad un livello mai raggiunto nel settore.La contrapposizione alla freddezza funzionalità del design Giapponese e alla massiccia e muscolosa produzione USA facevano risaltare al Sim del 1980 l'eleganza tutta Italiana del capolavoro di Serblin.

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    Questo era Franco Serblin.
    Valerio, questa è la realizzazione del mio sogno, mi disse Franco, sono consapevole che non mi farà guadagnare, e se hai pazienza un anno o due ho grandi idee per portare la bellezza di queste forme nella casa di molti appassionati, ho già in mente il nome del prossimo prodotto, costerà circa un milione di lire la coppia, si chiamerà Parva, e il nome dell'azienda sarà Sonus Faber, ma questo per il momento non dirlo a nessuno. Fu così che diventai forse il primo cliente ufficiale di Sonus Faber, acquistai la mia coppia di Parva, i cui piedistalli ricordavano molto i "bracci" dello Snail. 
    Molti anni dopo Franco mi telefonò per chiedermi se per caso ancora fossi in possesso delle sue "casse" e alla mia risposta positiva mi chiese di ricomprarle! Fammi questo piacere, devo accontentare il mio distributore finlandese che a sua volta deve accontentare un collezionista: a malincuore lo accontentai.

    Alcuni anni fa ho avuto l'opportunità di acquistare uno dei 10 esemplari di Snail realizzati, il numero 2. Anche il numero 1 è in Italia, il possessore mi dice che l'assorbente acustico all'interno del mobile del sub woofer è costituito da migliaia di piccoli batuffoli in cotone, quelli usati dai dentisti per capirci, sì perché Franco allora di mestiere non costruiva diffusori ma utilizzava il trapano per altri scopi. 

    Quando la passione divenne mestiere e mi chiamò per riprendersi le Parva, lo andai a trovare nella sua casa in collina, arrivando con un po' di anticipo mi ricevette il nipote "dieci minuti e arriva, è andato a ritirare il primo lotto di un nuovo diffusore che uscirà a settembre, si chiama Minima, vieni che ti faccio sentire che meraviglia". Così aiutai Franco a scaricare dalla Lancia Delta con i sedili ribaltati il primo lotto di mobili delle splendide Minima Monitor. Vieni in giardino che ti faccio vedere il palo della cuccagna. Era davvero simile ma con una scaletta appoggiata e una piccola piattaforma sopra. Vedi, qui facciamo le misure in aria libera...

    Hai portato le Parva? Grazie mi hai fatto un grande favore, vieni che ti mostro lo stampo che usavo per formare la membrana in Kevlar del woofer. 
    Adesso ho trovato dei partner che producono quello che gli chiedo quindi non li faccio più io i woofer, proprio ieri ho conosciuto un'azienda ancora poco nota, la Skaanings, che mi ha promesso un woofer con caratteristiche straordinarie, lo voglio abbinare a un passivo KEF, hai presente? Poi ho delle idee particolari sul crossover, roba mai tentata prima. Questo era Franco Serblin.

     

    Cosa è lo Snail Project.

    Il nome sta a indicare l'arco temporale enorme che trascorse dall'idea alla definizione. Franco concepì il sistema subwoofer-satelliti molto prima che le grandi aziende lo estraessero dal cilindro, ma lo concepì a modo suo. La struttura si compone di un grosso e pesantissimo mobile in legno massello di una essenza (almeno nella prima produzione) il cui uso al giorno d'oggi è assolutamente proibito, che funge, oltre che da contenitore per i due woofer, da struttura di supporto per i due bracci che paiono realmente progettati da Da Vinci, atti a sostenere i due satelliti. I bracci possono essere regolati sia in estensione che in inclinazione, e credo che questo sia l'unico sistema di questa foggia mai realizzato anche negli anni successivi.

     

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    La parte superiore del mobile ospita anche il crossover passivo per la divisione della gamma medio-alta, mentre tra woofer e satelliti fu prevista una divisione "elettronica". Il crossover a vista (dotato di un coperchio sempre in legno massello) di splendida realizzazione, utilizza varie parti in legno per il bloccaggio delle induttanze ed è completato da una coppia di deliziose manopole di attenuazione sempre in massello. Le griglie di protezione, sia dell'unità sub che dei satelliti, sono costituite da una moltitudine di piccoli listelli della stessa essenza dei mobili. L'evoluzione di questa particolarità estetica sono stati gli elastici, avete presente?, imitati da molti altri costruttori di prestigio. I bracci sono settabili tramite una serie di chiavistelli in ottone lucidato, una parte di questi incorpora un occhiello per il passaggio del grosso cavo Monster Cable forse gli unici cavi "fuori standard" disponibili allora.
    La costruzione è spettacolare, all'epoca nulla si avvicinava a questo livello realizzativo. La componentistica era forse il meglio disponibile allora, tutta JBL. Nonostante l'età, le evoluzioni tecnologiche e dei materiali, lo Snail suona ancora dignitosamente. La gamma bassa, non particolarmente profonda, è frenata e naturale. La gamma medio bassa è forse la parte migliore del capolavoro di Franco, asciutta, tesa, con un piacevolissimo effetto di punch "live". Discreta la gamma media, leggermente nasale su alcune voci, in particolare femminili, tiene il passo del resto sulle voci maschili. Ottimi gli strumenti a fiato, dinamici al punto giusto. Gli alti utilizzano la famosissima ogiva JBL con i noti pregi e difetti.

    Ma, ovviamente, il valore collezionistico dello Snail prescinde dalle prestazioni sonore, una Ferrari GTO non viene acquistata per le sue prestazioni assolute. Franco Serblin è stato un appassionato che ha creato un mito, ha spianato la strada a molti altri costruttori nazionali, ha reinventato con l'impiego del legno massello il modo di costruire diffusori acustici, ha creato dal nulla un marchio che è diventato un riferimento mondiale.
    Una serie di vicissitudini e veti dopo aver ceduto il marchio lo ha tenuto lontano qualche anno dal mercato ma appena ne ha avuto l'opportunità vi è rientrato con prepotenza questa volta facendo del suo nome e cognome un brand.

    Tornando un attimo con nostalgia ai rapporti personali dopo molti anni ho ricevuto una mail che diceva più o meno così: Ciao Valerio, ho visto che vendi Mundorf, ho bisogno di alcuni componenti per un nuovo progetto perché la storia non è ancora finita.






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